Libri dalla categoria Atlantide
La Forza dell’Intuizione
Risveglia il tuo potenziale innato
Autore/i: Peirce Penney
Editore: TEA – Tascabili degli Editori Associati
prefazione di Carol Adrienne, traduzione di Maddalena Togliani.
pp. 396, ill. b/n, Milano
Riscoprire e accrescere lo straordinario potere dell’intuizione.
«L’intuizione è il succo della vita, ci dà fluidità e gioia, risposte immediate e un vasto sapere.»
Proprio così: quando il potere intuitivo raggiunge la sua massima espressione, la realtà acquisisce sfumature diverse, prospettive ampliate, sfaccettature inusuali e sorprendenti… Insomma, la realtà si ammanta di magia pur nella sua quotidianità. In questo libro, Penney Peirce ci guida in un percorso volto a sviluppare l’intuizione, facoltà che tutti noi possediamo naturalmente, ma a cui molto spesso non prestiamo ascolto. L’autrice ci mostra che, se impariamo a coltivare giorno dopo giorno il nostro potere intuitivo, possiamo vivere ogni esperienza della nostra vita in maniera più completa, presente e consapevole. In questo modo sarà più facile riconoscere il nostro vero Io, individuare il giusto percorso esistenziale, e spirituale, da intraprendere e stabilire una connessione autentica e profonda con il corpo, l’anima e l’ambiente circostante.
Penney Peirce è considerata a livello internazionale tra le massime autorità nel campo dello sviluppo intuitivo. La sua «missione» è di accrescere le capacità empatiche e percettive, di sviluppare il potenziale umano e aprire a una spiritualità autentica e profonda. I suoi corsi sono stati seguiti da uomini daffari, manager dazienda, scienziati e psicologi. Ha pubblicato numerosi libri, tra cui La via dell’intuizione, tradotto in 12 lingue.
La Cavalleria Medievale
Origini, storia, ideali
Autore/i: Marillier Bernard
Editore: Edizioni L’Età dell’Acquario
traduzione dal francese di Elga Mugellini.
pp. 160, nn. ill. b/n, Torino
Dall’epoca di Carlo Magno e per sette secoli, la cavalleria, un’istituzione militare segnata da un profondo anelito spirituale, ha dominato la società europea. Figlia del suo tempo, con tutto ciò che questo implica, e colonna vertebrale del sistema feudale, la cavalleria rappresentò uno stile di vita e un ideale che si incarnavano in un tipo d’uomo e di guerriero particolare, il miles, il soldato per eccellenza, sintesi vivente di tutto ciò che lo spirito umano poteva concepire di più elevato, vale a dire l’onore, la saggezza, la misura, la fedeltà al proprio signore e alla parola data, il coraggio, l’abnegazione, la pietà, l’accettazione serena della morte. Bernard Marillier penetra nel segreto di questa fraternità guerriera e ne fa rivivere in tutto il suo fascino la storia spirituale, temporale e letteraria, liberandola dall’idealizzazione romantica e restituendocela nella sua autentica dimensione di vita e di pensiero.
Bernard Marillier, studioso di storia e tradizioni europee ed extraeuropee, è autore di numerosi volumi, fra i quali ricordiamo Le Svastika, Les Cathares e, editi dalle nostre edizioni, I Templari. Storia e segreti del più misterioso Ordine medievale e La cavalleria medievale. Origini, storia, ideali.
Divinità Umanità e Natura
Il monoteismo nella tradizione Vaishnava
Autore/i: Ferrini Marco
Editore: Centro Studi Bhaktivedanta
nota dell’autore.
pp. 160, Perignano (PI)
Con il termine Induismo si designa una realtà complessa che sovente viene ridotta, semplificata e spesso erroneamente interpretata. Il ricercatore che si avvicina alla Civiltà Indovedica sprovvisto di una serie di dati fondamentali, non riesce a cogliere un disegno unico nel multiforme fenomeno cui assiste, per cui rimane frastornato e finisce per descriverlo come politeismo o panteismo, quando non riduce tutto a leggenda o superstizione. Ma dietro a questa apparentemente caotica facciata esistono un’interiorità ben strutturata e un ordine preciso di valori, fisici e metafisici.
Trattato di Ateologia
Fisica della Metafisica
Autore/i: Onfray Michel
Editore: Fazi Editore
prima edizione, prefazione e introduzione dell’autore, traduzione dal francese di Gregorio De Paola.
pp. 224, Roma
Dio non è affatto morto, o se lo era è ormai nel pieno della sua rinascita, in Occidente come in Oriente. Di qui l’urgenza, secondo Onfray, di un nuovo ateismo argomentato, solido e militante. Un ateismo che non si definisca solo in negativo, ma si proponga come nuovo e positivo atteggiamento nei confronti della mia vita, della storia e del mondo. L’ateologia (il termine è mutuato da Bataille) deve in primo luogo avanzare una critica massiccia e definitiva ai tre principali monoteismi, poi proporre un deciso rifiuto dell’esistenza del trascendente e promuovere finalmente, dopo millenni di trascuratezza, una cura per “il nostro unico vero bene: la vita terrena”, il benessere e l’emancipazione dei corpi e delle menti delle donne e degli uomini.
Ottenibile solamnte attraverso una “decristianizzazione radicale della società”. Un libro di grande potenza e leggibilità, che continuerà a far discutere e ad appassionare migliai di lettori, infastiditi dalla retoricare filoreligiosa e neospiritualista che domina negli ultimi anni il dibattito intellettuale e politico italiano. Trattato di Ateologia ha ottenuto un successo straordinario in Francia e in Italia ed è stato tradotto finora in diciotto paesi.
Michel Onfray nasce nel 1959 ad Argentan da una famiglia contadina. Laureato in filosofia, tra il 1983 e il 2002 ha insegnato in una scuola tecnica di Caen, per poi fondarvi un’Università popolare, gratuita, con lo scopo di diffondere un’altra filosofia, assai distante da quella accademica, cui rimprovera l’insegnamento esclusivo della storia ufficiale, a discapito di una riflessione filosofica più autentica. Autore di numerose pubblicazioni, al centro della sua riflessione vi è la necessità di integrare filosofia, psicanalisi, sociologia e scienza e di celebrare edonismo, sensi e ateismo. Il suo Trattato di ateologia, uscito in Francia nel 2005, raggiungendo in poco tempo le 200.000 copie, è diventato fin da subito un vero e proprio caso editoriale. Ha suscitato un intenso dibattito culturale sulle pagine di molti giornali e la pubblicazione di due monografie di risposta al suo Trattato. «Scelgo l’ateismo che solo permette un socialismo libertario, per il quale per altro mi batto». Dalla constatazione dell’emergere di un nuovo fondamentalismo religioso, in Occidente come in Oriente, ecco l’urgenza di sostenere un nuovo ateismo, più apertamente militante. Al Trattato di ateologia uscito per Fazi Editore nel 2005, sono seguite la pubblicazione di Teoria del corpo amoroso. Per un’erotica solare (2006), in cui Onfray si concentra sull’etica erotica, contrapponendo la tradizione cristiana della colpevolezza della carne, a quella epicurea e cinica della libertà amorosa e dei corpi e il primo titolo, Le saggezza antiche, dedicato all’Antichità, della sua Controstoria della filosofia, un progetto in più volumi per recuperare il pensiero di quei filosofi caduti in disgrazia a causa del predominio degli idealisti.
La Dieta Afrodisiaca
Consigli e ricette, cibi si e cibi no per godere dell’Amore fino in fondo
Autore/i: Lecordier Ursula
Editore: Sperling & Kupfer Editori
introduzione dell’autrice.
pp. 156, Milano
Un vecchio proverbio dice: «La via del cuore di un uomo passa per il suo stomaco» e, fin da quando Eva indusse Adamo a spartire con lei la mela, è sempre esistito un forte ed evidente legame tra cibo e sesso.
Spesso oggi, però, travolti dalla fretta, dalle catene dei fast-food, dalla mania di essere supermagri a tutti i costi, si dimentica che mangiare può essere un’esperienza sensuale e appagante, il miglior preludio a una notte d’amore. L’autrice di questo libro, Ursula Lecordier, propone perciò una dieta del tutto particolare, altamente energetica, che non solo assicura salute e vitalità, ma è anche stimolante per il corpo e per la mente. Lo scopo è quello di essere sempre in forma ma con un pizzico di buonumore, anziché a costo delle frustranti privazioni che solitamente le diete impongono. Infatti, molte ricette non tengono conto delle calorie (anzi, sono piuttosto permissive in questo senso), ma chi necessita veramente di una dieta ipocalorica può facilmente adattarle alle proprie esigenze. Spesso, inoltre, gli alimenti con il più alto contenuto energetico e afrodisiaco si rivelano anche dimagranti: i frutti di mare, i crostacei, la selvaggina, le uova, le verdure specialmente se crude, i cibi integrali e, come condimento quando ci vuole, l’olio d’oliva crudo. Oltre ai consigli dietetici, questo libro propone un ricettario completo per organizzare menu afrodisiaci di sicuro effetto, suggerisce alcuni esercizi ginnici atti a tonificare quelle parti del corpo che vengono maggiormente sollecitate durante l’attività sessuale e termina con un capitolo dedicato al massaggio orientale, un sofisticato piacere di cui si svelano qui tutti i segreti. La dieta afrodisiaca è dunque il libro per coloro che vogliono essere belli, sani e soddisfatti e godere appieno delle cose migliori della vita.
Per chi, dopo aver raggiunto il peso ideale, si è ributtato sul cibo riacquistando così i chili e il malumore; per chi durante una dieta si sente debole, depresso e irritabile; per chi odia il proprio corpo che impone tanti sacrifici e rinunce, finalmente una dieta divertente e provocante per essere belli, sani e soddisfatti.
In questo libro:
- I Segreti degli afrodisiaci
- La dieta per un’intensa attività sessuale
- Pranzetti deliziosi
- Dolci peccaminosi
- La ginnastica sexy
- Il massaggio orientale, un piacere lussurioso
La Raccolta della Roccia Blu
Cento casi dello Zen modello di tutti i koan – Volume 3
Autore/i: Autori vari
Editore: Ubaldini Editore
traduzione del testo cinese Pi Yen Lu e commento a cura di Thomas e J. C. Cleary, prefazione di Taizan Maezumi Roshi, traduzione di Fabrizio Pregadio.
pp. 192, Roma
“La raccolta della roccia blu”, l’opera più venerata della tradizione buddhista zen, ci rivela cos’è l’illuminazione, cos’è la vita illuminata, e come i patriarchi e i maestri del passato si sforzavano di raggiungerla, la ottenevano, la realizzavano e la praticavano.
La Raccolta della roccia blu è una traduzione del classico testo cinese Pi Yen Lu (in giapponese Hekigan Roku) in cui sono presentati cento aneddoti di detti e Vicende tratti principalmente da racconti tradizionali di maestri e discepoli ch’an, illustrati in versi e in prosa da valenti maestri ch’an di periodi successivi. I cento kung an, ‘casi pubblici’ di avvenimenti antichi, in essa contenuti, furono riuniti durante la dinastia Sung dal grande maestro Hsueh Tou il quale indicò il senso di ogni Storia con versi e con l’aggiunta di osservazioni personali.
Circa sei anni dopo la sua morte, un altro eccellente maestro ch’an, Yuan Wu, in una serie di discorsi spiegò gli aneddoti originali e i versi della raccolta di Hsueh Tou. Gli aneddoti e i versi di Hsueh Tou, insieme con le introduzioni, le osservazioni e i commenti di Yuan Wu, formano tutti insieme la Raccolta della roccia blu.
Venerata più di qualsiasi altro libro tra i buddhisti zen come un testo modello di koan, e famosa particolarmente per la sua sottigliezza e la sua profondità sia nella forma che nel contenuto, la Raccolta della roccia blu ci rivela cos’è l’illuminazione, cos’è la vita illuminata e come i patriarchi e i maestri del passato si sforzavano di raggiungerla, la ottenevano, la realizzavano e la praticavano. Dopotutto, questi casi non sono soltanto semplici aneddoti di interesse Storico e filosofico; sono il documento vivo di generazioni di pratica illuminata.
Sebbene molte altre raccolte contenenti estratti della letteratura zen esistano oggi tradotte in occidente, nessuna di esse può competere con l’ampiezza e il respiro di questo libro che a ragione è detto dalla tradizione il “primo testo dello Zen”.
L’accurata versione qui presentata in tre volumi mantiene sia la bellezza che la precisione dell’originale; i detti e gli atti degli antichi maestri, combinati con il loro mordace senso dell’umorismo, illuminano tutte le pagine, ulteriormente ravvivate dai penetranti e coloriti commenti in prosa e in versi dei Saggi della dinastia Sung.
“La raccolta della roccia blu”, l’opera più vecchia della tradizione Buddhista Zen, ci rivela cos’è l’illuminazione, cos’è la vita illuminata, e come i Patriarchi e i Maestri del passato si sforzavano di raggiungerla, la ottenevano,la realizzavano e la praticavano.
Thomas J. Cleary sì è laureato all’Università di Harvard in Lingue e civiltà dell’Asia orientale ed è membro della Buddhist Association of the United States. Vive attualmente a Berkeley, California.
J. C. Cleary ha ricevuto il diploma summa cum laude in Folklore e mitologia allo Harvard College. Attualmente risiede ad Arlington, Massachusetts.
Manuale dell’Alchimista
Guida alla pratica del laboratorio alchemico
Autore/i: Frater Albertus
Editore: Casa Editrice Astrolabio
unica edizione, introduzione di Israel Regardie, prefazioni dell’autore, traduzione di Pietro Negri.
pp. 120, ill. b/n, Roma
L’Alchimia non solo si occupa della purificazione dei metalli e di guarire le infermità umane, ma, in quanto Scienza e Arte, fornisce sia un mezzo per ordinare in forma sintetica tutte le altre scienze.
sia un addestramento delle facoltà intellettuali e spirituali. Questo libro costituisce uno strumento insostituibile per il principiante che voglia accingersi allo studio dell’Alchimia. In esso, ciò che‘un tempo veniva tramandato sotto la protezione del voto di segretezza viene qui presentato semplicemente e senza oscurità.
Per la prima volta l’aspirante sincero riceve un manuale chiaro, conciso, efficace e pratico in cui i fondamenti dell’Alchimia sono discussi e trattati esaurientemente e in cui vengono date tutte le istruzioni per organizzare a casa propria un laboratorio senza spese eccessive.
indicando al principiante l’equipaggiamento essenziale da acquistare.
Partendo dalla Circolazione Minore, la trasformazione alchemica nel regno vegetale, questo manuale insegna gradualmente tutti i metodi e procedimenti essenziali per qualsiasi opera e trasformazione nel regno minerale.
La Cabala Mistica
Autore/i: Dion Fortune
Editore: Casa Editrice Astrolabio
premessa dell’autrice, traduzione di Paolo Valli.
pp. 280, ill. b/n, Roma
Il misticismo della Cabala fornisce le fondamenta del moderno occultismo, forma la base teorica su cui si sviluppa tutto il cerimoniale dell’occultismo occidentale. Il testo, che non è uno studio storico sulle fonti della Cabala ma piuttosto un’esposizione dei suoi usi per i moderni studiosi dei misteri, svela quella struttura sorta sulla Cabala tradizionale dei rabbini attraverso l’opera di generazioni di studiosi che hanno fatto dell’Albero della Vita il loro strumento di sviluppo spirituale e di lavoro magico.
Dion Fortune (Violet Mary Firth, 1891-1946), psicanalista freudiana ed esperta di magia, appartenne per qualche anno all’ordine cabbalistico della Golden Dawn per poi fondare il suo gruppo di studi occulti,“The Fraternity of the Inner Light”. Fu forse la prima scrittrice di magia cerimoniale e di ermetismo che attinse a piene mani alle opere di Freud e più tardi di Jung.
Lo scopo principale che Dion Fortune voleva raggiungere attraverso i suoi romanzi era di allargare al vasto pubblico le sue conoscenze di magia e di occultismo, improntate al ritorno a una libertà individuale naturale in cui l’energia femminile e lunare si innalza a intermediario con il divino.
Dion Fortune nacque come Violet Mary Firth a Llandudno (Galles) nel 1890 da una famiglia di albergatori. Alcuni suoi biografi narrano che già a quattro anni avesse visioni di Atlantide che la indirizzarono più tardi verso la magia, ritenendosi la reincarnazione di una grande sacerdotessa del tempio. Durante l’adolescenza, la sua famiglia si trasferì a Londra dove iniziò un percorso di conoscenza attraverso la Christian Science (alla quale aveva aderito la madre), la psicologia freudiana, le società teosofiche, l’ordine cabalistico della Golden Dawn, il tutto condito dagli studi occulti con il professore anglo-irlandese T.W.C. Moriarty.
Fu proprio quest’ultimo che la salvò dagli influssi nefasti e protratti negli anni di attacchi psichici, subiti durante la sua permanenza in collegio, e che lei prese a modello per il Dr. Taverner, personaggio principale di uno dei suoi romanzi più famosi, “The Secrets of Dr. Taverner”. Il tema di questo libro è comune a quello di altri suoi romanzi, quali ad esempio “Il Dio dal piede caprino”, dove una persona caduta in disgrazia con il mondo, per insuccessi personali, azioni di nemici o motivi di salute, e vicina al crollo psicologico viene salvata da una sacerdotessa potente, o da un mago, e reintegrata socialmente e psichicamente. Prima dello scoppiare della I Guerra Mondiale, quando era poco più che ventenne, studiò psicologia e lavorò per qualche anno come psicanalista, non essendo la professione ancora regolamentata dagli ordini medici.
Dion Fortune fu forse la prima scrittrice di magia cerimoniale e di ermetismo che attinse a piene mani alle opere di Freud e più tardi di Jung. Dopo la morte di Moriarty, diresse la “Christian Mystic Lodge” della Società Teosofica. Nel 1926, sposò Thomas Penry Evans, un dottore gallese che lavorava a Londra, detto Merlino dagli amici per i suoi interessi magici. Il loro rapporto si basò sulle attività magiche comuni incentrate sulla zona di Glastonbury, vicino a Stonehenge, piuttosto che su un’autentica relazione di coppia.
Quando nel 1939 Evans la lasciò per un’altra donna, Dion Fortune tenne comunque aperto sia il centro di Londra che quello di Glastonbury che aveva fondato per il loro gruppo, “The Fraternity of the Inner Light”. Morì di leucemia a Londra nel 1946.
I Racconti di Belzebù a suo Nipote
Critica oggettivamente imparziale della vita degli uomini
Autore/i: Gurdjieff Georges Ivanovič
Editore: Neri Pozza Editore
seconda edizione rivista da Letizia Comba e Danilo Cassina, traduzione di Letizia Comba e Igor Legati.
pp. 1024, Vicenza
Fino al 1924, G.I. Gurdjieff aveva insegnato alla maniera orientale, comunicando le sue idee a un piccolo gruppo di allievi, sempre e solo in modo diretto sia nella teoria che nella pratica, senza mai permetter loro di trascrivere le indicazioni ricevute. Ma quell’anno, in seguito a un grave incidente, egli ritenne che fosse giunto il momento di far conoscere l’insieme delle sue idee “in una forma accessibile a tutti”. Si trattava cioè di evocarle in un libro che potesse suscitare nel lettore sconosciuto una nuova e inabituale corrente di pensieri; perciò egli decise di adottare la forma, comune alle grandi tradizioni, di un racconto mitico “su scala universale” e tuttavia centrato sul problema essenziale: il significato della vita umana. Allora, pur senza abbandonare le sue altre attività, si piegò al mestiere di scrittore, con la prontezza e il vigore che lo caratterizzavano e con quell’abilità artigianale che in gioventù gli aveva permesso di imparare tanti altri mestieri. L’opera fu scritta in condizioni spesso difficili e nei luoghi più disparati. Man mano che procedeva la stesura, egli ne faceva leggere ad alta voce i brani, che poi rielaborava. Qualche anno più tardi, portato a termine il suo compito, Gurdijeff non aveva scritto solo un libro, bensì una serie di libri. A questo insieme monumentale egli diede come titolo Di tutto e del Tutto. I Racconti di Belzebù a suo nipote ne costituiscono la prima parte. Sin dall’inizio intorno al libro si crea una leggenda: il suo carattere insolito fa sì che molti lo dichiarino impubblicabile. E tuttavia nel 1948, un anno prima della sua morte, Gurdijeff ne fa preparare l’edizione in diverse lingue, e nel ’50 viene pubblicato simultaneamente in America, in Inghilterra e in Austria. Da allora è stato tradotto e pubblicato in decine di paesi, e in Italia la prima edizione, da lungo tempo esaurita, viene oggi ripresentata in versione riveduta. Se la pubblicazione di questo libro è stata sin dall’inizio un avvenimento culturale, essa è certamente ancor più un avvenimento umano: giacché si rivolge a chiunque porti in sé le domande fondamentali a cui, a suo avviso, né la scienza né la filosofia moderna hanno dato risposta. Questo libro sarà allora un’avventura forse difficile in una terra sconosciuta e sconcertante ma, se ha risvegliato il desiderio di viverla, sarà certamente un’avventura straordinaria.
Gente di Frontiera
Storie di creature «diverse», in anticipo sull’evoluzione: sensitivi, veggenti, medium
Autore/i: Talamonti Leo
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
unica edizione, introduzione dell’autore.
pp. 276, Milano
Vivono fra noi uomini e donne che, alla prova dei fatti, possiedono incontestabili anche se inesplorate peculiarità, nella loro fisiologia mentale e corporea, che li pongono al limite tra il mondo reale e quello ultrasensibile: «gente di frontiera», che sembra essere in anticipo sull’evoluzione. Giudicati, con una sufficienza che spesso Sconfina nella discriminazione, «diversi» da noi, essi tuttavia appartengono alla nostra comune esistenza quotidiana. Molti li guardano con sbigottimento o diffidenza; Federico Fellini ce ne ha dato alcuni stupendi ritratti nei suoi film (e ne parla lui stesso, in prima persona, in questo libro); la scienza razionalistica, quando non li nega, almeno nel nostro paese tende a disprezzarli. Sono obiettive biografie e vicende di questa «gente di frontiera» quelle che Leo Talamonti qui racconta: sensitivi, veggenti, medium e simili creature fuori del comune, di cui egli riferisce la vita quotidiana, descrive i comportamenti e i codici di conoscenza e di morale, verifica puntigliosamente gli incredibili exploits. Tutto sostanziato di fatti, testimonianze dirette, di accertamenti, questo libro è il risultato di lunghi e, continui Contatti dell’autore stesso, una instancabile e sempre lucida ricerca tesa a comprendere, se non a «spiegare», la logica che regge il modo di vivere e di «pensare» che è proprio di queste inquietanti creature, umili e dotte, istintive e supersofisticate. Un dossier straordinario come un romanzo, un approccio semplice e fattuale a quella realtà invisibile che, nonostante ogni scetticismo razionalistico, non può essere esclusa dalla misteriosa ricchezza… di dimensioni delle esperienze umane.
Leo Talamonti è nato in Abruzzo nel 1914. Dopo essere stato per molti anni ufficiale di aeronautica si è dedicato al giornalismo, specializzandosi nella divulgazione di problemi psicologici e parapsicologici, di cui si è occupato anche in sede scientifica e sperimentale. Dagli anni ’50 collabora a periodici scientifici italiani e stranieri. Ha fondato e diretto la rivista «Scienza e Ignoto» e ha pubblicato i seguenti volumi: Universo proibito (1966 più volte ristampato e tradotto in molte lingue); Guida al carattere (1968) e La mente senza frontiere (1974).
La Stele Nera
La storia di Jean-François Champollion e della sua interpretazione dei geroglifici sullo sfondo di un Egitto affascinante e misterioso
Autore/i: Jacq Christian
Editore: SugarCo Edizioni
prologo dell’autore, traduzione di Silvia Accardi.
pp. 328, Milano
La grande forza di un buon romanzo storico è quella di riuscire a coniugare, utilizzando una seria documentazione, avvenimenti realmente accaduti con un narrato capace di coinvolgere il lettore nelle avventure e nelle psicologie dei personaggi, di far rivivere con credibilità ambienti e atmosfere remote. Questo libro è un romanzo scritto da un egittologo per raccontare la figura del primo e più geniale degli egittologi: Jean-François Champollion, l’immortale scopritore del significato dei geroglifici. Dal luglio 1828 al dicembre 1829 Champollion visse i momenti più esaltanti della sua breve esistenza: alla testa di un piccolo gruppo di ricercatori riuscì, finalmente, a recarsi in Egitto per verificare, sul campo, la validità delle proprie scoperte. Il libro di Christian Jacq narra appunto, documentatamente, di questo straordinario viaggio, denso di difficoltà e di pericoli, per le asprezze dei luoghi e i subdoli inganni di funzionari ottusi e corrotti, da Alessandria di Egitto fino alla remota Abu Simbel nel cuore del Sahara, un viaggio che contribuì, in maniera decisiva, a riportare alla luce, insieme agli antichi monumenti, cinquant’anni di storia sepolta sotto la sabbia del deserto.
L’autore dà la parola allo stesso Champollion, riportando, spesso alla lettera, le frasi da lui pronunciate e scritte. La maggior parte degli avvenimenti narrati corrisponde alla realtà dei fatti.
Leggendoli in questo affascinante romanzo possiamo rivivere un’esperienza che fu anche un pellegrinaggio dello spirito verso le fonti iniziatiche del sapere e un’avventura intellettuale e umana che resterà unica nella storia della cultura.
Christian Jacq, egittologo, saggista e romanziere, ha riscosso in Francia uno straordinario successo coni suoi libri sull’antico Egitto e ha ricevuto il premio Maisons de la Presse dell’Académie francaise per L’Égypte des grands pharaons. La sua saga su Ramses, pubblicata nel 1997 in cinque volumi, è diventata subito un bestseller.
Uguale successo hanno avuto i suoi saggi (Le donne dei faraoni, Il mondo magico dell’antico Egitto, Conoscere l’antico Egitto, L’insegnamento del saggio Ptahhotep, La Valle dei re) e il nuovo romanzo Il faraone nero.
Storia e Mistero del Conte Dracula
La doppia vita di un feroce sanguinario – Transilvania, 1430-1476: le crudeltà del Conte Vlad, detto l’Impalatore, divennero leggenda. Ritrovato il castello e i suoi documenti
Autore/i: McNally Raymond T.; Florescu Radu
Editore: Edizioni Piemme
prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione dall’inglese a cura di Gioia Guerzoni.
pp. 328, 1 tavv. b/n f.t., nn. ill. b/n, Casale Monferrato (AL)
Il Dracula storico era veramente un vampiro? Qual è la relazione tra il principe realmente vissuto e il conte-vampiro creato da Bram Stoker? Abbiamo a che fare semplicemente con fatti realmente accaduti o con misteri che vanno al di là della ricerca storica?
Scritto in modo brillante e avvincente questo libro, corredato anche da un’accurata bibliografia e filmografia, fornisce una precisa cornice storica e geografica e fa piena luce su di un personaggio che da sempre ha affascinato e terrorizzato la nostra immaginazione.
Da un oscuro principe romeno del XV secolo, conosciuto come Vlad l’Impalatore, attraverso ricerche storiche e archeologiche, emerge la figura di un vero crociato, un raffinato diplomatico, uno straordinario stratega militare. Attraverso tradizioni orali mantenute vive nelle storie tedesche, romene e russe dei secoli XV e XVI, Dracula viene dipinto come una persona crudele “che amava intingere il pane nel sangue delle sue vittime”.
Questa straordinaria vicenda dimenticata nei secoli successivi, è stata risuscitata nel tardo XIX secolo dal romanziere Bram Stoker e dalla produzione cinematografica del nostro secolo.
9 Prefazione
9 I. Dracula nella letteratura, nella storia e nel folclore
16 II. Bram Stoker e la ricerca del castello di Dracula
27 III. Il Dracula storico: un tiranno venuto dalla Transilvania
43 IV. Principe di Valacchia
60 V. Le Crociate contro i turchi
81 VI. Il castello di Dracula
102 VII. I libelli su Dracula del XV secolo
121 VIII. Il Dracula storico 1462-1476: prigionia e morte
135 IX. Snagov: il mistero della tomba vuota
149 X. Le fonti del folclore
149 Storie tedesche
156 Storie russe
167 Storie romene
182 XI. Vampirismo: folclore del mondo antico
199 XII. Bram Stoker
225 Conclusione
227 Appendici
230 Cronologia
233 Genealogia
235 Bibliografia
276 Filmografia su Dracula, vampiri e non morti
320 Appunti di viaggio.
Saggi sull’Idealismo Magico
Autore/i: Evola Julius
Editore: Editrice Atanòr
prima edizione, avvertenza dell’autore.
pp. 204, Roma
Il valore dei Saggi sull’idealismo magico consiste in buona misura nell’aver superato, con un’audace rottura di livello, il tragico dualismo (conducente alla follia o alla distruzione) dei grandi precursori di Evola: Nietzsche, Weininger e Michelstaeder. Semplificando, si può dire che il loro significato si racchiude forse nel concetto che la verità o la falsità dell’idealismo può venire decisa non per un atto intellettuale, ma per una realizzazione concreta, quella, cioè, in cui si deve realizzare l’atto magico per eccellenza, mediante il quale l’esistenza empirica venga realmente trasfigurata e risolta nella divinità.
Avvertenza
I. Il problema dello spirito contemporaneo e il trapasso dell’Idealismo
II. Sul concetto di potenza
III. L’Io sopranormale
IV. La costruzione dell’immortalità
V. L’essenza dello sviluppo magico
VI. Esigenze contemporanee verso l’idealismo magico
Carlo Mochelstaeder
Otto Braun
Giovanni Gentile
Ottavio Hamelin
Ermanno Keyserling
APPENDICE – Sul significato dell’arte modernissima
INDICE DEI NOMI E DEI TESTI ANONIMI
I Ching
Una moderna interpretazione del sistema più antico di predizione del futuro
Autore/i: Reifler Sam
Editore: Siad Edizioni
introduzione dell’autore, traduzione di Giancarlo Tarozzi.
pp. 320, Milano
L’I Ching, ovvero Libro dei mutamenti, è uno dei più antichi testi oracolari tramandati alla nostra civiltà dal trascorrere dei secoli. Elaborato dalla saggezza cinese tra duemilacinquecento e tremila anni fa, esso rappresenta un semplice ma efficacissimo metodo di divinazione, alla portata di chiunque. Sono sempre esistite, tuttavia, grosse difficoltà per l’interpretazione dei responsi forniti dall’oracolo cinese; difficoltà che in parte derivano dall’oscurità del suo linguaggio simbolico, e in parte dal millenni che ci separano dall’epoca della sua composizione.
Sam Reifler, da anni studioso del pensiero orientale, colma oggi questa lacuna, offrendoci un libro che si pone come guida teorica e pratica, all’uso dell’I Ching. Dopo aver fornito le indicazioni essenziali sulla tecnica relativa al porre le domande, Reifler passa in rassegna i sessantaquattro esagrammi di possibili risposte, illuminandone il significato, l’attualità, agli occhi dell’uomo moderno.
Se, come nota l’autore, è vero che queste risposte «incorporano tutta quanta l’esperienza umana», è altrettanto vero che da esse si può trarre il segno di una volontà superiore, di un disegno che ci trascende. Tradurlo in termini comprensibili al mondo occidentale, senza cadere nel misticismo o nell’astrazione religiosa, è il compito che Reifler si è proposto; e lo ha egregiamente svelto in queste pagine, che gettano nuova luce su un’antichissima strada diretta al cuore immutabile della realtà.
Una Donna sul Trono di Pietro – Mille Anni di Leggenda
Autore/i: D’Onofrio Cesare
Editore: Romana Società Editrice
edizione speciale per la Cassa di Risparmio di Roma, presentazione e fotografie dell’autore.
pp. 248, riccamente illustrato a colori e b/n, Roma
Verso l’anno 850 una giovane, nata nella città tedesca di Magonza, si trasferisce a Roma. Qui, celando la propria identità sotto abiti maschili, data la sua grande cultura e la vita esemplare, sale rapidamente per tutti i gradi ecclesiastici fino ad essere eletta papa, col nome Giovanni. Senonché, trascorsi due anni e mezzo di pontificato, si scopre l’imbroglio: durante un solenne corteo, arrivato tra il Colosseo e la chiesa di S. Clemente, in mezzo alla strada il presunto papa dà alla luce un bambino. Come conseguenza dell’accaduto, per evitare che in futuro una donna potesse nuovamente ingannare la Curia viene stabilito che il pontefice neo-eletto, prima dell’incoronazione, sia fatto sedere su due seggiole dal sedile forato per il previo accertamento anagrafico.
Ma cosa c’è di vero in tanto singolare leggenda, nata quasi mille anni fa, arricchitasi nel corso dei secoli di sempre nuovi dettagli (assai spesso salaci), fino a diventare un’insegna nelle feroci polemiche dei protestanti contro i cattolici?
Il D’Onofrio dimostra che ci troviamo di fronte ad una «storia» falsa ma costituita per intero di elementi pienamente reali e storici. Infatti, con attenta rilettura critica di tutte le fonti (archeologiche, letterarie, liturgiche, topografiche, artistiche), dopo aver spiegato in che modo le tessere del complesso mosaico raffigurante questa leggenda erano andate a poco a poco fuori posto fino a formare una scena, maliziosa e maligna, interamente sconvolta, l’Autore col rigoroso metodo storico e con la chiarezza di esposizione che gli sono riconosciuti- pezzo per pezzo ricostruisce fedelmente il mosaico originario ricomponendo il soggetto autentico ed insieme identificando i moventi politico-religiosi e sociali, in realtà di altissimo impegno, che ne furono alla base.
Una storia, dunque, ricca di novità e di scoperte, sorprendente per le conclusioni inaspettate e impreviste; insomma, quasi un giallo, come appunto il D’Onofrio nella Presentazione definisce il suo libro.
Parte prima
1475: la papessa Giovanna entra ufficialmente in Curia
1. Due grosse novità per il giubileo del 1475, 11
2. Affresco di gruppo con bibliotecario, 20
3. 1475: la papessa Giovanna entra ufficialmente in Curia, 25
Parte seconda
Come fu narrata la storia della papessa dall’XI agli albori del XVI secolo
1. XI e XII secolo: le fonti più antiche su una femmina-papa, 37
2. XIII secolo: incomincia l’enigma di sei misteriose P, 40
3. Le due versioni di Martino Polono al tempo di Nicolò III (1277-80), 42
4. Nasce un bambino in mezzo alla strada: nel vicus Papisse, 46
5. Anno 1291: due seggiole in porfido per l’esame del sesso, 49
6. 1368: Urbano V rifiuta la storia della papessa, 52
7. Come la raccontavano le guide del primo Trecento, 59
8. La semi-casta novella del Boccaccio e l’iconografia della papessa, 65
9. La papessa Giovanna nella malizia del Quattrocento, 74
10. La papessa varca la soglia del Cinquecento, 81
Parte terza
Cattolici e protestanti: odio e amore per la papessa Giovanna
1. La papessa Giovanna tra storia e leggenda, 91
2. Però qualcuno ne aveva già dubitato, 97
3. Luterani d’assalto all’insegna della papessa Giovanna, 99
4. Ma i cattolici la preferirebbero al rogo, 107
Parte quarta
La papessa Giovanna tra realtà e fantasia
1. L’elezione di Pasquale II (1099) in una Roma semi-distrutta, 115
2. Ma per essere eletti occorreva fuggire, ovvero: il rito della renitenza, 119
3. Una sedia di marmo e due di porfido per eleggere Pasquale II e Onorio III (1099, 1154), 124
4. Quelle tre seggiole secondo le fonti più antiche, 130
5. Quando il papa «sedeva», ma «stando disteso», 135
6. Perché le due seggiole in porfido sono forate? 142
7. In che modo un tempo si veniva al mondo, 145
8. Gli imperatori che nascevano dal porfido, 149
9. La «sedia regale» di Michele Savonarola, 151
Parte quinta
Il significato del parto nella leggenda della papessa e nel baldacchino berniniano della basilica di S. Pietro
1. Tu es Petrus et super hanc petram…, 163
2. Costantino imperatore tra due Capitoli rivali, 170
3. Il rilancio della «Mater Ecclesia» e un’epigrafe che dava fastidio, 177
4. Quando e da chi fu inventata la maligna leggenda d’una femmina papa, 180
5. Il vero significato del verso con le sei o sette misteriose P, 182
6. Dove sta la «memoria» ostetrica e sepolcrale della papessa Giovanna? 186
7. Ecco perché i papi deviavano dal «vicus Papisse», 196
8. Ma perché la papessa si annidò nel sacello del «vicus Papisse»? 200
9. La scena di parto nel baldacchino di Urbano VIII in S. Pietro e il concetto della «Mater Ecclesia», 211
Indice delle abbreviazioni, 233
Indice analitico, 235
Bibliografia, 243
Indice delle illustrazioni, 245
Il Tao della Medicina
Il ginseng, le medicine orientali e i farmaci dell’armonia – Accrescere la vitalità e la longevità, sostituire gli psicofarmaci con i rimedi naturali, la nuova via della medicina
Autore/i: Fulder Stephen
Editore: Casa Editrice Meb
prefazione dell’autore, traduzione di Maria Magrini.
pp. 320, Padova
In Cina le conoscono da migliaia di anni, in Russia le coltivano e le usano su vasta scala, in America le sottopongono a complessi esperimenti di laboratorio per carpirne i segreti.
Sono le rare piante e radici orientali (prima fra tutte il ginseng), che hanno il potere di accrescere la vitalità e la longevità e di controllare lo stress.
L’autore di questo libro, un farmacologo inglese, fa il punto della ricerca scientifica su questi vegetali. e propone di aprire una nuova Via (Tao per i cinesi) della medicina, che sostituisca questi rimedi naturali, atossici, ai nostri discutibili psicofarmaci.
I Mantra
I suoni e le parole che aumentano l’energia vitale
Autore/i: Redini Stefania
Editore: De Vecchi Editore
introduzione dell’autrice, foto di Marco Giberti.
pp. 144, riccamente illustrato con foto e disegni in b/n, Milano
I Mantra, eseguiti con la sola voce e combinati alla respirazione, producono grandi benefici sulla mente e sul corpo e consentono di aumentare l’energia vitale.
Scoprite i misteri dei Cakra, i centri di energia del nostro corpo, e imparate a usare i Mantra per:
- raggiungere un benefico stato di rilassamento
- potenziare le facoltà intellettuali
- migliorare la sessualità
- vivere in armonia con voi stessi e con gli altri
Stefania Redini, insegnante di yoga, diplomata all’Integral Institute di Bruxelles, ha iniziato l’insegnamento presso (Istituto di Psicosomatica applicata e ha collaborato con l’Istituto dei Tumori di Genova nel settore riabilitazione.
E consulente dell’ENFAPI-SOGEA perla gestione dello stress e dirige il Centro studi yoga di Genova.
Riflessologia
Autore/i: Cella Al-Chamali Gabriella
Editore: Edizione Mondolibri
introduzione dell’autrice.
pp. 112, nn. ill. b/n, Milano
La riflessologia plantare è una particolare tecnica di massaggio che si pratica sulle piante dei piedi con la pressione di pollici. Si basa sul principio che nelle varie zone del piede sono riflessi tutte le funzioni e gli organi del corpo umano come in una vera e propria mappa, e che la manipolazione di questi punti provoca una generale riarmonizzazione di tutto l’organismo con il miglioramento di numerose patologie organiche. Le metodiche e gli esercizi presentati in questo libro sono facili da apprendere e da praticare, e costituiscono per le persone di tutte le età un valido aiuto al raggiungimento del benessere.
Gabriella Cella Al-Chamali pratica e insegna yoga da trent’anni. Dal 1979 è maestra yoga della “Yoga Vedanta Forest Academy”; ha seguito in India le scuole dei più prestigiosi maestri di Yoga e Ayurveda. Fondatrice della scuola Yoga Ratna per l’insegnamento dello yoga, che integra varie scuole ivi comprese l’Ayurveda, tiene corsi di queste discipline in tutta Italia. Collabora con riviste nazionali ed enciclopediche di medicina. Nel 1997 ha ricevuto il riconoscimento di “Yoga Chudamani” (preziosa gemma dello Yoga) dalla Advaita Vedanta Ashram di Kalady (Kerala), e nel 1999 di “Yogacharya” (che dedica la sua vita allo Yoga) dalla Vivekanada Yogasana Kendra di Bangalore.
L’Albero del Bene
San Francesco teologo cataro
Autore/i: Spadaro Giuseppe
Editore: Edizioni Arkeios
introduzione dell’autore.
pp. 296, Roma
Chi contesta la santità di Francesco d’Assisi? Nessuno, tantomeno l’autore di questo libro, il quale fa suo il giudizio dei modernisti: l’ortodossia delle credenze non ha nulla a che vedere con la santità. Nel Medioevo si faceva però gran caso all’ortodossia e, specie dopo Innocenzo III, si finiva sul rogo per un sospetto di eresia. Non sul rogo si finiva invece agli inizi del Novecento, ma sul libro nero di monsignor Benigni, sul quale per sospetto di modernismo finì anche Don Angelo Roncalli, futuro papa Giovanni XXIII. Non è superfluo ricordare che il Concilio Vaticano II, indetto da quel grande papa, bandì il concetto stesso di eresia.
Non con l’animus dell’Inquisitore, bensì con quello del ricercatore di verità, l’autore si mette sulle orme di san Francesco d’Assisi, ne spia le mosse, ne interroga le intenzioni e ne studia il pensiero e gli scritti, scoprendovi tracce evidenti della più bella e della più spirituale delle eresie: il catarismo.
Ma chi erano questi Catari? L’ignaro lettore si rassicuri: essi non “baciavano il posteriore del gatto, credendo di vedervi uscire Lucifero”, come affermava Alano da Lilla. Nessuno crede ormai a simili frottole, e grazie al Concilio Vaticano II sui Catari si è fatta finalmente giustizia. Essi sono presentati per quel che credevano di essere: veri cristiani. Da questo libro, che Pietro Prini ha definito “sconvolgente ma scientificamente ineccepibile”, la figura di san Francesco esce ingigantita. Egli si rivela un sagace teologo.
Lo Scriba Seduto
Autore/i: Vázquez Montalbán Manuel
Editore: Edizioni Frassinelli
unica edizione, traduzione di Hado Lyria.
pp. VII-310, Milano
Lo scriba, già nell’Antico Egitto, godeva di non pochi privilegi, perché detentore del linguaggio scritto, quel codice, incomprensibile ai più, che era strumento delle classi dominanti per conservare la supremazia. I potenti temevano però che «lo scriba seduto», ovvero assoggettato e muto davanti al potere, si levasse in piedi e, come Prometeo, rubasse il fuoco (la scrittura) agli dèi (i potenti) per consegnarlo agli uomini e liberarli così dalla loro soggezione. La storia offre uno spettacolo continuo di alcuni scribi seduti e conniventi, e di altri, animati invece dall’ardore prometeico, o quantomeno dissidenti. Manuel Vàzquez Montalbàn s’impegna, in questa notevole raccolta di saggi di argomento letterario, a offrirne una panoramica assai varia. Spaziando nella letteratura prevalentemente europea, e in parte anche in quella americana – da Sartre a Kafka, da Joyce a Dostoevskij, da Hemingway a Nabokov, da Moravia a Sciascia, per citare solo alcuni nomi -, Montalbàn, come scrittore che legge un altro scrittore, ne analizza la figura vista nei ruoli di coscienza critica del proprio tempo e di catalizzatore di energia storica. Ed è una lettura che, svelando nuovi aspetti, evidenzia profondità mai sondate, comparando autori, epoche e correnti diverse. Arricchito da giudizi evocativi, con un linguaggio fulmineo e lapidario, questo saggio ci offre punti di riflessione e ci stimola con la sua acuta intelligenza e lucidità critica.
«Grazie a me i mortali hanno smesso di guardare la morte con paura», dice il Prometeo di Eschilo. «Feci abitare tra loro la cieca speranza.» Prometeo, nel grande disegno della mitologia greca, serviva a spiegare l’origine della conoscenza presso gli uomini in carne e ossa, ormai diventata sospettosamente antagonista della conoscenza degli dèi e, innanzi tutto, di quella del potere. Era quindi assai logico che il mito di Prometeo rappresentasse la ribellione teorica contro l’ordine stabilito, e questo significa l’inizio della presa di coscienza massiva degli intellettuali nel periodo tra le due guerre mondiali. L’evocazione di Prometeo conferiva un tremolo lirico alla denuncia del fascismo del grande capitale o della repressione universale. Eppure, non era necessario andare tanto lontano per trovare un modello di condotta. Avevano già un secolo di lotta alle spalle alcuni settori sociali che volevano rubare alla borghesia la scienza, le arti, il fuoco e la politica.»
Manuel Vàzquez Montalbàn è nato a Barcellona nel 1939. E autore di testi di poesia e narrativa, espressioni artistiche che ha scandagliato con maestria, e di un fortunato ciclo di polizieschi. Saggista e giornalista, acuto osservatore dell’evoluzione morale e civile della società spagnola, è stato insignito di numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Racalmare, assegnatogli a Palermo, nel 1989, da una giuria presieduta da Leonardo Sciascia. Per Frassinelli ha pubblicato Galíndez (Premio Europeo de Literatura e Premio Nacional de Literatura), anche in edizione economica; Gli allegri ragazzi di Atzavara (Premio Boccaccio 1993); Io, Franco (Premio Flaiano 1994), anche in edizione economica; la raccolta di racconti Dallo spillo all ’elefante; il romanzo La strangolatore (vincitore in Spagna del Premio Nacional de la Critica 1995), il saggio Pasionaria e i sette nani e il poema Città-Ciudad. Nel 1996 è stato insignito del Premio Nacional de las Letras per l’insieme della sua opera.


