Libri dalla categoria Radionica
La Magia dalle Origini al XVIII Secolo
Autore/i: Elifas Levi
Editore: Editoriale del Drago
pp. 216, Milano
Sommario:
PARTE I
Le origini magiche
Capitolo 1 Origini favolose
Capitolo 2 Magia dei maghi
Capitolo 3 Magia in India
Capitolo 4 Magia ermetica
Capitolo 5 Magia in Grecia
Capitolo 6 Magie matematiche di Pitagora
PARTE II
La magia in era cristiana
Capitolo 1 Magia presso i barbari
Capitolo 2 Influenza delle donne
Capitolo 3 Leggi saliche contro i maghi
Capitolo 4 Leggende del regno di Carlo Magno
Capitolo 5 I maghi
Capitolo 6 Processi celebri
Capitolo 7 Superstizioni relative al diavolo
PARTE III
Gli adepti
Capitolo 1 Gli adepti ed il sacerdozio
Capitolo 2 Apparizione degli zingari nomadi
Capitolo 3 Leggenda e storia di Raimondo Lulle
Capitolo 4 Gli alchimisti
Capitolo 5 Stregoni e maghi celebri
Capitolo 6 Processi di magia
Capitolo 7 Origini magiche della massoneria
Sentieri Interrotti
Autore/i: Heidegger Martin
Editore: La Nuova Italia
presentazione, traduzione e cura di Pietro Chiodi.
pp. XI-356, Scandicci (Firenze)
Gli Holzwege sono le singole ricerche contenute nel libro – e, in genere, ogni umana ricerca – che si inoltrano nel bosco dell’essere per signoreggiarlo (si pensi al kantiano «territorio della conoscenza», di cui l’intelletto puro percorre ed «esamina con cura ogni parte», o alla «terra» hegeliana, approdando alla quale il pensiero si trova «presso di sé»), ma che in realtà, per Heidegger, finiscono per perdersi in esso. Heidegger vuol dire che l’essere e unità articolata di rivelazione e nascondimento, che è epoche”. Ogni sentiero, in quanto cammino della ricerca umana, è a un tempo via e sviamento, avanzamento e smarrimento. (Dalla prefazione di Pietro Chiodi)
Magia Sexualis
Forme e riti
Autore/i: Randolph Paschal Beverly
Editore: Edizioni Mediterranee
prefazione di Julius Evola.
pp. 170, nn. ill. b/n, Roma
Quest’opera porta alla luce antichi procedimenti magici tenuti in genere assai segreti, specie per quel che riguarda la magia sessuale. Secondo il Randolph, non solo il sesso è la forza magica più grande della natura, ma l’unione sessuale, opportunamente condotta, potrebbe servire da strumento magico operativo per ottenere risultati paranormali. L’Autore afferma, infatti, che l’universo, nel suo insieme e in ogni sua parte, è sottomesso ad influenze fluidiche, che stanno alla base di ogni fenomeno fisico o psichico. L’amore è la sola legge universale che eserciti un’azione irresistibile ovunque regni la vita. Nell’atto sessuale si concretizza una energia che scaturisce dall’unione dei due poli opposti, positivo e negativo, non solo sul piano fisico, ma anche su quello sottile. L’iniziato capace di dominare tale energia potrà servirsene a volontà. Il Randolph espone quindi tutti i mezzi, gli esercizi di preparazione, le operazioni magiche, fino al coito magico, alle sue posizioni e variazioni. Inoltre, il volume tratta e spiega numerosi altri argomenti, quali gli specchi magici e il loro uso, la catena magica, astrologia, profumi, colori, suoni, gli anelli magici, le cariche magiche, i quadri viventi e le statue viventi.
Paschal Beverly Randolph (1825-1875), fuggito da scuola a sedici anni, dopo una giovinezza avventurosa in cui svolge lavori di ogni genere, studia medicina e nel 1850 inizia a esercitare la professione medica. Tra il 1850 e il 1866 si reca in Europa e in Asia Minore, dove sembra abbia ricevuto un’iniziazione da Hargreve Jennings, l’occultista e scrittore inglese che interpretava la simbolica rosicruciana in chiave sessuale.
Si dedica attivamente alla politica, diventa amico di Lincoln e, dopo la guerra civile, si batte per i diritti dei neri.
Dopo il 1866, deluso dalla politica, si consacra esclusivamente alla pratica della medicina e alla diffusione di una forma di educazione sessuale per coppie di sposi. Sviluppa inoltre un sistema di occultismo che interpreta magicamente la sessualità e che s’ispira agli antichi misteri di Eleusi, i quali, secondo lui, avrebbero avuto anch’essi un contenuto sessuale. Membro della Fratellanza Ermetica di Luxor, nel 1870 se ne distacca per fondare a Boston la Fraternità di Eulis.
Dei in Esilio
Autore/i: van der Leeuw J.J.
Editore: Edizioni del Graal
prefazione dell’autore.
pp. 96, Roma
L’anima deve mangiare il frutto dell’albero del bene e del male, dell’albero cosmico della conoscenza, sia pure a costo del paradiso. Solo tale atto permette all’Ego la conquista della coscienza di Sè. Ciò comporta la proiezione della Coscienza Divina nei tre corpi: Fisico, Emozionale, Mentale. Avviene però che l’uomo, dimentico della propria origine, si identifica con questi tre corpi che dovrebbero essere i suoi strumenti e la coscienza fatta schiava segue i loro desideri; da ciò nasce la tragedia degli «Dei in esilio».
Finchè l’Ego vive nell’oblio non si rende affatto conto del proprio esilio, ma quando inizia a ricordare la propria natura divina allora comincia la lotta per il risveglio.
Questo testo, che rappresenta un classico del pensiero metafisico contemporaneo, offre una esposizione sintetica sul funzionamento della nostra coscienza. Meditarne il contenuto porterà senz’altro giovamento a chi è impegnato nella ricerca della propria dimensione interiore.
Racconto Segreto
Seguito da «Diario 1944-1945» e da «Esordio»
Autore/i: La Rochelle Pierre Drieu
Editore: Longanesi & C.
prefazione di Carlo Bo, traduzione di Alfredo Cattabiani.
pp. 160, Milano
Sono tre frammenti di diario che possiamo definire un ritratto completo che Drieu La Rochelle fa di se stesso, in un arco di tempo che va dalla prima guerra mondiale alla fine della seconda. Un argomento, o per meglio dire l’essenza di un’idea fissa, domina queste pagine: il suicidio; che troverà espressione completa, narrativamente, nel romanzo Fuoco fatuo. Curioso parallelo francese del Mestiere di vivere di Cesare Pavese, anche questo è un libro decadente di un autore decadente. Ma, sia detto senza amor di polemica, la decadenza pavesiana ha frontiere e natura provinciali; la decadenza di Drieu La Rochelle ha al contrario carattere e soprattutto idee della grande cultura europea.
La Cucina dell’Antica Roma
200 ricette tramandate da Apicius e aggiornate per poter essere realizzate anche oggi
Autore/i: von Peschke Hans-Peter; Feldmann Werner
Editore: Guido Tommasi Editore
prima edizione, introduzione degli autori, traduzione dal tedesco di Floriana J. e Giorgio V. Franco.
pp. 208, ill. b/n, Milano
Il ricettario di Marco Gavio Apicio, vissuto nella Roma Imperiale del I secolo d.C., rientra, da ormai duemila anni, tra le opere fondamentali della cucina occidentale. Nel medesimo tempo, consentendoci di conoscere quali fossero le abitudini alimentari dell‘epoca dell‘Impero Romano, rappresenta una testimonianza diretta e immediata della vita quotidiana degli antichi abitanti della Città Eterna. Al testo di Apicio, tradotto dal latino, gli autori hanno fatto seguire la prima vera trasposizione delle ricette originali, filologicamente e gastronomicamente corretta, adatta alla cucina dei nostri giorni. Da questa sintesi fra l‘antica civiltà del cibo e le moderne tecniche culinarie, risulta evidente come la cucina dell‘Antica Roma conservi un fascino capace di catturare anche gli odierni buongustai.
Lo Strappo dell’Anima
Freud & Jung Amici & Rivali
Autore/i: Schultz Duane
Editore: SugarCo Edizioni
prefazione e introduzione dell’autore, traduzione di Savino D’Amico.
pp. 224, Milano
L’anno, il 1906. Il luogo, la casa di Sigmund Freud a Vienna. L’avvenimento, i due giganti della psicoanalisi moderna, Freud e Carl Jung, faccia a faccia per la prima volta. Freud: cinquantenne, piccolo, impeccabile, cortese. Jung: appena trentenne, alto, rude e piuttosto goffo. Sono una coppia male assortita, eppure quel giorno ebbero inizio un’amicizia e una collaborazione molto ricca, che avrebbe contribuito a promuovere le sorti della psicoanalisi nel mondo. L’incontro avrebbe avuto un’importanza di primo piano nella vita di entrambi.
Jung guarda a Freud come alla prima persona veramente importante che abbia mai incontrato. Finalmente ha trovato chi ha tanto cercato: un padre, un mentore, una guida spirituale su cui contare. Freud è altrettanto impressionato da lungo Non aveva osato sperare di trovare qualcuno che fosse così adatto a diventare suo erede spirituale, ad assumere la guida del movimento psicoanalitico dopo la sua morte. Finalmente, ecco un figlio sottomesso che ammirerà e consoliderà la sua grandezza, un figlio su cui poter contare. Ma questa fondamentale e storica collaborazione non doveva restare pacifica. Tra i due emersero ben presto divergenze cruciali riguardanti il primato della sessualità, la natura dell’inconscio e il posto della religione e della mitologia nella vita dell’uomo. Di conseguenza, la psicoanalisi, appena fondata come disciplina, si suddivide in fazioni.
In ultima istanza si può dire che l’unica caratteristica che Freud e Jung avevano in comune fosse la reciproca dipendenza. Il loro rapporto era più emozionale che intellettuale, diretto più dalla passione che dalla ragione. Per entrambi la loro amicizia non è stata altro che la ripetizione di precedenti tentativi di soddisfare esigenze che li avevano assillati fin dall’infanzia.
Per aiutare il lettore a capire le origini delle idee geniali di Freud e Jung sulla psiche umana, Duane Schultz riporta confronti e differenze poco noti delle loro rispettive infanzie, delle loro crisi di mezz’età e del loro rapporto con le donne. Ricrea anche l’appassionato periodo che va dal 1906 al 1913, inserendovi le figure più significative che contribuirono allo sviluppo della psicoanalisi e le idee innovative che ne accompagnarono la nascita. Attingendo alla feconda corrispondenza tra Freud e Jung, nonché a una vasta gamma di altre fonti, Schultz ridà vita all’entusiasmo che li accomunò all’inizio della relazione. Descrive inoltre a tinte vivaci la crescente dipendenza reciproca, che a poco a poco cominciò a inacidirsi e finì in una tempestosa controversia dopo pochi anni soltanto, con grande dolore per entrambi.
Questo libro non è un trattato accademico, ma una biografia attenta e imparziale di due geni. Il lettore non ha bisogno di possedere una specializzazione in psicologia o in psichiatria per essere in grado di apprezzare l’intimità, la natura emozionale e la reciproca dipendenza fra Freud e Jung, a un tempo amici e nemici.
Sono stati una strana coppia, un impasto non riuscito, un inquieto sodalizio. Eppure quando Sigmund Freud e C.G. Jung si incontrano per la prima volta, si tratta veramente di un lieto evento, l’inizio di un sodalizio durato sei anni che sarà il rapporto a un tempo più ricco, intimo e bizzarro degli annali della psicoanalisi.
Intimità e interdipendenza – espresse anche attraverso lo scambio di dieci lettere qui riportate – caratterizzano i sei anni del loro sodalizio, ma i primi sintomi di crisi del rapporto non tardano a manifestarsi. A poco a poco la fiducia si trasforma in risentimento, l’ammirazione in disprezzo; gli affronti immaginati e gli insulti della fantasia diventano reali; la loro creatività prende vie diverse.
Il figlio leale e devoto, Jung, comincia a trovarsi in disaccordo con gli insegnamenti del padre, Freud, e il padre non riesce ad accettare la progressiva indipendenza del figlio. Nonostante il loro genio nel vedere nelle anime degli altri, Freud e Jung, per tanto tempo, non videro nessuno di questi segni in se stessi.
Duane Schultz, psicologo e autore di numerosi libri, insegna all’University of South Florida.
Dizionario del Mistero
Il mondo dell’ignoto e della parapsicologia
Autore/i: Giovetti Paola
Editore: Edizioni Mediterranee
introduzione dell’autrice.
pp. 184, nn. ill. b/n, Roma
Questo Dizionario è una guida al variopinto mondo dei misteri nel quale l’uomo ha sempre creduto e che ha sempre tenacemente cercato, un’introduzione ai lati più occulti e affascinati della vicenda umana.
Il mistero ha infatti accompagnato la storia dell’uomo fin dai tempi più antichi, e fenomeni quali apparizioni, contatti con l’aldilà, infestazioni, sogni veridici, profezie, interventi magici sono tramandati da sempre presso tutti i popoli. In Egitto, in Grecia, a Roma, e poi nel Medioevo e nel Rinascimento, su su fino all’epoca moderna, l’interesse per il «mistero» non è mai venuto meno, e oggi si è arrivati alla creazione di società e istituti di ricerca e infine all’istituzione di cattedre di parapsicologia per lo studio sistematico del misterioso potenziale umano.
Oggi il fascino del mistero è più forte e più sentito che mai, e se da un lato si riscontra un certo «abuso» non si può negare che all‘uomo moderno si aprono orizzonti nuovi e si prospetta una dilatazione di coscienza cui possono offrire un contributo di primo piano le tematiche di confine: ricerca parapsicologica, magia, esoterismo, yoga e le correnti di pensiero di matrice orientale, ufologia e astrologia, tanatologia (ovvero la ricerca sulla morte), psicologia transpersonale, medicina alternativa e i tanti movimenti di pensiero che accompagnano la fine ormai imminente del secondo millennio e preparano l’avvicinarsi del terzo.
Nel Dizionario del mistero c’è tutto questo: illustrati alla maniera semplice e chiara propria dell’autrice, vi si troveranno le antiche tradizioni magiche, occulte e iniziatiche, i più moderni risultati della ricerca parapsicologica, i termini di matrice orientale che fanno ormai parte integrante anche della nostra cultura, le nuove discipline alternative, olistiche e «di frontiera».
Le spiegazioni di base sono integrate da una vasta scelta di esempi, vicende, fenomeni realmente vissuti, e accompagnate dalla presentazione dei più importanti protagonisti del mondo occulto, al fine di presentare un panorama sintetico ma esauriente del mondo dei misteri di ieri, di oggi e di domani.
L’Autrice, nata a Firenze, risiede a Modena. È laureata in lettere ed ha svolto attività di insegnamento coltivando al tempo stesso l’interesse per le tematiche di confine. Da alcuni anni si dedica esclusivamente alla ricerca e alla divulgazione in questo campo. È redattrice di “Luce e Ombra”, la più antica rivista italiana di parapsicologia, e svolge anche su riviste a larga diffusione la sua attività giornalistica. Partecipato a programmi radiofonici e televisivi e a numerosi congressi, sia in Italia che all’estero.
I Segni dello Spirito
Il fuoco di Promèteo – Nell’uomo, nel paranormale e dalla «Dimensione X»
Autore/i: di Simone Giorgio
Editore: Edizioni Mediterranee
introduzione dell’autore.
pp. 208, Roma
Questo libro di Giorgio di Simone dilata un discorso già fatto in chiave quasi esclusivamente parapsicologica, cioè basata sul paranormale e, principalmente, sui più elevati insegnamenti che rarissime comunicazioni mediamene possono ogni tanto far giungere all’uomo. Questo più ampio discorso – pur non trascurando le tappe storiche delle grandi comunicazioni mediamene, rivisitate «ad hoc» – prende le mosse dall’Età mitica, seguendo quindi di secolo in secolo, con alcuni ben centrati esempi, il filo infuocato della Conoscenza di cui sono stati messaggeri i grandi spiriti vissuti sulla Terra: dagli antichi veggenti ai profeti, ai Fondatori di religioni, ai filosofi, fino ai Maestri della Quarta Via, quella cosiddetta «medianica»… Ispirati, pensatori, scienziati e poeti, che hanno espresso nella potenza della loro intuizione e del loro pensiero, la Presenza remota ma reale di una Conoscenza che fa di ogni essere umano un Dio in potenza. Il «Fuoco» dell’eroe greco Promèteo – a cui si riferisce il sottotitolo – è quello della Conoscenza: quella vera, profonda, del nostro essere immortale. Una Conoscenza che – nella leggenda mitologica – Promèteo carpisce agli Dei dell’Olimpo per donarla all’Uomo. La simbologia è questa, ma è anche la Realtà. La Conoscenza esiste in fondo ad ogni essere umano, anche se essa è in genere completamente sommersa dagli aspetti del mondo materiale e, soprattutto, oggi, dalla aberrante cultura dell’esteriorità.
Giorgio di Simone, professore universitario, parapsicologo, co-fondatore del C.l.P. (Centro Italiano di Parapsicologia) di Napoli, ne è stato Presidente dal 1963 al 1989. È Presidente dell’Istituto GNOSIS per la Ricerca Multidiscplinare sulla Ipotesi della Sopravvivenza da lui creato nel 1981. Premio 1980 per la Parapsicologia della SWP (Schweizerische Vereinigung fur Parapsychologie), ha al suo attivo numerosi articoli sulle riviste “Metapsichica”, “Luce e Ombra” e “Il Giornale dei Misteri” e svariati volumi.
Quest’Anno a Gerusalemme
Gli ebrei italiani in Israele
Autore/i: Pezzana Angelo
Editore: Edizioni Corbaccio
con un saggio storico di Vittorio Dan Segre, nota dell’autore.
pp. 304, Milano
«Fra i tanti modi di raccontare il sionismo, a cent’anni dalla nascita, ma a duemila dal desiderio che lo ha ispirato, ho scelto di tentare di interpretarlo attraverso le storie di coloro che, con la loro volontà di vivere in Israele, lo avevano personalmente realizzato.
È vero, questo libro è pieno di entusiasmo, di amore per Israele: ebbene, malgrado le critiche, i dubbi, i risentimenti verso realtà che si vorrebbero diverse, la corda bianca e azzurra che lega un po’ tutte le storie e intrecciata proprio con i fili di quell’entusiasmo e di quell’amore.»
Nel febbraio del 1948, qualche mese prima della nascita dello Stato d’Israele, Attilio Milano, studioso dell’ebraismo italiano, pubblicò un breve libro intitolato Storia degli ebrei italiani nel Levante. Vi raccontò la vita delle comunità che avevano abbandonato la penisola, nel corso dei secoli, per trasferirsi sulle coste meridionali e orientali del Mediterraneo, ma avevano conservato un forte legame con il loro paese d’origine. La patria storica e culturale di quegli ebrei era l’Italia, di cui avevano conservato la lingua, i costumi, le abitudini gastronomiche, alcuni tratti di stile e di comportamento. Milano parlava di un fenomeno storicamente concluso e terminava il suo libro augurandosi un «seguito» in cui qualcuno avrebbe parlato del contributo degli ebrei italiani alla costruzione dello Stato d’Israele.
Il libro di Angelo Pezzana raccoglie quell’invito ed è la continuazione ideale dell’opera di Attilio Milano.
Pezzana ha preferito che questa storia venisse raccontata dai suoi protagonisti. Li ha trovati nei kibbutz, nelle università, nei laboratori scientifici, nelle industrie, nella diplomazia, nella pubblica amministrazione. Molti di essi sono «veterani» e ricordano con emozione le loro esperienze di pionieri in un paese che andava gradualmente emergendo dal lungo torpore della Palestina ottomana e inglese. Sono spesso partiti in condizioni drammatiche e rievocano le condizioni della società italiana alla fine degli anni Trenta. ] più giovani hanno fatto la loro scelta nel secondo dopoguerra, in altre circostanze politiche, obbedendo a motivazioni sioniste o religiose. Le vite degli uni e degli altri si collocano lungo il crinale che divide l’esperienza italiana dall’esperienza israeliana. Non vi è pagina di questo libro in cui i due paesi che hanno formato la loro vita – Italia e Israele – non siano continuamente presenti.
Alla fine del libro il lettore troverà un lungo saggio storico. E scritto da uno studioso, Vittorio Dan Segre, che ha vissuto vicende simili a quelle degli uomini e delle donne raccontati da Pezzana. In Palestina e nello Stato d’Israele è stato pioniere, soldato, diplomatico, professore universitario e giornalista. Nessuno meglio di lui poteva collocare in una più lunga prospettiva la vicenda dei 4000 ebrei italiani che emigrarono in Palestina fra gli anni Trenta e gli anni Novanta.
Sono cittadini israeliani, parlano ebraico, hanno combattuto o sofferto per la loro patria. Non pochi, tuttavia, potrebbero ancora ripetere ciò che uno di essi dice in questo libro ad Angelo Pezzana: «In fondo il mio modo di pensare non è né mitteleuropeo né orientale e nemmeno americano. E italiano».
Angelo Pezzana, noto libraio torinese, si occupa da sempre di sionismo e di storia d’Israele ed è il fondatore della Federazione delle Associazioni Italia-Israele. Nel 1996 ha pubblicato la propria autobiografia, Dentro e fuori.
L’Essenza del Cristianesimo
Autore/i: Feuerbach Ludwig
Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore
prefazione di Antonio Banfi, traduzione dal tedesco di Camilla Cornetti.
pp. 296, Milano
Liberatevi dai concetti e pregiudizi della filosofia speculativa del passato, se mai desiderate giungere alle cose come sono realmente, cioè alla verità. Non v’è altra via che vi porti alla verità e alla libertà se non quella che passa attraverso il Feuerbach [il Torrente-di-fuoco}. Il Torrente-di-fuoco è il purgatorio del presente. (Karl Marx, 1842)
Il centro vivo e personale della filosofia di questo pensatore apparentemente freddo, rigido, malato di insuperabile isolamento, è proprio la fede e l’amore per l’uomo; non per l’uomo di ragione dell’illuminismo, e neppure per l’uomo spirituale del romanticismo idealista, ma per l’uomo in carne ed ossa che nella sua naturalità stessa ha il principio di un intimo sviluppo, per l’uomo che ha il suo equilibrio dinamico nell’infinita, inappagata sete di felicità, verso cui si tende con tutta la forza del suo sentimento e del suo desiderio. La liberazione di quest’uomo dai molti vincoli che l’incatenano è il problema centrale del pensiero di Feuerbach, che pur di questi vincoli ha dolorosamente sofferto. E il problema in tanto è più serio in quanto la forma più grave di schiavitù cui l’uomo soggiace – la schiavitù religiosa, che tarpa le sue forze vitali – è il risultato deviato e irrigidito del suo slancio più generoso.
Arte della Sardegna Nuragica
Autore/i: Stacul Giorgio
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
pp. 192, 126 illustrazioni b/n, Milano
Le singolari manifestazioni artistiche della Sardegna nuragica sono rimaste a lungo oscure e misteriose. Le torri ciclopiche sparse su tutto il territorio dell’isola, e le arcaiche statuette di bronzo rinvenute all’interno di questi monumenti, non trovarono immediato riscontro in altri paesi del bacino mediterraneo e vennero riferite, un tempo, a culture assai remote.
Solo negli ultimi anni, l’arte sardo-nuragica è stata studiata con rigoroso metodo storico. Sulla base dei recenti contributi di autorevoli specialisti, l’autore di questo saggio ha colto una sintesi del mondo formale protosardo, prendendo criticamente in esame le principali opere dell’arte plastica e architettonica dall’inizio del secondo millennio a.C. alla conquista romana dell’isola.
Simboli della Scienza Sacra
Autore/i: Guénon René
Editore: Adelphi Edizioni
traduzione di Francesco Zambon.
pp. 404, 17 figure b/n, Milano
La coppa del Graal e la Lingua degli Uccelli, il loto e la rosa, lo Zodiaco e il Polo, la montagna e la caverna, la cupola e la ruota, l’Albero del Mondo e l’Albero della Vita, il ponte e i nodi, il cuore e il granello di senape, la Tetraktys e la bevanda dell’immortalità, l’uovo del Mondo e le porte solstiziali, la Terra Santa e la Città divina – sono questi, e molti altri, i «simboli della Scienza sacra» di cui Guénon ci svela e rivela i molteplici significati in questo libro, che raccoglie testi scritti fra il 1925 e il 1950; pagine dove il lettore potrà vagare a lungo, come in uno sterminato labirinto, scoprendo continuamente prospettive che obbligano a rimettere in questione ogni presupposto. E sempre più chiara e vasta gli apparirà, procedendo, l’architettura che regge in una coerente unità i simboli in apparenza più lontani, dispersi nelle varie età e civiltà nei tanti modi e forme del loro manifestarsi – vera lingua primigenia di quella Tradizione di origine «non umana» cui Guénon ha dedicato tutta la sua opera.
Di tale opera, nel suo complesso, si può dire che sia una delle più imponenti pietre d’inciampo del nostro secolo, in quanto essa rappresenta, fra l’altro, una radicale negazione, insorpassata per rigore e lucidità, della civiltà moderna. Come tale, essa è stata fino a oggi soprattutto oggetto di devozione indiscriminata e di altrettanto indiscriminato rifiuto. Sarebbe ora, perciò, di affrontarla in tutta la sua enorme complessità – e ci auguriamo che questo volume, dove il lettore troverà una dovizia di analisi particolari e insieme molti testi in cui Guénon presenta, con la sua inesorabile chiarezza, le linee fondamentali di tutto il suo pensiero, possa servire appunto ad avvicinarsi a un pensatore che ha fatto parlare di nuovo, in un’epoca che vuole ignorarla, una sapienza antichissima.
L’opera di René Guénon (1886-1951) ha avuto una grande influenza in questo secolo. I suoi libri comprendono sia critiche acutissime della civiltà moderna – come La crisi del mondo moderno, Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi (Adelphi, 1982) – sia studi che illustrano i vari aspetti della Tradizione. Tra queste ultime opere possiamo citare Il Re del Monda, (Adelphi, 1977), La Grande Triade (Adelphi, 1980), L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta.
L’Interpretazione dell’Oroscopo
In 12 lezioni
Autore/i: Capone Federico
Editore: Edizioni Chiara Capone
premesse dell’autore.
pp. 162, nn. ill. b/n, Torino
Trattazione “superiore” ed “elementare” al tempo stesso che aiuta lo studioso a cogliere l’essenziale della carta del cielo. Analizzando 12 oroscopi si parla di: antisce, ascendente, aspetti, capacità mentali, caratterologia, case derivate, congiunzioni, demi-sommes, divorzio-separazioni, domicilio, domificazioni, dominante, eliocentrismo, encadrement, esilio-caduta, Hyleg, interferenze fra i pianeti, lineamenti fisici, lune, luna nera, Marte, medianità Mercurio, narcisismo, nodi lunari, opposizione, orientamento professionale, paralleli, pianeti, Plutone, Punto di fortuna, quadratura, realizzazione, retrogradazione, sintopia, statistica, statura, stelle fisse, Stellium, trigono, Venere, via combusta, vita affettiva, vita sociale.
L’Uomo e la Tecnica
Autore/i: Spengler Oswald
Editore: Ugo Guanda Editore
introduzione di Stefano Zecchi, traduzione di Giovanni Gurisatti.
pp. 104, Parma
«In queste pagine», scrive Spengler, «ho voluto verificare la tenuta dell’approccio applicato nel Tramonto dell’Occidente», applicandolo «la storia dell’uomo a partire dalle sue origini».
In questo breve, ma densissimo saggio del 1931, che dunque si collega strettamente, anzitutto sul piano del metodo, all’opera maggiore, Spengler affronta storicamente il rapporto dell’uomo con la tecnica. «Per Spengler», scrive Stefano Zecchi nell’introduzione, «nella tecnica si rappresenta il destino dell’uomo occidentale, cioè dell’uomo ’faustiano’ che ha assegnato al logos il significato di “azione” e che ha fatto dell’esperienza vissuta – del bisogno di amore e di potere, del desiderio di infinito e di eterno – il principio stesso della conoscenza e della propria formazione. La tecnica è destino: ciò significa che non possiamo sottrarci ad essa e che la sua storia e antica quanto quella dell’uomo». Nel Tramonto dell’Occidente, vi erano pagine piuttosto centrali sull’origine magica e cultuale della tecnica.
Ora, di questo non c’è più traccia. La tecnica assume, nel pensiero spengleriano, una dimensione eroica, perché è eroico il rapporto che l’uomo faustiano stabilisce con la natura. «Da un lato» (ancora dall’introduzione) «è sottolineato l’imporsi della tecnica sulla natura come norma della modernità, dall’altro viene messo in evidenza l’aspetto eccezionale di queste imposizioni, con l’evocazione della figura dell’eroe.»
Oswald Spengler nacque a Blankenburg (Harz) nel 1880. Studiò scienze naturali e matematica a Monaco, Berlino e Halle, e per tre anni fu professore di ginnasio di queste materie ad Amburgo. Si trasferì poi a Monaco, dove si dedicò privatamente agli studi e dove morì nel 1936. Fece parte di varie organizzazioni scientifiche e in particolare, come membro del comitato di fondazione, del Forschungsinstitut für Kulturmorphologie, divenuto poi Frobenius-Institut. Tra le sue opere: Il tramonto dell’Occidente (1918-1922) – edito da Guanda -, Il socialismo prussiano (1920) e Anni decisivi (1933).
Le Nostre Erbe e Piante Medicinali
Autore/i: De Maria Giorgio
Editore: Fratelli Melita Editori
premessa dell’autore.
pp. 272, riccamente e interamente illustrato da foto e disegni a colori, Genova
Dalla premessa dell’autore:
“Quando si affronta un discorso che ha come oggetto le «Piante medicinali» si evidenziano quasi sempre dei piccoli problemi di presentazione e di impostazione. Infatti il settore erboristico investe oggi non solo il campo scientifico, ma soprattutto quello economico-commerciale e di riflesso, in certi casi non tutti giustificabili, anche quello consumistico.
E innegabile infatti che, attualmente, sotto le sollecitazioni generiche di un «ritorno alla natura», tanto auspicabile in linea generale quanto retorico se non accompagnato da valide argomentazioni, si celino gli interessi più disparati che possono travisare il senso più genuino di questo ravvicinamento alla Natura e al mondo vegetale in particolare, rendendo più difficile il compito di chi si propone di descriverne le reali funzioni e le possibilità di sfruttamento.
La vasta ”letteratura pseudo-scientifica apparsa in questi ultimi anni, avente come tema specifico il binomio «pianta-salute», e le azioni pubblicitarie, promosse attraverso i più comuni mezzi di comunicazione, hanno indubbiamente ridato vita ad un campo, come quello erboristico-medicinale, per lungo tempo dimenticato, riproponendolo all’attenzione, in termini «nuovi», sotto «nuove» prospettive e con più ampie possibilità di impieghi terapeutici. Se, da un lato, questo discorso è valido, perché tiene conto delle più recenti acquisizioni scientifiche nel settore della ricerca chimica-farmacologica applicata alle piante così dette «medicinali», è altrettanto vero che una cospicua fonte di informazioni e di suggerimenti ci proviene, inalterati nel tempo, dalle tradizioni popolari e dalle esperienze mediche del nostro passato, troppo in fretta dimenticate, perché poco apprezzate, nel loro valore storico-scientifico reale. Non si può certo negare infatti, che fino a pochi decenni fa la scienza medica e farmaceutica basasse le proprie risorse terapeutiche sull’impiego, quasi esclusivo, di certe piante, dette «officinali», perché usate nelle «officine» farmaceutiche di un tempo, da cui si ricavavano indiscussi successi. Sulla scorta di tali acquisizioni, sì sono poste le basi di una ricerca chimica, per l’isolamento di principi,validi terapeuticamente.
E proprio ad un gruppo di piante medicinali, che tradizionalmente sono note come «piante officinali» o «piante della medicina popolare», che abbiamo rivolto la nostra attenzione, sia perché fanno parte della flora spontanea italiana, e per questo costituenti un patrimonio prezioso del nostro territorio, sia perché ampiamente rivalutabili, al tempo attuale, a scopi salutari, allorquando si richiedano terapie «blande» e prive di effetti collaterali indesiderati, nella cura di alcune affezioni del nostro organismo.
Per questi motivi, è auspicabile che una maggiore conoscenza botanica e una giusta valorizzazione di questo gruppo di piante, possa ampliare le possibilità di ricerche più specifiche sui principi in esse contenuti e sulle loro azioni, ed essere, al tempo stesso, fonte di nuovi impieghi terapeutici.
La presentazione, nel testo, di circa un centinaio di specie della flora spontanea italiana, riportate sottoforma di schede e accompagnate da immagini fotografiche, è preceduta da brevi cenni sulla storia delle piante medicinali attraverso i tempi, a cui fa seguito una parte generale, dedicata ai costituenti principali delle piante medicinali e ai loro principali e più comuni impieghi.
Completano il testo un capitoletto relativo alle «piante velenose» e una «chiave analitica pratica», per l’identificazione botanica delle specie citate, che può essere di un certo aiuto per chi voglia accostarsi al mondo delle piante e conoscerne più da vicino le caratteristiche morfologiche e le leggi che governano la loro esistenza.”
Economia Naturale ed Economia Monetaria
Nella storia universale
Autore/i: Dopsch Alfons
Editore: Sansoni Editore
prefazione dell’autore, traduzione di Bruno Paradisi.
pp. 276, Firenze
L’oggetto del presente volume costituisce un problema più che famoso della storia economica generale. La concezione dell‘economia naturale e dell’economia monetaria come di un susseguirsi di epoche economiche in uno sviluppo lineare e crescente dai primitivi e dalla più remota antichità fino all’alto livello della nostra cultura attuale, crolla non appena si sia acquistata coscienza della grande varietà di forme che le fonti mostrano ovunque.
Tale pluralità di fenomeni storici rende impossibile costringere la verità in uno schema così semplice. Anche la scappatoia, che è necessaria a quella teoria dell’evoluzione, di spiegare tutti i fatti storici che le si oppongono congetturando delle ricadute dall’economia monetaria nell’economia naturale, fallisce allorché i singoli procedimenti vengano accertati con una più precisa indagine. Le qualificazioni tipologiche usate fin qui si dimostrano assolutamente inadatte a rappresentare la verità storica, poiché l’economia naturale e l’economia monetaria non sono affatto suscettibili di essere distinte l’una dall’altra così come si è usato fare per lo più.
All’autore è sembrato opportuno perciò prima di tutto chiarire i fatti storici e a questo fine è parso necessario comprendere fondamentalmente in questo esame tutti i popoli e tutti i tempi; e ciò non soltanto per conseguire una visione complessiva ma, insieme, per offrire il più ampio materiale possibile di confronto.
Questo libro può contribuire così al nuovo orientamento della nostra conoscenza complessiva della storia economica; esso ci deve aiutare specialmente a liberarci da quella unilateralità di cui era stata causa per lungo tempo la teoria economica, prima ancora che la completezza dei singoli dati storici fosse in grado di ottenere una più benemerita reazione sul complesso.
Nato il 14 giugno 1868 a Lobositz (Boemia), Alfons Dopsch, dopo essersi rivolto agli studi di storia austriaca (insegnò storia all’università di Vienna dal 1900 al 1938, dopo aver compiuto viaggi di studio in tutta Europa), orientò i suoi interessi alla storia economica e sociale, scrivendo una serie di opere di grande importanza per la conoscenza delle età economiche nella storia universale. Dopsch è morto a Vienna nel 1953.
Istruzioni dall’Aldilà
Per vivere più sereni, per superare le avversità, angosce e paure, per curare le malattie ed allontanare il dolore, per comunicare con i trapassati – Rivelazioni medianiche su quanto proveremo al momento della morte e subito dopo
Autore/i: Cellina Federico
Editore: Edizioni Mediterranee
prefazione di Paola Giovetti.
pp. 248, Roma
L’Autore ci offre in queste pagine una sintesi dell’insegnamento dai Maestri della Dimensione Spirituale, un riassunto della “filosofia degli Spiriti” quale è pervenuta nelle più importanti comunicazioni medianiche degli ultimi centocinquanta anni. Tale insegnamento è in grado di risolvere tutti i perché della vita e può essere utile a ciascuno per viverla in modo migliore. In questa chiave, Federico Cellina spiega come sia possibile superare difficoltà, angosce e paure, malanni e malattie fisiche e psichiche, dolori e sofferenze morali, la paura di essere vittime di “fatture” o del malocchio, il terrore della morte e dell’inferno. Le istruzioni “operative” dei Maestri insegnano come vincere tutto questo e il libro si conclude con insegnamenti relativi al trapasso, spiegando anche le modalità per comunicare più agevolmente con il cosiddetto “aldilà”.
Federico Cellina, laureato in legge, specializzato in politica internazionale e consulente europeo di marketing, vive a Milano. Da sempre segue e studia con grande interesse i fenomeni spirituali relativi ai contatti e alle comunicazioni tra il nostro mondo e il mondo invisibile. Si interessa inoltre di problemi di ricerca spirituale ed evolutiva.
Demonologia
Come avvicinarsi ad una materia scottante e ricca di fascino • Conoscere rituali e incantesimi • Svelare verità tenute occulte da secoli. Metodo pratico per tracciare pentacoli, talismani, e cerchi magici • Entrare in contatto con forze misteriose • Compiere azioni magiche.
Autore/i: Marchiaro Claudio
Editore: Casa Editrice Meb
pp. 128, ill. b/n, Torino
Il Diavolo esiste. Le recenti affermazioni della Chiesa e tutta una tradizione antica di secoli confermano che questa misteriosa presenza partecipa alla nostra vita quotidiana.
Ma chi è il Diavolo? Come agisce, con quali manifestazioni compare e si presenta? È possibile evocarlo seguendo i rituali e le pratiche magiche tramandateci dai grandi maghi ed occultisti del passato?
A queste e a molte altre inquietanti domande questo libro propone una risposta esauriente e chiara.
La Sindrome Dinastica
Autore/i: Ferrarotti Franco
Editore: Lalli Editore
prefazione dell’autore.
pp. 128, Poggibonsi
Si sa che le «prefazioni», come gli articoli o le conferenze, non fanno libro. Le ragioni sono intuibili: carattere occasionale, andamento rapsodico, frammentario. Difficile negarlo. E tuttavia un filo rosso, molto consistente e coerente, percorre queste «prefazioni». Ne risulta un libro curioso in cui il dato biografico si lega al ragionamento teorico, l’aneddoto alla teoria. Sarebbe arrischiato scorgervi un embrione di sociologia della sociologia. È indubbio però che restano come le biffe di una traiettoria, che è esistenziale e teoretica nello stesso tempo, tanto da consentire una lettura su piani molteplici. Che ciò comporti un certo grado di ambiguità non dovrebbe; sorprendere.
E ad ogni buon conto la partita è ancora aperta.


