L’Occhio Impuro
Cinema, censura e moralizzatori nell’Italia degli Anni Settanta
Autore/i: Massaro Gianni
Editore: SugarCo Edizioni
in copertina: L’attrice Sylvia Kristel in una delle scene iniziali del film “Emmanuelle”.
pp. 196, Milano
La «denuncia per oscenità» è un fatto squisitamente italiano. In qualsiasi parte del mondo infatti, chi ha desiderio di vedere un film «spinto», lo fa senza crearsi particolari complessi o alibi e continuando a dormire sonni tranquilli. In Italia invece lo spettatore, di cui si deve pur supporre che sapesse bene, scegliendo il film, di cosa si trattasse,dopo aver goduto lo spettacolo si sente improvvisamente invadere dall’ira del virtuoso, corre a prendere penna e carta, spesso bollata, e stila la denuncia. Nasce così una prosa tutta particolare, in cui le descrizioni, sempre pittoresche, si alternano alle invettive, agli insulti, alle preghiere minacciose e ai suggerimenti perentori; caratterizzata da una sintassi spesso approssimativa ma sicuramente efficace, dove perfino la punteggiatura parla un suo linguaggio di indignazione e di offesa. Una prosa insomma come non si troverebbe l’eguale in nessun libro. E se predominano, leggendola, lo spasso e il senso del ridicolo, essa lascia in realtà trasparire molto più di quanto gli autori non vogliano. Perché le denunce rivelano proprio ciò che vorrebbero nascondere: il desiderio del sesso, vissuto come peccato, quindi dichiarato osceno, quindi condannato cioè «denunciato» e con ciò immediatamente riscattato: ed è così vera questa proiezione di sé nell’immagine filmica, in cui la visione viene privilegiata rispetto alla realtà, che “L’occhio impuro” vede anche ciò che non può vedere perchè… non c’è. Non è raro infatti il caso in cui vengano denunciate scene o inquadrature che non esistono.
Questo libro, e la tesi che esso sostiene, che la moderna caccia alle streghe abbia «come fine ultimo e come sempre, la libertà di pensiero, la cui repressione nasce con la delazione e si esaurisce nel rogo», presenta al lettore divertito, ma anche allo studioso di costume, un insospettato quadro psicologico dell’Italia anni Settanta.
Gianni Massaro (Roma 1930-2010) Esperto del settore audiovisivo e del diritto d’autore, Massaro ha ricoperto numerose cariche nell’ambito del settore cinematografico non ultima la presidenza dell’Anica nel 1997.
È stato una figura centrale del cinema italiano sul versante del diritto e della legge con un lunghissimo curriculum, a testimonianza dell’impegno di una vita. Per oltre trent’anni è stato presente come avvocato civilista e penalista nel campo dello spettacolo ed ha difeso i massimi nomi della cultura del nostro tempo, da Pierpaolo Pasolini a Marco Ferreri, da Federico Fellini a Sergio Leone, da Louis Malle ad Andy Warhol, da Paul Morrisey ad Alain Robbe Grillet, da Bob Fosse a Luigi Comencini, da Elio Petri ad Alberto Bevilacqua, da Alberto Moravia a Ken Russel, da Citto Maselli a Mike Nichols.
Così come è stato al fianco dei produttori più significativi, da Goffredo Lombardo a Mario e Vittorio Cecchi Gori, da Luigi ed Aurelio De Laurentiis, ad Alberto Grimaldi, da Franco Cristaldi a Silvio Clementelli, da Edmondo Amati a Sergio Leone.
Ha scritto “L’occhio impuro” (sugarco, 1976), “Film a luci rosse – il traffico – la legge – il piacere” B.M.B., 1983 e “Io e il duce – il diritto alla riservatezza tra storia, cronaca e pettegolezzo” (Lanterna, 1985).
- Il linguaggio della repressione: costume e società
- I denuncianti
- Lessico della moralizzazione
- Le denunce
- Per il bene delle anime
- Per la patria e per il re
- Per le donne e per la libertà
- Le sessuofobe
- Per Gina, cavalla violentata
- Il cittadino che insiste
- «In nome della legge»
- Così parla il censore
- Il linguaggio della polizia
- conclusione
Europa Misteriosa
Società segrete – riti occulti – maghi – streghe – veggenti
Autore/i: Autori vari
Editore: Selezione dal Reader’s Digest
coordinazione, adattazione dell’edizione italiana e introduzione di Alberto Cesare Ambesi, traduzioni di Josette Bougan Giampietro e Mario Silvani, consulenza editoriale di Carlo Graffigna, titolo originale: L’Europe des Sociétés Secrétes.
pp. 414, nn. illustrazioni a colori e b/n, Milano
Dall’introduzione di Alberto Cesare Ambesi:
«Da che mondo e mondo l’uomo ha sempre sognato di poter penetrare in quel regno dell’invisibile e del mistero che sembra talvolta irrompere nella natura con eventi strani, “paranormali”, o disvelarsi nei sogni con visioni e ammonimenti, talvolta premonitori. Fu, dunque, naturale che sorgesse nel cuore umano l’aspirazione & penetrate oltre il velo delle apparenze, per acquisire più ampi stati di coscienza; quegli stati di coscienza, di illuminazione interiore e di conoscenza che solo la via della meditazione e dell’ascesi o la rivelazione divina possono rendere operanti.
In tale momento, storicamente indeterminato e indeterminabile. si plasmarono i tre principali atteggiamenti conoscitivi dell’uomo: lo scientifico, l’occultistico e l’esoterico, ognuno dei quali legato in modo diverso ai grandi presupposti della religione e del mito. Nacque, infatti, l’atteggiamento scientifico laddove si cercò di trarre partito da quel mondo ambientale, che era ricco di frutti e di pericoli, ma che rappresentava, comunque, il punto di riferimento più concreto non solo per il benessere materiale, ma anche per rendersi coscienti degli eventuali rapporti esistenti tra il mondo divino e quello fisico.
L’atteggiamento occultistico si intersecò per qualche tempo con quello scientifico: la ricerca dei poteri che potevano essere utili alle comunità o alla salute del singolo derivava anch’essa da una volontà indagatrice; ma, volgendosi piuttosto alle forze o alle entità che avrebbero dovuto trovarsi celate dietro certi fenomeni, non tardò molto a divenire uno strumento egoistico, pronto a soddisfare i più vani desideri, anche quelli negativi, rivolti al male; da tutto ciò sorsero una “magia nera” da contrapporsi a quella “bianca” e il graduale degradarsi di quest’ultima, in quanto anch’essa doveva avvalersi, e si avvale tuttora, per essere credibile, dell’armamentario di amuleti e talismani, oroscopi e scongiuri.[…]»
Il capitolo Un mostro a tre teste: l’onorata società è di Giampaolo Rossetti.
Il capitolo Le religioni del mistero e gli ordini iniziatici è di Alberto Cesare Ambesi.
Gli Autori dei testi dell’edizione originale di quest’opera sono:
André Berelowitch – Bernadette de Castelbajac – Bernadette de Cayeux – Louis de Cayeux – Jean-Louis de Rambures – Tchalai Dermizel – Gérard de Séde – Marc de Smedt – Michel Friedman – Bernard Gorceix – Marc Kunstlé – Francis Leary – Marie-Christine Navarro – Alain Schifres – Alain Woodrow.
Capitolo I: I Templari e i loro segreti
Capitolo II: Gloria e infamie dei Cavalieri Teutonici
Capitolo III: Vita e morte dei Catari
Capitolo IV: Corporazioni, Gilde e Compagnonnage
Capitolo V: Una tradizione misteriosa: i Rosa-Croce
Capitolo VI: I molti volti della Massoneria
Capitolo VII: Società segrete e sovversione
Capitolo VIII: Un mostro a tre teste: l’onorata società
Capitolo IX: Teosofi e Antroposofi
Capitolo X: Le religioni del mistero e gli ordini iniziatici
Capitolo XI: L’oro degli alchimisti
Capitolo XII: Maghi, stregoni, guaritori
Capitolo XIII: Medium, telepati e veggenti
Le pagine fuori testo
Il Tempio di Gerusalemme
Gli animali simbolici
Il diavolo e le sue incarnazioni
Forme e colori come simboli
La cabala e i suoi adepti
Pietre e metalli magici
Le creature mitiche
Banditi nella leggenda
La divinazione per mezzo dei tarocchi
Piante e fiori simbolici
I segni dello zodiaco
Amuleti, talismani e pentacoli
note: alla fine del libro un dizionario del bizzarro
Platone
Alla ricerca della sapienza segreta
Autore/i: Reale Giovanni
Editore: Rizzoli
seconda edizione, prefazione dell’autore.
pp. 368, illustrazione b/n f.t., Milano
“Io volentieri a coloro che sanno parlo, a coloro che non sanno mi nascondo.” (Eschilo, Agamennone)
Da due millenni i Dialoghi di Platone costituiscono un caposaldo ineludibile della filosofia occidentale. Ma il pensiero del grande ateniese non è tutto nei suoi scritti. Esiste anche un Platone segreto che, come egli stesso dichiara, si rifiuta di affidare alla carta le proprie dottrine e rinvia discepoli e interlocutori alla parola. Solo negli ultimi decenni, grazie agli sforzi della scuola di Tubinga prima e a quella di Milano poi, gli studiosi hanno cominciato a penetrare la zona d’ombra delle dottrine segrete di Platone. In questa nuova e definitiva sintesi. Giovanni Reale considerato oggi, uno dei massimi interpreti del pensiero antico-riprende la questione e delinea una lettura che illumina le difficoltà e le contraddizioni invece di ignorarle. Perché Platone ha costruito il suo sistema in un preciso momento storico, mentre un’intera civiltà passava dalla comunicazione orale a quella scritta. E ha constatato l’inadeguatezza tanto della oralità tradizionale (quella esemplificata nei poemi omerici) quanto della comunicazione affidata alla scrittura: fondando un nuovo linguaggio, il linguaggio dell’oralità dialettica, flessibile strumento del filosofare le cui tracce vanno cercate sia nella mirabile articolazione teatrale dei Dialoghi sia nelle testimonianze di chi frequentò le lezioni dell’Accademia. È solo muovendo da questa comprensione storica che si può illuminare il significato della “seconda navigazione” che Platone annuncia nel Fedone e che lo porta a porre per sempre le fondamenta della metafisica occidentale. Seguendo con acribia gli scritti (di cui questo libro viene così a costituire un’antologia essenziale). Reale conduce con esemplare chiarezza il lettore attraverso i concetti-guida del pensiero platonico (dalla dottrina delle Idee a quella, elusiva e complessa, dei Principi), mostrandone la straordinaria modernità e la prossimità alle tematiche della odierna filosofia ermeneutica. Senza dimenticare la fortissima valenza etica di una riflessione che pur ricca di articolazioni, trova il proprio centro nella ricerca del Bene: e nella convinzione che i risultati conseguiti duemila anni fa da Platone possono ben essere un’ispirazione per guarire i mali di cui soffre l’uomo d’oggi.
Giovanni Reale insegna Storia della filosofia antica presso l’Università Cattolica di Milano. È autore di fondamentali contributi sui presocratici e Aristotele, e di una storia della filosofia antica. Nell’ambito platonico, ha coordinato per Rusconi la traduzione completa dell’opera. In parallelo all’uscita di questo saggio, pubblica per la Fondazione Lorenzo Valla la sua cura del Fedro. Le opere di Giovanni Reale sono tradotte in undici lingue e suoi contributi compaiono regolarmente sul supplemento culturale del “Sole 24 Ore”.
Il Codice Egizio
Titolo originale: The Egypt Code
Autore/i: Bauval Robert
Editore: Edizioni Corbaccio
introduzione dell’autore, traduzione dall’originale inglese di Maria Elisabetta Craveri.
pp. 352, nn. fotografie a colori f.t., Milano
Quando nel 1994 uscì Il mistero di Orione l’autore sconvolse i suoi lettori e la comunità scientifica con la sua ormai celebre teoria di una correlazione tra le piramidi di Giza e le stelle. Mentre gli effetti di quella teoria sono ancora oggi tangibili, con Il Codice egizio Bauval si spinge oltre, rivelandoci il «Grande Progetto Unitario» che coinvolge i templi dell’Alto Egitto.
Secondo Bauval, il fulcro della vita filosofica, scientifica e spirituale dell’Antico Egitto è stata la comprensione del funzionamento dell’universo, il Maat, e dei suoi meccanismi, le stelle. Per questo motivo lo studio degli antichi scienziati è quello di riprodurre sulla Terra un’esatta copia delle costellazioni. Da qui la disposizione lungo il Nilo, una Via Lattea in Terra, delle piramidi, le quali, lette in questa prospettiva, assumono significati nuovi e diversi: non tombe, ma sorta «stazioni di controllo» per l’osservazione dei moti celesti se non addirittura, come la piramide di Saqqara, per l’interazione con essi.
Il Codice Egizio è pertanto, un libro diverso da tutti gli altri. Molto infatti si è scritto su «come» gli egizi possano aver allineato con tale precisione i loro monumenti, ma Robert Bauval vuole rispondere alla domanda più fondamentale:
«Perché?»
Un libro per attivare al cuore di una delle più misteriose e affascinanti civiltà di tutti i tempi.
Robert Bauval nato in Egitto nel 1948. Ingegnere edile, il suo interesse per l’egittologia ha origini remote, dal momento che ha vissuto in Egitto e in altre parti del Medio Orientale per gran parte della sua vita. Negli anni ’80 diete inizio a una linea di studi che collega le piramidi all’astronomia.
I suoi libri, tra cui La camera segreta, Il mistero di Orione, Custode della Genesi, L’enigma di Marte e Talismano (questi ultimi due scritti con Graham Hancock) sono pubblicati in Italia da Corbaccio (tranne l’ultimo, anche in edizione TEA).
Leggere l’Avvenire nei Tarocchi
Un antico gioco, un sistema di classificazione della realtà della condizione umana e uno strumento per interpretarle
Autore/i: Sciuto Giovanni
Editore: Antonio Vallardi Editore
prefazione dell’autore, traduzione dal francese di Gabriella Cantoni.
pp. 160, nn. ill. b/n, Milano
Non occorre avere una predisposizione a esercitare o subire suggestioni intense per accogliere l’invito che ci viene dai tarocchi. La pura e semplice curiosità è forse l’atteggiamento migliore per accostarci a questo antico gioco, che di fatto è un sistema di classificazione della realtà e della condizione umana, e insieme uno strumento per interpretarle. Se il gioco dei tarocchi è il gioco del mondo, la sequenza (cioè il modo in cui risultano disposte le carte) e il gioco di ciascuno di noi. Le figure sono tanto ambigue (e generose) da aprirsi agli eventi individuali; la molteplicità dei significati rispecchia la molteplicità, l’ambiguità, la ricchezza dell’individuo. Tra i molti manuali di diverso livello e serietà oggi disponibili, quello di Giovanni Sciuto è senza dubbio trai più chiaramente concepiti e ben strutturati. Oltre al tarocco di Marsiglia – che fu disegnato nel Settecento ma si ispira a carte assai più antiche, ed è quello maggiormente usato a scopo «divinatorio» – il libro illustra anche gli elementi essenziali di tarocchi non meno importanti, fra cui il Grande Etteilla, il gioco della Sibilla dei salotti e quello di mademoiselle Lenormand.
Egitto Eterno
Autore/i: Montet Pierre
Editore: Il Saggiatore
prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione di Paola Argan
pp. 434, nn. tavv. a colori e b/n, nn. ill. b/n, Milano
La storia dell’Egitto antico pare fatta per sconvolgere ogni nostra idea della storia. Lungo un decorso di millenni, l’opera del tempo e le sue mutazioni sono come soppresse in un solenne ripetersi di forme e di atti, sancito dalla frase abituale: «così accadeva fin dai tempi del dio». Perciò di un popolo, che ha così gran parte nei destini della civiltà antica, si conoscono meglio gli istituti che le vicende. Le inondazioni annue del Nilo, dispensatrici di fecondità, hanno deciso per sempre i ritmi della vita; per il resto, sembra che di secolo in secolo quasi nulla muti.
La scrittura geroglifica, ad esempio, che data dal tramonto della preistoria, perdura identica a rivestire i muri e le colonne dei templi fino all’età tolemaica e romana e cadrà in disuso solo nell’epoca in cui già si diffonde il cristianesimo. Per una singolare coincidenza, a quella mentalità astorica il tempo rispose cancellando ogni sicura cronologia: il famoso Canone Reale ci è arrivato frammentario, gli Annali dell’Antico Regno non si sono salvati che in parte, delle storie di Manetone non sopravvivono che i tratti citati da Giuseppe Flavio nel Contra Apionem. Eppure, nella loro indifferenza al tempo, gli Egiziani inventarono una tra le più perfette misure del tempo: l’anno di 365 giorni, che si inaugurava col sorgere eliaco di Sirio e in 1475 anni correggeva i suoi sbagli rispetto ai cicli del sole. Le date di inizio di alcune delle trenta dinastie, con i loro circa trecentotrenta re sono ricuperabili grazie a quell’automatico riassestarsi del calendario. In questo libro, Pierre Montet ha voluto definire, come il titolo stesso ricorda, i caratteri permanenti della civiltà egizia, ma anche analizzare i mutamenti indotti dall’inevitabile trascorrere delle passioni. La prima parte è dedicata alle condizioni naturali e politiche in cui vissero gli Egiziani; la seconda alla religione, alla letteratura, alla scienza, ma soprattutto all’arte e ai suoi portentosi risultati.
Nel capitolo conclusivo sono raccolti i giudizi sull’Egitto espressi dai popoli che con esso ebbero i rapporti più stretti (Ebrei, Greci).
Ed è tracciata una breve storia dell’egittologia fino ai recenti sviluppi, che le hanno consentito di risuscitare le vicende di intere dinastie, come quella delle Grandi Piramidi o quella del Labirinto, di cui non si conoscevano che i nomi dal suono quasi magico.
Egittologo assai noto, Pierre Montet nacque a Villefranche nel 1885; fu professore all’Università di Strasburgo dal 1919 al 1948, poi venne chiamato al Collège de France. Ha condotto numerose campagne di scavo in Fenicia e in Egitto, contribuendo in maniera decisiva al progresso della propria disciplina.
Tra le sue più importanti scoperte, sono da annoverarsi quella della tomba del faraone Psusennes a Tanis e quelle delle tombe dei re di Biblo, che contenevano anche numerose iscrizioni. Montet è a tutt’oggi il solo archeologo che abbia ritrovato una sepoltura regale inviolata, e l’abbia completamente descritta. Con i suoi reperti ha notevolmente contribuito ad arricchire il Museo del Cairo di oreficerie, maschere d’oro, vasellame sacro, sarcofaghi di inestimabile valore. Grande la sua attività di divulgatore, che si aggiunge a quella di insigne rappresentante del metodo scientifico in archeologia. Di lui Il Saggiatore ha già pubblicato, nella Collana «Uomo e Mito», l’opera Gli Egiziani del Nuovo Regno.
Il Linguaggio Dimenticato
Introduzione alla comprensione dei sogni, delle fiabe e dei miti
Autore/i: Fromm Erich
Editore: Garzanti Editore
prefazione e introduzione dell’autore, traduzione di Graziella Brianzoni, titolo originale: «The forgotten language».
pp. 256, Milano
«Il linguaggio simbolico e una lingua vera e propria, in effetti l’unico linguaggio universale che la specie umana abbia mai creato,» scrive Erich Fromm nella prefazione a questo libro che raccoglie i risultati di studi aggiornatissimi e rigorosi ma costituisce anche una lettura immediatamente chiara e avvincente per un pubblico non specializzato.
La prima chiave del linguaggio simbolico è, ovviamente, il sogno. Alla comprensione del linguaggio dei sogni, secondo un codice che non trascura le più antiche culture popolari (comprese le superstizioni e le cabale) ma le verifica attraverso la critica di Freud e di Jung, è dedicata la parte di maggior rilievo del volume: trattazione lineare, risolvente, ma ricca di aneddotica, al punto da costituire per il lettore più frettoloso anche una guida pratica. Dai sogni, l’autore sposta poi la sua informazione all’analisi di quelle simbolizzazioni dell’inconscio collettivo che sono i miti e le leggende, con interpretazioni esemplari e sorprendenti, tra l’altro, di Edipo, Cappuccetto Rosso e Kafka. Un’Opera, a suo modo, rivoluzionaria, nella quale l’autore propone che, fin d’ora, in ogni società civile sia previsto l’insegnamento del «linguaggio simbolico» nelle scuole, almeno alla stregua delle lingue straniere.
Erich Fromm, sociologo e psicologo tedesco, naturalizzato americano, dal 1962 insegna alla New York University. Tra le sue opere: L’arte di amare, La crisi della psicanalisi, Psicanalisi e religione, Psicanalisi della società contemporanea, Fuga dalla libertà, Dogmi, gregari e rivoluzionari, Saggi sulla religione, la psicologia e la cultura, Può l’uomo prevalere?
Wu She Tai Chi Chuan
Stile di famiglia Wu
Autore/i: Wu Tao Ling; Wu Tao Gung
Editore: Arti Grafiche LUX
prefazione di Mario Battezzati.
pp. 96, nn. foto e ill. b/n
Yoga cinese per riconquistare l’energia vitale, curare e prevenire le malattie fisiche e psichiche.
Gesù – L’Uomo, la Fede
Autore/i: Wilson Andrew Norman
Editore: Instar Libri
prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione di Claude Béguin.
pp. 378-xlvii-6, Torino
Come quasi tutti i cristiani, ho oscillato a lungo fra il Gesù della Storia e il Cristo della Fede, finché mi sono accorto della fondamentale disonestà di entrambi. Il mio libro non è un’autobiografia spirituale, vorrebbe essere un’indagine oggettiva su Gesù. Sarà comunque opportuno scoprire le mie carte prima di avventurarmi in un’impresa tanto temeraria. Per molti anni sono stato un cristiano praticante, attento a eludere le contraddizioni di quanto avevo studiato alla Facoltà di Teologia. Con il passare del tempo però, più riflettevo sull’argomento, più mi sentivo a disagio. A un certo punto dovetti ammettere che mai e poi mai un sant’uomo galileo del I secolo avrebbe potuto credere d’incarnare la Seconda Persona della Trinità: qualcosa d’inconcepibile per un ebreo monoteista dell’epoca.
Nel mio caso il rifiuto del cristianesimo è stato l’esito di un’evoluzione lenta e penosa; una volta compiutolo, non mi parve giusto continuare a professarmi cristiano, a frequentare chiese che si rivolgevano a Gesù come se fosse vivo e presente, a recitare un credo che riconosceva in Gesù il Signore e Giudice del mondo. Viceversa non riuscivo neppure ad arrendermi allo scetticismo di chi ritiene chiaramente l’appartenenza di Gesù alla grande tradizione profetica d’Israele.
Tanto vale confessare subito che questo è il Gesù in cui credo ora: credo che Gesù sia stato un chassid, ovvero un santo, della Galilea. Nessun autore ce ne ha mai lasciato una descrizione fisica, né sul suo conto possediamo le informazioni biografiche che normalmente comparirebbero in una “vita” moderna. Eppure i Vangeli ci offrono numerose immagini straordinariamente vivaci di Gesù e una quantità di aneddoti e citazioni che con ogni probabilità, non sono stati inventati. E’ appunto inseguendo la sua “umanità” che ho avuto l’impressione di arrivare a sfiorarlo con una immediatezza prima negatami dagli occhi della Fede.
Sopravvissuta!
L’Odissea di Jan Little
Autore/i: Man John
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
prefazione dell’autore, traduzione di Giuseppe Bernardi.
pp. 420, fotografie e illustrazioni b/n f.t., Milano
Il progresso ci ha abituato a ogni sorta di miracoli, ma due cose riescono ancora talvolta a sorprenderci: una è l’uomo e l’altra è la Natura. Crediamo di conoscere entrambi, e invece ci accorgiamo di avere sottovalutato le loro risorse e il loro Carattere indomabile. Le storie più belle sono quelle che li mettono a confronto. Là dove il Rio Negro passa dal Venezuela al Brasile, dall’una e dall’altra parte della frontiera, tutti ricordano e raccontano la storia di Jan Little, l’americana sorda e cieca che visse nella foresta amazzonica a molti giorni di viaggio via fiume dalle più vicine propaggini della civiltà. Insieme a lei c’erano la figlia Rebecca e il marito Harry, che in quella solitudine rivelò la sua vera, inquietante natura. Un male misterioso li uccise entrambi. Jan rimase sola. L’ambiente intorno a lei era tra i più pericolosi e selvaggi che esistano. Eppure, nonostante le sue menomazioni, sopravvisse, e in questo libro, con l’aiuto del giornalista John Man, racconta la sua terribile esperienza. Chi lascia la società sperando di vivere idillicamente in una Natura benigna e inviolata facilmente va incontro all’orrore, alla desolazione e alla morte. E la morale dell’incredibile avventura di Jan Little, che meravigliò dapprima la gente del Rio Negro e ora sta meravigliando e appassionando innumerevoli lettori in tutto il mondo.
John Man, ex corrispondente di «Reuters» e caporedattore di a «Time-Life» vive e lavora a Oxford. E venuto a conoscenza della storia di Jan Little durante sua permanenza in Venezuela dove stava preparando una serie televisiva sulla sopravvivenza per Channel 4. Ha lavorato con Jan alla stesura di questo libro per due anni. Dal racconto è nato anche un documentario televisivo per la Bbc. Appassionato della foresta amazzonica e dell’Africa equatoriale, ha pubblicato, ha pubblicato, tra l’altro, Jungle Nomads of Ecuador, State of Blood, un rapporto sul governo di Amin scritto insieme a Henry Kjemba; e il romanzo The Lion’s Share.
I Gesuiti
L’esercito del Papa
Autore/i: Martinelli Franco
Editore: Giovanni De Vecchi Editore
introduzione dell’autore.
pp. 500, nn. tavv. b/n, Milano
Sommario:
Introduzione
Parte prima
UN GENERALE SENZA SPADA
Casa Solar di Loyola
Gerusalemme, Gerusalemme
Uomo apostolico o stregone?
Nasce la Compagnia di Gesù
In hoc signo vinces
Ignazio alla volta di Roma
Ignazio Generale
Perinde ac cadaver
Il Concilio di Trento – Vittoria sull’eresia
Spiritualità d’Ignazio
Un desiderio esaudito: morire solo, di nascosto
Parte seconda
I GESUITI IN ITALIA
Il problema della successione
Un esercito dal Brasile al Congo
Il clero in agitazione
Un lanciere dal polso valido
Un francescano, pontefice terribile: Sisto V
Campane a stormo per la morte della Compagnia
Un Generale nelle segrete di Castel Sant’Angelo
7 agosto 1814: la Compagnia risorge
Parte terza
I GESUITI IN EUROPA OCCIDENTALE
Spagna: “I gesuiti sono eretici…”
L’Inquisizione contro i soldati di Cristo
L’espulsione dal Portogallo
Autodafé per padre Malagrida
I gesuiti in Inghilterra e le persecuzioni scozzesi
L’ordine in Francia: gesuiti e giansenisti a battaglia
Delenda Societas Jesu
Dopo il tramonto del re Sole
Parte quarta
DALL’EUROPA ORIENTALE AI PAESI D’OLTREMARE
I gesuiti in Russia
Alla corte di Svezia e nei Paesi Bassi
In Germania
La via delle missioni
India, Cina e Giappone
La ricostituzione della Compagnia
Dizionario dell’Insolito
1001 storie incredibili ma vere
Autore/i: Gaspard André
Editore: Armenia Editore
introduzione dell’autore, traduzione di Patrizia Michellini.
pp. 200, Milano
Lo sapevate che l’ammiraglio Nelson soffriva il mal di mare? E che l’austera imperatrice Caterina Il di Russia non riusciva a dormire se non dopo aver provato almeno un orgasmo? Che l’ostrica cambia sesso diverse volte nel corso della sua vita? Che sbattiamo gli occhi circa 25.000 volte in un giorno? Che una donna americana bacia, in media, 79 uomini prima di sposarsi?
Curiosità, stranezze, cose incredibili (ma vere) sono state raccolte in questo, volume dall’autore: un lavoro paziente, durato tre anni, sfogliando ponderosi trattati di storia, biologia, astronomia, scienze naturali, ecc.
Un libro divertente, che si legge d’un fiato perché, come dice l’autore: «…la vita e la natura sono più ricche e più folli del più folle dei sogni o di qualsiasi opera immaginaria che sia mai stata scritta».
Il Mistero del Rito Sacrificale
Con in Appendice i testi della Tavola di Smeraldo e della misteriosa Tavola di Rubino
Autore/i: Ventura Gastone
Editore: Editrice Atanòr
collana: Collezione Rara.
pp. 68, ill. b/n, Roma
“A un amico che mi chiedeva una definizione di ciò che si intende per rito, ebbi modo di scrivere una lettera nella quale, rifacendomi a veri autori, ricordavo: «Dallo Zohar apprendiamo che: “il fumo dei sacrifici che sale da quaggiù accende le lampade dell’alto in modo che tutte le luci brillano in cielo”. Dalle Tavole di smeraldo e di rubino, risulta che il mondo superiore è mosso da quello inferiore e questo da quello e che “ciò che è in alto è simile a ciò che è in basso e viceversa” Dovrebbe quindi apparir chiaro che il rito non è preghiera come molti credono bensì azione. Come definizione, anzi e meglio come indicazione dirò che il rito si fa secondo la razza[…]”
Storia della Scherma
Le basi della moderna scherma europea
Autore/i: Gaugler William M.
Editore: AIMS • Associazione italiana Maestri di Scherma – Nomos Edizioni
edizione italiana a cura di Giancarlo Toràn, traduzione di Roberta Giussani, edizione originale: “The History of Fencing: foundations of Modern European Swordplay” – Laureate Press – 1998.
pp. 544, 130 illustrazioni b/n, Busto Arsizio (Va)
L’evoluzione della scherma cambia strada, dopo l’introduzione della polvere da sparo. L’arma da guerra, la spada, simbolo di potere, diviene arma da difesa, poi strumento per le contese d’onore, infine attrezzo sportivo. La sua trasformazione,e quindi quella della tecnica, accelera negli ultimi secoli, ed è ancora in atto. Non sappiamo dove ci porterà. Cambia la tecnica, ma non i principi sottostanti, tempo, velocità e misura. Lo si tocca con mano nei trattati del periodo in cui il cambiamento era più rapido: quando nasceva lo sport, ma la pratica sanguinosa del duello era ancora ben viva. È per questo motivo, credo, che lo spazio dedicato alla trasformazione in atto, e quindi agli ultimi due secoli, è ben più ampio di quello dedicato ai secoli precedenti. Ed è per questo motivo che il libro di Gaugler sarà per noi un punto di riferimento obbligato.
È importante, infatti, che un Maestro di scherma conosca, almeno a grandi linee, la storia del suo sport, che da questo punto di vista è il più ricco: credo che non esista, per gli altri sport, un’eredità di trattati tecnici paragonabile alla nostra. I futuri Maestri di scherma avranno, d’ora in poi, un testo di riferimento su cui studiare e documentarsi. (Giancarlo Toràn)
William M. Gaugler (1931 Michigan, U.S. – 2011 Sunnyvale, California ) è stato professore emerito di Archeologia Classica. Già direttore presidente onorario del “Fencing Master Program” alla San Josè State University, in California, l’unica università degli Stati Uniti ad offrire la preparazione e la certificazione per i maestri di scherma; è stato allievo di Aldo Nadi, Umberto di Paola e Giorgio Pessina. Si è diplomato all’Accademia Nazionale di Scherma di Napoli ed è stato socio onorario dell’Associazione Italiana Maestri di Scherma. Con l’AIMs e la FIS ha pubblicato l’edizione italiana del suo “Dizionario di terminologia schermistica”. Il suo trattato “La scienza della Scherma” è stato pubblicato in varie lingue, e in italiano da Zanichelli (1992).
– Prefazione all’edizione italiana
– Introduzione (dall’edizione originale)
– Prefazione (dall’edizione originale)
– Capitolo I. Il sedicesimo secolo
Achille Marozzo
Camillo Agrippa
Giacomo de Grassi
Camillo Palladini
Angelo Viggiani
Henry de Sainct Didier
Vincenzo Saviolo
– Capitolo II. Il diciassettesimo secolo
Salvatore Fabris
Nicoletto Giganti
Ridolfo Capo Ferro
Francesco Antonio Marcelli
Labat
– Capitolo III. il diciottesimo secolo
Domenico Angelo
Alexandre Picard Brémond
– Capitolo IV. Il diciannovesimo secolo
Rosaroll Scorza e Pietro Grisetti
La Boessière il Giovane
Jean-Louis Michel
Louis-Justin Lafaugère
Blasco Florio
A.J.J. Possilier detto Gomard
Augustin Grisier
Alberto Marchionni
Cordelois
La nascita della scuola militare dei maestri di scherma in Italia
Vittorio Lambertini
Cesare Enrichetti
Giuseppe Radaelli
Manuel d’escrime del 1877
Masaniello Parise
Giordano Rossi
Camille Prévost
Ferdinando Masiello (1)
Ferdinando Maseillo (29
Georges Robert Ainé
Antime Spinnewyn e Paul Manoury
Luigi Barbasetti (1)
Incontri di scherma Franco-Italiani del tardo diciannovesimo secolo
– Capitolo V. Il ventesimo secolo
Luigi Barbasetti (2)
Eugenio Pini
Aurelio Greco
Salvatore Pecoraro e Carlo Pessina
Jean Joseph-Renaud
Agesilao Greco (1)
Règlement d’escrime del 1908
L’aumento delle competizioni di scherma per dilettanti e il declino di quelle per Professionisti
Pubblicazioni schermistiche italiane e francesi dopo il 1929
Agesilao Greco (2)
Michele Alajmo
Giorgio Rastelli
Aldo Nadi
Raoul Cléry (1)
Paul Battesti e Louis Prost
Raoul Cléry (2)
Nuovi manuali italiani per la formazione dei Maestri
Giorgio Pessina e Ugo Pignotti (1)
Pierre Thirioux
Giuseppe ed Edoardo Mangiarotti
Giorgio Pessina e Ugo Pignotti (2)
Raoul Cléry (3)
Breve analisi delle recenti pubblicazioni schermistiche
Arturo Volpini
Giuseppe Necchi
Pierre Thirioux (2)
Renzo Nostini
Daniel Revenu (1)
Antonio Lomele
Daniel Revenu (2) e Raymond Thomas
Marcello e Giovanni Lodetti
Giancarlo Toràn
Conclusioni
Note
Bibliografia selezionata
I Luoghi Magici di Roma
Autore/i: Riario Sforza Alessandro
Editore: Edizioni Dellavalle
prefazione dell’autore.
pp. 184, nn. tavv. b/n f.t., Torino
Cerimonie Voodoo sull’Esquilino, filtri magici sui Parioli, i riti evocatori nel Colosseo, le croci luminose sul cielo di Piazza Venezia, gli spiriti di Villa Sciarra, i Sabba di Norcia, magia nera a San Pietro, il diavolo di Fidene: un inaspettato itinerario turistico-magico per chi voglia vedere Roma e il Lazio con occhi nuovi, alla scoperta di un tessuto magico ordito con riti magico-religiosi antichi di secoli.
Una sensazionale riscoperta di Roma che al tradizionale fascino turistico e storico della Città Eterna aggiunge una sensazionale e inedita visuale magica.
Magia Sperimentale
Manuale pratico
Autore/i: Bona Gian Piero
Editore: Edizioni Mediterranee
avvertenza e introduzione dell’autore, disegni di Pier Luigi Meneghello.
pp. 176, nn. ill. b/n, Roma
L’antica scienza magica sta tornando, in questi ultimi tempi, di grande attualità. Ciò è spiegabile, in qualche modo, con il desiderio dello spirito di ritrovare la sua vera dimensione, in un mondo che sembra volerne distruggere ogni più intimo aspetto. Conscio di questa necessità, l’Autore, rifacendosi alle grandi tradizioni magiche, ha raccolto in questo volume una serie di nozioni pratiche e sperimentate circa la magia e le sue applicazioni. Questo libro contiene pertanto tutte le informazioni necessarie per realizzare praticamente degli esperimenti magici di grande efficacia. L’Autore ha volutamente tralasciato molte nozioni teoriche non necessarie, per esporre solo ciò che è veramente utile per la realizzazione. Si tratta, tuttavia, di un’opera completa e chiarissima, nella quale sono esposti esperimenti facilmente realizzabili, che non mancheranno di dare risultati. Nella stesura del testo, l’Autore ha tenuto conto di tutte le grandi opere esistenti dedicate alla magia, collegando a tali nozioni la propria personale esperienza, Il libro contiene, tra l’altro, la descrizione di tutti gli strumenti e gli ingredienti necessari per operare la magia, le istruzioni pratiche, i rituali e le formule di scongiuro, e consigli per la realizzazione degli esperimenti, con indicazione dei luogo e dell’ora in cui operare.
Gian Piero Bona ha seguito studi classici e musicali. Dopo aver rivolto i suoi interessi all’occulto, ha letto i classici sull’argomento raccogliendo una grandiosa biblioteca, ricca di oltre 15.000 volumi. Ha viaggiato molto, soggiornando in Asia Minore, in Grecia e in Egitto. Si è formato soprattutto sulle filosofie orientali, nonché sui filoni della letteratura magica e fantastica. Ha eseguito diverse traduzioni di noti autori, ed ha scritto alcune commedie, racconti, poesie e romanzi. È appassionato cultore di scienze tradizionali, esoterismo e magia, ed in quest’opera ha trasfuso l’essenza delle sue conoscenze magiche.
Il Re del Mondo
Autore/i: Guénon René
Editore: Adelphi Edizioni
traduzione di Bianca Candian.
pp. 114, Milano
Nel 1924 apparve a Parigi un singolare libro di Ferdinand Ossendowski, dal titolo Bestie, uomini e dèi. Vi si raccontava un avventuroso viaggio nell’Asia centrale, nel corso del quale l’autore affermava di essere venuto in contatto con un centro iniziatico misterioso, situato in un mondo sotterraneo le cui ramificazioni si estendono ovunque: il capo supremo di questo centro era detto Re del Mondo.
René Guénon prese spunto da tale pubblicazione per mostrare, in questo breve e splendido libro, come, dietro alle confuse narrazioni di Ossendowski e di altri scrittori, si profilassero dottrine e miti immemoriali, di cui si ritrovavano tracce dal Tibet (con la sua nozione dell’Agarttha, la terra “inviolabile”) alla tradizione ebraica (con la figura di Melchisedec e della città di Salem), e così anche nei più antichi testi sanscriti, nel simbolismo del Graal, nelle leggende sull’Atlantide e in tanti altri miti e immagini. A mano a mano che si svelano questi rapporti, siamo còlti come da una vertigine: con pochi e sobri gesti Guénon riesce a mettere in contatto tali e così diverse cose che alla fine ci troviamo dinanzi a una sterminata prospettiva, che traversa tutta la storia fino a oggi, dalle origini inattingibili della Tule iperborea fino all’occultamento del centro iniziatico nella nostra “età nera”, il Kali-Yuga. In poche pagine, e tutto per immagini, Guénon disegna dunque la linea della trasmissione della Tradizione primordiale, sicché questo libro potrà valere per molti come introduzione al pensiero di un maestro solitario e indispensabile del nostro tempo.
La Tradizione di Roma
Autore/i: Evola Julius
Editore: Edizioni di Ar
nota introduttiva di Romolo Lupo.
pp. 224, Padova
Dalla nota introduttiva di Romolo Lupo:
“Nelle nostre intenzioni, l’idea di raccogliere in un volume i più significativi articoli redatti da Julius Evola – in varie epoche e occasioni – intorno a diversi aspetti della tradizione romana non ha, come scopo principale, quello di rendere un omaggio alla figura del Maestro scomparso; la presente iniziativa nasce invece, prima di tutto, dall’esigenza – da noi avvertita come «dovere» – di mantenere viva una somma di punti di riferimento paradigmatici che possano un giorno valere come idee-forza di una rivoluzione culturale e spirituale. Se l’ipotesi di un rivolgimento del genere non è del tutto illusoria; se l’Europa non è definitivamente entrata nel cimitero delle civiltà sepolte ed è destino che essa debba in qualche modo rinascere; se nelle pietre e nei marmi rimane ancora qualcosa della forza divina primordiale, allora questo libro avrà un suo rango e una sua funzione.[…]”
Nei Cieli del Messico
Spiriti, fulmini e sciamani
Autore/i: Romanò Maurizio
Editore: Xenia Edizioni
premessa dell’autore.
pp. 220, Milano
Spiriti fulmini sciamani: un viaggio antropologico nel Messico contadino e soprannaturale in cui i graniceiros, colpiti dal fulmine, sono stati istruiti da entità soprannaturali per diventare sciamani del loro popolo. Il giovane ricercatore italiano si ambienta ed ha il privilegio di assistere a rituali di grande importanza e suggestione, un autentico viaggio nello spazio e nel tempo che segna una esperienza profonda nel suo processo interiore.
Premessa
Cap. I – Il quinto sole
Cap. II – In terra messicana
Cap. III – I curanderos del Messico
Cap. IV – All’Istituto di Antropologia
Cap. V – Nel mercato della magia
Cap. VI – Don Luis
Cap. VII – Un magico incontro
Cap. VIII – Los graniceros
Cap. IX – Carnevale in Tlayacapan
Cap. X – Messico e nuvole
Cap. XI – Il 3 di maggio
Cap. XII – Il distacco
Appendice: Il Messico preispanico
Note
Scheda bibliografica
Hara-Kiri
Suicidio rituale giapponese
Autore/i: Seward Jack
Editore: Edizioni Mediterranee
introduzione dell’autore, traduzione di G. Paolo Scotto.
pp. 96, 6 tavv. b/n f.t., Roma
Per gli occidentali, il termine «hara kiri» evoca l’immagine di una morte data a se stessi in maniera stoica e dolorosa. Per i Giapponesi, questo tipo di suicidio dimostra le più alte virtù di coraggio, onore e disciplina. Il nome tradizionale dell’«hara kiri» è «seppuku», e l’autore, dallo studio diretto di antichi documenti, ha ricavato interessanti notizie circa questo singolare uso, nonché sui complicati rituali che circondano la cerimonia. L’intento principale di questo libro è quello di approfondire l’atmosfera storico-sociale dell’hara kiri, il quale, sviluppatosi durante il periodo feudale, venne istituzionalizzato come parte integrante della disciplina dei samurai, la classe dei guerrieri. Pur essendo un suicidio volontario, il seppuku veniva spesso offerto come forma di riparazione onorevole, anche se necessaria, a delitti che avrebbero meritato la pena di morte,e col tempo dette la sua impronta anche al Bushido. Ancora oggi, per cancellare l’onta del disonore che potrebbe abbattersi sull’intera famiglia, per espiare una colpa o per far fronte ad un rovescio di fortuna, alcuni giapponesi di grande coraggio non esitano a ricorrere al seppuku, squarciandosi il ventre con una lama così come facevano i loro nobili antenati.


