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Cose che Capitano e Piccoli Misteri

Cose che Capitano e Piccoli Misteri

Una raccolta di normali eccezioni alle norme che confermano l’impossibilità della vita quotidiana di essere del tutto routinaria

Autore/i: Del Moro Franco

Editore: Associazione Letteraria Ellin Selae

seconda edizione ampliata di nuovi, incredibili accadimenti.

pp. IX-192, Murazzano (CN)

Questo libro non contiene racconti eccezionali, o fatti memorabili, o profondi escursioni nelle regioni del pensiero, ma fatti ed episodi reali che un giorno hanno causato uno strappo al velo della quotidianità regalando qualche attimo di sorpresa al viaggiatore più annoiato del mondo: l’uomo comune.

Questi fatti, che non sono stati registrati da nessuna cronaca e che normalmente vengono dimenticati da chi li ha vissuti non appena il “varco” si richiude, sono a loro modo sintomi di un mondo che alimenta negli strati più profondi idee rivoluzionarie, germi di una anarchica ribellione all’ordine costituito delle cose (come il tizio che si, mette improvvisamente a urlare nel metrò), di un mondo in continuo cambiamento (come gli incontri con i mendicanti gentili) o di recupero di ideali più legati alla dimensione naturale e spirituale dell’esistenza.

Infatti in questo libro è anche raccontata, con tutte le sue paure e crisi, la scelta di un radicale Cambiamento di vita, che ognuno di noi ha sempre sognato e che i protagonisti hanno avuto il coraggio di tentare: il passaggio dalla dimensione del lavoro dipendente in seno all’enorme formicaio della metropoli, alla dimensione del lavoro dipendente in seno all’enorme formicaio della metropoli, alla dimensione “rurale” di una grande cascina circondata da colline e boschi, alla ricerca di una vita più semplice e dai ritmi più naturali. Senza soldi ma con tanta fiducia. E qui, con il consueto umorismo che percorre tutto il libro, il protagonista racconta, scoprendoli su di sè, quali sono gli insospettabili handicap mentali e fisici che lo stile di vita urbanizzata e consumistica genera in chi ci abita per troppo tempo.

Il vero insegnamento dei fatti contenuti in questo libro è forse proprio nella scoperta che gli ideali e le cose più belle, quelle che danno il vero senso all’esistenza, si contrappongono a tutto ciò verso cui veniamo spinti da un modello di vita capitalistico, che crediamo di controllare e che invece ci controlla.

Riflettere su questi episodi straordinari di vita ordinaria significa riflettere sull’enorme varietà di interpretazioni del mondo che divide le persone, sulla possibilità di trovare eccezioni alle norme quando meno ce le aspettiamo dimostrando che la vita, anche la più piatta e routinaria, non lo è mai abbastanza per spegnere completamente l’estro, la curiosità, la follia o la speranza di un cambiamento, che si rivela sempre più necessario di fronte a un mondo che frantuma sistematicamente gli spazi destinati alla fantasia.

Al termine della lettura, incredibilmente coinvolgente, ad ogni lettore verrà voglia di continuare da solo questo lavori di supervisione della propria realtà, di reinterpretazione di ciò che solitamente si ritiene privo di più di un livello di lettura: il solito, cosiddetto, tran-tran…

Capo Giuseppe

Capo Giuseppe

(Hin-mut-too-yah-lat-kekht)

Autore/i: Howard Helen Addison

Editore: Rusconi Libri

prima edizione, premessa e prologo dell’autrice, traduzione dall’inglese di Patrizia Tosi.

pp. 340, 1 cartina geografica b/n f.t., Milano

Con Capo Giuseppe, Helen Addison Howard ha scritto la biografia rinnovata e definitiva del grande capo Naso Forato, un diplomatico fra i guerrieri, per le sue imprese collocato a buon diritto fra i più importanti personaggi del mondo indiano. In guerra come in pace, Capo Giuseppe dimostrò doti eccezionali. Sebbene fosse un leader sostenitore della pace e della libertà delle tribù, dovette assistere alla disfatta del suo grande e nobile popolo nella guerra dei Nasi Forati del 1877 e alla perdita di tutto ciò che per la sua gente era vitale: terre, cavalli, indipendenza.
La lotta dei Nasi Forati per la libertà, da loro considerata bene supremo, rappresenta uno degli episodi più drammatici della storia indiana. Questo libro ci presenta in suggestivi e drammatici dettagli la figura di Capo Giuseppe, con una rivalutazione delle cinque bande impegnate nella guerra dei Nasi Forati, descritta in modo obiettivo dal punto di vista dell’Indiano, del soldato bianco e del colono dell’ovest. Un valore particolare ha poi il riconoscimento di Giuseppe quale abile condottiero in guerra, basato sul nuovo e importante materiale di fonte indiana.

Helen Addison Howard nata nelle terre che hanno visto il conflitto tra indiani e Bianchi, è autrice di numerosi articoli di carattere storico e di argomento vario, pubblicati dai maggiori periodici degli Stati Uniti.

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Premessa
Prologo

Parte prima
ANTEFATTI

Capitolo primo
La valle

Capitolo secondo
La venuta dei missionari

Capitolo terzo

Tuono-che-romba-nelle-montagne

Parte seconda

LA STORIA DEL TRATTATO

Capitolo primo
Il consiglio di pace del 1855

Capitolo secondo
La guerra nel bacino del Columbia 1856-1858

Capitolo terzo
Il trattato del 1863

Capitolo quarto
Tah-Mah-Ne-Wes chiama

Capitolo quinto

La madre-terra beve sangue

Capitolo sesto
Il consiglio del 1877 a Forte Lapwai

Capitolo settimo
Le uccisioni di Capo Uccello Bianco

Parte terza
LA CAMPAGNA MILITARE DEL 1877

Capitolo primo
I coloni si preparano per la guerra

Capitolo secondo
La battaglia di White Bird Canyon

Capitolo terzo
Lo scontro a Cottonwood

Capitolo quarto
La battaglia di Clearwater

Capitolo quinto
La marcia lungo la pista Lolo

Capitolo sesto
L’episodio di «Forte Fiasco»

Capitolo settimo
La battaglia di Big Hole

Capitolo ottavo
L’incursione ai prati Camas

Capitolo nono
L’attacco ai Cowan e ai Weikert

Capitolo decimo
La battaglia del torrente Canyon

Capitolo undicesimo
La scaramuccia a Cow Island

Capitolo dodicesimo
La battaglia delle Bearpaw Mountains

Capitolo tredicesimo
La resa di Giuseppe

Parte quarta
DOPO LA GUERRA

Capitolo primo

Prgionieri di guerra

Capitolo secondo
«Qualcuno ha preso i nostri cavalli»

Capitolo terzo
Ritorno dall’esilio

Capitolo quarto
Il sentiero per il sole al tramonto

APPENDICI
Albero genealogico
Nuovi elementi

Ringraziamenti

INDICI
Nomi di persone
Tribù indiane nel testo
Nomi dei luoghi

Dakota – Una Geografia Spirituale

Dakota – Una Geografia Spirituale

Titolo originale : Dakota: A Spiritual Geography

Autore/i: Norris Kathleen

Editore: Neri Pozza Editore

traduzione di Lidia Perria.

pp. 224, Vicenza

Una scrittrice di New York – e l’autrice stessa che racconta in prima persona – professionalmente realizzata e ben inserita nella società metropolitana, decide di rinunciare a tutti gli agi e i vantaggi del mondo consumistico. Si trasferisce nelle Grandi Pianure del West, scarse di risorse e di popolazione, per vivere in un paesetto di 1600 agricoltori, privo di comodità e di vita di relazione.
I disagi delle sconfinate pianure del Dakota, avare di piogge e di alberi, dalle estati calde e ventose e dagli inverni rigidi (l’escursione termica annuale può raggiungere i 60°), e l’incontrollabilità spesso distruttiva dei fenomeni atmosferici le fanno toccare con mano quei limiti umani che le città e i centri commerciali tentano di negare. Ma la scelta radicale e controcorrente di una vita di privazioni permette a Kathleen Norris di considerare finalmente se stessa e gli altri nella giusta prospettiva, e di ritornare a stupirsi e a godere di ogni piccolo dono della natura come di un tesoro.
E, quella dell’autrice, la scelta di riappropriarsi del proprio tempo, di viaggiare in una corsia lenta per poter vivere l’aspetto «contemplativo» della realtà – come i marinai, gli agricoltori, appunto, e i monaci – e realizzare quella metamorfosi del cuore che non può aver luogo per coloro che sono immersi negli eventi frenetici e fragorosi delle città.
Le pianure del Dakota, vaste di terra e di cielo e ricche di silenzi, sono vissute dall’autrice nella loro qualità di paesaggio naturale e insieme spirituale, come, per i monaci del IV secolo, era stato il deserto della Cappadocia. E difatti il racconto della Norris, sopprimendo le differenze di tempo e di spazio, intreccia con grazia, sensibilità e fine senso dell’umorismo le opere e i giorni degli agricoltori della contea di Perkins con quelli dei racconti agiografici degli antichi eremiti o dei monasteri benedettini che lei spesso frequenta, legando con grande sapienza narrativa eventi della cronaca, della storia e del mito.

Kathleen Norris vive a Lemmon, nel Dakota del Sud, con il marito, il poeta David Dwyer. Autrice di due volumi di poesie, Falling Off (1971) e The Middle of the World (1981), ha ricevuto riconoscimenti dalle fondazioni Guggenheim e Bush. Dakota ha ottenuto nel 1993 il premio New Visions assegnato dal Quality Paoerback Club e il premio annuale della Society of Midland Authors.

La Montagna dell’Anima

La Montagna dell’Anima

Romanzo

Autore/i: Xingjian Gao

Editore: Rizzoli

prima edizione, traduzione dal cinese di Mirella Fratamico, titolo originale dell’opera: Lingshan, collana: La Scala, titolo dell’illustrazione di Gao Xinjian riprodotta in copertina: Il volo della notte.

pp. 648, Milano

…Il capolavoro del premio Nobel 2000; un’avventura nei paesaggi e nella storia della Cina, un itinerario nella nostra anima, un grande classico della narrativa del Novecento.

La Montagna dell’Anima è l’opera monumentale che ha consacrato Gao Xingjian come uno dei maestri del nostro tempo. È il racconto di un lungo viaggio tra le montagne, le foreste, le riserve naturali, i villaggi della Cina del sud e del sud-ovest, narrato a capitoli alterni, in seconda e in prima persona: un tu che, sul treno, ascolta un altro viaggiatore parlare delle meraviglie di Lingshan – la Montagna dell’Anima, dove tutto è allo stato originario – e decide di gettarsi alla sua ricerca: e un io che, come Gao, è uno scrittore perseguitato dal regime, ha dovuto allontanarsi da Pechino e ha completamente cambiato la propria visione del mondo dopo che un medico, per errore, gli ha diagnosticato un cancro al polmone. Il viaggio è dunque l’occasione di un bilancio esistenziale e la fonte inesauribile di nuove esperienze. E l’autobiografia diviene romanzo picaresco in cui si intrecciano avventure di feroci briganti e tristi vicende di fanciulle suicide per amore, saggio enciclopedico (sugli animali e le piante della foresta vergine, sugli usi, le credenze, le leggende delle popolazioni tribali, sui fossili degli ominidi più antichi e sulle tracce della presenza dell’”uomo selvatico”), storia della Cina dalle antiche dinastie alla Lunga Marcia, dalla tabula rasa della Rivoluzione culturale al presente (e precario) compromesso fra sviluppo economico e autoritarismo politico, riflessione sul senso e lo scopo della letteratura, tormentata storia d’amore, ricerca filosofica della natura dell’anima, della propria identità, della verità dell’essere, di Dio che nell’ultimo capitolo si manifesta in forma di minuscola rana e parla il linguaggio incomprensibile di una palpebra che si alza e si abbassa…Erede sia della tradizione letteraria cinese sia delle più inquiete esperienze europee del Novecento, Gao riesce a fondere i diversi materiali narrativi grazie al supremo controllo dello stile. E questo romanzo, uno dei più importanti degli ultimi vent’anni, diventa un’appassionata professione di fede nella necessità della letteratura.

Gao Xingjian, narratore, saggista, drammaturgo, traduttore e pittore, è nato nel 1940 a Ganzhou (provincia del Jiangxi), nella Cina sudorientale. Dopo aver studiato letteratura francese all’università di Pechino e aver tradotto alcuni classici del Novecento, e dopo cinque anni di “rieducazione” imposti dalla rivoluzione culturale, si afferma sulla scena letteraria con il Primo saggio sull’arte del romanzo moderno (1981) e con alcune opere teatrali come Fermata d’autobus (1983). In un clima politico sempre più ostile e soffocante, Gao decide nel 1987 di lasciare la Cina e nel 1988 approda a Parigi, dove vive tuttora. Qui conclude il suo capolavoro, La Montagna dell’Anima (1990), e dopo i fatti di Tienammen scrive il dramma La fuga (1989). Dal 1998 è cittadino francese. Nel 1999 pubblica il suo secondo grande romanzo autobiografico, Il libro di un uomo solo. Nel 2000 Gao ottiene in Italia il premio Feronia; in ottobre, l’Accademia Reale di Svezia gli assegna il Nobel per la letteratura. Nel 2001 Rizzoli ha iniziato la traduzione integrale delle sue opere con i racconti di Una canna da pesca per mio nonno e Per un’altra estetica, il catalogo di una mostra della sua riproduzione figurativa.

Analisi degli Schizofrenici e Metodo Psicoanalitico

Analisi degli Schizofrenici e Metodo Psicoanalitico

Saggi e riconsiderazioni

Autore/i: Bion Wilfred R.

Editore: Armando Armando Editore

traduzione, presentazione e note di Sergio Bordi, titolo originale: Second Thoughts (Selected Papers of Psychoanalysis), copertina di Alfonso Artioli.

pp. 264, Roma

Nella sua prima parte antologica, che raccoglie le pubblicazioni degli anni ’50, il volume permette di seguire passo per passo le tappe del cammino che, assieme a Herbert Rosenfeld, Hanna Segal ed altri, Bion ha percorso nello studio dei dati più caratteristici che contrassegnano la schizofrenia e di rilevare come, sin dall’inizio, la sua indagine abbia preso un indirizzo originale, particolarmente rivolto alle alterazioni di quella funzione mediante la quale «apprendiamo dall’esperienza».
Nel commentario sui saggi, scritto a distanza di una decina di anni da essi, l’autore non si occupa tanto del contenuto dei saggi quanto del loro valore come strumenti di trasmissione e di comunicazione di determinate esperienze psicoanalitiche e di un metodo di indagine; problema al quale egli ha appunto essenzialmente dedicato gli altri lavori scritti negli anni tra i saggi e il commentario, lavori che vedranno presto la luce anche in italiano e che portano il titolo Learning from experience, Elements of Psycoanalysis e Transformations.
Questa duplice angolatura del volume, da una parte ne fa un’introduzione ideale all’opera di Bion, e d’altra parte ne fa anche un’opera che intende rivolgersi ad un vasto pubblico. Se infatti i saggi clinici sono di particolare interesse per l’analista, il commentario, aperto sugli sviluppi più latamente teoretici della ricerca di Bion, fa di questo un volume di fondamentale interesse per chiunque si interessi al campo delle scienze umane.

Allievo di J. Rickman e di M. Kein, W.R. Bion appartiene a quella generazione di analisti che più da vicino ha vissuto il clima di entusiasmo creatosi attorno alle scoperte kleiniane e che, attorno agli ultimi anni della guerra si gettò con slancio e con profitto nell’esperienza analitica delle più gravi affezioni mentali, sino allora tenute lontane dalla ricerca sistematica.
Questo volume con cui lo presentiamo al lettore italiano è l’ultimo da lui pubblicato ma, a causa della sua particolare composizione (una raccolta di saggi e un commentario su di essi), è anche quello che costituisce una sorta di introduzione ideale al suo pensiero.

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Presentazione al lettore italiano di Sergio Bordi
Introduzione

  • Capitolo primo: Il gemello immaginario
  • Capitolo secondo: Note sulla teoria della schizofrenia
  • Capitolo terzo: Sviluppo del pensiero schizofrenico
  • Capitolo quarto: Criteri differenziali tra personalità psicotica e non psicotica
  • Capitolo quinto: L’allucinazione
  • Capitolo sesto: La superbia
  • Capitolo settimo: Attacchi al legame
  • Capitolo ottavo: Una teoria del pensiero
  • Capitolo nono: Commentario

Indice analitico

Le Prime Superstizioni dell’Uomo

Le Prime Superstizioni dell’Uomo

Loro origini e svolgimenti successivi

Autore/i: Berti Candido

Editore: Enrico Trevisini Editore

prefazione dell’autore.

pp. 256, Milano

Sommario:

Prefazione

  • I. Nozione fondamentale. Animalità ed intellettualità dell’uomo
  • II. Origine e svolgimento dei miti
  • III. L’Oriente
  • IV. Antichità umana
  • V. Le prime creazioni dell’uomo
  • VI. Idee cosmogoniche e fortuna di certi numeri. La geografia degli antichi
  • VII. Lento distaccarsi dell’uomo dal bruto. Culto degli animali e incarnazione della divinità
  • VIII. La morte, superstizioni e credenze intorno ad essa
  • IX. Fuoco ed acqua nei riti
  • X. Roghi e sepolture
  • XI. Gli Arii e le razze umane
  • XII. La Bibbia persiana e l’Avesta – L’epopea si svolge dal mito – Perchè i Semiti non ebbero epopea – Il poema epico dei Persiani
  • XIII. Origine dell’umano linguaggio e dei traslati, e classificazione delle lingue secondo la morfologia
  • XIV. Linguaggio poetico e prosaico, loro differenza e naturale formazione
  • XV. Scrittura ideografica e simbolica: inconciliabilità della prosa con essa
  • XVI. I Fenici e l’invenzione dell’alfabeto – I Fenici ed Omero
  • XVII. Caldei ed Assiri
  • XVIII. La materia epica nella tradizione Mosaica
  • XIX. Il mito del serpente e della verga
  • XX. Carattere speciale di religiosità della letteratura ebraica
  • XXI. Le tradizioni orientali nelle stirpi preelleniche

Metti le Ali alla Tua Anima

Metti le Ali alla Tua Anima

Aprirsi a nuovi modelli di pensiero e di comportamento liberi da condizionamenti familiari, sociali e culturali

Autore/i: Krystal Phyllis

Editore: Armenia Editore

prefazione e introduzione dell’autore, traduzione di Anna Carbone.

pp. 256, Milano

Continuazione ideale di Rompere le cartone della stessa autrice, questo saggio raccoglie ulteriori indicazioni e consigli per liberarci dai condizionamenti che programmano il nostro comportamento, limitando la libertà di autodeterminarci.
Le riflessioni e i suggerimenti di Phyllis Krystal ci renderanno maggiormente consapevoli delle nostre scelte e delle nostre azioni e più consci di quanto esse siano influenzate dalle tradizioni familiari, dalle convenzioni sociali e culturali, dal gioco dei ruoli, dalla superstizione, da ataviche paure e vecchi pregiudizi che accettiamo in modo passivo e acritico.
Acquisendo una nuova coscienza di noi stessi e della nostra libertà di scegliere i valori che giudichiamo importanti e di stabilirne con autonomia la gerarchia, ritroveremo la gioia di esprimere la nostra personalità e impareremo ad educare i nostri figli all’indipendenza di pensiero, senza imporre loro modelli precostituiti.

Phyllis Krystal, psicoterapeuta di scuola junghiana, è nata in Inghilterra, ma vive e lavora
in California. Da più di trent’anni studia metodi e tecniche di visualizzazione per decondizionare il comportamento di soggetti plagiati da ligure autoritarie o influenze ambientali
Phyllis organizza seminari e conferenze negli Stati Uniti e in molti altri paesi. Rompere le catene è stato pubblicato da Armenia nel 1993.

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Prefazione
Ringraziamenti
Introduzione

PARTE PRIMA

1. Riprogrammazione e preparazione di adulti e insegnanti
2. Come rompere le catene che legano ai genitori e altre tecniche
3. Sathya Sai Baba
4. Come prepararsi a diventare genitori
5. Come costruire un legame fra il neonato e i genitori
6. Il tema natale
7. I primi anni: l’età prepuberale
8. Tecniche da utilizzare con i figli più piccoli
9. I riti puberali
10. L’amore
11. Il controllo esercitato dai genitori
12. Il ruolo degli insegnanti
13. Le dipendenze

PARTE SECONDA

14. Chi siamo e perché siamo qui?
15.
I condizionamenti precoci
16.
I simboli
17. Come imparare a liberarci dei nostri ruoli
18. Uomini e donne
19. Il ruolo del pallone e della matrioska
20. L’effetto dei ruoli sui rapporti futuri
21. L’Identificazione con un lavoro o una professione
22. Schemi ereditati e comportamentali
23. Le sotto-personalità
24. Come liberarsi dalla paura di essere rifiutati
25. Tradizioni, usanze e abitudini
26. I pregiudizi
27. Le religioni del mondo e i loro effetti
28. La reincarnazione e il karma
29. Le mie vite passate
30. I sogni
31. Il pensiero e le forme di pensiero

L’Inganno dell’Illuminazione

L’Inganno dell’Illuminazione

Titolo originale : The Mystique of Enlightenment

Autore/i: Uppaluri Gopala

Editore: Macro Edizioni

introduzione, traduzione di Tommaso Iorco.

pp. 120, Diegaro di Cesena (FC)

L’illuminazione è un processo dolorosissimo che porta al cambiamento di tutte le cellule del corpo, non dipende assolutamente dalla propria volontà, né da assidue pratiche spirituali ma si produce per un concorso fortuito di interazioni atomiche.

Questo è ciò che ha sperimentato U.G. durante la trasformazione alla quale la sua struttura fisiologica è andata soggetta giornalmente e totalmente per anni prima che l’intero processo si stabilizzasse. Sconcertanti modificazioni hanno portato il suo corpo ad un nuovo equilibrio, un nuovo modo di funzionare che lui definisce lo stato naturale del corpo, una morte seguita dalla rinascita libera dal passato e dal conflitto con la mente… La vera trasformazione è fisica, non ha nulla a che vedere con la psicologia, la religiosità, l’estasi o la beatitudine.

L’illuminazione è una delle prime e maldestre sperimentazioni che la natura elabora in quei laboratori viventi che noi tutti siamo, specialmente per quelli che hanno già realizzato il totale fallimento di se stessi, che non nutrono alcuna consolazione o illusione di tipo religioso spirituale o altro e che stanno andando alla deriva, si sentono soffocare in questo assurdo mondo e perciò si abbandonano completamente. Un surrender totale, uno stato in cui non c’è sforzo né movimento per ottenere qualcosa, non un abbandono mistico ma un abdicare materiale, fisico, che origina un corpo più evoluto.

Lungo il Sentiero dell’Illuminazione

Lungo il Sentiero dell’Illuminazione

Consigli per vivere bene e morire consapevolmente

Autore/i: Dalai Lama

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prefazione e cura di Jeffrey Hopkins, traduzione di Roberto Cagliero.

pp. XXIV-144, Milano

«Perchè la vita sia significativa è fondamentale accettare la vecchiaia e la morte come parte dell’esistenza. se non ne sei consapevole, non riuscirai a trarre vantaggio da questa speciale vita umana che hai già ottenuto.»

«Tutti muoiono, ma nessuno è morto» recita un proverbio tibetano. Ed è su questo tema che si concentra la riflessione del Dalai Lama, una riflessione serena e confortante volta a liberarci da ansie e paure per un evento che, se affrontato con la giusta preparazione e la necessaria consapevolezza, diventa più facile da accettare e cessa perfino di spaventarci.
Spunto e filo conduttore di queste pagine è un componimento in diciassette strofe scritto nel XVII secolo dal primo Panchen Lama, un poema che si articola in una serie di desideri da esprimere affinché, al momento della morte, la nostra mente reagisca in modo virtuoso. Partendo da qui e attingendo a una vasta gamma di esperienze e di tradizioni orali e scritte, il Dalai Lama analizza e commenta il significato delle strofe a una a una e descrive in modo dettagliato le fasi della morte, dello stato intermedio tra una Vita e l’altra e della rinascita. Si sofferma, in particolare, sulle otto fasi che tutti noi attraversiamo nel morire: quelle che riguardano il crollo dei quattro elementi che compongono il corpo (terra, acqua, fuoco e vento) e quelle che concernono il crollo della coscienza fino al livello più recondito, la cosiddetta «mente della chiara luce». Viene così delineata una sorta di mappatura degli stati mentali più profondi che si manifestano nella vita quotidiana e che di solito passano inosservati. Sono gli stessi che sperimentiamo quando ci addormentiamo, finiamo un sogno, sveniamo, starnutiamo o raggiungiamo l’orgasmo, che non a caso viene anche chiamato «piccola morte».
Attraverso un’analisi lucida ed efficace, il Dalai Lama ci spiega, inoltre, come arricchire la nostra permanenza sulla terra, per morire senza timori o afflizioni e raggiungere la migliore delle reincarnazioni. L’obbiettivi ultimo e, come sempre, progredire lungo il sentiero dell’illuminazione.

Tenzin Gyatso (1935) è il quattordicesimo Dalai Lama. Leader politico e spirituale del popolo tibetano, autorità religiosa, voce tra le più ascoltate del pacifismo mondiale, nel 1989 è stato insignito del premio Nobel per la pace. Dal 1959 vive in India, a Dharamsala, sede del governo tibetano in esilio. Da Mondadori ha pubblicato: La via del buddhismo tibetano (1996), Incontro con Gesù (1997), L’arte della felicità (con Howard G. Cutler, 2000), I sentieri della sapienza e dell’incanto (2001), I consigli del cuore (2002), Emozioni distruttive (con Daniel Goleman, 2003), La strada che porta al vero (a cura di Jeffrey Hopkins, 2004), L’arte della felicità sul lavoro (con Howard G. Cutler, 2005).

Jeffrey Hopkins ha svolto per un decennio il compito di interprete del Dalai Lama. Studioso buddhista con oltre trenta libri e traduzioni all’attivo, è docente alla University of Virginia, dove ha fondato un Centro Studi sul Tibet e sul buddhismo che è il più importante in Occidente.

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Prefazione di Jeffrey Hopkins

I. Consapevolezza della morte

II. Liberarsi dalla paura

III. Prepararsi a morire

IV. Eliminazione degli ostacoli a una morte favorevole

V. Raggiungimento di condizioni favorevoli per il momento della morte

VI. Meditare mentre si muore

VII.
La struttura interna

VIII. La chiara luce della morte

IX. La reazione allo stato intermedio

X. Rinascere positivamente

XI. Riflessione quotidiana sul poema

Appendice
Struttura del poema e consigli riassuntivi

Letture consigliate

La Via della Liberazione

La Via della Liberazione

Autore/i: Dalai Lama

Editore: Nuova Pratiche Editrice

introduzione di Sua Santità il Dalai Lama, traduzione di Luca Fontana.

pp. 544, Milano

Tra i miliardi di persone che abitano il pianeta, ne esistono alcune destinate a essere guide spirituali per l’intera umanità. Il XIV Dalai Lama, al secolo Tenzin Gyatso, è una di queste. Nei suoi scritti, il capo supremo del popolo tibetano interpreta con autorità e diffonde con umiltà il pensiero del Buddha. E lo fa attraverso tappe graduali, in un linguaggio estremamente semplice, indicando una via precisa da percorrere. La via della liberazione si apre infatti proponendo il cammino da seguire per eliminare le sofferenze – provocate dal continuo ciclo delle rinascite -, sentiero che alla fine conduce alla beatitudine e al nirvana. Poi, ne La mente e il cuore, vengono illustrate le tecniche per risvegliare il pensiero razionale e predisporre l’emotività a ricevere l’illuminazione. Infine, per vivere un’esistenza piena e felice e affrontare la fine con animo sereno, è necessario il raggiungimento della condizione di pace totale, in cui non esistono né illusioni ne’ passioni, come ci insegna La gioia di vivere e morire in pace.
Questo libro offre una guida accessibile non solo a chi già segue il credo buddhista, ma a chiunque intenda accostarsi al pensiero dell’«llluminato», o anche soltanto accedere a un messaggio universale che supera le frontiere tra confessioni religiose, parlando direttamente al cuore di ciascuno: la felicità è il frutto di una maggiore consapevolezza di noi e degli altri.

«Offro questi insegnamenti a coloro che non hanno possibilità o tempo a sufficienza per uno studio approfondito. Non dirò niente che non sia già stato detto prima. Perciò non leggete questo libro semplicemente per ottenere nuove informazioni o apprendere nuovi discorsi, ma provate a utilizzare quanto spiegherò per trasformare la vostra mente.»

Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama in esilio dal 1959, è il,capo supremo del popolo tibetano. Nel 1989 è stato insignito del premio Nobel per la pace.

Se Esiste l’Aldilà …

Se Esiste l’Aldilà …

Le molte «voci» oltre la morte

Autore/i: di Simone Giorgio

Editore: Edizioni Mediterranee

premessa dell’autore.

pp. 232, Roma

Le molte “voci” oltre la morte. Che cosa sarà di noi oltre la morte? L’autore fornisce indizi, prove, comunicazioni e messaggi che testimoniano l’esistenza della vita oltre la vita. L’Autore affronta il problema che da sempre l’essere umano si pone: “Cosa sarà di me oltre la morte? Continuerò ad esistere? Come? Dove?”. Su questi interrogativi – dai quali alcuni sono soltanto sfiorati e altri costantemente assillati – queste pagine intendono fare il punto, tentando inoltre di mettere in luce alcune vie, spesso trascurate e dimenticate, che possono aiutarci a rendere trasparente il muro che ci separa dal cosiddetto Aldilà. Giorgio di Simone ci conduce attraverso i mutevoli paesaggi della mente, del cuore e dello spirito, ognuno dei quali potrà darci validi elementi, indizi o prove per la soluzione del problema. A conforto delle tesi che parlano a favore dell’Aldilà vengono chiamati in causa i più validi testimoni, dall’antichità ai nostri giorni: poeti e pensatori, mistici e filosofi, scienziati e ricercatori, ragione e religione. Una seconda parte del testo prende in esame le cosiddette “comunicazioni” con l’Aldilà, le mille voci che in diversi modi hanno confermato con segni; messaggi, e soprattutto insegnamenti, che la vita continua oltre la morte. È questa la parte più importante e convincente del libro, poiché con l’ausilio di numerose citazioni e stralci di volumi e di messaggi personali, l’Autore riporta quanto di più valido ci è pervenuto dall’altra dimensione. Ampi e significativi brani sono attinti a commentati da “La Grande Sintesi”, Symbole, Entità A, Cerchio Firenze 77, Seth, Cerchio Ifior e numerosi altri, al fine di pervenire, attraverso un affascinante itinerario, alla certezza che l’Aldilà esiste.

Giorgio di Simone, professore universitario, parapsicologo, co-fondatore del C.l.P. (Centro Italiano di Parapsicologia) di Napoli, ne è stato Presidente dal 1963 al 1989. È Presidente dell’Istituto GNOSIS per la Ricerca Multidiscplinare sulla Ipotesi della Sopravvivenza da lui creato nel 1981. Premio 1980 per la Parapsicologia della SWP (Schweizerische Vereinigung fur Parapsychologie), ha al suo attivo numerosi articoli sulle riviste “Metapsichica”, “Luce e Ombra” e “Il Giornale dei Misteri” e svariati volumi.

Il Sacro nelle Antiche Scritture

Il Sacro nelle Antiche Scritture

Autore/i: Jacobitti Eugenio

Editore: Fratelli Melita Editori

pp. 260, Genova

La parola per essere primogenita prende più ampio territorio e probabilmente origina dal discorrere di Eva col serpente (Genesi II, v. 20), e per aver parlato Dio li scaccia dal paradiso. La scrittura, lettera, in ebraico: tiene la sigla del marchio impresso a Caino da Dio dopo la uccisione di Abele (Gen. IV v. 15).

In confronto dei 380.000 anni dati dal Niagara al tempo da che si scrive gli Indiani contano 432.000 anni di cronistorie, i Cinesi se ne assegnano 143.000 ed infine gli storici ne danno agli Egizii 36.525. Questa cifra ricavata dal primo all’ultimo dei Re Egizii, si precisa in rispondenza dei 365 giorni ed un quarto necessarii ad un giro della Terra intorno al Sole.

Riferendo la coordinata cronologia delle Dinastie Egizie al tempo di vita della Terra nel suo attuale assetto. E dal principio di questo tempo gli Egizii ammettere la vita dell’Uomo Re in Terra.

Gli Egizii si contavano per Dii, così chiamati dagli Etiopi e dai Caldei che scrivevano Egitto: dagli Dei, degli Dei. Essendo la radice di questo nome: Pietra, valore dato al Dio Altissimo nel Deuteronomio (Cap. 32 v. 18 ed altrove).

Ora l’anno degli Dei è dato dal multiplo di 365,25, secondo Ezechiele Cap. 4 v. 6: il giorno per anno, ossia 13340856,25, e poichè Davide a Salmo 90 ver. 4 dice: mille anni in occhi tuoi come giorno di ieri; la cronistoria dei Re d’Egitto designa in 1.334.085.625 anni solari nostri, il tempo della stabilità della Terra nelle attuali condizioni. Ed infatti il lavoro occorso per la formazione della crosta terrestre non può darsi compiuto in meno di tanto tempo.

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I. Dal tempo che si scrive

II. Geroglifici Egizii

III. Variazioni dei geroglifici

IV. Variazioni delle referenze

V. Geroglifici pittorici

VI. Scritture armoniche

VII. Scritture epistografiche

VIII. Lettere sacre

IX. Simboli sacri

X. Genealogie e cronologie

XI. Stato attuale degli scritti sacri

XII. Scienze alfabetiche

XIII. Alfabeto Numerale

XIV. Alfabeto dogmatico

XV. Alfabeto letterale

XVI. Alfabeto pratico

XVII. Scritti sacri

XVIII. Trattati scentifici

XIX. Primo versetto della Genesi

XX. Secondo versetto della Genesi

XXI. Sia luce e fu luce

XXII. Separazione fra luce e tenebra

XXIII. La luce

XXIV. Nominazione di giorno e notte

XXV. Il firmamento

XXVI. Nominazione di terra e di mare

XXVII. Produzioni della terra

XXVIII. Luminari del cielo

XXIX. Delle formule segrete

XXX. Rettili acquatici

XXXI. Rettili terrestri

XXXII. Creazione dell’ uomo

XXXIII. Profezia

XXXIV. Eucaristia

XXXV. Di Pietro

XXXVI. Degli apostoli

XXXVII. Evangelio

XXXVIII. Della preghiera

XXXIX. Della Parabola

XL. Dei falsi profeti

XLI. Dei miracoli di Mosè

XLII. Degli impediti

XLIII. Dei fatti da Gesù

XLIV. Estensione della legge di grazia

Storia del Ghetto di Venezia

Storia del Ghetto di Venezia

Autore/i: Calimani Riccardo

Editore: Rusconi

prima edizione.

pp. 524, nn. tavv. a colori e b/n f.t., Milano

Le mura del ghetto, che sorgono come limite fisicamente invalicabile, sono diventate un tenace simbolo.
Per secoli, la sua esistenza fu subordinata dal periodico rinnovo della Condotta, cioè del patto tra Serenissima Repubblica e comunità ebraica, nel quale si stabilivano precise disposizioni di carattere legislativo e finanziario, che testimoniano la precarietà di una condizione – la permanenza nel territorio – e l’importanza di un ruolo, quello economico, facendoci intendere i due poli dell’anima ebraica nella diaspora, ai quali William Shakespeare diede drammatica espressione nel Mercante di Venezia: la pratica dell’usura e l’angoscia della vita quotidiana.
Ma questi aspetti, esaminati in ogni loro risvolto e legame con la politica estera e interna di Venezia dal XVI al XVIII secolo, non esauriscono la trattazione: accanto alla storia “maggiore”, Riccardo Calimani rievoca, nei personaggi e nelle vicende, il tessuto di un microcosmo, con i suoi problemi di convivenza all’interno e di rapporti con l’esterno, rintracciando le linee di un ininterrotto sviluppo culturale, in cui predomina la difesa della propria identità.
La Storia del ghetto è quindi anche una storia delle idee, che ci restituisce, oltre ai fatti e ai protagonisti di secolari vicissitudini, il clima, il sapore di quell’ambiente, metafora di due particolarissime condizioni. quella di Venezia, sospesa fra acque e terre, città cardine tra Oriente e Occidente; quella degli ebrei, che di queste contraddizioni hanno rappresentato il segno.

Riccardo Calimani è nato nel 1946 a Venezia. È laureato in Ingegneria elettrotecnica all’Università di Padova e in Filosofia della scienza all’Università di Venezia. Collabora a numerosi quotidiani e riviste su argomenti sia letterari sia scientifici. Nel 1975 ha pubblicato il primo romanzo, Una di maggio; nel 1981, un testo di divulgazione scientifica, Energia: più dubbi meno certezze; nell’84, Di ebrei, di cose ebraiche e del resto, una raccolta di articoli apparsi per nove anni sul mensile ebraico «Shalom»; nello stesso anno (con l’editore Filippi di Venezia) ha riproposto Il Dialogo sull’ebraismo di Simone Calimani (1699-1784) rabbino veneziano del Settecento, e ha curato La polenta e la mercanzia, trentatré interviste sulla trasformazione del Veneto da ieri a oggi. Nel 1985 ha pubblicato un profilo di Leone da Modena, Le joueur du ghetto, nel volume collettivo Amoureux Fous de Venise, edito in Francia da Orbau. Nel 1987 ha pubblicato (presso l’editore Muzzio di Padova) Energia e informazione La Storia del Ghetto di Venezia, che è stato insignito del Premio Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il 1986, è tradotto in Francia, Germania e negli Stati Uniti.

Pedagogia della Comprensione

Pedagogia della Comprensione

Titolo originale dell’opera: Pedagogía de la comprensión

Autore/i: Schökel Luis Alonso

Editore: Edizioni Paoline

versione dallo spagnolo di Agostino Miggiano.

pp. 266, Roma

Prima che il concilio inaugurasse un nuovo tipo di rapporti umani, fondati più sulla comprensione che sull’intransigenza, il gesuita spagnolo Luis Alonso Schökel aveva a lungo meditato su questo attualissimo tema.
Professore all’Istituto Biblico e letterato brillante, propose le sue riflessioni alla considerazione dei giovani, traendone in patria un’immensa popolarità.
Il presente libretto si prefigge di passare in rassegna i diversi atteggiamenti che concorrono alla formazione di una personalità comprensiva, ma di fatto supera i limiti dell’assunto, divenendo un originalissimo manuale di moderna pedagogia.

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Introduzione

–  Atteggiamento dogmatico
Opinioni e convinzioni

–  Atteggiamento critico
Il concetto di revisione

–  Atteggiamento dilemmatico
Posizioni estreme

–  Atteggiamento prudente
Il senso del pericolo

–  Atteggiamento apologetico

–  Atteggiamento polemico
L’elogio del dialogo

–  Atteggiamento riflessivo
Difesa della nostra interiorità

–  Atteggiamento pensoso
Il tranquillo possesso e la conquista intellettuale

–  Atteggiamento condannatorio
Sul concetto di «Avversari»

–  Atteggiamento comprensivo
Sull’errore altrui

–  Atteggiamento umoristico

–  Atteggiamento curioso
La dispersione delle riviste

–  Atteggiamento scientifico
Facilità e praticismo

–  Atteggiamento sistematico
Sistema chiuso e sistema aperto. Necessità e pericolo

–  Inquietudine
Valore formativo e limiti

–  Atteggiamento problematico
Inquietudine intellettuale

–  Atteggiamento docile
L’uomo di personalità

–  Atteggiamento sociale

–  Obbedienza

L’Assassino più Colto del Mondo

L’Assassino più Colto del Mondo

Una storia di follia e amore per i libri nell’Inghilterra vittoriana

Autore/i: Winchester Simon

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prefazione dell’autore, traduzione di Cristina Leardini , illustrazioni: Philip Hood , collana: Ingrandimenti, titolo originale: The Professor and the Madman.

pp. 246, Milano

“Follia, violenza, misteriose ossessioni, una cultura sovraumana, una vicenda grottesca in un’atmosfera neogotica di rigore vittoriano, venato di sottile ironia. I luoghi sono i più lontani e diversi, dalla Londra di Dickens a Pensacola Bay in Florida, dalle spiagge di Ceylon ai campi di battaglia della guerra civile americana… Una storia meravigliosa.” (John Banvuille – Literary Review)

Perchè il geniale William Chester Minor continua a rifiutare cortesemente i ripetuti inviti del professor James Murray, fondatore e anima di quella colossale impresa ottocentesca che fu l’Oxford English Dictionary? Perchè Minor, che è di gran lunga il  più importante dei collaboratori di quell’impresa letteraria, si limita a corrispondere con Murray dall’anonima località di Broadmoor, in cornovaglia? E quale singolare mistero si cela dietro l’infinita erudizione di Minor? Nell’Assassino più colto del mondo Simon Winchester racconta la storia del più famoso dizionario della lingua inglese attraverso l’incredibile vicenda dei suoi due maggiori protagonisti, portando alla luce per la prima volta il grande segreto dell’Oxford Dictionary. Medico ed ex ufficiale americano, Minor fuggì all’esperienza allucinante della guerra civile (dove fu addetto alla marchiatura a fuoco dei disertori) per trasferirsi in una fosca Londra vittoriana, che divenne il teatro della sua crescente follia: una mania persecutoria che lo portò a uccidere un uomo senza motivo apparente e a essere rinchiuso poco dopo in un manicomio criminale. Fu dalla cella di Broadmoor che Minor rispose a un annuncio del professor Murray e iniziò la sua eccezionale e feconda collaborazione con l’Oxford Dictionary, attento a celare accuratamente la propria condizione. E fu solo dopo un lungo corrispondere che il celebre professore di Oxford si decise a visitare di persona il suo prolifico collaboratore scoprendone l’inconfessabile segreto. “Era pazzo, e della sua pazzia noi abbiamo motivo di rallegrarci. Un’ironia davvero crudele, su cui è inquietante soffermarsi.” Si intrecciano così una grande vicenda collettiva e una dolorosa storia privata: la creazione di un monumento della lingua inglese, animato da un gusto del lavoro culturale e da un orgoglio nazionale che spinsero a contribuire folle di anonimi volontari, e il tormentoso itinerario umano del medico pazzo e geniale. Sullo sfondo, l’Inghilterra di fine Ottocento, dove il mito dell’erudizione convive, come sempre nella storia di questo paese, con la curiosità e il rispetto per l’eccentrico e l’anticonvenzionale.

Note: Ogni capitolo è preceduto in esergo da una voce originale dell’Oxford English Dictionary. La traduzione dei testi si trova al termine di questo volume.

Simon Winchester, da oltre tren’anni autore di appassionanti reportage per riviste come “Traveler”, “Smithsonian” e “National Geographic”, ha scritto numerosi libri, tra cui Prison Diary: Argentina (1983), Pacific Nightmare (1992), The River at the Center of the World (1996). Vive tra Londra e New York.

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Prefazione

I) Nel cuore della notte a Lambeth Marsh

II) L’uomo che insegnava il latino alle mucche

III) La follia della guerra

IV) La raccolta delle figlie della terra

V) Come fu concepito il grande dizionario

VI) L’intellettuale del Blocco 2

VII) Parole, parole, parole

VIII) “Annulated, art, brick tea, buckwheat”

IX) L’incontro di due menti

X) L’offesa più crudele

XI) Poi, solo i monumenti

Post scriptum
Nota dell’autore
Ringraziamenti
Letture consigliate
Traduzione dei testi in esergo

Lezioni Monachesi sulla Storia della Filosifica Moderna ed Esposizione dell’Empirismo Filosofico

Lezioni Monachesi sulla Storia della Filosifica Moderna ed Esposizione dell’Empirismo Filosofico

Titolo originale : Münchener Vorlesungen: Zur Geschichte der neueren Philosophie und Darstellung des philosophiscehen Empirismus

Autore/i: Schelling Friedrich Wilhelm Joseph

Editore: Sansoni Editore

prefazione e prima traduzione italiana a cura di Gaetano Durante.

pp. XVI-312, in carta India, rilegato alla bodoniana, sopraccoperta a colori, Firenze

Le due opere dello Schelling, che presentiamo ai cultori di filosofia, appartengono all’ultimo periodo dello sviluppo del suo pensiero, periodo che si può caratterizzare come Filosofia della Libertà e teismo speculativo, in opposizione al primo periodo, quello della Filosofia della Natura, che è stato interpretato come filosofia della necessità e panteismo idealistico.
Le due opere formano un tutto unico e dovevano servire come introduzione all’esposizione del sistema definitivo di Schelling, perché la prima fa apparire come risultato dello sviluppo della filosofia moderna i principii di tale sistema, e la seconda risale dal fatto empirico della prevalenza del soggetto sull’oggetto a codesti principii che nel sistema avrebbero dovuto essere dedotti in modo puramente razionale.
La traduzione, pur essendo fedelissima al pensiero di Schelling, non ha nulla di forzato, di duro, di meccanico, ma è viva, spigliata, conforme all’indole della lingua italiana. E ciò vale per i numerosi termini tecnici, proprii dell’ultima filosofia di Schelling, che non si possono tradurre alla lettera e che il traduttore, senza tradirne il senso, ha dovuto tradurre con circonlocuzioni o con termini italiani equivalenti.
La traduzione delle due opere colma una lacuna, perché nessuna delle opere dell’ultimo Schelling è stata sinora tradotta in italiano, e perché essa risponde al bisogno del pensiero contemporaneo di una filosofia che valorizzi l’esistente in quanto prodotto dalla libertà e non neghi la validità universale e necessaria dell’essenza come principio dell’intelligibilità dell’esistente.

Dalla prefazione:
«L’ultima filosofia di Schelling è stata giudicata dagli storici hegeliani della filosofia moderna come l’opera di un ritardatario e di un superato che, diversamente da Hegel, ha cercato rifugio nella fede cieca e impenetrabile al pensiero, e come un miscuglio indigesto di astrusa e verbosa scolastica, di torbida e confusa teosofia, di idee speculative appena abbozzate e lasciate a metà, di luoghi biblici e di dammi ecclesiastici arbitrariamente interpretati, che non valeva la pena di far conoscere minutamente, e tale giudizio si è basato sul pretesto che ciò che vi si trova di vivo e di vitale è già contenuto nelle opere delle prime e più note fasi dell’attività filosofica do Schelling, e che, in ogni caso, non aveva esercitato alcun influsso decisivo sullo sviluppo ulteriore della filosofia moderna. […] Soltanto nella situazione attuale della filosofia, creata dell’avversione sempre più profonda all’astratto razionalismo in tutte le sue forme, dall’interesse sempre più vivo per il reale concreto nei suoi aspetti apparentemente più irrazionali e per i problemi che esso suscita, e dall’importanza sempre maggiore data al problema religioso, e specialmente al problema del rapporto tra filosofia e cristianesimo o religione rivelata, il pensiero dell’ultimo Schelling ha trovato una valutazione più equa ed è stato oggetto di studi più accurati soprattutto in Germania, ma anche in Francia, per opera del Tillich, del Leese, dell’Heimsoeth, del Dekker, dell’Ertel, dello Schelsky, del Günter, del Fuhrmans, del Delbos e del Jankelewitch. […]»

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Prefazione del traduttore

LEZIONI MONACHESI SULLA STORIA DELLA FILOSOFIA MODERNA

Prefazione

Cartesio

Spinoza. Leibniz. Wolff

Kant. Fichte. – Sistema dell’idealismo trascendentale

La filosofia della natura

Jacobi – Il teosofismo

Sull’opposizione nazionale in filosofia

ESPOSIZIONE DELL’EMPIRISMO FILOSOFICO

Il Mondo Magico

Il Mondo Magico

Prolegomeni a una storia del magismo

Autore/i: de Martino Ernesto

Editore: Bollati Boringhieri Editore

introduzione di Cesare Cases.

pp. LII-282, figure b/n, Torino

Con questo libro, che è la sua opera più profonda e celebre, de Martino intese dare una ricostruzione dell’età magica come momento di sviluppo della storia dello spirito. Essa è un’epoca in cui i confini tra uomo e natura, tra soggetto e oggetto sono ancora incerti. Ma anziché risolversi in una partecipazione mistica, come riteneva l’etnologia d’ispirazione irrazionalistica, questa incertezza crea un dramma: quello della «crisi della presenza», del rischio per l’uomo di essere annullato da forze naturali incommensurabili e incontrollabili. La magia appare così come un insieme di tecniche per riscattarlo da questa crisi e rassicurarlo del proprio «esserci». Attraverso un’accurata scelta di reperti etnografici, de Martino rievoca plasticamente, in pagine indimenticabili, i momenti di tale dramma. Egualmente distante da irrazionalismo e razionalismo, che diversamente rimuovono il carattere storico di tale dramma, de Martino mostra come il soggetto umano sia esso stesso un prodotto storico la cui genesi si situa appunto nell’età magica.
La posizione teorica di de Martino, al crocevia tra idealismo, esistenzialismo e marxismo e affacciata sui problemi della parapsicologia e della psicoanalisi, è talmente ricca di stimoli e di tensioni che mantiene ancora oggi intatta la sua forza di suggestione.
Pubblicato per la prima volta nel 1948, il libro fu successivamente arricchito di appendici dall’autore e riedito con una introduzione di Cesare Cases nel 1973. L’introduzione è stata aggiornata per questa nuova edizione.

Ernesto de Martino (1908-1965) si formò alla scuola di Adolfo Omodeo e di Benedetto Croce, dedicandosi però allo studio poco coltivato in Italia delle società primitive. Professore di storia delle religioni alla Università di Cagliari dal 1959 alla morte, de Martino è autore tra l’altro di Sud e magia (1959) e La terra del rimorso (1961). Nelle nostre edizioni Morte e pianto rituale. Dal lamento funebre antico al pianto di Maria (1958) e I viaggi nel Sud di Ernesto de Martino, a cura di Clara Gallini e Francesco Faeta (1999).

Saghe e Racconti dell’Antica Irlanda – Druidi, Bardi e Guerrieri

Saghe e Racconti dell’Antica Irlanda – Druidi, Bardi e Guerrieri

2 Volumi

Autore/i: Agrati Gabriella; Magini Maria Letizia

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

introduzione delle autrici.

vol. 1 pp. XXIII-336, vol. 2 pp. 337-744, 1 cartina b/n f.t., Milano

Distruzioni, corteggiamenti, viaggi, invasioni, concepimenti, follie: sono i temi dei racconti che i cantori dell’antica Irlanda hanno tramandato oralmente e che a partire dal VI secolo i monaci cristiani hanno poi messo per iscritto, accogliendo con curiosità ed entusiasmo le tradizioni pagane del loro popolo. Tratte da codici e manoscritti medievali rigorosamente tradotti e commentati, le saghe della terra d’Irlanda ci fanno rivivere, tra la leggenda e la storia, la tragedia e il sorriso, gli scontri e gli amori di stirpi divine e umane. Si combatte per conquistare una donna o un regno, per vendicare un torto o un congiunto ucciso, contro mostri, nani, giganti. Ma si lotta anche per il possesso di un cane o per la porzione migliore in un banchetto, alla testa di grandi schiere o in singolar tenzone: a volte protetti dalla magia, altre volte insidiati dalle oscure forze druidiche, perché dappertutto, sui campi di battaglia e nelle alcove reali, sulle verdi pianure e tra i flutti del mare, dominano i gessa, i divieti profetici del fato.

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Volume Primo

Introduzione

Saghe e Racconti dell’Antica Irlanda

  • Ciclo mitologico
  • Le storie delle invasioni
  • Come le storie antiche si trasmisero in Eriu
  • La prima invasione
  • La seconda invasione
  • La terza invasione
  • La quarta invasione
  • La quinta invasione
  • La seconda battaglia di Mag Tured
  • La tragica morte dei figli di Tuirenn
  • Il sogno di Oengus
  • Il corteggiamento di Etain
  • La distruzione dell’Ostello di Da Derga
  • Ciclo dell’Ulster
  • La storia del maiale di Mac Datho
  • L’ebbrezza degli Ulaid
  • Il corteggiamento di Findabair o la razzia della mandria di Froech
  • Conversazione nel talamo
  • L’esilio dei figli di Usnech
  • La morte di Cu Chulainn
  • La morte di Loegaire Buadach
  • L’assedio della fortezza di Etar e la morte di Mes Gegra
  • La morte di Conchobor

Volume Secondo

  • Ciclo di Finn
  • Le cause della battaglia di Cnucha
  • Le imprese giovanili di Finn
  • L’inseguimento di Diarmaid e di Grainne
  • Il nascondiglio sul Benn Etair
  • La caccia al sid della Bella Donna
  • La morte di Finn
  • Il colloquio degli anziani
  • Per la morte di un’oca
  • L’appuntamento dooo la morte
  • Ciclo dei Re
  • La morte di Fergus figlio di Lete
  • L’avventura di Conla
  • Le avventure di Art figlio di Conn
  • La battaglia di Mac Mucrama
  • I canti della casa di Buchet
  • La storia di Baile dalla Voce Chiara
  • L’avventura di Cormac nella Terra della Promessa
  • Le istruzioni di Cormac
  • Come Ronan uccise il proprio figlio
  • Storie di Mongan
  • Il concepimento
  • Storia in cui si dice che Mongan era Finn figlio di Cumall
  • Le avventure dei figli di Eochaid Mugmedon
  • Altre storie
  • La visione di Mac Conglinne
  • La navigazione della barca di Mael Duin
  • Storie dei nomi di luogo

Glossario

Un Impero dell’Est – Viaggi in Indonesia

Un Impero dell’Est – Viaggi in Indonesia

Titolo originale : An Empire of the East

Autore/i: Lewis Norman

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

prefazione dell’autore, traduzione di Alessandro Cogolo.

pp. 228, 1 carte geografiche b/n, Milano

Il nuovo libro di Norman Lewis sull’Indonesia nasce da un viaggio che si è rilevato una vera e propria avventura a bordo della macchina del tempo. Partito per il nord dell’isola di Sumatra per studiare la flora e la fauna di una delle riserve naturali più ricche del mondo, l’autore si trova coinvolto in un’insurrezione separatista e viene abbandonato dalla guida: ha così inizio un viaggio all’insegna dell’imprevisto e della scoperta. A Timor, ex colonia portoghese in cui un terzo della popolazione stata uccisa durante l’invasione indonesiana del 1975, è praticamente impossibile entrare: Lewis ci riesce, fornendoci un resoconto toccante e di grande interesse storico della vita e delle abitudini dei sopravvissuti al massacro. A Irian Java, lui unico bianco, è ospite presso una comunità tribale che vive ancora nell’età della pietra e pratica il cannibalismo. Con il suo “tappeto volante e il suo impassibile occhio magico” Norman Lewis riesce a penetrare nei luoghi più spremuti della terra e a comunicare al lettore il fascino e la violenza di realtà ad altri inaccessibili.

Norman Lewis è stato definito da Graham Greene uno dei migliori scrittori del secolo. Con La dea nelle pietre (Feltrinelli Travel), ha vinto il Thomas Cook Trvel Writing Award. Quando non viaggia nelle più remote parti del mondo, vive con la sua famiglia in tranquillità nella campagna inglese dell’Essex.

Guida alla Telescrittura

Guida alla Telescrittura

Autore/i: Occhipinti Luigi; Occhipinti Ada

Editore: Armenia Editore

premessa dell’autore.

pp. 192, foto e ill. b/n f.t., Milano

Molti ritengono che la pratica e la riuscita in telescrittura sia prerogativa di pochi, magari già dotati di strani poteri psichici. Invece tutti hanno la possibilità di ottenere informazioni di natura paranormale dal proprio inconscio e da quello degli altri con questa pratica molto semplice, detta anche «gioco del bicchiere»: basta conoscere le regole del «gioco» e dedicare un pò di applicazione e un minimo di sensibilità. Questa guida è stata appunto scritta per chi, desideroso di avere un contatto con il paranormale, cerca il sentiero più agevole; e per chi, già in cammino su questa affascinante strada, vuole cercare di perfezionarsi. L’esperienza degli autori ha dato al volume un carattere principalmente pratico, riservando ampio spazio alla descrizione degli oggetti che occorrono, del modo di usarli, dei comportamenti da tenersi nello svolgimento delle sedute; non trascurando tuttavia di affrontare il problema della provenienza dei messaggi e della forza che permette questo contatto con un’altra dimensione.