Libri dalla categoria Giulio Cesare
Victoria Regina – La Sovrana che ha Dato il Nome a un’Epoca
Ritratto della regina come fanciulla malinconica sposa felice, regnante gloriosa, madre castratrice vedova maniaca matriarca misantropa nonna d’Europa.
Autore/i: Muhlstein Anka
Editore: Bompiani
traduzione dal francese di Riccardo Mainardi, titolo originale: Victoria.
pp. 208, nn. tavole b/n, Milano
Vittoria è il primo monarca d’Europa a buttarsi alle spalle Pancien règime. Prima di lei, il Settecento con i suoi principi fatui e libertini; dopo di lei, re borghesi di tranquille virtù e dal potere invisibile. Il suo regno, il più lungo della storia d’Inghilterra (1837-1901), è quello che vede trionfare l’ideologia liberal-borghese in concomitanza con il dispiegarsi della rivoluzione industriale. Ultima figura “luminosa” di sovrano europeo, quando muore tre sue nipoti, belle quanto infauste, siedono o si accingono a sedere su altrettanti troni scricchiolanti.
Anka Muhlstein (che ne La Femme Soleil aveva messo in luce il ruolo politico e sociale delle donne alla corte di Luigi XIV) si è basata sul diario e l’epistolario della regina (inediti in Italia) per rivelare un personaggio inatteso: una Vittoria franca e vigorosa, ragionevole e insieme ostinata, mai retrograda, mai “prude”, mai ipocrita, mai vittoriana. Piuttosto, una donna che ha nutrito in sé impulsi diversi e contraddittori, tali da rivelare una qualità intellettuale più sottile di quella abitualmente riconosciutale. In contrasto con l’immagine pubblica di regina solenne e distaccata davanti ai sudditi, Vittoria è un essere umanamente fragile, come attesta in particolare il suo rapporto coniugale col cugino Alberto di Coburgo-Gotha (caso raro di matrimonio d’amore tra regnanti) e poi la sua straziante sofferenza di vedova. In questo saggio biografico una donna cerca di comprendere una delle donne più celebri della storia, di restituirne l’immagine veritiera, liberandola dalla crosta zuccherina dell’aneddotica agiografica cosi come dai luoghi comuni denigratori. Un libro agile ed elegante, rigorosamente documentato, di gradevolissima lettura.
Anka Muhlstein è nata nel 1935 a Parigi. Completati gli studi universitari alla Sorbona, ha lavorato in editoria. Sposatasi nel 1974 con un americano, si è trasferita a New York, dove attualmente vive e lavora. Ha pubblicato nel 1971 Par les jeux de Marcel Proust e nel 1976 La Femme Soleil. Les femmes et le pouvoir: une relecture de Saint-Simon.
Il Nuovo Catechismo Olandese – Annuncio della Fede agli Uomini di Oggi
Titolo originale: De nieuwe katechismus – Geloofsverkondiging voor volwassenen
Autore/i: Autori vari
Editore: Editrice Elle Di Ci
edizione integrale, introduzione dei Vescovi d’Olanda, traduzione di A. Manzino, L. Van Wassenaer-Crociani, A. Pronzato, con la collaborazione e consulenza di C. Kruse, P. Bakker, U. Gianetto, traduzione del supplemento di U. Gianetto.
pp. XVI-624-94, Torino
« “Edizione italiana autorizzata a cura del Centro Catechistico Salesiano di Torino-Leumann, con la “Dichiarazione della Commissione Cardinalizia” del 15 ottobre 1968 e il “Supplemento al Nuovo Catechismo”; “in appendice: Supplemento al Nuovo Catechismo”».
« IL NUOVO CATECHISMO OLANDESE »
Pubblicato per la prima volta nell’ottobre 1966, e stato conosciuto finora in Italia più per le frettolose e spesso inesatte informazioni della stampa relative al dibattito polemico che si è acceso intorno ai punti discussi, che per Il riconosciuto valore catechistico e pastorale dell’opera, che può essere apprezzato solo mediante la lettura e lo studio diretto. Il libro infatti era difficilmente accessibile alla maggior parte del nostro pubblico, nonostante le traduzioni in francese, inglese e tedesca.
Ora esso è a disposizione di tutti, tradotto in italiano, in edizione integrale, corredata del «Supplemento» al Catechismo stesso, redatto secondo le indicazioni della Commissione cardinalizia incaricata dell’esame dell’opera.
Il «Supplemento» appare per la prima volta, contemporaneamente alla edizione olandese, decisa dall’Episcopato dei Paesi Bassi in accordo con la S. Sede. L’intento è di chiarire, completare, integrare i punti discussi segnalati nella «Dichiarazione della Commissione Cardinalizia» perché l’opera «rifletta la dottrina della Chiesa senza oscuramento di alcuna ombra».
Il pubblico italiano è quindi in grado di gustare personalmente un libro di tanta risonanza, scritto con l’intento di «proporre l’eterno Vangelo di Cristo in forma aderente al modo di pensare degli uomini del nostro tempo» e che offre una sintesi della fede cattolica all’uomo moderno, con sensibilità e il linguaggio d’oggi, e con aderenza ai problemi contemporanei.
Auguriamo al lettore quello spirito di comprensione a cui fanno appello gli Autori, perché le singole asserzioni contenute nel libro siano «intese nello spirito di tutta la Buona Novella». Si tratta infatti di un documento religioso di tale validità potenziale, da richiedere che venga compiuto ogni sforzo per vederlo nella sua luce migliore.
IL NUOVO CATECHISMO OLANDESE AL PREMIO LETTERARIO «ISOLA D’ELBA – 1969»
La Giuria, presieduta da Rodolfo Doni e composta da Gaspare Barbiellini Amidei, Carlo Bo, Raffaele Crovi, Mario Gozzini, Carlo Laurenzi, Giampaolo Meucci, Gino Pompilio, Angelo Romano, Giorgio Varanini, Valerio Volpini, ha preso in esame 80 opere soffermandosi su 10, tra cui il Nuovo Catechismo Olandese.
La Giuria pur ritenendo che l’opera «esorbitasse dai limiti di una competizione letteraria avvertiva tuttavia il dovere di indicarla al pubblico con particolarissima menzione» riconoscendo «unanime che la novità del metodo, la forza liberatrice da inveterati schemi mentali, la costruzione di un’autentica spiritualità e conferiscono a quest’opera un valore quale raramente è dato trovare nella storia secolare della riflessione religiosa». Quanto all’importanza culturale la Giuria segnalava «il deciso superamento delle categorie e del linguaggio scolastico nella presentazione del cristianesimo, e l’acquisizione di un linguaggio’ aperto, problematico, laico, contemporaneo, e anche letterariamente originalissimo: tale da provocare la partecipazione piena e immediata del lettore d’oggi. Ne deriva un vero e proprio rovesciamento nell’impostazione tradizionale del discorso, che partiva da Dio per arrivare all’uomo; in quest’opera si parte, invece, dall’esperienza concreta dell’uomo, per stimolare a una riflessione attiva su di essa e a un confronto costante col messaggio evangelico, restituendo a Dio tutto il suo significato finale di mistero di amore».
La Giuria sottolineava inoltre che Il Nuovo Catechismo Olandese «presenta altresì un mirabile equilibrio fra tradizione e rinnovamento: recuperando un senso di giovanile freschezza nella esperienza di una fede saldamente ancorata ai suoi valori permanenti. Nella accelerazione vertiginosa assunta ai nostri giorni dal movimento delle idee e dei fatti – un’accelerazione che rischia di consumare e travolgere troppo rapidamente autori ed opere – il Nuovo Catechismo Olandese appare come un punto fermo prezioso al quale riferirsi perché in Italia anche nell’ambito della cultura si possa finalmente abbattere lo storico steccato fra credenti e non credenti».
Le Crociate Viste dagli Arabi
Titolo originale: Les croisades vues par les Arabes
Autore/i: Maalouf Amin
Editore: Società Editrice Internazionale
premessa e prologo dell’autore, traduzione italiana di Ziba Moshiri Coppo.
pp. 304, carte geografiche b/n, Torino
Nell’intento di dare delle Crociate un’immagine nuova e «diversa», Amin Maalouf ha fatto ricorso agli scritti degli storici arabi, molti dei quali sconosciuti in Europa, gettando «al di là della barricata» uno sguardo che ci riserva non poche sorprese: un affresco a colori violenti, ma anche un monito inquietante per i nostri tempi, di fronte alle prospettive di un futuro gravido di incognite.
Nato nel 1940 nel Libano, Amin Maalouf esercita in Francia la professione di giornalista, dedicandosi soprattutto ai problemi mediorientali. È autore di un romanzo di successo, Leone l’Africano, di saggi storici e di trasmissioni televisive.
L’Immaginario Cavalleresco nel Rinascimento Ferrarese
Autore/i: Alhaique Pettinelli Rosanna
Editore: Bonacci Editore
unica edizione, presentazione di Gennaro Savarese, introduzione dell’autrice.
pp. 308, Roma
Dalla presentazione di Gennaro Savarese:
“I saggi che qui si presentano sono dotati della ragione unitaria che, tra tutte quelle possibili, è forse la più valida: una lunga e appassionata fedeltà alla materia studiata, che fa sì che studi composti anche a distanza di anni si leghino in un contesto organico non occasionale né arbitrario. Da questo loro carattere deriva una più incisiva forza di persuasione all’asse portante lungo il quale essi si dispongono, che è quello indicato dal titolo del volume, ma non il solo. Perché se una legge diacronica li governa, essa non è soltanto un’idea cronologico-territoriale di un genere letterario, ma anche, e forse più, una vivace volontà di progresso nella sperimentazione metodologica: è, in altri termini, una diacronia di metodi non meno che di soggetti e di autori messi a fuoco di volta in volta.
Iniziati sotto il segno di un pur alto interesse storico-critico per quella che una volta si chiamava la «materia di Francia» o «di Bretagna», con la mira alla determinazione di zone di poetica non ancora adeguatamente esplorate, gli interessi della Alhaique Pettinelli per la poesia cavalleresca sono stati successivamente influenzati dall’incontro con altre zone culturali e con nuovi metodi di accesso ai fatti letterari. Mi riferisco in particolare al suo incontro, già documentato in fruttuosi risultati, con la cultura romana tra Quattro e Cinquecento, ed al rapporto tra iconologia e letteratura (o all’interesse, in generale, per il simbolico) che hanno caratterizzato più di recente la personalità della studiosa, lasciando traccia anche in qualcuno dei saggi qui raccolti. […]”
Nursery Songs – Thirty Old-Time
Autore/i: Autori vari
Editore: The Metropolitan Museum of Art and Thames & Hudson
prefazione Bryan Holme, arranged by Joseph Moorat, pictured by Paul Woodroffe.
pp. 36, graziosamente illustrate a colori, New York
Si tratta di un libro splendidamente illustrato in copertina rigida pubblicato dal Metropolitan Museum of Art nel 1980. Ci sono 30 dei più famosi versi del vivaio dei vecchi tempi prodotti direttamente dall’edizione originale pubblicata nel 1912. Ogni pagina ha un’illustrazione a colori del brano sulla pagina. Illustrato da Paul Woodroffe. Il design della copertina anteriore e posteriore presenta personaggi di alcune delle canzoni su uno sfondo verdeggiante. Le copertine anteriori e posteriori interne sono verde lime con topi che giocano a Tug of War.
Index (list of songs)
- Dame get up
- Old king cole
- Girls and boys come out to play
- The jolly tester
- Oh, what have you got for dinner Mrs. Bond?
- Hey diddle diddle
- Jack and Jill
- Humpty dumpty
- Sing a song of sixpence
- Here we go round the mulberry bush
- The frog and the crow
- Little bo-peep
- Tom, Tom the piper’s son
- Ding dong bell
- Looby loo
- The fairy ship
- I had a little nut-tree
- Over the hills and far away
- Sweet lavander
- The ploughboy
- Poor Mary sits a-weeping
- Good king Arthur
- Three blind mice
- A fox went out
- What are little boys made of?
- Yankee doodle
- I saw three ships
- Baa! baa! black sheep
- The jolly miller
- Hush-a-bye baby
Il Subimperialismo Brasiliano
Autore/i: Marini Ruy Mauro
Editore: Giulio Einaudi Editore
unica edizione, traduzione di Laura Gonsalez, Serie politica 39.
pp. 224, Torino
«I saggi che compongono questo libro sono approssimazioni progressive a un tema centrale: le nuove condizioni in cui si sviluppa la lotta di classe in Brasile dopo il golpe militare del 1964 e il modo in cui le forze rivoluzionarie operano in esse. Mi è parso utile esplicitare lo schema teorico che ha guidato la mia ricerca sul capitalismo dipendente brasiliano, e più in generale latinoamericano, in un’introduzione riguardante il supersfruttamento del lavoro e le sue implicazioni a livello della lotta di classe… Vorrei sottolineare che il subimperialismo non è un fenomeno specificamente brasiliano, né è un’anomalia nell’evoluzione del capitalismo dipendente. È vero che sono le condizioni specifiche dell’economia brasiliana a creare in Brasile il subimperialismo, ma è anche vero che esso è solo una particolare forma dell’economia industriale che si sviluppa nell’ambito del capitalismo dipendente. In Argentina, Messico, Cile, Perù, la dialettica dello sviluppo capitalistico dipendente non è sostanzialmente diversa da quella analizzata in queste pagine.»
Il Terzo Reich dei Sogni – La Maschera Onirica delle Violenze di Regime
Titolo originale: Das Dritte Reich des Traums
Autore/i: Beradt Charlotte
Editore: Giulio Einaudi Editore
unica edizione, prefazione di Reinhart Koselleck, con un saggio in postfazione di Bruno Bettelheim, traduzione di Ingrid Harbach.
pp. XXVII-164, Torino
«È un’esperienza traumatizzante, leggendo questa raccolta, constatare con quanta efficacia il Terzo Reich uccideva il sonno annientando la capacità di rinnovare le proprie energie emotive attraverso i sogni. Al di là del riposo fisico, il sonno è ristoratore perché in sogno possiamo sentire e fare cose che non oseremmo tentare nella realtà. La persona soggetta a un potere esterno troppo forte durante il giorno, può, in sogno, esercitare un potere analogo su altre persone e ristabilire un equilibrio emotivo, almeno nel suo immaginario. Ma molti sudditi del Terzo Reich non osavano tanto…» (Bruno Betteltheim)
Charlotte Beradt è cresciuta a Berlino. Ha lavorato in Germania come giornalista fino al 1933. È poi vissuta in Inghilterra e, dal 1940, a New York.
La Biondina in Gondoleta – Marina Querini Benzon, una Nobildonna a Venezia fra Settecento e Ottocento
Autore/i: Rizzo Tiziano
Editore: Neri Pozza Editore
unica edizione.
pp. 226, Vicenza
La Biondina (quella in gondoleta) non è l’invenzione di un poeta. La celebre barcarola fu scritta per la contessa Marina Querini Benzon, bellissima donna dai costumi molto spregiudicati (fu sospettata di incesto; accusata lei, ricchissima di prostituzione…), vissuta dal 1757 al 1839.
La fortunata canzonetta (versi di Antonio Lamberti, uno dei massimi poeti dialettali italiani, musica di Simon Mayr, celebre allora quanto Cimarosa) compie duecento anni.
Essa mantiene viva la figura di quella donna straordinaria, del cui salotto (nel palazzo sul Canal Grande, tuttora esistente) un pò letterario e molto mondano scrissero Byron, Stendhal, Chateaubriand ecc., e dove passarono i personaggi dell’epoca: Canova, Foscolo, Da Ponte…
La spavalda e briosa nobildonna, simbolo della Venezia di fine Settecento in perpetuo carnevale (le bische, le parrucche, la moda, i teatri, le donne soprattutto, gli agenti segreti come G. Casanova…), è il fulcro di questo vivacissimo libro. E anche il pretesto per la rappresentazione di un periodo critico della storia (Illuminismo, Rivoluzione francese, Rivoluzione americana), e in particolare della storia veneta, con il dissolvimento della Serenissima, Napoleone e i suoi furti di opere d’arte, la dominazione austriaca.
Una ricostruzione molto precisa e informata, ricca di efficaci citazioni e di eleganti personaggi, ma assai brillante e di gradevole lettura.
Non è la «biografia» in senso stretto della Biondina, ma piuttosto un affresco, dominato dalle donne famose (la Teotochi Albrizzi col suo Ugo Foscolo, la Cecilia Zeno Tron cantata dal Monti, le dogaresse…) sullo sfondo di una Venezia sempre più imbellettata e frastornata sulla via del tramonto.
Nel racconto, che assume le spedite cadenze di un romanzo, si intercalano con naturalezza alcune bellissime, spiritose, musicali poesie del Lamberti.
Tiziano Rizzo, veneto di terraferma per nascita (San Donà di Piave 1935), veneziano per elezione, privatamente poeta (Per modo di dire, ed. fuori comm. 1992) traduttore di Catullo (Paperbacks, 1977) è un esperto di cose veneziane. Oltre a numerosi articoli e saggi ha pubblicato: I ponti di Venezia, Newton Compton, Roma, 1983; Magia di Venezia (con G.C. Gasponi) Editoria Trento, 1985; Die Brücken von Venedig (con Hans Siwik) Ed. Braus, Heidelberg, 1989; Le fiabe veneziane di G. Nalin, ed. Filippi, Venezia, 1984; Elefanteide, poemetto di P. Buratti, ed. Filippi, Venezia, 1988.
Gli Occhi di Maria • Roma 1796: un’Impressionante Ondata di Prodigi nell’Italia Invasa da Napoleone
Autore/i: Messori Vittorio; Cammilleri Rino
Editore: Rizzoli
prima edizione.
pp. 324, Milano
“Ci accingiamo a parlare di miracoli, e miracoli specialissimi e ripetuti con una frequente e durazione che non ha esempio… Dio sembra essersi compiaciuto di circondare questi prodigi di prove indiscutibili, proprorzionate all’incredulità del nostro infelice secolo.”
(Giovanni Marchetti, 1797)
“Mai, nella storia della Chiesa, era avvento qualcosa di simile.” Affermazione impegnativa – ma giustificata – degli storici che si occuparono degli eventi cui questo libro è dedicato. Mentre i feroci saccheggiatori del Bonaparte invadevano lo Stato Pontificio, a Roma, a partire dal 9 Luglio 1796, più di cento immagini (in gran parte mariane) si “animarono”. Muovevano, cioè gli occhi, mutavano colore, talvolta cambiavano espressione. Il fenomeno era iniziato poco prima ad Ancona ed aveva avuto per testimone Napoleone stesso, che ne fu scosso. Ma nella capitale si verificò un’autentica “esplosione” che durò mesi, sotto gli occhi dei duecentomila abitanti, anche non cattolici, senza una sola voce di dissenso. Le autorità religiose – pur desiderose di non irritare gli invasori – furono “costrette” ad aprire un rigoroso processo, dove sfilarono decine e decine di testimoni giurati, alcuni dei quali uomini di scienza. Alla fine, la sentenza non potè esitare: davvero Maria aveva voluto testimoniare così la sua protezione per la città minacciata. Nella liturgia fu inserita la “festa dei prodigi della Beata Vergine”. Se la ricorrenza è ancora celebrata, la storia, anche cattolica, sembra avere perso memoria di quei fatti sconvolgenti, sbrigati troppo spesso come psicosi collettiva.
Rino Cammilleri ha ricostruito, con oggettività e serietà, la catena di eventi misteriosi e inauditi. Dopo il racconto, si è confrontato sulla loro veridicità e sul loro significato con Vittorio Messori, lo scrittore noto anche per le sue ricerche sui “carismi” mariani. Messori abbozza un tentativo di “teologia della storia”: una tale ondata di prodigi proprio mentre la Rivoluzione investiva il centro del cattolicesimo non sembra affatto casuale. Ma pare inscriversi in un enigmatico “piano” provvidenziale di cui qui – dati e nomi alla mano – si tenta di discernere le linee.
Cronache Celtiche – La Vera Storia del Sacro Graal
Titolo originale: The Celtic Chronicles. The True Story of the Holy Grail
Autore/i: Cotterell Maurice M.
Editore: Edizioni Corbaccio
traduzione dall’originale inglese di Cecilia Veronese.
pp. , numerose tavole a colori e in bianco e nero fuori testo, illustrazioni in bianco e nero, Milano
Dei Celti si sa ben poco. Da secoli gli studiosi, affascinati da incomprensibili incisioni, manufatti preziosi e libri sacri, cercano di comprendere le caratteristiche di uno dei popoli più enigmatici e misteriosi al mondo. Alcuni considerano le loro opere come «fatte dagli angeli». Altri sono convinti che richiedessero la conoscenza di tecnologie avanzatissime persine per noi.
Maurice Cotterell ha seguito le tracce dei Celti dalla loro comparsa nel deserto cinese del Taklamakan attraverso l’Europa fino all’Irlanda, ed è riuscito a svelarne il mistero.
I Celti, come i Maya, gli Egizi e i Cinesi avevano compreso la superscienza del Sole ed avevano criptato le loro conoscenze nei loro manufatti, in modo da assicurarne la riscoperta in una incarnazione futura, nel caso non fossero riusciti a raggiungere il sapere celeste.
I segreti del Tempio delle iscrizioni in Messico e la Porta del Sole a Tiahuanaco, aiutano l’autore a identificare il Sacro Graal, usato da Gesù e dagli Apostoli durante l’Ultima cena. Cotterell, così, scopre che il Graal irraggia luce e dimostra che le leggende arturiane avevano un fondo di verità e spiega ai lettori che i segreti del Graal riguardano il destino dell’umanità intera.
Guida alla Scelta e all’Acquisto di Gioielli e Pietre Preziose
Titolo originale: Le guide pratique des bijoux et des pierres précieuses
Autore/i: Arax Jacques
Editore: Casa Editrice Meb
prefazione dell’autore, traduzione di Maria Teresa Todeschini.
pp. 200, nn. figure b/n e nn. tavole a colori f.t., Padova
Siete in grado di stimare un diamante secondo il criterio dei “AC”: colour (colore), carat (dimensione), clarity (purezza), cut (taglio)? Come si valuta un “bianco eccezionale”’, un “bianco extra”, un “bianco sfumato”?
Si può determinare la provenienza di un rubino, di uno smeraldo, di uno zaffiro, di una perla? Come distinguere falsi e imitazioni? Quali legami ci sono tra pietre preziose, segni astrologici, carattere, salute?
Discendente da una famiglia di gioiellieri e gioielliere egli stesso, Jaques Arax vi insegna a conoscere, ad amare, a conservare i gioielli. Vi introduce ad un’arte ancestrale, alle sue tradizioni e alle sue mode e divide con voi le sue passioni e le sue preferenze. Vi consente di penetrare quel mistero che la “casta” dei gioiellieri ha saputo gelosamente conservare attraverso i tempi e vi rivela anche qualche segreto – non è tutto oro quel che luccica! – utile ad evitare i classici errori dei turisti che acquistano ciò che i professionisti scartano. Ci racconta la leggenda di un metallo favoloso, l’oro, e traccia la storia dei grandi gioiellieri che hanno accompagnato con il loro lavoro fasti e capricci di re e regine, ma si rivolge soprattutto al curioso e all’amatore: dove e come acquistare o vendere un gioiello, come assicurarlo e conservarlo? Questa guida vi propone semplici consigli e qualche trucco indispensabile per evitare errori e delusioni.
Il Diario di Petr Ginz – Un Adolescente Ebreo da Praga ad Auschwitz
Titolo originale: Deník Mého Bratra
Autore/i: Pressburger Chava
Editore: Edizioni Frassinelli
ringraziamenti dell’autrice, traduzione di Anna Maria Perissutti, disegni di Petr Ginz (donati da Ota Ginz, Haifa collezione dello Yad Vashem Art Museum, Gerusalemme).
pp. XIII-178, nn. fotografie e illustrazioni nel testo e f.t, Milano
«Ci hanno ingiustamente strappato dal terreno fertile del lavoro, della gioia e della cultura, di cui doveva essere nutrita la nostra giovinezza. Facendo ciò perseguono un unico obiettivo, distruggerci, non fisicamente ma psicologicamente e moralmente. Ci riusciranno? Mai! Privati delle fonti culturali ne creeremo di nuove. Separati dalle sorgenti della nostra felicità, ci creeremo una nuova vita che esulterà di gioia!»
Quanto tempo è passato da quando per l’ultima volta vidi il sole tramontare dietro Petrin. Praga baciata da uno sguardo pieno di lacrime, mentre si velava con l’ombra della sera… Praga, favola di pietra… Sono i versi struggenti e delicati di un ragazzo di appena quindici anni che poteva diventare un artista, anche se gli sarebbe bastato, più semplicemente, vivere. Trascorso un anno da quando compose la poesia, e due dal suo arrivo al ghetto di Terezin, il giovane Petr Ginz fu mandato a morire nelle camere a gas di Auschwitz. Questo libro, un documento inedito frutto di un recente ritrovamento, vuole essere un contributo affinché rimanga viva la tragedia di un popolo e soprattutto la testimonianza di un crimine tanto più efferato quanto accuratamente pianificato. Scritti fra il 1941 e il 1942, durante gli ultimi mesi trascorsi in famiglia, nella Praga occupata, i diari di Petr sono lo specchio dell’attuazione della «soluzione finale». Lentamente, senza scosse che avrebbero potuto creare reazioni indesiderate, ma anzi sollecitando in modo subdolo la loro collaborazione, gli ebrei furono progressivamente privati della libertà e dei diritti, isolati, spogliati dei beni, sfruttati, deportati e uccisi. Le iniziali dimostrazioni di solidarietà da parte dei cechi furono represse senza brutalità ma con estrema durezza. Nelle pagine, ricche di brevi e acute annotazioni sulla vita quotidiana, si intravede la consapevolezza della crescente ingiustizia ed emerge con stupore il confronto fra la propaganda nazista e una realtà sempre più preoccupante. Ma trapela anche la purezza d’animo a un ragazzo dalla mente vivace che nutre l’incrollabile fiducia che il momento brutto passerà e ci sarà un futuro in cui poter affermare – liberamente – se stesso. Curato dalla mano amorevole della sorella minore, che gli fu compagna nel ghetto, arricchito dai disegni e dalle composizioni dell’ultimo periodo, nonché da un inserto fotografico a colori, un volume di scioccante attualità.
Petr Ginz nacque nel 1928 a Praga da madre ceca e padre ebreo. Secondo le leggi di Norimberga, al compimento del quattordicesimo anno di età sarebbe passato sotto la giurisdizione tedesca. Quando accadde, fu deportato e non tornò mai più. Di lui ci restano disegni, linoleografie, riflessioni e articoli che attestano un maturo talento creativo.
Chava Pressburger, sorella di Petr, nata Eva Ginzová nel 1930, fu anch’essa deportata a Terezín. Attualmente vive in Israele. Pittrice affermata, ha dedicato gran parte della sua opera al tema dell’Olocausto.
Cristiani nella Società
Autore/i: Bianchi Enzo
Editore: Rizzoli
premessa dell’autore.
pp. 208, Milano
Enzo Bianchi nelle sue pagine sa intrecci vigore e nitore, citazione e int essenza ed esistenza. (Gianfranco Ravasi, Il Sole 24 Ore)
Chi è il cristiano? Come si declina la fede, e più generalmente la vita spirituale nel mondo di oggi? Se il compito perenne della Chiesa è quello di essere fedele eco della parola di Dio nella storia, per Enzo Bianchi i cristiani, come tutti gli uomini, sono chiamati ad accogliere la diversità, ad assumere la complessità che non è inferno, ma la sola salvezza che abbiamo è la nostra unica occasione di comunione”. Proprio nella comunione con gli altri uomini il cristiano vive il rischio della scelta come atto di libertà, cammino del senso, ricerca continua, rinnovata giorno per giorno in singoli gesti di responsabilità. È questa la buona novella, la sola risposta – perennemente sollecitata dal dubbio – che offre direzione, finalità e significato al vivere umano.
Enzo Bianchi, fondatore e priore della Comunità Monastica di Bose, collabora con “La Stampa” e l'”Avvenire”. È autore di numerosi libri tradotti in molte lingue, fra cui ricordiamo: Adamo, dove sei? (1994), Da forestiero (1995), Altrimenti (1998), Nuove apocalissi (2003), Vivere la domenica (2005), La differenza cristiana (2006), Ero straniero e mi avete ospitato (2006). Per BUR ha pubblicato Lessico della vita interiore. Le parole della spiritualità (2004).
I Riti del Fuoco e dell’Acqua – Nel Folklore Religioso, nel Lavoro e nella Tradizione Orale
Atti del Convegno di Studi, Museo delle Tradizioni Popolari Canepina, 19-21 settembre 2003
Autore/i: Autori vari
Editore: Edup – Edizioni dell’Università Popolare
a cura di Assunta Achilli e Davide Bertolini, del Gruppo Interdisciplinare per lo studio della cultura tradizionale dell’Alto Lazio, premessa di Quirino Galli.
pp. 424, numerose illustrazioni in bianco e nero, Roma
Nel capire chi siamo occorre riflettere e soffermarsi sempre più su ciò che siamo stati ed una rivisitazione delle tradizioni popolari non può che arricchire la storia dei luoghi che abitiamo. Questo libro ce ne offre una concreta possibilità raccogliendo, tra Arno e Tevere, storie legate a due degli elementi primari nel rapporto che l’uomo ha con la natura: il fuoco e l’acqua. Il primo è un fattore di purificazione, di eliminazione del male, il secondo è un elemento di vita e di rinascita. La loro unione è anche rivelazione di forze e di principi che sono all’origine dell’esistenza storica dell’uomo, e quindi causa dell’emergere di un sistema di valori simbolici per la rappresentazione della realtà.
Assunta Achilli, psicologa, partecipa alle attività di ricerca e divulgazione del Gruppo lnterdisciplinare per lo studio della cultura tradizionale dell’Alto Lazio fin dalla sua costituzione. Per il Museo delle Tradizioni Popolari, oltre a occuparsi di allestimento, schedatura e didattica, ha pubblicato il volume La cucina.
Davide Bertolini, laureato in Conservazione dei Beni Culturali, partecipa a ricerca e progetti nell’ambito della Museologia e Museografia. Collabora alla gestione scientifica del Museo delle Tradizioni Popolari di Canepina; ha pubblicato, inoltre, il saggio Argentiera. Storia di una piccola borgata mineraria.
Islām Interiore – La Ricerca della Verità nella Religione Islamica
Autore/i: Pallavicini al-Wāhid ’Abd
Editore: Il Saggiatore
questa seconda edizione presenta una nuova struttura rispetto alla prima edizione e a quella francese, anche i capitoli che hanno mantenuto il titolo originario sono stati rivisti e corretti, introduzione dell’autore, collana: La Cultura n° 551.
pp. 224, Milano
La tesi alla base del libro è richiamare l’attenzione sull’unicità di Dio, seguendo i dettami della fede islamica. Se Dio, infatti, è unico e assoluto, è anche lo stesso per i credenti di tutte le religioni. L’autore, passando in rassegna i fondamenti dell’islamismo, sottolinea le analogie con il cristianesimo (religione dalla quale lui proviene) e, al tempo stesso, richiama l’attenzione sulle false interpretazioni della dottrina. Sono proprio queste a dar vita alle peggiori forme di fondamentalismo e a scatenare le guerre di religione. Islām interiore è anche la testimonianza di un ventennio di attività pubblica della comunità islamica in Italia e in Europa della quale Pallavicini è esponente di spicco, ed è anche una coraggiosa proposta di dialogo con le altre comunità.
’Abd al-Wāhid Pallavicini, discendente di un’antica famiglia lombarda che vanta papi e cardinali, Pallavicini, laureato in medicina, si era convertito all’islam nel lontano 1951, mentre si spegneva al Cairo il metafisico francese René Guénon, al cui pensiero rimarrà costantemente legato. Negli anni Ottanta ha l’intuizione di fondare, in Italia e in Francia, una comunità di musulmani autoctoni, ricollegata al sufismo tradizionale. Al suo impegno, in particolare, si deve la nascita della COREIS – Comunità Religiosa Islamica Italiana, dell’Interreligious Studies Academy (Accademia ISA) e della moschea al-Wahid di Milano, sita in via Giuseppe Meda. Già nel 1998 presenta al parlamento italiano una prima bozza d’Intesa tra la comunità islamica e lo Stato; fra l’altro, viene scelto a rappresentare l’islam italiano nello storico incontro di Assisi del 27 ottobre 1986, voluto da Giovanni Paolo II.
Incipit
Prefazione alla seconda edizione italiana di Ahmad’Abd al Waliyy Vincenzo (Co.Re.Is.)
Introduzione
Parte I: La Tradizione islamica tra Oriente e Occidente
- Iniziazione all’Islâm
- La gnosi islamica
- Le confraternite islamiche
- La realizzazione spirituale
- La via ahmadiana
Parte II: René Guénon e l’Islâm
- Incontro fra Genio e Santità
- René Guénon musulmano: conversione o convergenza?
- In memoriam René Guénon
- Morte e Immortalità
- Oriente e Occidente a cinquant’anni dalla morte di René Guénon
Parte III: Islâm e Cristianesimo
- Voi siete un popolo di sacerdoti a Dio consacrati
- L’apporto dell’Islâm all’Occidente
- L’Identità del Dio Unico
- Il dialogo impossibile
- Verso la Terra Santa
Parte IV: Ortodossia ed eterodossie
- Apostolato e apostasia
- Elogio del Monoteismo
- Il ritorno al Sacro
- La Religione naturale
- La Conoscenza di Dio, scopo della vita umana
Parte V: Exoterismo ed Esoterismo
- Autorità Spirituale e Potere Temporale
- Prospettive sull’Esoterismo
- La Risposta della Sfinge
- Tradizione Primordiale e Mistero cristico
- Del Principio e della Fine
Appendice
- Prefazione all’edizione francese di ’Abd al Haqq Ismail Guiderdoni, Institut des Hautes Etudes Islamiques
- Prefazione alla prima edizione italiana di Ahmad ‘Abd al Quddûs Panetta, Centro Studi Metafisici “René Guénon”
- Per un’intesa con lo Stato Italiano
Note
Le Terapie Combinate in Psichiatria
Metodologia della ricerca e pratica clinica dell’integrazione fra psicofarmaci e psicoterapia
Autore/i: Del Corno Franco; Lang Margherita; Taidelli Guido
Editore: Franco Angeli Editore
seconda edizione, prefazione di Dario de Martis.
pp. 192, Milano
L’integrazione fra psicoterapia e somministrazione di psicofarmaci nella cura delle diverse affezioni psicopatologiche è una pratica ancora diffusa in misura ridotta o attuata in modo impreciso e casuale in ambito sia ospedaliero che ambulatoriale, rispetto alle effettive indicazioni per questo specifico trattamento.
Gli psichiatri ad orientamento biologico continuano a guardare con sospetto alle metodiche psicoterapeutiche mentre, per parte loro, gli psicoterapeuti delle più differenti scuole sono spesso arroccati in una posizione di pregiudizio antifarmacologico. I primi restringono così il campo degli interventi possibili sui disturbi dei loro pazienti alla prescrizione di farmaci ed i secondi interpretano soltanto come una sconfitta delle loro capacità terapeutiche il fatto che un loro paziente assuma anche farmaci durante il trattamento.
Una diagnostica attenta e precisa del paziente psichiatrico, compiuta senza le distorsioni indotte da una scelta di campo pregiudiziale, evidenzia invece come il numero dei pazienti per i quali esiste una indicazione elettiva per una combinazione tra psico e farmacoterapia sia in continuo aumento. L’uso integrato di questi strumenti solleva ovviamente numerosi problemi, che riguardano la collaborazione fra chi somministra i farmaci e chi conduce la psicoterapia, le influenze reciproche fra i due strumenti terapeutici impiegati, le differenti risposte dei pazienti, ecc.
Su questi temi gli autori forniscono il contributo della propria esperienza di trattamenti integrati ed una riflessione sugli interrogativi che questa metodica terapeutica pone. Poiché quest’ultima, soprattutto nei paesi di lingua inglese, è stata oggetto di numerose ricerche sperimentali, il volume offre anche una rassegna ragionata di pressoché tutti i lavori più significativi sull’argomento, fino ai più recenti, corredata da un’ampia revisione critica della metodologia da essi adottata.
Franco Del Corno, laureato in filosofia e in psicologia, dirige il Servizio di psicologia della Casa di cura Ville Turro di Milano. Ha pubblicato numerosi articoli e libri; tra gli ultimi: “Metodologia dei test psicologici” (Milano, 1984), curato con Eugenia Pelanda.
Margherita Lang, specialista in psicologia, è ricercatore presso l’Istituto di psicologia della Facoltà di medicina dell’Università di Milano. Svolge attività come psicologa clinica. Ha pubblicato numerosi articoli ed alcuni libri. Tra gli ultimi: “Le strutture intermedie in psichiatria” (Milano, 1983) e, insieme a Katherine Schweizer, “Psicoanalisi e socioanalisi” (Napoli, 1984).
Guido Taidelli, psichiatra, dirige un reparto per pazienti psicotici presso la Casa di cura Ville Turro. Ha pubblicato lavori sul trattamento integrato delle situazioni di crisi e sui fattori non farmacologici della farmacoterapia.
Prefazione, di Dario De Martis
introduzione
1. La funzione della diagnosi in psichiatria, di Margherita Lang
1. Premessa
2. Diagnosi descrittiva
2.1. Verso i Diagnostic Criteria
2.2. Il Gruppo di St. Louis
2.3. Il Research Diagnostic Criteria
2.4. Il DSM III
2.4.1. Sistema multiassiale
2.4.2. Criteri diagnostici
2.4.3. Valutazioni critiche sul DSM III
3. Diagnosi dinamica, evolutiva e strutturale
3.1. K. Menninger
3.2. G. e R. Blanck
3.3. 0. Kernberg
4. Osservazioni conclusive sui due modelli diagnostici
Bibliografia
2. Le terapie combinate. Revisione della letteratura, di Guido Taidelli
1. Definizione di terapie combinate in psichiatria
2. La contrapposizione tra farmacoterapia e psicoterapia
3. Le terapie combinate
3.1. Alcuni criteri generali
3.2. Revisione della letteratura
3.2.1. I precursori
3.2.2. Le ricerche « controllate »
3.2.3. Le ricerche « controllate » sulla schizofrenia
3.2.4. Le ricerche « controllate » sulla depressione
3.2.5. Psicoanalisi e psicofarmaci
3.2.6. Farmaci e trattamento familiare multiplo della schizofrenia
3.2.7. Farmaci e terapie cognitive
3.2.8. Farmaci e terapie comportamentali
Bibliografia
3. Problemi metodologici relativi alle ricerche sulle terapie combinate, di Franco Del Corno
1. Premessa
2. Primo livello
2.1. La numerosità campionaria
2.2. La qualità dei campioni
3. Secondo livello
3.1. Le condizioni dell’intersoggettività
3.2. Qualche esempio e un primo bilancio
4. Terzo livello
4.1. Un modello sperimentale paradigmatico
4.2. Alcuni problemi relativi all’impiego dei modelli sperimentali
5. Conclusioni
Bibliografia
4. Le terapie combinate nella pratica clinica: contesto e aspetti generali, di Franco Del Corno, Margherita Lang e Guido Taidelli
1. La consultazione e la relazione medico-paziente
2. Associazione e combinazione
2.1. Le terapie combinate in psichiatria. Definizione
3. Le terapie combinate
3.1. I vissuti del paziente nei confronti dell’invio ad un altro curante
3.2. I vissuti del paziente nei confronti dell’invio allo psicoterapeuta
3.3. I vissuti del paziente nei confronti dell’invio allo psichiatra
3.4. Lo sviluppo della relazione del paziente con i terapeuti
4. Alcuni problemi nella collaborazione tra psichiatra e psicoterapeuta
4.1. La prescrizione e l’identità dello psichiatra
4.2. Lo psicoterapeuta e i farmaci prescritti dallo psichiatra
4.3. La famiglia del paziente tra psicoterapeuta e psichiatra
5. L’integrazione emotiva tra psicoterapeuta e psichiatra
5.1. Difese dall’integrazione
5.2. L’integrazione
5.3. Casi clinici
Bibliografia
5. Le terapie combinate in psichiatria: questioni teoriche, di Franco Del Corno e Guido Taidelli
1. Il problema di una teoria delle terapie combinate
2. Elementi per una teoria delle terapie combinate
2.1. Indicazioni al trattamento psicofarmacologico in corso di psicoterapia
2.2. Problemi di training e di ricerca
Bibliografia
Appendice – I cosiddetti strumenti «oggettivi», di Margherita Lang
1. Rating scales
2. Self-reporting inventories
3. I cosiddetti strumenti «oggettivi»
3.1. Rating scales
3.2. Self-reporting inventories
Bibliografia
Fūzoku – Viaggio nell’Industria Giapponese del Sesso
Autore/i: Torre Luca
Editore: Nicolodi Editore
unica edizione, premessa dell’autore.
pp. 264, Rovereto (TN)
Fūzoku è il termine giapponese con cui si finisce l’industria del divertimento erotico, in particolare l’intrattenimento sessuale a pagamento. Non è soltanto una vetrina di costumi e gusti legati a uno sfrenato consumo di sesso, ma uno degli angoli prospettici privilegiati per comprendere alcuni tratti fondamentali del Giappone contemporaneo e di una società in perenne e spesso frastornante mutamento. Questo è un viaggio nel Giappone nascosto, un’incursione furtiva nei quartieri a luci rosse e nei luoghi di commercio carnale: insegne sfavillanti, club eleganti, atmosfere conturbanti, ma anche squallidi bordelli e personaggi torbidi. Ma è anche un’esplorazione nel sottobosco della prostituzione minorile, nell’immenso mercato della pornografia e della fumettistica erotica, nelle nuove identità sessuali, nel bizzarro incontro tra sottoculture pop e tradizioni millenarie. Una pittoresca e drammatica rappresentazione di una solitudine collettiva in cui vengono a fondersi ritualità e follia. Un viaggio condotto con la disincantata ironia e l’ingenuo stupore del principiante. Un diario illuminante e sorprendente dal Sol levante.
Luca Torre, dirigente aziendale e giornalista per caso, vive in Giappone da oltre quindici anni.
È il fondatore e l’attuale coordinatore della rivista on-line “Stati Regressivi”, nonché corrispondente dal Giappone per Radio Deejay.
Il Guardiano della Soglia – Come si Diventa Mago Operante
3ᵃ Edizione aggiuntovi un commento su Bulwer e i Rosa Croce col Discorso Iniziatico per un’Ammissione Martinista tenuto per il 3° Grado da Stanislao De Guaita
Autore/i: Bornia Pietro
Editore: Società Editrice Partenopea
prefazione di Giuliano Kremmerz.
pp. 110, illustrazioni in bianco e nero, Napoli
Dalla prefazione di Giuliano Kremmerz:
«Con questo volumetto che riproduce un attraente studio di P. Bornia sul Zanoni del Bulwer, tanto letto e tanto poco compreso, iniziamo una collezione di attraenti pubblicazioni in cui si alternano scritti spiritualisti di ogni fede. Mentre il secolo XIX si spegne, dai ruderi del materialismo arido risorge la mistica Psiche, e, dal fanciullo al sacerdote, dal medico al matematico, dalla credente alla donna peccatrice, la certezza di un’ora migliore dell’umanità diventa universale. Chi sei tu che leggi? un curioso che sogni vagamente di sentire la tua anima nel tuo pensiero? oppure un predestinato all’iniziazione ed ai secreti della natura animistica? o una creatura satolla di mondanità che cerchi per istinto la tua patria ideale? – Chiunque tu sii, leggi attentamente gli scritti che si pubblicheranno in questa biblioteca esoterica, vi troverai in ogni libro, certamente, una riga che si astrae dalla sudiceria della materia e in quel sogno di un minuto, forse di un palpito, sentirai o intuirai una parola o un saluto di Elia, quell’Elia, spirito di Luce, che i Rosacroce salutavano come nunzio della Intelligenza di Dio.
Ricordati però che quelli che tu non intendi, non deriderai: i classici, cioè quelli che sono scritti in linguaggio chiuso ai grammatici volgari, hanno bisogno di essere meditati nel silenzio; affinché, come si legge nei salmi, sulla tua pietra la verga di Mosé batta e l’acqua zampilli!
Queste pubblicazioni, conchiudendo, sono una opera buona che librai coraggiosi danno in pasto all’attività degli intelligenti – ed io le raccomando a tutti gli spiritualisti italiani, la unione dei quali in una sola Luce ideale io aspiro di raccogliere come in una famiglia sola, pel bene della società abrutita dall’egoismo selvaggio della materia.»
Donne Manifeste – L’Udi Attraverso i Suoi Manifesti 1944・2004
Autore/i: Autori vari
Editore: Il Saggiatore
unica edizione, introduzione a cura di Vincenzo Vita e Gianna Borgna, cura e prefazione di Marisa Ombra, fotografie a cura dello Studio Saini.
pp. 176, nn. illustrazioni a colori e b/n, Milano
“Fra il grido, il silenzio e la paura scegliamo la parola” è scritto su uno degli oltre milletrecento manifesti realizzati dall’Unione donne italiane nei Sessant’anni della sua storia.
Insieme al loro contrappunto di immagini, quelle parole hanno dato espressione ad alcune tra le esperienze più alte – avanzate dell’Italia repubblicana, nelle quali l’associazione ha svolto un ruolo di primo piano. La formazione di una cultura nazionale antifascista e il ripudio della guerra, l’impegno nella ricostruzione; le lotte per la parità nel lavoro, la rivendicazione di servizi sociali all’altezza di un paese moderno, le grandi battaglie legate al divorzio e all’aborto, la festa dell’8 marzo – nata con l’Udi e diventata patrimonio di tutte: sono i momenti più importanti nell’attività dell’associazione, quelli in cui si forma la coscienza civile delle donne italiane.
Li illuminano 148 manifesti che testimoniano tutta la ricchezza delle iniziative politiche dell’Udi e i saggi di undici tra studiose e dirigenti che, attraverso la storia dell’associazione, raccontano come un paese a lungo oppresso da mentalità e istituzioni arcaiche sia diventato l’Italia del tempo presente.
Scritti di: Patrizia Gabrielli, Rosanna Galli, Annamaria Guadagni, Lidia Menapace, Rosangela Pesenti, Isabella Pezzini, Margherita Repetto, Marisa Rodano, Ilaria Tani, Giglia Tedesco, Luciana Viviani.
Patrizia Gabrielli è professore associato di Storia Contemporanea e di storia delle relazioni di genere presso la facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Siena (Sede di Arezzo).
Rosanna Galli è membro dell’Unione donne in Italia di Modena.
Annamaria Guadagni, giornalista e scrittrice, ha diretto Noi donne dal 1981 al 1984.
Lidia Menapace è portavoce della Convenzione permanente di donne contro la guerra.
Rosangela Pesenti, laureata in filosofia, counsellor professionista CTA, nell’Udi dal 1978, ha ricoperto ruoli dirigenti negli organismi nazionali.
Isabella Pezzini è professore associato di semiotica presso la facoltà di scienze della comunicazione dell’Università di Roma “La Sapienza”.
Margherita Repetto, Associate Institute of European Studies, University of British Columbia, Vancouver.
Marisa Rodano, del Comitato d’iniziativa dell’Udi, è stata presidente dell’Udi nazionale dal 1956 al 1959.
Ilaria Tani è ricercatrice in filosofia e teoria dei linguaggi presso il Dipartimento di sociologia e comunicazione dell’Università di Roma “La Sapienza”.
Giglia Tedesco, nella presidenza nazionale dell’Udi dal 1959 al 1975, senatrice dal 1968 al 1994, è stata vicepresidente del Senato dal 1983 al 1987.
Luciana Viviani, parlamentare per quattro legislature, è nel gruppo dirigente dell’Udi dalla fondazione.
Marisa Ombra è membro dell’Udi dal 1944. Dal 1970 è stata presidente della Cooperative libera stampa, editrice del periodico Noi donne. Attualmente è presidente dell’Associazione nazionale archivi Udi.
Saggi
- Tra pragmatismo e progettualità – Patrizia Gabrielli
- Oltre il grido e il silenzio. La parola nei manifesti dell’Udi – Ilaria Tani
- Donne allo specchio. Immagini del cambiamento – Isabella Pezzini
Temi
- Campagne tematiche – Marisa Rodano
- L’impegno per la pace – Lidia Menapace
- Donne e lavoro – Margherita Repetto
- I diritti civili – Giglia Tedesco
- Nelle maglie del welfare – Luciana Viviani
- I congressi – Rosangela Pesenti
- Il manifesto dell’8 marzo. Da Roma a Modena andata e ritorno – Rosanna Galli
- Noi donne – Annamaria Guadagni
Appendici
- Schede dei manifesti
- Gli archivi dell’Udi
Agitare Prima dell’Uso – L’Avventurosa Storia dei Medicamenti
Autore/i: Soldi Alberto
Editore: Ferro Edizioni
prefazione di Domenico Porzio, introduzione dell’autore.
pp. 180, illustrazioni b/n, Milano
Dalla prefazione:
« Il mestiere del medico è il più disperato di quanti ne annoveri la storia dell’umanità. A parte le gratificazioni mondane e materiali che pure ha raccolto lungo i secoli, il rosario di sprezzanti diffidenze che da sempre ne accompagnano i servigi supera la più fluviale delle immaginazioni. Giustificate ma anche gratuite, le crudeli, ironiche sentenze che crocifiggono questa professione riempiono antologie che per l’alta qualità delle firme resistono alla confutazione del tempo. Già nel Vangelo di Luca risuona da un gong millenario: “Medice, cura te ipsum”. Petronio affida al “Satyricon” una comprensiva ma riduttiva definizione: “Il medico non è null’altro che una consolazione dell’anima”, massima che lo scrittore Guido Ceronetti, nella sua acre e affascinante raccolta di meditazioni “Il silenzio del corpo”, giudica meravigliosa perché se “riduce la pratica medica all’essenziale, alla psicologia, allarga la medicina al paesaggio, alla poesia, ai profumi. Meno indulgente è il malizioso La Bruyère: “Finché gli uomini dovranno morire e ameranno vivere, il medico sarà oggetto di ironia e pagato profumatamente”. Moltère lo diamo per risaputo: ci inonderebbe di citazioni. Leibniz si abbandonò ad un luogo comune: “Un grande dottore uccide più gente di un grande generale”. Tolstoi fu perentorio: “Ognuno, se sapesse quel che i medici fanno, cederebbe loro la metà dei propri beni, a patto che non si accostino troppo”. […]»
Prefazione
Introduzione
- Medicine inventate
- Medicine trovate
- Medicine studiate
- Vita con le medicine
- Le molecole
- Mutuanti, Malati e Medicine


