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Ossa Senza Pace

Ossa Senza Pace

Storia delle reliquie, sacre e profane, dall’antichità ai giorni nostri: come furono trovate, custodite, disputate, comprate e vendute, frammentate e moltiplicate…

Autore/i: Bentley James

Editore: SugarCo Edizioni

introduzione dell’autore, traduzione Marcello Jatosti, collana: I Giorni, titolo originale: «Restless Bones: The Story of Relics», in copertina: spilla da pellegrino con l’effige di san Tommaso Becket.

pp. 256, illustrazioni a colori e b/n, Milano

Anche al tempo di Cristo venire a contatto con un cadavere rendeva un uomo impuro, già un centinaio di anni più tardi, quando sant’Ignazio fu straziato dalle fiere in un’arena romana, il culto delle reliquie era cominciato. Le spoglie dei martiri e dei santi, custodite con riverente attenzione, acquistarono ben presto poteri straordinari – che avevano del magico e del miracoloso – che le portò ad essere disputate, rubate, comprate e vendute, e, soprattutto, frammentate in pezzi via via sempre più piccoli, sia per l’immenso profitto che se ne poteva ricavare, sia per la convinzione religiosa – che affondava profonde radici nella Chiesa orientale – che fosse un bene disperdere i resti di un santo in quante più comunità cristiane fosse possibile. Nel Medioevo, l’epoca d’oro per le reliquie, si riteneva che queste potessero guarire gli infermi, respingere i nemici e difendere le città assediate, mantenere in buona salute il bestiame, procurare un buon raccolto, assicurare la giustizia e costringere a mantenere i giuramenti, far piegare le ginocchia ai malvagi, per non parlare del prestigio che gettavano su chi le possedeva. Non c’è quindi da meravigliarsi se si moltiplicavano di numero e viaggiavano in tutto il mondo allora conosciuto (ossa e “teste” di san Giovanni Battista furono disseminate in tutta la cristianità). Quando i corpi dei santi cominciarono a scarseggiare, saltarono fuori le reliquie secondarie, come le lacrime di Cristo o il suo ombelico (sarebbe più giusto parlarne al plurale, perchè, oltre a quello venerato a Roma nella chiesa di Santa Maria del Popolo, ce n’erano in giro altri due) o ancora il suo prepuzio (custodito a Calcata); e la coda dell’asino su cui Gesù avrebbe fatto il suo ingresso a Gerusalemme (coda venerata a Genova, ma tutto lo scheletro dello stesso asino era a Vicenza), indumenti più o meno intimi dei vari santi e sante, il loro sangue prontamente raccolto, i più svariati strumenti con cui erano stati torturati e via di questo passo. Una reliquia era soprattutto un buon affare dal punto di vista finanziario, perchè attirava pellegrini a frotte, che facevano donazioni di ogni tipo, anche in natura (nacquero così le prime fiere), e questo spiega in parte i casi paradossali di santi inventati o di sparizioni di spoglie confutate.
Ma il culto delle reliquie non era coltivato soltanto da persone intrise di religiosità: da Byron, che conservava ciocche di capelli delle donne da lui amate, al cappellano di Napoleone che non si fece scrupolo di portare via peli e parti di viscere subito dopo la morte dell’ex imperatore dei francesi, a Jeremy Bentham il quale pensava che avere sempre accanto a sè il cadavere ridotto a “icona” di un parente o di un amico fosse una cosa psicologicamente gratificante, la venerazione delle reliquie ha fatto accoliti ovunque.
Un libro, questo, rigorosamente documentato, che appassionerà sia i credenti che gli scettici, gettando una nuova e inedita luce sulla storia sociale dell’Occidente dagli albori della cristianità a oggi.

James Bentley è uno studioso di storia moderna, soprattutto europea, e teologia. Ha lavorato all’Università del Sussex e a Eton. Per cinque anni ha collaborato con la BBC. Autore di numerosi libri, svolge attualmente attività giornalistica.

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Introduzione

  1. Reliquie tuttora potenti
  2. L’epoca d’oro delle reliquie
  3. Reliquie in azione
  4. Reliquie come fonti di ricchezza
  5. Reliquie della Sacra Famiglia
  6. Reliquie contrastate, perdute e ritrovate
  7. Reliquie sacre e profane
  8. In “odore di santità”
  9. Il problema dell’autenticità

Ringraziamenti
Bibliografia
Indice delle principali reliquie e località citate

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Argomenti: Libri vari,

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