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Nella Terra degli Infedeli – Mafia e Politica nella Prima Repubblica

Nella Terra degli Infedeli – Mafia e Politica nella Prima Repubblica

La storia più completa dei rapporti mafia-politica nella prima Repubblica

Autore/i: Stille Alexander

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, prologo dell’autore, traduzione di Paola Mazzarelli, titolo originale: Excellent Cadavers.

pp. 436, Milano

Nella terra degli infedeli è la storia degli ultimi quindici anni di lotta alla mafia in Sicilia e dei rapporti tra il mondo politico italiano e la criminalità organizzata. Un periodo drammatico, in cui le forze sane dello Stato hanno dato battaglia a tutto campo, riportando clamorose vittorie ma anche subendo cocenti sconfitte. Gli avvenimenti che hanno occupato le prime pagine dei giornali di tutto il mondo si sono succeduti a un ritmo impressionante: dalla cruenta offensiva dei Corleonesi nel 1980 alla guerra di mafia del 1981, dall’assassinio del generale Dalla Chiesa nel 1982 al pentimento di Buscetta, dal maxiprocesso del 1987 alle campagne di denigrazione orchestrate da alcune forze politiche contro i giudici, dalle sconcertanti sentenze assolutorie della Cassazione, sul finire degli anni Ottanta, alla riorganizzazione delle strutture inquirenti e delle forze di polizia nel 1990, dall’inferno del 1992 – con le stragi di Capaci e via D’Amelio – fino alla cattura di Totò Riina e ai cospicui risultati ottenuti nel biennio 1992-94. Al centro di queste tumultuose vicende e all’origine dei successi nella lotta a Cosa Nostra è la straordinaria opera di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che Alexander Stille ha inteso ricostruire senza retorica, semplicemente narrando i fatti, sufficienti a illustrare le loro vite parallele. I meriti dei due giudici siciliani non possono essere dimenticati, tanto più se si considerano le condizioni in cui hanno dovuto agire: consapevoli che la mafia li avrebbe condannati a morte, privi di un’adeguata protezione, sottoposti a ripetuti attacchi da parte di quelle istituzioni che avrebbero avuto il compito di difenderli.
Assicurando alla giustizia i grandi boss, hanno messo a nudo la struttura della nuova mafia e le sue collusioni con l’alta finanza e il potere politico, in un criminoso ed esteso intreccio di favoreggiamento e corruzione. Grazie a Falcone e Borsellino, al loro prestigio morale e alle loro doti umane, per la prima volta in Sicilia si è aperta una breccia nel muro dell’omertà. È stato così possibile raccogliere le prove sul «terzo livello» della mafia, con l’inevitabile coinvolgimento di alcuni protagonisti della Prima Repubblica.
Frutto di una puntuale, minuziosa ricerca d’archivio arricchita da informazioni di prima mano raccolte dall’autore, scritto in uno stile appassionante, il libro di Stille si rivela imo dei più importanti studi sulla mafia pubblicati negli ultimi anni.

Alexander Stille è nato a New York nel 1957. Dopo la laurea alla Yale University, ha lavorato nell’editoria degli Stati Uniti e in Italia. Collabora con i maggiori periodici americani («The New York Times», «The Washington Post», «Atlantic Monthly»), con particolare attenzione alle vicende del nostro paese. Il suo precedente libro, Uno su mille, è stato pubblicato da Mondadori nel 1991.

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