Libreria Editrice OssidianeLibreria Editrice Ossidiane

Natura Morta con Custodia di Sax – Storie di Jazz

Natura Morta con Custodia di Sax – Storie di Jazz

Titolo originale: But Beautiful. A Book about Jazz

Autore/i: Dyer Geoff

Editore: Instar Libri

seconda edizione, traduzione di Riccardo Brazzale e Chiara Carraro, appendice discografica a cura di Luciano Viotto.

pp. 266-XIII, Torino

«La musica è la tua stessa esperienza, il tuo sapere, i tuoi pensieri, Se non la vivi, non ti verrà fuori dallo strumento.» Cosi Charlie Parker, mentre Thelonious Monk, l’altro grande inventore del bebop, a chi gli chiedeva spiegazioni sul suo modo di usare la tastiera, rispondeva con stupefatta semplicità: «Come viene viene.» Partendo da questo inestricabile nodo esistenziale – la vita come musica e la musica come vita, anzi come unica possibile e istintiva forma di sopravvivenza – un giovane romanziere inglese ha voluto rendere omaggio all’umanità fallibile di alcuni giganti del jazz, con una serie di storie che della musica dal vivo mantengono tutte le improvvisazioni stilistiche e le variazioni tematiche, nonché l’essenza temporale che solo le migliori fotografie sanno catturare.
Un intermittente racconto cornice collega in modo impalpabile i diversi episodi; durante un lungo tragitto on the road in compagnia del suo autista baritono, Duke Ellington pensa, ricorda, progetta e compone. Dalle sue riflessioni e fantasie nascono sette narrazioni indipendenti, che potrebbero essere altrettante divagazioni cinematografiche sul rapporto – sempre esagerato e spesso esasperato – fra l’artista e la sua creazione: Lester Young, poeta del sassofono, consuma gli ultimi giorni della sua vita in una stanza d’albergo; Thelonious Monk, genio goffo e stralunato, insegue le meravigliose discordanze della sua musica per le strade di New York; Bud Powell, l’indimenticabile pianista massacrato di botte dai poliziotti ad Harlem, si perde in una silenziosa follia; Ben Webster vagabonda, solo e assente, sul treni e nelle città d’Europa, felice di suonare per spettatori casuali, siano essi compagni di viaggio o scaricatori di porto a Copenaghen: Charles Mingus, incontenibile uragano d’ira, trascina la sua band al limite estremo della resistenza; Chet Baker, un narciso senz’anima, perennemente corteggiato dalle donne e dalle canzoni cui non riesce, suo malgrado, a rimaner fedele; Art Pepper, le allucinazioni e i sogni di un tossicomane di talento fra una Los Angeles di sole sesso e sabbia e le grigie mura di San Quintino.
Completano il libro, facendone una vera e propria guida all’ascolto del jazz, un capitolo teorico (teso a spiegare le origini multietniche di questo fenomeno artistico centrale nella cultura mondiale del ’900), e un’aggiornata appendice discografica, interamente rivista per le esigenze del lettore italiano.

Geoff Dyer
, generazione del ’58, laurea d’obbligo a Oxford, una lunga militanza giornalistica per svariate testate culturali (dal Guardian al più scanzonato City Limits), un impegnativo studio sulle arti visive e finalmente, nel 1989, il romanzo d’esordio The Colour of Memory che, ambientato nella turbolenta periferia londinese degli anni ’80, gli ha valso un seguito di culto presso i giovani post-tatcheriani. Da sempre appassionato di letteratura, fotografia e musica (non necessariamente in quest’ordine e preferibilmente non separate), in Natura morta con custodia di sax si è prodotto in un ardito e finora intentato saggio di fusione dei tre generi, meritando nel 1992 il Premio Somerset Maugham come migliore scrittore inglese al di sotto dei trentacinque anni. A un analogo desiderio di forzatura degli ambiti disciplinari precostituiti rispondono anche i suoi due nuovi progetti in corso: The Search, un thriller metafisico di prossima traduzione per i nostri tipi; e un’indagine iconologico-letteraria sulla memoria della Prima Guerra Mondiale nella coscienza storica contemporanea.

Visualizza indice

Prefazione

Nota sulle fotografie

Un autista baritono e il suo Duca
The President. Natura morta con custodia di sax

Un autista baritono e il suo Duca
Melodious Thunk. Un mondo all’incontrario

Un autista baritono e il suo Duca
Budo. Hallucinations

Un autista baritono e il suo Duca
Big Ben. La fotografia

Un autista baritono e il suo Duca
Mingus Mingus. Nell’occhio del ciclone

Un autista baritono e il suo Duca
White Narcissus. Allo specchio

Un autista baritono e il suo Duca
Pepper on the Rock. Storia di un chihuahua galeotto

Un autista baritono e il suo Duca

Postfazione: Tradizione, influenza e innovazione

  1. La repubblica di utopia
  2. Musica dei neri, musica di tutti
  3. Nel mezzo di una lunga o alla fine di una breve vita…
  4. John Coltrane: una “coltre di suoni” per avvolgere il mondo del suo stesso caos
  5. Il jazz contemporaneo: “dall’antico al futuro”
  6. La tradizione del presente

Fonti
Ringraziamenti
Appendice discografica
Indice dei nomi

Indice dei protagonisti:
Lester YOUNG
1909, Woodville (Miss.) – New York City (NY), 1959
tenorsassofonista

Thelonious MONK
1917, Rocky Mount (NC) – Weehawken (NJ), 1982
planista e compositore

Bud POWELL
1924, New York City (NY) – New York City (NY), 1966
pianista e compositore

Ben WEBSTER
1909, Kansas City (Mo.) – Amsterdam (Olanda), 1973
tenorsassofonista

Charles MINGUS
1922, Nogales (Ariz.) – Cuernavaca (Messico), 1979
contrabbassista e compositore

Chet BAKER
1929, Yale (Okla.) – Amsterdam (Olanda), 1988
trombettista e cantante

Art PEPPER
1925, Gardena (Calif.) – Panorama (Calif.), 1982
altosassofonista

Duke ELLINGTON
1s99, Washington (DC) – New York City (NY), 1974
direttore d’orchestra e compositore

Harry GARNEY
1910, Boston (Mass.) – New York City (NY), 1974
baritonsassofonista

Vai alla scheda libro e aggiungi al carrello Modalità di acquisto

Commenti

Comments are closed.