Napoleone Imperatore e Massone
Autore/i: Collaveri François
Editore: Nardini Editore
cura, introduzione e traduzione di Aldo Alessandro Mola.
pp. 232, illustrazioni b/n, Firenze
François Collaveri, nato a Marsiglia il 24 settembre 1900, ha svolto per decenni compiti delicati nell’ambito dei poteri dirigenti della Gran Loggia di Francia, allo stesso tempo coinvolgendosi senza riserve nei grandi problemi del governo pubblico. Arrestato durante la repubblica di Vichy e attivo militante della Liberazione francese, nel 1944-1948 segretario del dipartimento Bouches du Rhône, poi (1948-50) direttore della segreteria dei ministeri degli Interni e della Difesa, prefetto dell’Ain (1951) e di Algeri (1956), della Sarthe (1956), della Loire (1959), ispettore generale a Constantine nel 1961, prefetto onorario dal 1965, François Collaveri ebbe un ruolo di rilievo nel tentativo di mediazione tra le parti alla vigilia della guerra d’Algeria. È stato decorato con medaglia al valore per la guerra del 1939-45 e con medaglia al valore militare, ed è commendatore della Legion d’Onore.
Napoleone imperatore e massone, opera unica per la ricchezza del suo apparato documentario, è molto più di un’acuta inchiesta sul «mistero d’Egitto», irrisolto in assenza della «prova provata» dell’iniziazione napoleonica. Giungere, in merito alla questione, a un sufficiente grado di certezza – come Collaveri ci consente – non significa in questo caso rovistare in una fra le molte «coulisses» della biografia napoleonica. L’Autore ha infatti il merito di porre la questione sul terreno più appropriato: non l’apologia, bensì la storia politica. Comprovare il massonismo di Napoleone Bonaparte consente infatti di rispondere con sicurezza al quesito che da due secoli attende risposta esauriente: la chiave del successo attinto dal generale al rientro da una spedizione niente affatto trionfale e della sua rapida ascesa al vertice di un sistema provvisoriamente abbozzato nel Consolato, poi stilizzato con l’incoronazione in Notre-Dame, infine dilatato a Grande Impero. Quella sull’iniziazione del «petit caporal» si rivela dunque un’indagine sul funzionamento del sistema politico postrivoluzionario. (A.A.M.)
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