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Manuale Critico di Psichiatria

Manuale Critico di Psichiatria

con un Piccolo dizionario ragionato di psichiatria

Autore/i: Jervis Giovanni

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

introduzione dell’autore, in prima di copertina: Stampa di Schoen in cui il diavolo suona Lutero come una cornamusa (1535 c.), Gotha, Landesmuseum.

pp. 360, Milano

Esiste una nuova psichiatria? Che cos’è la psichiatria, come pratica e come teoria, nei suoi aspetti più tradizionali e, soprattutto, in quelli più attuali? Quali sono i suoi concetti, quali i problemi che pone? E su cosa ci interroga la follia. Chiederemo per il pazzo solo una maggior tolleranza comunitaria, e ne valorizzeremo il messaggio eversivo? O piuttosto, un problema del genere e mal posto?
Questo libro vuole essere un tentativo di spiegare la psichiatria: è in primo luogo un testo elementare di insegnamento e di studio. Ma è anche, sopratutto, il tentativo di smontare la psichiatria, di capire come funziona, di esaminarla pezzo per pezzo. Vi è qui lo sforzo di criticarla sulla base di esperienze pratiche molto concrete; di valutarne i valori e i falsi valori, i significati reali e le mistificazioni; e anche di darne un’interpretazione generale.
Negli ultimi anni, molte critiche alla psichiatria sono rimaste nel generico, o si sono limitate a denunciare gli aspetti più scandalosi dei manicomi. Così, fra una contestazione “anti-psichiatrica” e una psichiatria tutta tecnica e rassicurante, il passo, che può sembrare lungo, per molti è stato breve.
La risposta non può che essere la riapertura sistematica di un discorso critico più concreto su tutta la psichiatria: sulla sua storia, sui suoi metodi di cura, sulla psicanalisi, su concetti come la normalità, la psicosi, la nevrosi, il delirio: ma soprattutto, sul modo reale di comportarsi degli psichiatri nella loro attività professionale; e sulle teorie che essi elaborano a partire da queste attività.
La psichiatria è un problema politico: perché riguarda la vita quotidiana di tutti, e la vita quotidiana è anch’essa – che lo si voglia o no – un problema politico; perché è di fatto uno strumento nelle mani di chi detiene il potere nella società: perché le difficoltà psicologiche individuali sono in ultima analisi soprattutto il riflesso di contraddizioni sociali.
Ciò che si propone qui è che i temi e i problemi della psichiatria vengano tolti al monopolio di alcuni intellettuali e professionisti: che possano discuterne, con conoscenza di causa, anche infermieri, pazienti, studenti, quadri politici. Questo libro è una guida per la conoscenza dei temi e problemi in gioco; è una proposta per agire in campo psichiatrico; ed e l’invito a una discussione più allargata.

Giovanni Jervis (Firenze 1933), psichiatra, si occupa di psichiatria sociale e della interpretazione “politica del problema psichiatrico dal 1959. Ha lavorato a Roma a Gorizia, e dal 1969 al 1976 a Reggio Emilia. Collabora alle riviste “Quaderni Piacentini,”Inchiesta”, “Sapere”.
Per le edizioni Feltrinelli ha curato il volume I diritti del malato (1975), ha pubblicato la raccolta di saggi Il buon rieducatole e dirige la sezione “Discipline psicologiche e pratica Sociale” della collana I Nuovi Testi. Vive a Roma.

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