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L’Uomo e la Certezza

L’Uomo e la Certezza

Saggi

Autore/i: Schuon Frithjof

Editore: Borla

prima edizione, traduzione di Giovanni Cantoni.

pp. 280, Torino

È ormai consueto elencare le tappe della mentalità moderna a partire almeno da Cartesio, quando non si risalga addirittura all’illuminismo greco. E di Cartesio non si esalta tanto la positività quanto il dubbio metodico, vera sorgente di ogni possibile negazione.
«L’uomo e la certezza» è la risposta non sistematica, ma da prospettive esistenziali diverse, al dubbio e all’affermazione dell’essere come mera proiezione del pensiero, una risposta che rovescia la proposizione famosa in un «sono, quindi penso», riconducendo alle sue proporzioni naturali la ragione, e riportando in luce l’elemento essenziale dell’intuizione intellettuale.
La posizione di Schuon affonda le sue radici nella millenaria saggezza orientale, oltre che nella metafisica classica. Essa non è il solito travestimento delle dottrine orientali, operato in maggiore o minore buona fede; anzi, Schuon è fra i pochissimi che abbiano, dal punto di vista extraeuropeo, analizzato autorevolmente il mondo occidentale, e sia in grado non soltanto di giudicarlo ma anche di istradare sulla via di ritorno all’autenticità, correggendo deviazioni tanto illuministiche come romantiche.
Proprio per il suo sovrarazionalismo dichiarato, l’autore affronta ogni oggetto della sua varia indagine con una razionalità ben salda ai dati dell’esperienza e agli elementi innati della conoscenza, partendo dalla nozione di Dio, che fonda quella di religione e quindi di vita ordinata a un fine che è il suo Principio. Passa cosi di volta in volta in rassegna psicologismo ed estetismo, ateismo ed esistenzialismo, nazionalismo e scientismo; e, sempre raffrontandoli a termini essenziali come Dio, uomo e mondo, ne indica la eventuale parte di verità e ne denuncia l’errore.

Frithjof Schuon è nato a Basilea da genitori tedeschi nel 1907. Ha vissuto a lungo a Parigi e quindi nell’Africa del Nord, iniziando così una lunga serie di viaggi e di soggiorni in Marocco, in Algeria, in Egitto, in India e fra gli Indiani dell’America del Nord. Ananda Coomaraswamy lo considerò fra i rari occidentali qualificati a interpretare autenticamente le dottrine orientali.
I suoi studi privati e il contatto costante e diretto con ambienti spirituali di tutta quell’area che oggi si suole indicare come «terzo mondo», fanno della sua opera un autentico ponte fra le cosiddette civiltà tradizionali ed il mondo occidentale moderno, cui l’autore si rivolge.
Nei suoi scritti egli riferisce anche il giudizio prezioso e severo, che quelle civiltà hanno dato della nostra.
T.S. Eliot ebbe a scrivere: «Non ho incontrato nessun’opera più imponente nello studio comparato delle religioni orientali e occidentali».
Schuon collabora a «Comparative Religions» e ad altre riviste di studi religiosi.

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1. Discorso sull’ingenuità
2. Alcune difficoltà. dei testi sacri
3. Caduta e decadenza
4. L’argomento della sostanza
5. Sulle prove di Dio
6. Religio perennis
7. Il comandamento supremo
8. L’uomo e la certezza
9. Sguardi sui mondi antichi
10. Verità ed errori sulla bellezza
11. L’impostura dello psicologismo
12. Il liberato e l’immagine divina
13. Usurpazioni del sentimento religioso
14. Universalità e attualità del monachesimo

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