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L’Oscuro Visibile

L’Oscuro Visibile

Titolo originale: Darkness Visible

Autore/i: Golding William

Editore: Longanesi & C.

unica edizione, traduzione Delfina Vezzoli, collana: La Gaja Scienza n° 94, in copertina: Los entering the grave di William Blake.

pp. 296, Milano

Dalle fiamme di Londra bombardata – straziata dal Male che gli uomini sono capaci di compiere – emerge un essere umano che pare prevenire dal nulla. Un bambino. Senza nome, senza storia, indelebilmente ferito nel corpo e nella mente. Di lui si prenderà cura quel freddo simulacro del Bene che gli uomini chiamano istituzionalmente “assistenza”. Chi è, che cosa è, per che cosa è Matthew Septimus Windrove, noto a tutti (ovvero a nessuno) con il nomignolo di Matty? Egli stesso se lo chiede febbrilmente e senza tregua lungo tutto lo scorrere del romanzo, e anche il lettore non può cessare – ben oltre l’ultima pagina – di indagare sul suo simbolo, sul suo significato. Uomo primordiale, figlio del fuoco, creatura del Male, oppure… Vagherà per questo consesso umano in un turbine di speculazioni mistiche e visioni magiche, arriverà a porre se stesso come l’Ente contraddistinto dal numero 666: l’Anticristo. Vedrà ombre e udrà voci che lo destinano a un ’ultimativa opera di Redenzione. L’anima da redimere pare essere quella di Sebastian Pedigree, un uomo che la coscienza comune (l’ipocrisia?) indica come il più Malvagio tra gli uomini, capace di commettere il più imperdonabile dei delitti: amare i fanciulli. Sopra di lui il mondo dei Buoni si avventa come una muta di cani sulla preda. Quello stesso mondo dei Buoni che guarda con deliziata compiacenza al fiorire di due Angeli, le gemelle Sophy e Toni, apparentemente nate per portare tra gli uomini le gioie dell’Amore. Invece… I Buoni non sono mai veramente tali, e nemmeno i Malvagi. Il gioco delle parti può rovesciarsi, rovesciarsi e rovesciarsi ancora, fino a rendere tutti egualmente Colpevoli, se non altro di non aver saputo capire, di non aver avuto pietà.

William Golding, nato in Cornovaglia nel 1911, ha studiato a Oxford, è stato insegnante di letteratura inglese e di greco, ha servito in marina durante la guerra e si è in seguito stabilito vicino a Salisbury. Nel 1954 irruppe prepotentemente nel desolato panorama letterario del dopoguerra con il romanzo Il signore delle mosche, cui sono seguiti Uomini nudi, Caduta libera, La folgore nera, La guglia, La piramide e Riti di passaggio.

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