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Bestie, Uomini, Dei

di
Editore: Edizioni Mediterranee
Informazioni: prefazione di Julius Evola, edizione italiana a cura di Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco. - pp. 352, Roma
Stampato: 1973-01-01
Codice: 500000003432

Un'opera di grande interesse, che unisce agli elementi di carattere storico e autobiografico una quantità di nozioni e scoperte direttamente legate al misterioso mondo dell'Oriente.
Nel tempo in cui l'autore errò fuggiasco per quelle lontane e deserte regioni, poté, per primo tra gli occidentali, venire a conoscenza di segreti iniziatici, storici e religiosi che con tanta maestria narrativa descrive in queste pagine. In un crescendo irresistibile, l'opera si conclude con alcune gravi ed importanti rivelazioni.

Quest'opera, pubblicata per la prima volta in Polonia nel 1922, ebbe una traduzione inglese nel 1923, una francese nel 1924 ed una italiana nel 1925, suscitando molte reazioni, positive e negative, a causa del suo contenuto. L'importanza dell'opera, infatti, è tutta nella grande messe di notizie inedite che essa espone, con un'ottica storicamente oggettiva, in quanto il suo autore, il polacco Ferdinand Antoni Ossendowski (1871-1945) è un chimico-fisico, cioè uno scienziato abituato a guardare alla sostanza degli avvenimenti. Bestie, Uomini, Dèi è un'opera dai molteplici aspetti: è un affascinante libro di viaggi; è una testimonianza agghiacciante della vocazione al genocidio del comunismo sin dalle sue origini e delle ultime lotte anti-bolsceviche condotte nel 1920-1921 agli estremi confini dello sterminato Impero russo, in Mongolia, è la biografia di un personaggio ignorato e inquietante come il barone generale Ungern; è la rivelazione in Occidente, del "mistero dei misteri": il "Re del Mondo". Fu questo libro che ispirò a René Guénon il suo Roi du Monde (nel 1924 come saggio su rivista, nel 1927 ampliato a libro), un contributo decisivo allo studio del "centro iniziatico", denominato "Agartha". Avventura, politica, guerra, misticismo; viaggi attraverso pianure gelate; le battaglie fra mongoli, russi e cinesi; gli intrighi politici di tre diplomazie; la figura allucinata del barone Ungern; il mistero dell'Agartha; la profezia del Re del Mondo; le visioni dei Lama; le leggende e le realtà di un popolo diverso da tutti gli altri; le cavalcate e le meditazioni; le sorti future del mondo e la guerra locale; Ossendowski ha saputo descrivere tutto questo, assieme alla sua vicenda personale, con uno stile avvincente, che rende indimenticabili fatti e personaggi di un passato solo apparentemente lontano da noi.

Ferdinand Antoni Ossendowski (Vitebsk, 1871 - Zólwin, 1945) polacco, chimico-fisico, scrittore e giornalista, si distinse in opere e lavori scientifici, pubblicando una quindicina di libri di interesse generale sia in polacco che in russo. Consulente scientifico del Consiglio Superiore della Marina, fece parte del Ministero delle Finanze e dell'Agricoltura del governo della Siberia. Nel 1905 presiedette il governo rivoluzionario dell'Estremo Oriente che proclamava l'indipendenza della Siberia Orientale dalla Russia. Arrestato dopo il fallimento della rivoluzione, fu condannato a morte ma la pena gli fu commutata in due anni di carcere. Nel 1922 fu consulente tecnico per gli affari dell'Estremo Oriente presso l'Ambasciata di Polonia e, in seguito, professore alla scuola di Guerra di Varsavia.

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