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L’Età d’Oro di Giustiniano

L’Età d’Oro di Giustiniano

Dalla morte di Teodosio all’Islam

Autore/i: Grabar André

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

prima edizione italiana, introduzione dell’autore, traduzione dal francese di Giulia veronesi, piante e carte eseguite da Jacques Rochette.

pp. 416, interamente e riccamente ill. a colori e b/n, nn. tavv. a colori e b/n ripiegate, Milano

«Fiorisce nel V e nel VI secolo la grande arte cristiana antica. Importantissime erano state le iniziative costantiniane, eppure è occorso più di mezzo secolo per sostituire ai tentativi e alle soluzioni provvisorie dei pionieri un’attività artistica cristiana di grande portata, capace di corrispondere a tutte le richieste, in tutto l’Impero.
Un’arte cristiana “completa” si costituì grazie all’avvento di Teodosio I, che spese la propria sovrana autorità a consolidare la Chiesa e la sua unità, eliminando definitivamente il paganesimo e l’eresia ariana, per cui il cristianesimo divenne la sola religione dell’Impero. D’altra parte, proprio al tempo suo e dei suoi successori immediati, coloro che furono poi detti i Padri della Chiesa contribuirono in sommo grado a rafforzare l’autorità della Chiesa e il prestigio del cristianesimo. Essi gettarono le basi di un “umanesimo cristiano,” cioè di una cultura cristiana che, invece di respingere l’eredità dell’antichità classica, l’accettava dovunque ciò apparisse possibile. Al livello inferiore delle pratiche religiose, la medesima assimilazione si compiva tacitamente e si generalizzava, con l’affluire in massa dei pagani nella Chiesa.
Nel campo artistico avvenne la stessa cosa. I grandi dottori della Chiesa favorirono il contributo dell’arte al culto della croce e dei martiri. A Roma, il Papa Leone dà grande impulso a una nuova iconografia, di tipo “colto,” applicata alla decorazione dell’abside nelle grandi basiliche; contemporaneamente, i riti e le pie usanze correnti contribuivano al moltiplicarsi delle immagini sacre, mentre ne influenzavano il contenuto e la forma.
L’arte cristiana del V e del VI secolo ha avuto un campo d’azione Vasto quant’era vasto l’Impero di quel tempo, prima della divisione dello Stato romano in Impero d’Occidente e Impero d’Oriente. È vero che tale divisione ebbe luogo appunto a quell’epoca, dopo la morte di Teodosio (395). Ma, virtualmente, l’unità romana non era stata soppressa, e fu persino temporaneamente restaurata sotto Giustiniano. Parallela, e ad essa comparabile, era la situazione nel campo artistico: da una parte, la medesima arte diffusa in tutto quanto il mondo cristiano, dalla Mesopotamia fino alla Gran Bretagna e al Marocco;[…]»

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