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L’Essere e l’Evento

L’Essere e l’Evento

Autore/i: Badiou Alain

Editore: Il Melangolo

introduzione dell’autore, traduzione e cura di Giovanni Scibilia.

pp. 520, Genova

«La tesi iniziale della mia impresa, quella a partire da cui si dispone il groviglio delle periodizzazioni prelevando il senso di ciascuna, è la seguente: la scienza dell’essere-in-quanto-essere esiste a partire dai Greci, perché questo è lo statuto e il senso delle matematiche. Ma solo oggi abbiamo i mezzi per saperlo. Da questa tesi ne consegue che la filosofia non ha per centro l’ontologia – che esiste come scienza esatta e separata -, ma che circola tra questa ontologia, le teorie moderne del soggetto e la sua stessa storia. Il complesso contemporaneo delle condizioni della filosofia abbraccia proprio tutto ciò a cui si riferiscono i miei primi tre enunciati: la storia del pensiero “occidentale”, le matematiche postcantoriane, la psicoanalisi, l’arte contemporanea e la politica. La filosofia non coincide con nessuna di queste condizioni, ne’ ne elabora il tutto. Deve solo proporre un quadro concettuale dove possa riflettersi la compossibilità contemporanea di questi elementi. Può farlo – perchè è ciò che la priva di ogni ambizione fondatrice, dove si perderebbe – solo designando tra le sue stesse condizioni, e come situazione discorsiva singolare, l’ontologia stessa, nella forma delle matematiche pure. È qui, propriamente, ciò che la libera, e la consacra infine alla cura delle verità.
Questo libro è costituito da trentasette meditazioni, e questa parola rinvia a delle caratteristiche del testo di Cartesio: l’ordine delle ragioni (la concatenazione concettuale è irreversibile), l’autonomia tematica di ogni sviluppo, e un metodo di esposizione che eviti di passare attraverso la confutazione delle dottrine stabilite o avverse, per dispiegarsi a partire da sé. Tuttavia il lettore noterà velocemente che ci sono tre specie molto diverse di meditazioni. Certe espongono, legano e dispiegano i concetti organici del tragitto di pensiero proposto. Chiamiamole meditazioni puramente concettuali. Altre interpretano, su un singolo punto, dei testi della grande storia della filosofia (nell’ordine undici nomi: Platone, Aristotele, Spinoza, Hegel, Mallarmé, Pascal, Hölderlin, Leibniz, Rousseau, Cartesio, Lacan). Chiamiamole meditazioni testuali.
Altre infine fanno leva su dei frammenti del discorso matematico, dunque del discorso ontologico. Chiamiamole meditazioni metaontologiche.»

Alain Badiou (nato nel 1937) è professore di filosofia all’Università di Vincennes-Saint-Denis e al Collège International de Philosophie. È stato tra i fondatori, nel 1967, del “Cercle d’épistemologie” dell’École Normale, che diede vita a una rivista fondamentale per il dibattito culturale in Francia, i “Cahier pour l’analyse”. Tra le sue opere ricordiamo: Théorie du sujet (Paris) 1982, La politica è pensabile? (Milano 1987), Manifesto per la filosofia (Milano 1991), Conditions (Paris 1992), L’etica. Saggio sulla coscienza del male (Parma 1994).

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