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L’Eretica

L’Eretica

Storia della crociata contro gli albigesi

Autore/i: Meschini Marco

Editore: Editori Laterza

pp. 376, Bari

«Allora li fece estrarre dal castello. Erano più di centoquaranta: camminavano verso il fuoco copioso, vi venivano gettati dentro. Anzi vi si precipitavano spontaneamente».
Linguadoca, regno di Francia, inizio XIII secolo: eretici e santi, nobili e mercenari, un popolo senza nome, un giovane papa e un cavaliere ammantato di ferro.

«Dobbiamo non solo amare Dio, ma anzi ardere e bruciare per il suo amore». Erano le parole di sempre della crociata, nata per liberare Gerusalemme; ma come spiegare che tutto ciò era vero anche per questa nuova e strana crociata? Non erano cristiani, gli abitanti delle “terre albigesi”? No, erano eretici. Linguadoca, a cavallo tra XII e XIII secolo: catari e valdesi conquistano un numero crescente di fedeli e scuotono la Chiesa di Roma. Un papa trentottenne si erge a difesa del proprio ruolo di custode e pastore e mette mano alla dolcezza della predicazione e alla forza del diritto. Inutilmente parlerà e ammonirà, spiegherà e discuterà. Alla fine, malgrado tutto, scaglierà i suoi strali. Marco Meschini conduce il lettore tra le onde del conflitto: dal sorgere delle eresie nell’Europa del XII secolo all’avvento di Innocenzo III (1198-1216), che lancia la prima crociata albigese; dall’omicidio del legato pontificio Pietro di Castelnau (1208) ai roghi collettivi degli eretici; dalla strage di Béziers (1209) al leader militare dei crociati, Simone di Montfort, modello di cavaliere cristiano per gli uni e incubo demoniaco per gli altri. Un libro mai tentato prima, un ritmo serrato tra narrazione e analisi, lungo la traccia dolorosa della verità.

Tra il 1209 e il 1229 la Linguadoca o “terra albigese” – cioè buona parte dell’attuale Mezzogiorno francese – viene sconvolta da una serie di crociate antiereticali. È un evento centrale della storia medievale ed europea: per la prima volta una crociata è rivolta contro cristiani, sia pure condannati come eretici dal papato romano. I catari, o albigesi, credevano nella conoscenza diretta del divino, senza la mediazione dei prelati, considerati indegni a causa del potere temporale che rappresentavano, credevano nella reincarnazione e professavano la credenza che il re d’amore (Dio) e il re del male (Rex mundi) rivaleggiassero a pari dignità per il dominio delle anime umane. Il loro movimento si diffuse tra il XII e il XIV secolo. Le violenze e lo scontro fra la Chiesa di Roma e i seguaci del catarismo lasceranno un solco profondo nella storia d’Europa.

Marco Meschini, storico medievista, è membro della Society for the Study of the Crusades and the Latin East (SSCLE) e ha all’attivo numerose collaborazioni con istituti di ricerca italiani e stranieri, tra i quali il CNR e i Monumenta Germaniae Historica. È autore di diverse opere, tra cui L’incompiuta. La quarta crociata e le conquiste di Costantinopoli (Ancora 2004; tre edizioni in Italia, due all’estero) e Le crociate di Terrasanta (Sellerio 2007). È noto al grande pubblico come medievista del quotidiano “Il Giornale”, per il quale ha curato una fortunata collana di libri dedicata al Medioevo. È consulente storico per produzioni televisive e autore radiofonico per la trasmissione “Alle otto della sera” di Rai Radio2.

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Prologo

I. Sommo pontefice

II. «Vindicta»

III. Anime e corpi

IV. «Terribilis»

V. La radice d’amarezza

VI. Il Monte Forte

VII. «Dolosa»

VIII. Il Raggio puro

IX. Il giudizio di Dio

Epilogo I fantasmi e la speranza
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Note
Bibliografia
Glossario
Cartine
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