Libreria Editrice OssidianeLibreria Editrice Ossidiane

Le Vite di Dodici Cesari

Le Vite di Dodici Cesari

Autore/i: Svetonio

Editore: Rusconi

prima edizione, introduzione e traduzione di Alessandro Cutolo, introduzioni storiche di Federico Roncoroni, fotografie di Mario Monge, in copertina: Augusto come Pontefice Massimo (Roma, Museo Nazionale Romano).

pp. 556, nn. tavole in a colori e b/n f.t., Milano

Quasi tutto quel che si conosce su Cesare e sui primi undici imperatori romani deriva dalle Vite di dodici Cesari di Svetonio. Quest’opera ha sempre goduto il favore dei lettori: entrare nell’intimità della vita di personaggi che, grazie a Svetonio, scendevano dal piedistallo sul quale la Storia li aveva collocati, conoscere le loro virtù e i loro vizi, le manie, i passatempi, gli amori e i capricci era tentazione troppo forte. Poco o nulla si sa di Caio Svetonio Tranquillo, chiamato dai medioevali col «cognomen», Tranquillo, e dal Rinascimento in poi col semplice «nomen», Svetonio. Probabilmente era romano di nascita e di famiglia equestre, anche se Plinio il Giovane, che gli fu amico, propende a credere che fosse come lui un Gallo cisalpino. Anche la data di nascita è incerta, intorno al 69 d.C. Esercitò l’avvocatura per un certo tempo, ma non con molta passione, mentre coltivava con passione le lettere. L’imperatore Traiano, grazie a un intervento di Plinio il Giovane, gli concesse l’esenzione fiscale riservata ai padri di tre figli per meriti particolari. Verso il 113 d.C., sotto Adriano, Svetonio ottenne l’incarico di segretario delle epistole latine alla corte imperiale, per cui doveva provvedere alla corrispondenza di tutto l’impero. Proprio in quel periodo egli scriveva Le vite di dodici Cesari che terminò intorno al 115 d.C. La fortuna a corte di Svetonio terminò bruscamente verso il 122 quando il suo protettore Setticio Claro cadde in disgrazia a causa di un intrigo politico. Da quel momento, di Svetonio non si sa più nulla ed è alquanto incerta anche la data della morte.

Un estratto:
“Geloso di Britannico che aveva una voce più amabile della sua e temendo d’altra parte che lo soppiantasse un giorno nel favore del popolo, grazie al ricordo del padre di lui, lo fece avvelenare. Il veleno gli fu dato da una certa Locusta che ne aveva scoperti di ogni specie, ma, dato che quel tossico agiva più lentamente di quanto egli avesse sperato, provocando in Britannico una semplice diarrea, fece venire quella donna e la picchiò con le sue proprie mani, rimproverandola di avergli dato una medicina in luogo di un veleno. Locusta replicò che gli aveva fornito una dose più debole per dissimulare un delitto così odioso, ed egli le disse: «Certamente, io ho paura della legge Giulia», e la costrinse a far cuocere sotto i suoi occhi nella sua camera un veleno che fosse il più possibile adatto; meglio ancora, fulminante.
In seguito lo provò su un capriolo, ma dato che quest’animale visse ancora cinque ore, fece ricuocere la mistura varie volte e la somministrò a un giovane porco; quando vide che quest’ultimo moriva immediatamente, ordinò di portare il veleno nel triclinio e di farlo bere a Britannico che mangiava con lui.
Britannico morì al primo sorso, e Nerone disse ai convitati che si trattava di una delle abituali crisi di epilessia di lui; poi l’indomani lo fece seppellire alla svelta, senza pompa e sotto una pioggia torrenziale. Quanto a Locusta, per premiarne i servigi le offrì l’immunità, vasti possedimenti e persino discepoli da ammaestrare in quell’arte.(Nerone, XXXIII)”

In quest’opera Svetonio narra la vita di dodici Cesari, da Giulio Cesare a Domiziano, ponendo in primo piano gli uomini più che gli avvenimenti senza curarsi di affrontare e approfondire problemi storici di vasta entità. Va in cerca di notizie, di colore, preoccupato di cavar fuori il ritratto a tutto tondo del personaggio che descrive. Non sempre è attendibile, talvolta certi suoi giudizi negativi nascono da pregiudizi politici. Per questo motivo, a ogni Vita si è premessa una breve introduzione di Federico Roncoroni che restaura la verità storica là dove Svetonio non è stato oggettivo. Il volume è illustrato da Mario Monge con fotografie a colori e in bianco e nero.

Vai alla scheda libro e aggiungi al carrello Modalità di acquisto

Commenti

Comments are closed.