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La Teoria Comunista del Diritto

La Teoria Comunista del Diritto

Autore/i: Kelsen Hans

Editore: SugarCo Edizioni

prefazione dell’autore, traduzione dall’inglese a cura di Giuseppino Treves.

pp. IX-318, Milano

Hans Kelsen, sebbene meno di dieci anni ci separino dalla sua morte, è ormai un autore classico. La sua Dottrina pura del diritto segna un momento fondamentale di svolta per il pensiero giuridico e un punto di riferimento non eludibile anche per coloro che si pongono criticamente rispetto alla sua teoria. Ma classiche sono anche le sue ricerche meno specialistiche e i suoi numerosi apporti alla filosofia etico-politica. In questo quadro un rilievo particolare assume il confronto con il marxismo e il comunismo, che nel lavoro di Kelsen diviene, a partire dalla metà degli anni Venti, una costante e di cui questa Teoria comunista del diritto rappresenta in qualche modo il culmine. Da molti (troppi) anni esaurito e non ripubblicato, questo testo (come del resto gli altri dedicati da Kelsen all’argomento) ha goduto di notevole ostracismo in seno alla sinistra che vi ha voluto, secondo i canoni del dogmatismo leniniano, vedere niente altro che una espressione, per quanto elevata, di critica «borghese» della «rivoluzione proletaria». Pure, negli ultimi anni, proprio il marxismo italiano in crisi è stato costretto a fare i conti con Kelsen così come ha sentito la necessità di farli con un altro classico: Max Weber. Sono così stati pubblicati, e largamente dibattuti, Socialismo e Stato (con un’ampia prefazione di R. Racinaro) e La teoria generale del diritto e il materialismo dialettico. La ristampa dell’opera maggiore e conclusiva di Kelsen in fatto di marxismo e comunismo cade dunque in una temperie culturale assai più favorevole e si presenta come strumento insostituibile di un dibattito che tutta la sinistra (comunisti compresi) sente ormai di stringente attualità.

Hans Kelsen, giurista, nacque a Praga nel 1881, fu poi professore nell’università di Vienna (1919-29), poi a Colonia (1929-33), Ginevra (1933-36), Praga (1936-40), quindi in America, alla Harvard (1940-42) e a Berkeley (dal 1942). Ha insegnato diritto pubblico, diritto internazionale e filosofia del diritto, Collaborò alla costituzione federale della repubblica austriaca. È fondatore e capo della scuola di diritto puro (o giurisprudenza normativa). Tra le opere principali ricordiamo: Hauptprobleme der Staatsrechtslehre entwickelt aus der Lehre vom Rechtssatz (1911); Ueber Grenzen zwischen juristischer and soziologischer Methode (1911); Das Problem der Souveranität und die Theorie des Völkerrechts (1920); Sozialismus und Staat (1923); Der soziologische und der juristische Staatsbegriff (2a ed. 1928); Rechtswissenschaft und Recht (1922); Allgemeine Staatslehre (1925); Die philosophischen Grundlagen der Naturrechtslehre und des Rechtspositivismus (1928); Vom Wesen and Wert der Demokratie (1929); Staatsform and Weltanschauung (1933); Reine Rechtslehre (1934; trad. it. 1952); Society and nature (1946; trad. it. 1953); General theory of law and state (1946; trad. it. 1954); The law of the United Nations (1950); Principles of international law (1952).

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