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La Sinfonia Divina

La Sinfonia Divina

Un messaggio Sufi sull’armonia del Pensiero Divino

Autore/i: Hazrat Inayat Khan

Editore: Edizioni Mediterranee

introduzione dell’autore, traduzione di Enrichetta Pedrazzoli Cavazzoni.

pp. 208, Roma

Per Hazrat Inayat Khan l’arte è un mezzo per esprimere la concezione spirituale Sufi. Egli divenne così il musicista dell’anima.
Ecco quanto dice riguardo alla sua rinuncia alla musica: “Ho rinunciato alla musica perché da essa avevo ricevuto tutto ciò che dovevo ricevere… Ora non sono più gli strumenti che voglio accordare ma le anime. Se vi è qualcosa nei miei pensieri filosofici è la legge dell’armonia; come ci si deve mettere in armonia con se stessi e con gli altri. Ho trovato che in ogni parola vi è un valore musicale, che vi è melodia in ogni pensiero, un’armonia in ogni sentimento. Suonai la Vina fino a quando il mio cuore si trasformò in questo strumento; ho offerto allora questo strumento al Musico Divino: l’Unico Musico che esiste. Da allora sono diventato il Suo flauto e quando Egli lo desidera io suono la sua musica. Le persone che mi ascoltano mi attribuiscono il merito di questa melodia; in realtà; non è dovuta a me, ma al Musico che suona”.
Questo libro è composto da due opere: “Gayan” e “Vadan”; “Gayan” significa “Canto”, ed il carattere ritmico dell’opera esprime l’Armonia del Pensiero Divino di cui questi insegnamenti sono le note che si rivelano all’anima. “Vadan” ha il senso di “Sinfonia Divina”, la cui esecuzione è lo scopo della Creazione e  ogni anima fa parte di questa sinfonia; tutta la natura lo manifesta, e quando il cuore si espande, quando l’anima si risveglia, la Divina Sinfonia diventa udibile.

Hazrat Inayat Khan nato nel 1882 a Baroda (India) da una famiglia di musicisti, fu egli stesso musicista di grande valore. Tuttavia, preferì rinunciare ad una brillante carriera in campo musicale per dedicarsi completamente alla diffusione del Messaggio Sufi in Occidente. Fu M suo maestro spirituale a dargli il compito di diffondere la saggezza del messaggio Sufi, poiché questo era il compito al quale Dio l’aveva destinato. Egli si recò quindi negli Stati Uniti nel 1910 e successivamente passò in Europa. Il Divino Messaggio fu da lui chiamato il Messaggio dell’Amore, dell’Armonia e della Bellezza. Tornato in India nel 1926, Hazrat Inayat Kahn vi morì, nel 1927, a New Delhi.

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