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La Sindone

La Sindone

Ultimo reporter

Autore/i: Carreño Etxeandía José-Luis

Editore: Edizioni Paoline

edizione italiana a cura di Eugenio Fornasari, versione di Luigi Rolfo, foto di G. B. Judica Cordiglia, documentazione grafica fornita dall’autore e dal Centro Internazionale di Sindologia di Torino.

pp. 232, 36 tavv. b/n f.t., ill. b/n, Roma

La Sindone – ossia il lenzuolo funebre in cui Giuseppe d’Arimatea avvolse il corpo di Gesù prima di consegnarlo al silenzio del sepolcro – è una reliquia prodigiosa. Ma è veramente autentica? La questione, sempre aperta in passato, ebbe un exploit formidabile in quel famoso giorno del 1898 in cui il fotografo dilettante Secondo Pia, sviluppando nella camera oscura una fotografia della Sindone, scattata in fortunose circostanze, notò con immensa stupefazione che il negativo riproduceva in modo perfetto il volto e il corpo di un Uomo ch’era stato torturato e crocifisso. L’Uomo della Sindone è il Cristo? È quello che si vanno chiedendo scienziati, storici, critici e apologeti, con entusiasmo sempre crescente, a stento frenato dalla cautela con cui le autorità religiose hanno sempre affrontato il delicato problema. L’interesse è più vivo che mai oggi, alla vigilia del più importante Convegno internazionale di Sindonologia che si terrà a Torino il 7 – 8 ottobre 1978 – ricorrendo il IV centenario della traslazione della Sindone da Chambéry (Savoia) a Torino (1578), ove è custodita nella stupenda cappella eretta da G. B. Guarini – con la partecipazione di studiosi di fama mondiale, quali lo svizzero Max Frei, esperto di palinologta, cioè di scienza del polline, il quale ha potuto riscontrare nel tessuto del Lenzuolo tracce infinitesimali, ma inequivocabili, della sua origine medio-orientale e della sua fortunosa odissea fino all’approdo torinese, e il gruppo di esperti della Nasa che hanno già sottoposto la Sindone al famoso VP-8 Image Analizer del Laboratorio spaziale di Pasadena (USA) con cui s’è potuto ricostruire un’immagine tridimensionale, che è una formidabile lancia spezzata a favore dell’autenticità della reliquia.
La Sindone, ultimo reporter è scritto da un salesiano, p. J. L. Carreño Etxeandía, che da mezzo secolo si interessa della Sindone ed è scritto con il fervore dell’uomo di fede e con l’impeto del polemista. È un’appassionata difesa dell’autenticità della Sindone. La passione, tuttavia, non esclude la lucidità né sottintende la documentazione storica.
Il tema conduttore (e di qui il titolo) è che la Sindone non è solo una reliquia, ma è l’ultimo, il più veridico, qualificato e sconvolgente testimone-reporter del dramma della passione dell’Uomo-Dio e della sua risurrezione. Chi provvidenzialmente dispone la storia e guida i tempi ha permesso che questa testimonianza restasse sigillata, o perlomeno poco leggibile fino ai nostri giorni. Oggi la Sindone parla un trasparente linguaggio. Grida alto la sua autenticità. È il vero ritratto di Cristo. A chi sa farne una lettura grammaticale, puntuale essa racconta non solo il martirio e la morte del Signore, ma anche la sua risurrezione. Quasi un quinto Vangelo.

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