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La Relazione di Aiuto

La Relazione di Aiuto

Secondo l’indirizzo di Carl R. Rogers.

Autore/i: Giordani Bruno

Editore: La Scuola Editrice

presentazione di Roberto Zavalloni.

pp. 360, Brescia

Il volume si propone di presentare una modalità di impostazione della relazione di aiuto: quella che fu inaugurata da C. Rogers e che si ispira alla psicologia umanistico-esistenziale.
Usando il termine ampio di «relazione di aiuto» l’A. vuole estendere il discorso agli incontri tra due persone, caratterizzati da diverse finalità: terapeutica, educativa o rieducativa, scolastica, pastorale.
La eccessiva proliferazione delle più disparate modalità di approccio sorte in questi ultimi anni (già nel 1963 Rogers registrava un centinaio di metodi terapeutici!) finisce col disorientare chi si affaccia su questo settore della psicologia e screditare in blocco l’attività anche di chi si impegna seriamente in un’opera squisitamente umanitaria. D’altra parte la diversità metodologica non è che il riflesso del pluralismo esistente a livello teoretico nelle varie Scuole psicologiche nei confronti dei concetti di persona umana, di libertà, di valori, di immanenza, di trascendenza, ecc.
Per questo l’A. ha ritenuto necessario concedere ampio spazio alla presentazione della concezione umanistico-esistenziale della persona, quale viene propugnata da una Scuola sorta in questi ultimi decenni in America. Il nuovo orientamento e stato definito «Terza Forza», termine che vuol rilevare la netta distinzione con le due grandi correnti psicologiche dominanti: la psicoanalisi e il behaviorismo.
L’A. è convinto che il nuovo orientamento preso dalla psicologia è atto a correggere e a superare la concezione riduttiva, pessimistica e deterministica delle due Scuole tradizionali. L’ampia esposizione che egli fa dell’aspetto strutturale e dinamico della persona umana seguendo le linee della psicologia umanistica, introduce il lettore in una concezione nettamente positiva e ottimistica della natura umana. Tenendo presenti le più recenti intuizioni dovute ad alcuni esponenti di questa Scuola – tra cui V. Frankl – egli amplia l’orizzonte dei valori e dei fini ultimi dell’esistenza, superando la concezione immanentistica di Rogers per sfociare in una visione in cui l’autotrascendenza e presentata come «inerente all’esistenza umana». All’esposizione concettuale (Parte I), l’A. fa seguire la presentazione della relazione di aiuto descrivendone le dimensioni e i dinamismi (Parte II), soffermandosi ad analizzare le disposizioni di fondo da cui il terapeuta o il consulente deve essere animato, suggerendo indicazioni metodologiche per rendere operative ed efficaci tali disposizioni (Parte III).
Il lavoro serve anzitutto agli psicologi e ai terapeuti che seguono l’indirizzo qui esposto.
Per gli operatori in campo educativo o pastorale, non sufficientemente formati in psicologia, l’opera può rappresentare una guida per introdurli gradatamente in una visione positiva dell’uomo e per prepararli ad una metodologia efficace e rispettosa della persona.

L’Autore è laureato in Filosofia-Pedagogia alla Pontificia Univ. Salesiana. In seguito ha conseguito il Diploma di «Qualificazione in Psicologia clinica» presso il Ministero P.I., e quello di «Psychotherapy» rilasciato dall’International Circle of Personation and Psychotherapy».
Egli è docente di psicologia applicata nella Pont. Univ. Lateranense e nell’Ateneo Antonianum di Roma. Ha fatto degli «stages» in varie cliniche psichiatriche e in centri universitari (in particolare quello di Hamburg, diretto da R. Tausch) nei quali viene praticato il metodo di C. Rogers. Da alcuni anni applica tale metodo negli incontri individuali e di gruppo. E’ autore di vari lavori di natura psicologica.

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