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La Nudità nella Leggenda e nella Poesia

La Nudità nella Leggenda e nella Poesia

Titolo originale: Die Nacktheit in Sage und Dichtung

Autore/i: Rank Otto

Editore: SugarCo Edizioni

prefazione, traduzione e cura di Francesco Marchioro.

pp. 128, Milano

I sogni di nudità riconducono alla prima infanzia, a quel periodo in cui si dispiegò esaltante il piacere divenire spogliati e l’essere nudi non produceva vergogna. Solo il bambino “possiede, per un tempo breve, uno sguardo dischiuso, un sorriso senza calcolo, un volto senza maschera. Poi, all’agitarsi di vergogna e angoscia, il primitivo mondo incantato si tinge di rossore e di tremore.
La nudità, il desiderio di essere spogliati, di essere visti nudi, e il fantasma colpevole che accompagnerà l’adulto per tutta la vita trasformato in esibizionismo e in voyeurismo. Ciò che all’inizio era un semplice e puro desiderio sessuale è divenuto un sintomo di nevrosi e di angoscia che può fissarsi persino a livello psicosomatico.
«I poeti e i filosofi hanno scoperto l’inconscio prima di me: quello che io ho scoperto è il metodo scientifico che consente di studiare l’inconscio» (Sigmund Freud).

Otto Rank, 1884-1939, nacque a Vienna ed entrò a far parte giovanissimo degli intimi di Freud.
Segretario, fin dall’inizio, della società psicoanalitica viennese, fu redattore, insieme ad Hanns Sachs, della rivista «Imago» e direttore dell’«Internationale Zeitschrift für Psychoanalyse».
In questa collana sono già apparsi: Il doppio, L’artista, Il mito della nascita dell’eroe, La figura del Don Giovanni, Il tema dell’incesto, Il trauma della nascita e, in collaborazione con Hanns Sachs, Psicanalisi e sue applicazioni.

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Argomenti: Libri vari,

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