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La Musica e l’Ineffabile

La Musica e l’Ineffabile

Autore/i: Jankélévitch Vladimir

Editore: Tempi Moderni Edizioni

presentazione di Carlo Sini e Vincenzo Vitiello, introduzione cura e traduzione di Enrica Lisciani-Petrini.

pp. LXVI-220, nn. spartiti musicali, Napoli

Nell’attuale dibattito filosofico sui limiti e le possibilità dell’ermeneutica la parola di Vladimir Jankélévitch esige un ascolto attento e partecipe – da quanti sono realmente interessati al dialogo della filosofia con l’arte. Il filosofo e musicologo francese può insegnarci ancor molto e sulla via e sulla mèta del nostro interrogare l’arte ed interrogarci sull’arte da filosofi.
La musica e l’ineffabile, la prima opera di Jankélévitch tradotta in italiano, ha il raro pregio di cogliere, parlando della musica e in particolare di quella contemporanea, il destino del nostro tempo e così di rivelare il senso profondo della nostra viva esperienza delle cose: lo Charme.

Vladimir Jankélévitch (1903 – 1985) ha insegnato all’Istituto francese di Praga, quindi nelle Università di Toulouse e Lille. Dal 1951 è stato Professore di Filosofia Morale alla Sorbona.
Esperto di musica e pianista raffinato, nel ’44 ha diretto le trasmissioni musicali di radio Toulouse-Pyrénées.
Durante la guerra ha partecipato attivamente alla Resistenza; in seguito si è dedicato con passione alla causa di Israele e alla difesa delle minoranze.

Opere principali: H. Bergson (1931), l’Odyssée de la conscience dans la dernière philosophie de Schelling (1933), Traité des vertus (1949), Philosophie première (1954), Le Je-ne-sais-quoi et le Presquerien (1957), La mort (1966); G. Fauré, ses mélodies, son esthétique (1938), Debussy et le mystère (1949), De la musique au silence (1974-79).

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Argomenti: Arte, Ermeneutica, Filosofia, Musica,

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