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La Mia Voce ti Accompagnerà – I Racconti Didattici di Milton H. Erickson

La Mia Voce ti Accompagnerà – I Racconti Didattici di Milton H. Erickson

Titolo originale: My Voice will Go With You – The Teaching Tales of Milton H. Erickson

Autore/i: Erickson Milton H.

Editore: Casa Editrice Astrolabio

a cura di Sidney Rosen, prefazione Lynn Hoffman, traduzione di Salvatore Maddaloni.

pp. 208, Roma

Metafore, apologhi, aneddoti gustosi, divagazioni umoristiche o senza senso apparente, enigmi a chiave, quale che fosse la loro forma esteriore, i racconti didattici di Milton H. Erickson erano in realtà strumenti terapeutici raffinatissimi, intesi a instillare nel paziente, nell’interlocutore, i semi di una nuova visione di sé e del mondo, in sostanza a determinare un vero e proprio cambiamento terapeutico.
[…] Di questo volume, che presenta un’affascinante scelta dei suoi racconti didattici, Erickson aveva in origine accettato di essere il co-autore, ma non è vissuto abbastanza per seguirlo oltre la fase di progetto. È toccato per tanto a Sidney Rosen il compito di scegliere e raccogliere oltre un centinaio dei racconti didattici di Erickson, molti dei quali mai prima trascritti. […]

Milton Erickson nacque nel 1901 e crebbe in una fattoria del Middle West. L’infanzia fu segnata da molteplici handicap. Fin dalla nascita era affetto da cecità cromatica (daltonismo), dislessia e mancanza del ritmo, fu colpito due volte da poliomielite. Milton scoprì da solo il fenomeno della focalizzazione ideodinamica indiretta: era seduto su una sedia a dondolo e sentiva un forte desiderio di guardare dalla finestra. La sedia si mise a dondolare nonostante egli fosse completamente paralizzato! Prese a utilizzare il suo metodo muscolo per muscolo, articolazione per articolazione. L’osservazione della sorellina che imparava a camminare gli servì da stimolo e da guida nella sua rieducazione. Imparò a camminare con le stampelle e a tenersi in equilibrio sulla bicicletta; ottenuta una canoa, alcune provviste indispensabili per un equipaggiamento da campeggio e una manciata di dollari, progettò un viaggio per un’intera estate… In seguito studiò medicina specializzandosi in psichiatria (ma fu fondamentalmente autodidatta nell’ipnosi) e insegnò nel Michigan.
Si dedicò alla professione privata: lontano dai conformismi universitari, ma con il solido sostegno del suo background scientifico, poté finalmente fare quello che voleva, dando libero sfogo alla sua creatività. Nel paese si incominciò a parlare di un modesto psichiatra di Phoenix che riceveva pazienti a casa propria, li faceva attendere in salotto in mezzo ai suoi otto figli, e otteneva risultati incredibili… La voce arrivò fino a Palo Alto dove l’antropologo Gregory Bateson stava conducendo delle ricerche sui “paradossi dell’astrazione nella comunicazione” (vedi doppio legame). Beteson mandò due suoi collaboratori, Jay Haley e Richard Weakland, da Erickson. Jay Haley rimase affascinato da questo ipnoterapista e scrisse “Terapie non comuni” che consacrò Erickson come un maestro di terapia strategica. Lo scopo dell’ipnosi di Milton Erickson era quello di accedere al potenziale inconscio e alla capacità naturale di apprendere del cliente, depotenziando al contempo i suoi schemi limitanti.

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Prefazione
Introduzione

  • Come provocare dei mutamenti nell’inconscio
  • Racconti stimolanti
  • Abbiate fiducia nell’inconscio
  • Suggestioni indirette
  • Come superare i limiti abituali
  • Ristrutturazione
  • Imparere per propria esperienza
  • Assumere la direzione della propria vita
  • L’occhio innocente
  • Osservare: notare le differenze
  • Con i pazienti psicotici
  • Manipolazione e orientamento verso il futuro
  • Insegnamento dei valore e dell’autodisciplina

Bibliografia

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