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La Madre – Vita della Rivoluzionaria Pelagia Vlassova di Tver • (Dal Romanzo di Maksim Gor’kij)

La Madre – Vita della Rivoluzionaria Pelagia Vlassova di Tver • (Dal Romanzo di Maksim Gor’kij)

Titolo originale: Die Mutter

Autore/i: Brecht Bertolt

Editore: Giulio Einaudi Editore

terza edizione, introduzione di Paolo Chiarini, traduzione di Emilio Castellani, in copertina il manifesto del Berliner Ensemble per Die Mutter.

pp. 140, Torino

Scritta fra il 1930 e il 1931, questa pièce fu rappresentata per la prima volta il 14 gennaio 1932 – anniversario dell’assassinio di Rosa Luxemburg – al berlinese «Theater am Schiffbauerdamm» ed è una rielaborazione dell’omonimo romanzo di Maksim Gor’kij, incentrato sulla rivoluzione russa del 1905. Pelagia Vlassova, la protagonista, da principio ostile alle idee rivoluzionarie del figlio, che considera pericolose e contrastanti con il suo sentimento religioso, gradualmente si convince che quella scelta politica è invece giusta, e dalla persuasione passa all’azione «trasformandosi in un’agitatrice stupenda – come ha notato Italo Alighiero Chiusano -, piena di umorismo e di risorse, che supera eroicamente ogni tragedia personale (il figlio Pavel finisce fucilato dal governo zarista) e collettiva (la fame, le persecuzioni, la guerra), contribuendo a quel trionfo dell’idea bolscevica cui farà in tempo ad assistere, portando la bandiera rossa nel quadro finale. (…) Nella sua limpida coerenza anche estetica, nella vitalità della protagonista, nel sereno distacco della rappresentazione, La Madre resta un’opera d’arte, anche se non delle precipue di Brecht».

Bertolt Brecht, 10 febbraio 1898, Augusta, Germania – 14 agosto 1956, Berlino Est. Scrittore e uomo di teatro tedesco, nato in un’agiata famiglia borghese, entra giovane in contatto con gli ambienti dell’avanguardia artistica di Monaco e Berlino. Contestualmente abbandona gli studi di medicina e si dedica a tempo pieno all’attività letteraria. È negli anni Venti che incontra e abbraccia la teoria marxista. L’esilio dalla Germania nazionalsocialista lo porta in Svizzera, Danimarca, Svezia, Finlandia e Stati Uniti.
Nel 1948 rientra in Europa, e si stabilisce a Berlino Est dove, assieme alla moglie Helene Weigel, fonda (1949) il Berliner Ensemble, cui dedicherà la gran parte del suo tempo negli ultimi anni di vita.
Formatosi nel clima dell’espressionismo e del dadaismo, Brecht si ritaglia comunque uno spazio poetico di grande originalità sin dai primi lavori; poesie e prose dalle quali emerge una visione del mondo disincantata e al tempo stesso partecipe, piena di umanissima pietas non disgiunta però da un’ironia corrosiva.
Questo lo porta a sviluppare una personale prospettiva sociologica, nella quale convergono la denuncia della massificazione alienante nella società moderna e la tesi della proprietà provata come furto, nella luce livida emanata dal processo capitalistico di feticizzazione del denaro.
Prende anche corpo, in questo periodo, l’approccio epico al teatro epico di Brecht. Parallelamente, i “drammi didattici” declinano in forma “divulgata” l’approfondita conoscenza della teoria marxista. Le vicende politiche europee dall’avvento del nazismo allo scoppio della guerra gli ispirano opere di appassionata denuncia.
Brecht matura insomma la peculiare sintesi fra ideologia e potenza d’espressione che diverrà il suo più autentico e inconfondibile marchio di fabbrica, permeando ogni ambito della sua tarda produzione.

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