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La Famiglia che Uccide

La Famiglia che Uccide

Autore/i: Schatzman Morton

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

prima edizione, con un saggio di Enzo Codignola, traduzione dall’inglese di Laura Forti, in copertina: dal disegno di Peter Schmidt, In the Head.

pp. 200, nn. ill. b/n, Milano

La famiglia che uccide e lo studio su un uomo considerato schizofrenico, che nella sua cosiddetta pazzia espresse le sofferenze che dovette subire durante l’infanzia. Tuttavia sia coloro che lo conobbero sia alcuni importanti medici del nostro secolo – compreso Freud, che gli dedicò il suo famoso saggio Osservazioni psicoanalitiche su un caso di paranoia – non afferrarono questo messaggio.
Daniel Gottlieb Moritz Schreber, eminente medico i cui scritti di pedagogia ebbero larghissima diffusione nella Germania prenazista, pensava che i suoi tempi fossero moralmente “fiacchi” e “in decadenza” a causa soprattutto delia debolezza che caratterizzava l’educazione dei bambini, e propose un elaborato sistema repressivo di educazione infantile che applicò ai suoi stessi figli. Dei suoi due maschi, l’uno si suicidò e l’altro, Daniel Paul, impazzi. Il diario delle esperienze che quest’ultimo visse durante il periodo in cui fu rinchiuso come pazzo costituisce uno dei testi più studiati e citati in psichiatria e forma l’argomento del presente libro.
La famiglia che uccide e infatti in parte una revisione del caso Schreber studiato da Freud, e quindi della sua interpretazione della paranoia come negazione, conversione e proiezione dell’amore omosessuale per il genitore dello stesso sesso, in parte un’apertura a nuovi orizzonti per una comprensione dei comportamenti definiti paranoici e schizofrenici. Mentre Freud e i suoi successori usarono come dati solo le Memorie di Daniel Paul Schreber, Schatzman allarga la sua indagine al contesto in cui egli visse. Un’analisi dell’ambiente familiare e soprattutto dei rapporti tra padre e figlio è resa possibile attraverso gli scritti del padre di Daniel Paul, ancora reperibili, dai quali emerge una figura paterna dispotica e autoritaria.
Partendo da un ampliamento e da una revisione critica del tradizionale discorso psicoanalitico, Schatzman tocca numerosissimi campi: dalla religione alla pedagogia, dalla sociologia alla psicologia, dalla psichiatria all’analisi storica, gettando le basi per un’indagine della struttura familiare con i suoi meccanismi patogenici e, in particolare, “paranoidogenici.” Proprio per le implicazioni che il libro pone per tutto l’assetto teorico della psicoanalisi si è creduto utile aggiungere all’edizione italiana un saggio di Enzo Codignola, il quale in questa prospettiva illustra e discute il contributo dialettico dell’opera di Schatzman.

Morton Schatzman, psichiatra americano, ha studiato al Columbia College e all’Albert Einstein College of Medicine e ha compiuto il suo training psichiatrico al Mount Sinai Hospital e al Montefiore Hospital di New York; quindi si è trasferito a Londra per lavorare con R.D. Laing e la Philadelphia Association. Nel 1970 ha fondato la Arbours Association, una comunità in cui vive e ospita individui psicologicamente disturbati.

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