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La Discesa agli Inferi – Le Porte del Sogno • 2

La Discesa agli Inferi – Le Porte del Sogno • 2

La discesa agli inferi. Le isole dei beati. Il canto delle sirene. Gli orchi. Gli abitanti della Luna. I fantasmi di mezzanotte. Oedipus Rex

Autore/i: Róheim Géza

Editore: Guaraldi Editore

prefazione di Glauco Carloni, introduzione dell’autore, traduzione di Margherita Novelletto Cerletti.

pp. 460, Rimini

Geza Ròheim, Le porte del sogno
L’ipotesi del sonno come temporaneo ritorno nel ventre materno e quella dell’esistenza di un sogno tipico, di un «prototipo» di sogno, del cosiddetto «sogno fondamentale» (in cui il sognatore raffigura se stesso «fallicizzato», cioè trasformato simbolicamente in un pene, nell’atto di penetrare in una rappresentazione egualmente simbolica dell’utero), l’ipotesi, vale a dire, del sogno come regressione alla madre e, insieme, come coito con la stessa, sono le fondamenta su cui Ròheim, il maggior esponente dell’antropologia psicanalitica, innalza il suo edificio teorico volto a dimostrare che alla base della « cultura» (in senso antropologico), di ogni cultura, sta il tenace legame del figlio con la propria madre: un rapporto di dipendenza che, biologicamente determinato dalla prolungata infanzia dell’essere umano, ne condiziona l’intera esistenza e in qualche modo gli sottrae sempre il raggiungimento della piena maturità.
Sostenitore convinto dell’origine onirica dei miti (da lui colti allo Stato nascente fra gli aborigeni australiani), delle favole, di molte credenze popolari, delle manifestazioni religiose primitive (animismo), dei riti magici, ecc., Ròheim compie qui un larghissimo giro d’orizzonte per dimostrare che anch’essi, al pari dei sogni costituiscono altrettante raffigurazioni simboliche e altrettanti  tentativi di rientrare nel ventre materno.
All’originalità della tesi di fondo, che sposta decisamente l’antropologia psicoanalitica dal piano « paterno» del Freud di Totem e tabù a quello «materno», si accompagna la scrittura distesa, documentatissima e spesso affascinante dell’ultimo Ròheim (Le porte del sogno e la sua opera conclusiva e vorremmo dire definitiva), che mette a disposizione del lettore i risultati di trent’anni di ricerche «sul campo», oltre ad un imponente materiale etnologico e folklorico: e un «lungo viaggio» nei cinque continenti attraverso i miti (da quelli mesopotamici ed egiziani a quelli «classici» greci e romani, a quelli eschimesi ed australiani), le tradizioni popolari, le fiabe, le leggende, i cerimoniali religiosi, tutte le elaborazioni fantastiche – insomma – fatte dall’uomo per attenuare la paura e l’angoscia della separazione dalla madre.

Visualizza indice

Prefazione di Glauco Carloni

IV. Averno

V. Il canto delle Sirene e le isole dei beati

VI. La natura degli orchi

VII. La via del ritorno

VIII. Mitologia
1. Il mito della creazione
2. Castore e Polluce
3. Sogni e miti vescicali
4. I portatori d’acqua sulla luna

IX. Le Danaidi: lavoro e castigo

X. I fantasmi a mezzanotte
1. Feralis exercitus
2. Il mulino abitato

XI. Oedipus Rex

XII. Retrospettiva

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