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Jim Ha Cambiato Strada – Romanzo

Jim Ha Cambiato Strada – Romanzo

Titolo originale: Forced entries: The Downtown Diaries 1971-1973

Autore/i: Carroll Jim

Editore: Edizioni Frassinelli

nota dell’autore, traduzione di Tullio Dobner, in copertina: foto di Cindy Lewis rielaborata da Dario Frascoli.

pp. 208, Milano

«Jim ha cambiato strada coglie il periodo dei primi anni Settanta a New York meglio di qualunque altra cosa abbia letto da molto tempo.» (William Burroughs)

«Una cosa è sicura: ho raso al suolo questa città nella mia carne, nel cuore e nello spirito. Sono stufo marcio della velocità di New York, dell’accelerazione costante e delle sue forzate perversioni e oscillazioni. Non ne posso più del bisogno di tirar tutto dentro… ogni festa, ogni apertura… sempre a strappare quasi in senso letterale il mio corpo in direzioni diverse. […] Non posso reggere uno stile costante nella mia scrittura su queste piattaforme mutevoli di artificio e rapido cambiamento. Cerco di innescare la mia vita e il mio lavoro, di star dietro allo sfiancante schivare di macchine e droghe. Ma quando cammini su un filo tanto sottile sopra a un abisso cosmopolita così chic e squallido, non ti fermi a pensare. Non puoi fermarti. Vai avanti, con i piedi piegati sul filo, con l’intuito come tuo unico attrezzo da equilibrista. Da qualche tempo l’equilibrio è il mio lavoro principale. Ne sono consumato. Ma quanto è lungo il filo?»

Non meno incisiva del suo romanzo d’esordio, questa seconda prova narrativa di Jim Carroll fa ritrovare al lettore le stesse atmosfere, lo stesso stile ironico, allucinato, immaginifico e inquietante di Jim entra nel campo di basket, di cui riprende la struttura diaristica, registrando con pungente acutezza confusi stati d’animo, incontri stravaganti, scioccanti esperienze e pensieri fulminanti di un giovane poeta, ex campione di basket, bruciato molto precocemente e che vive perennemente in bilico tra visioni e lucidità. Sulla scena folle e trasgressiva della New York dei primi anni Settanta, a contatto con personaggi degli ambienti artistici e intellettuali più all’avanguardia, Jim, tra eccitanti e pasticche varie, cerca faticosamente di liberarsi dalla sua ossessione, la droga. Visita mostre di pittura, assiste a letture di poesia, incontra Andy Warhol, discute d’arte con Robert Smithson, chiacchiera con Alien Ginsberg, vede W.H. Auden, va a cena con Bob Dylan, ascolta al Max’s Kansas City i Velvet Underground. Ma un giorno l’istinto di sopravvivenza ha un brusco sussulto e Jim, disgustato dalla sua esistenza, decide di cambiare strada, abbandonando una metropoli degradata e degradante per trasferirsi in una località della California alla ricerca di un nuovo equilibrio e di nuova linfa per alimentare la sua ispirazione. Alternando episodi descritti in toni lirici ad altri evocati con la crudezza di una corsa atroce verso l’autodistruzione, Jim racconta un’avventura personale che, malgrado tutto, cela un disperato anelito di purezza, un profondo desiderio di emergere dalle sabbie mobili che ormai gli stringono la gola. Intimi e rivelatori, i brani di questo libro aprono significativi squarci su un mondo immerso in tinte acide, illuminato da sciabolate di luce fredda e artificiale come i bagliori del neon, un incubo da cui Jim riesce finalmente a risvegliarsi.

Musicista e poeta, Jim Carroll è nato a New York nel 1951. A sedici anni ha già pubblicato una raccolta di poesie e ha terminato Jim entra nel campo di basket, cronaca asciutta e disincantata degli anni 1963-1966, libro culto in America, edito in Italia da Frassinelli. Nel 1972 esce la seconda antologia poetica. Nel 1974, per liberarsi dalla tossicodipendenza, Carroll va a vivere vicino a San Francisco. Fondatore e leader del gruppo rock Jim Carroll Band, è uno dei personaggi più amati dai giovani americani.

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Argomenti: Letteratura, Racconti, Romanzo,

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