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Ivan il Terribile

Ivan il Terribile

Signore di tutte le Russie

Autore/i: Troyat Henri

Editore: Rusconi

prima edizione, traduzione dal francese di Anna Silva.

pp. 296, nn. tavole a colori e b/n f.t., 1 cartina b/n f.t., Milano

Ivan pensa all’Europa occidentale. Pur temendo la tentazione delle innovazioni straniere, occhieggia in segreto quelle contrade. Si sente al tempo stesso fiero di essere russo e vergognoso del ritardo del suo paese sugli altri. Confrontata alla Francia, all’Italia, all’Inghilterra, alla Germania, alla Spagna e alla Polonia, dove fioriscono l’arte e la letteratura, l’umanesimo e le discussioni religiose, la sua patria è fossilizzata nella contemplazione di un passato polveroso. L’orrore dei piaceri profani insegnato dalla Chiesa ortodossa soffoca infatti ogni velleità di creazione originale. L’architettura, unica eccezione, sfugge a tale costrizione; ma la pittura, la scultura, la musica e la letteratura sono colpite d’interdetto dal clero. L’immaginazione dei pittori può liberarsi nelle icone, ma secondo norme rigorosissime; gli unici veicoli del pensiero poetico sono i miti, i canti e i racconti popolari. La grande terra russa è dunque votata alle tenebre della mente, un grave torpore le impedisce di riflettere e di esprimersi.
Il problema che Ivan si pone rimane aperto, sia sul piano culturale sia sul piano politico. Come restare profondamente russo senza ignorare il movimento intellettuale del resto del mondo? Come lanciarsi verso il futuro senza perdere l’esperienza del passato? Di fronte a tale interrogativo lo zar risponde con una norma inviolabile: diffidare dell’Europa pur ghermendo al volo qualche scintilla del suo sapere. Pensa che verrà il giorno in cui, assimilate tutte le conoscenze dei vicini, la Russia dominerà gli altri con il genio dei suoi artisti e sapienti, senza ripudiare nulla delle proprie tradizioni nazionali.

Ivan IV (1530-1584), granduca di Mosca e dal 1547 zar di Russia, passato alla storia con l’appellativo di «Terribile», in realtà era chiamato dai suoi sudditi «temibile», non tanto per la crudeltà quanto piuttosto perché incarnava nella sua persona e nel modo di governare la maestà del potere che egli esercitava come rappresentante di Dio in terra.
Rimasto orfano a tre anni, appena tredicenne impose la propria autorità ai boiari che durante la sua infanzia lo avevano umiliato e segregato, spadroneggiando, opprimendo e lottando fra di loro per la supremazia. In realtà, se Ivan IV fu «terribile», lo fu soprattutto nei confronti dei boiari, che fece uccidere o uccise personalmente a migliaia.
Temperamento fortemente passionale e nutrito della atavica religiosità russa, fuse in se stesso – come sottolinea Troyat in questa biografia – misticismo, sensualità e concezione teocratica del potere, giustificando in tal modo la “necessità” di sopprimere, godendone profondamente, chiunque pretendesse o apparisse pretendere di attentare alla sua autorità divina.
Parecchi storici, e anche Marx, Lenin e Stalin, hanno sorvolato sulle crudeltà di Ivan IV per sottolinearne il genio politico, le doti di diplomatico e di organizzatore, vedendo addirittura in lui il fondatore del moderno Stato russo centralizzato. In politica interna, dettò un primo codice di comportamento e assegnò alla corona gran parte delle terre russe. In politica estera, prese l’iniziativa di rompere l’accerchiamento che stringeva il granducato di Mosca: respinse vittoriosamente l’assedio dei Tartari dal Sud, conquistandosi uno sbocco sul mar Caspio e sul mar Nero; tentò l’espansione verso l’Ovest per aprire alla Russia i mari del Nord e riconquistare la zona di Kiev ai danni della Polonia, impresa che gli riuscì soltanto in parte. Ebbe una forte attrazione per l’Inghilterra, alla quale aprì il commercio russo e, attraverso la Russia, quello orientale.
Accarezzò il sogno di imparentarsi con la regina Elisabetta I, ma la morte, oltre che la rozzezza che gli Occidentali riconoscevano come tipicamente russa, gliene impedirono la realizzazione.
Se l’opera di Ivan IV fu in sostanza estemporanea e alquanto confusa, fu senza dubbio la premessa indispensabile alle grandiose realizzazioni di Pietro il Grande e di Caterina II.

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Argomenti: Biografie, Russia, Storia,

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