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Introduzione all’Alchimia Indiana

Introduzione all’Alchimia Indiana

Autore/i: Schwarz Arturo

Editore: Editori Laterza

unica edizione, premessa dell’autore.

pp. XI-220, numerose fotografie b/n, Bari

Niente può sembrare più lontano dalle nostre preoccupazioni quotidiane, dalle problematiche scientifiche e filosofiche del nostro tempo quanto l’alchimia in generale e quella indiana in particolare.
Eppure, questa grande avventura spirituale ha precorso i principali e più attuali filoni del pensiero contemporaneo: dalla visione ecologica del mondo, dell’uomo e dell’universo, al rifiuto della camicia di forza dell’ancora imperante logica aristotelica e del principio della causalità; dalla teoria dei sistemi a quella della struttura della materia; dalla medicina psicosomatica all’esaltazione dell’amore e dell’erotismo.
L’alchimia, vera e propria filosofia della vita, riposa interamente sul presupposto della perfettibilità continua dell’individuo e della fiducia nelle sue capacità intellettive e fisiche. Per questo l’alchimia è un sistema di pensiero fondamentalmente ottimista, e in quanto tale è il luogo dove si sciolgono tutte le contraddizioni della logica occidentale.
Per l’alchimista è giustificato negare l’esistenza di un dio creatore e nello stesso tempo affermare che ne siamo parte integrante: natura maturata che si trasforma in natura naturante. L’alchimia è una filosofia materialista e essoterica e allo stesso tempo idealista e esoterica. Afferma l’unita del Tutto solamente per poter giocare sui due aspetti di questa totalità, la visione dell’alchimista è quindi monista e dualista contemporaneamente.
Nulla dimostra meglio il carattere eurocentrico della nostra cultura quanto il fatto che questo libro è la prima monografia dedicata all’alchimia indiana, che ha precorso di molti millenni quella occidentale, mentre non si contano le pubblicazioni dedicate a quest’ultima. Con l’aggravante che all’eurocentrismo si somma anche un cronocentrismo: la maggior parte dei testi sull’alchimia occidentale si sofferma solamente sul periodo più recente, quello medievale, in cui, contaminata dalle tre “grandi” religioni monoteiste, l’alchimia si era trasformata da visione libertaria e salvifica in una sordida pratica operativa, dimentica che, nella visione alchemica dell’individuo, l’oro, chiamato appunto filosofale, non rimandava al metallo, ma all’iniziato.
Le 17 rare illustrazioni che corredano il volume documentano le divinità, le pratiche operative, e alcuni momenti significativi dei riti sessuali, associati all’alchimia indiana. (Arturo Schwarz)

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Premessa
Nota su pronuncia e traslitterazione
Sigle

I. Il grande rifiuto

II. L’alba: la morte, il sangue, la donna
1. Rosso: il colore dell’immortalità
2. Il sangue nei riti funerari e vitali
3. Il regressus ad uterum: rito funerario e tecnica alchemica
4. La morte alchemica

III. Il meriggio: l’alchimia spirituale
1. Definizione del termine
2. La liberazione attraverso la conoscenza del Sé
3. L’unità del Tutto
4. La dualità teologica
5. La dualità cosmologica
6. La dualità biologica
7. La dualità psicologica
8. La Pietra filosofale

IV. L’alchimia soteriologica
1. Il Signore della Trasformazione (Matangeśvara)
2. Il Signore del Rasāyana (alchimia)
3. Il Signore dell’Ayurveda (il sapere sacro relativo alla longevità)
4. Il Soma e la luna, principi dell’immortalità
5. L’alchimia corporale: Nātha siddha e Hatha Yoga

V. Il tramonto: l’alchimia operativa (Rasāyana)
1. La storia
2. Il rasa: definizione e ruolo
3. Il terzo momento: il rasa fluido vitale e elisir vegetale
4. Il quarto momento: il rasa agente di trasmutazione chimico e elisir vitae
5. Il quinto momento: il rasa nel contesto della agrochimica

Conclusione
Illustrazioni
Bibliografia

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