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In Principio era l’Orsacchiotto – Gli Animali di Peluche e il Mondo Immaginato dei Bambini

In Principio era l’Orsacchiotto – Gli Animali di Peluche e il Mondo Immaginato dei Bambini

Autore/i: Giani Gallino Tilde

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

unica edizione, introduzione dell’autrice, in sovraccoperta: Disegno di Patrizia con il suo Orso.

pp. 256, numerose tavole a colori fuori testo, Milano

«Da anni ormai, nel triangolo di Edipo é entrato d’autorità un quarto personaggio: l’animale di peluche in genere, e l’orsacchiotto in particolare. In queste pagine vi diremo tutto quello che avreste voluto sapere sugli orsacchiotti e nessuno vi aveva mai detto.»
Tilde Giani Gallino, psicologa dell’eta evolutiva, esplora l’immaginario infantile da oltre quindici anni, svolgendo indagini sperimentali sul gioco di finzione (0 gioco simbolico) e sull’invenzione e l’origine dei compagni di fantasia. Per approfondire il tema di questo libro erano necessarie, però, nuove ricerche, centrate proprio sugli orsacchiotti – e sui tigrotti, le pecorelle, i leoni, le coccinelle, le tartarughe, ma anche le automobiline, i Power Ranger e cosi via – con cui i più piccoli condividono molti momenti, in un periodo fondamentale per la formazione del loro carattere e della loro personalità.
Ciascun bambino, infatti, trova nel peluche il compagno sempre disponibile ad accompagnarlo in avventure immaginarie, che gli consentono di vivere esperienze intense e coinvolgenti, spesso interpretate come un gioco e invece estremamente importanti per lo sviluppo cognitivo. Non solo, il «rapporto sociale» con il peluche – dal quale ognuno di noi, nei primi anni di vita, riceve un senso di protezione, ma che, al tempo stesso, é anche stimolato a proteggere – può facilitare in seguito le interazioni con gli altri, i coetanei e poi gli adulti.
Per scrivere In principio era l’orsacchiotto, l’autrice ha intervistato centinaia di bambini dai tre ai sette anni e ha chiesto loro di disegnare se stessi con il proprio peluche. [I materiale che ha raccolto riserva molte sorprese e permette di affacciarsi sull’universo della razionalità logica e insieme del paradosso infantile: un territorio in cui Tilde Giani Gallino si muove con quel misto di acutezza psicologica e di gusto del gioco che fanno della sua indagine un saggio pieno di fantasia, di tenerezza e di humour.

Tilde Giani Gallino si è laureata in pedagogia a Torino e ha completato gli studi di psicologia all’università di Stanford in California, dove ha seguito alcuni corsi di Erik H. Erikson e di Bruno Bettelheim. Dal 1974 insegna psicologia dell’eta evolutiva presso la facoltà di Magistero a Torino. Autrice di oltre un centinaio di articoli e testi scientifici, collabora alla «Stampa» e spesso partecipa a trasmissioni televisive e radiofoniche. Tra i suoi libri principali, Il complesso di Laio. I rapporti familiari nei disegni dei ragazzi (Einaudi 1977), La ferita e il re. Gli archetipi femminili della cultura maschile (Cortina 1986), Il fascino dell’immaginario. L’arte di parlare con le fiabe al proprio inconscio (SEI 1987), Il sistema bambino (Bollati Boringhieri 1990) e Il bambino e i suoi doppi (Bollati Boringhieri 1993).

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