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Il Vangelo Ritrovato di Giuda – Alle Origini del Cristianesimo

Il Vangelo Ritrovato di Giuda – Alle Origini del Cristianesimo

Titolo originale: Reading Judas

Autore/i: Pagels Elaine; King Karen L.

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, introduzione delle autrici, traduzione di Carla Lazzari.

pp. 170, Milano

Negli anni Settanta, nei pressi di Al Minia (Egitto), fu rinvenuta una copia in copto del Vangelo di Giuda, tradotto dall’originale greco del II secolo. La straordinaria scoperta di questo testo, che si pensava definitivamente perduto, ha innescato un acceso dibattito e sollevato grandi interrogativi non solo fra i bibliologi e gli studiosi dei vangeli cosiddetti «apocrifi», ma anche fra la gente comune, cresciuta con l’idea di Giuda sinonimo di «traditore». Come ha potuto l’anonimo evangelista immaginare che fosse proprio Giuda Iscariota il discepolo prediletto del Maestro, quello che «conosceva la verità più degli altri»? E perché cova un rancore così profondo verso gli altri apostoli e i sacerdoti del Tempio, accusati di ogni sorta di peccati e impurità? Per rispondere a queste domande Elaine Pagels e Karen L. King, esperte di vangeli gnostici, ricostruiscono le feroci e appassionate dispute teologiche fra i primi gruppi cristiani (ognuno dei quali pretendeva di essere l’unico detentore dell’«ortodossia»), ovvero il contesto storico indispensabile per comprendere appieno il significato del testo, qui riproposto in una nuova edizione critica. Vissuto in un’epoca in cui i martiri erano considerati eroi della fede, l’autore di questo vangelo basato sulla testimonianza di Giuda non riesce a conciliare l’immagine di un Dio buono e amorevole con l’idea che questo stesso Dio possa volere il sacrificio cruento del figlio e dei suoi seguaci. Per lui, quindi, i diaconi e i vescovi che esortano i credenti a «glorificarsi» immolandosi sono degli assassini, né più né meno dei persecutori romani, uomini che hanno completamente frainteso l’insegnamento di Gesù e venerano un falso dio. In tale prospettiva, Giuda, l’unico dei discepoli ad aver capito il senso ultimo della ’buona novella’, aveva consegnato il Maestro ai carnefici non per abietto interesse personale – come è stato raccontato per secoli -, ma proprio perché si compisse il piano di salvezza dell’uomo, preannunciato dalle Sacre Scritture. Quando, con l’editto di Costantino, si chiuse l’era delle persecuzioni, a trionfare furono i racconti di esaltazione dei martiri, divenuti gli eroi spirituali della nuova Chiesa imperiale che aveva bollato con il marchio infamante dell’eresia tutte le testimonianze della vita di Gesù non incluse nel canone. Il Vangelo di Giuda ci restituisce invece, come nessun altro testo del cristianesimo primitivo, il dolore e la rabbia di alcuni cristiani per la morte di familiari e amici, uccisi per intrattenere le folle e piegare con il terrore ogni resistenza. E ci fa riascoltare una voce dissenziente, un grido rivolto alla religione perché rinunci a proclamare che la violenza è volontà di Dio e scopo dell’umanità.

Eiaine Pagels, docente alla Princeton University e uno dei massimi storici viventi del cristianesimo delle origini, è autrice di numerosi studi che le sono valsi prestigiosi riconoscimenti (tra cui il National Book Award e il National Book Critics Circle Award) e sono stati tradotti in molte lingue. Da Mondadori ha pubblicato: I Vangeli gnostici (1981), Adamo, Eva e il serpente (1990), Satana e i suoi angeli (1996) e Il Vangelo segreto di Tommaso (2005).

Karen L. King insegna storia ecclesiastica alla facoltà di teologia di Harvard ed è autrice di quattro libri, fra cui The Gospel of Mary of Magdala (2003) e What Is Gnosticism? (2005).

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