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Il Sonno degli Dei – La Fine dei Tempi nei Miti delle Grandi Civiltà

Il Sonno degli Dei – La Fine dei Tempi nei Miti delle Grandi Civiltà

I miti della fine del mondo narrati da un grande scrittore

Autore/i: Conte Giuseppe

Editore: Rizzoli

prima edizione, premessa e introduzione dell’autore.

pp. 294, Milano

Divorata da un Dio giaguaro o da una dea leonessa, sferzata da uragani, sepolta da un diluvio di acque o di fuoco, scossa da terremoti, dissolta nell’indistinto Caos primordiale, percorsa dalle armate del Bene e del Male impegnate nella lotta estrema: così finirà la terra SCCOndO i miti elaborati dalle grandi civiltà, dai Sumeri agli Egizi, dagli Indù ai Celti, dagli Aztechi alle grandi religioni monoteiste. Il sonno degli dèi è un’«enciclopedia
dell’apocalisse», per un millennio che si chiude con l’usuale contorno di attese e presagi, e insieme uno straordinario racconto, che mette il lettore davanti alle visioni, alle immagini, alle domande fondamentali che accompagnano l’uomo fin dalla sua comparsa sulla terra, e alle risposte che nel corso del tempo è riuscito a fornire il mito, la più potente e universale delle forme di narrazione e di spiegazione del mondo.
Nelle pagine di Giuseppe Conte, lo scrittore italiano che più di ogni altro ha riconosciuto nel mito la sua principale fonte d’ispirazione, la fine del mondo non è solo il cataclisma cosmico profetizzato dai testi religiosi, ma anche la fine – storica – di un mondo: apocalissi reali avvolte in un alone mitico, come il crollo dell’impero azteco davanti all’assalto dei quattrocento soldati di Cortés, la catastrofe delle bombe atomiche sul Giappone, gli ultimi giorni del Terzo Reich, con i bagliori da Crepuscolo degli dèi che si levano dal bunker di Hitler. Quale sorte attende ogni uomo, la terra, l’universo? La fine e poi il nulla? Un Giudizio e una vita eterna, delle anime, dei corpi, dell’anima del mondo? O una serie incessante di reincarnazioni, «universi che esplodono, implodono e tornano a esplodere; dei che sognano – e il loro sogno siamo noi e l’universo -, che dormono – e il loro sonno è l’azzeramento, il dissolversi, il nulla – e che tornano a rivolgersi, senza fine»? Se le risposte della scienza ci lasciano freddi e perplessi, le immagini del mito infiammeranno la nostra fantasia.

Giuseppe Conte, nato a Imperia nel 1945, è poeta, saggista e romanziere. Tra le sue opere più recenti, Fedeli d’amore (Rizzoli 1993), L’impero e l’incanto (Rizzoli 1995), Canti d’Oriente e d’Occidente (Mondadori 1997) e Il ragazzo che parla col sole (Longanesi 1997).

Visualizza indice

Premessa
Introduzione. Le apocalissi e l’idea del tempo

Aztechi. La fiamma sacra di Aldebaran

Maya. La piramide delle tenebre e dei giaguari

Indiani d’America. La Danza degli Spettri

Giapponesi. «Grande e augusta Kami che brilla nel Cielo»

Sumeri, Assiri, Babilonesi. Un flagello più terribile del diluvio

Egizi. Rà comincia a invecchiare

Indù. La notte di Brahma

Persiani. Il seme di Zoroastro

Greci e Romani. «Della morte non parlarmi, glorioso Odisseo»

Germani. Quale crepuscolo per gli dei?

Celti. «Re Artù non è morto»

Ebrei e cristiani. «È caduta la grande Babilonia»

Musulmani. Il Dodicesimo Imam

Epilogo

Piccola bibliografia personale
Ringraziamenti

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