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Il Modello Concettuale della Psicoanalisi • Scritti 1942-1960

Il Modello Concettuale della Psicoanalisi • Scritti 1942-1960

Titolo originale: Collected Papers of David Rapaport

Autore/i: Rapaport David

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

unica edizione, a cura di Merton M. Gill, edizione italiana a cura di Marianna Bolko ed Enzo Codignola, nota introduttiva di Enzo Codignola e Pier Francesco Galli, traduzione dall’inglese di Gisella Forlì.

pp. XIV-658, Milano

Questa raccolta degli scritti di David Rapaport, in gran parte inediti per il pubblico italiano, messa insieme con grande intelligenza dall’amico e collega Merton M. Gill, documenta con straordinaria ampiezza il lavoro di uno dei maggiori teorici della psicoanalisi del nostro tempo, essa consente inoltre di cogliere alcuni aspetti della coraggiosa e poliedrica figura umana di David Rapaport.
L’interesse di Rapaport, durante tutta la sua carriera, si accentrò sui processi cognitivi, sull’autonomia dell’Io, sullo studio psicoanalitico delle motivazioni e della memoria, su come nonostante le pulsioni intrinseche dell’uomo le strutture cognitive consentano una comprensione della realtà esterna.
Convinto che nella teoria psicoanalitica risiedessero i fondamenti dei processi di pensiero, Rapaport assunse come scopo principale dei suoi studi quello di fare della psicoanalisi la base di una psicologia generale, una psicologia che avrebbe integrato la psicologia dell’Io e quella sociale con la pionieristica esplorazione dell’inconscio compiuta da Freud. Tentativo questo motivato dalla necessità per la psicoanalisi di una sistematizzazione teorica, in particolare rispetto alla logica interna e alle correlazioni strutturali del sistema teorico, e diretto a fare della psicoanalisi una psicologia scientifica.
La capacità analitica, che lo pone tra i più grandi teorici della psicoanalisi, diviene in Rapaport anche capacità umana di critica verso se stesso, verso il proprio lavoro e la propria vita privata, sulla base di una forte disposizione all’introspezione e all’autocoscienza.
Nonostante la loro chiarezza, questi testi vanno studiati più che letti; come nota Merton M. Gill, Rapaport ha eliminato da essi “ogni grammo di grasso superfluo.” Essi costituiscono un contributo essenziale per la comprensione degli sviluppi della teoria psicoanalitica.

David Rapaport nacque in Ungheria nel 1911.
Dopo le esperienze in campo sociale, studiò e si laureò in psicologia all’Università di Budapest (1938). Nello stesso anno si trasferì negli Stati Uniti, dove fu a capo del dipartimento di psicologia e direttore del dipartimento di ricerca della Fondazione Menninger. Fu anche membro del gruppo di ricerca dell’Austen Riggs Center, nel Massachusetts. Morì nel 1960. In Italia è stato pubblicato sinora solo Struttura della teoria psicoanalitica (Boringhieri, 1973).

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