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Il Mito che Uccide

Il Mito che Uccide

Dai catari al nazismo, l’avventura di Otto Rahn, l’uomo che cercava il Graal e incontrò Hitler

Autore/i: Baudino Mario

Editore: Longanesi & C.

prima edizione, collana: Il Cammeo n° 418, in copertina: “il vessillifero” (1936) di Hubert Lanzinger.

pp. 256, Milano

Tolosa, 1234: un’anziana eretica sul letto di morte è indotta con l’astuzia a confessare la sua fede e, benchè già in agonia, viene trasportata fino a un rogo acceso per lei appena fuori le mura della città.
Parigi 1930: alla Closerie des Lilas, alcuni intellettuali fantasticano di misteriosi tesori appartenuti ai catari, che nel XIII secolo furono sterminati da una crociata promossa da papa Innocenzo III. Per il più giovane di loro è un’illuminazione. Decide di andare nel sud della Francia, sulle tracce di quei tesori. Il suo nome è Otto Rahn: fra il ’30 e il ’32 percorre grotte e castelli alla ricerca di un segreto legato all’eresia catara. da cui trae il materiale per un libro, La crociata contro il Graal, che ne segnò il destino. Ancora oggi, seguendo le sue tesi, molti occultisti, esoteristi e new agers sono convinti che i catari custodissero nella loro rocca di Montségur il Sacro Graal, la favolosa coppa cercata dai cavalieri di re Artù.
In questo libro, che ha il passo del romanzo ma dove nulla è inventato, Mario Baudino racconta le storie parallele dell’epopea catara e dell’enigmatica vita di Rahn, prima cantore di quelle antiche vittime e poi alfiere del nazismo esoterico, tanto da arrivare alla più ristretta cerchia di Heinrich Himmler. Egli vide nel Graal il cuore di una nuova “religione germanica”, e soprattutto lasciò intendere che credeva nella sua esistenza non come mito ma come oggetto reale, e che era sul punto di trovarlo. La sua fu la tragedia di uno scrittore che, in nome della sacra reliquia, tentò di sottoscrivere una sorta di patto diabolico e ne fu stritolato, in modo non dissimile da altri intellettuali, tentati dal sogno impossibile di influenzare i grandi totalitarismi europei, se non addirittura di sfruttarli a proprio vantaggio. Quando mori sulle Alpi austriache nel marzo 1939, in circostanze mai ben chiarite, molti non vollero credere alla sua scomparsa e alimentarono storie alternative di una biografia mitica, intrisa di leggende e misteri.

Mario Baudino, nato a Chiusa Pesio (Cuneo) nel 1952, vive a Torino, dove è giornalista culturale per La Stampa. Autore di saggi e romanzi (tra questi ultimi ricordiamo Il sorriso della druida (1998), ha pubblicato con Guanda tre raccolte di poesie: Una regina tenera e stupenda (1980), Grazie (1988, Premio Montale) e Colloqui con un vecchio nemico (1999, Premio Brancati 2000). Per Ponte alle Grazie è uscito Voci di guerra (2001).

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  • Tolosa
  • Parigi
  • Un fantasma
  • Nel castello del Re pescatore
  • Una favola antica
  • Montségur
  • Fuga in Germania
  • Man muss fressen!
  • Alla corte di Lucifero
  • Gatti neri al Polo Nord
  • Agli inferi
  • Nella tempesta
  • 16 marzo

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