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Il Mistero di Lenin

Il Mistero di Lenin

Per un’antropologia dell’homo bolscevicus

Autore/i: Bettiza Enzo

Editore: Rizzoli

note a cura di Dario Staffa.

pp. 448, Milano

“Via spegniamo le luci, la guardia e stanca.” Con queste parole il fuciliere di marina lettone Železnjakov sopprime la Costituente, ultima speranza di democrazia in Russia, “per la quale” disse Goŕkij “migliaia di intellettuali, lavoratori e contadini sono morti sul patibolo”. È il trionfo del bolscevismo: un trionfo, come sempre, preparato dalla cospirazione politica e conseguito con la violenza finale. È anche l’affermazione di un rivoluzionario di tipo nuovo: freddo, distaccato, pronto a contraddirsi per approfittare del successo, legato al partito e al capo con fiducia cieca e quasi mistica. Il bolscevismo si afferma come una nuova religione mondiale, dotato di un messaggio salvifico, di un apparato, di un rituale e, come un’antica religione, è oggi diretto da una casta burocratica impermeabile a ogni innovazione. È una gerontocrazia di autocrati, condannata dalla dottrina al dinamismo dell’espansione mondiale e, insieme, all’immobilità interna della grande Russia.
Enzo Bettiza si è posto davanti a questo mistero, scavando nel cuore della cultura russa, per capire come è nato, da quali antenati, questo rivoluzionario di tipo nuovo, come si è sviluppato attraverso la rivoluzione bolscevica, le grandi purghe staliniane, il XX congresso, fino all’attuale direzione brezneviana. Quali complici e quali compagni di viaggio gli hanno permesso un’affermazione su scala mondiale? Bettiza è arrivato così a mettere a nudo la personalità di Lenin, al di fuori di ogni schema della propaganda amica e nemica: una personalità che ha forgiato il partito bolscevico e Stalin a propria immagine e somiglianza, costruendo un vero e proprio sistema chiuso, capace di perpetuarsi al di là di ogni sommovimento storico, ma insieme dominato dagli sviluppi sotterranei della storia russa e dalle sue correnti culturali più segrete e violente.
Il mistero di Lenin e un saggio sconvolgente e insieme un libro di storia appassionante su un periodo cruciale del nostro passato e sulle paure del nostro presente: non è un nuovo libro sul leader della rivoluzione russa, è piuttosto il superamento delle consuete linee interpretative del fenomeno leninista e, insieme, lo scandaglio genetico di quella nuova specie umana, senza precedenti nella storia, che è l’homo bolscevicus.
Il libro di Bettiza, risultato di oltre tre anni di lavoro, e un contributo fra i più originali alla storia dell’Urss e alla comprensione delle contraddizioni che dilacerano l’homo bolscevicus e il sistema sovietico nel suo complesso.

Enzo Bettiza, scrittore e giornalista, è nato a Spalato nel 1927. Lunga carriera giornalistica, che lo ha visto, tra l’altro, corrispondente de La Stampa da Vienna e da Mosca e inviato speciale del Corriere della Sera nel decennio 1964-1974.
Tra i fondatori de il Giornale nuovo, ne è attualmente condirettore. Dal 1976 al 1979 senatore del Partito liberale italiano. Successivamente eletto al Parlamento europeo di Strasburgo dove è primo vicepresidente del Gruppo liberale e democratico. Nella sua vasta produzione si distinguono, e si intrecciano, tre filoni: dello scrittore di robusto impianto saggistico (La Campagna elettorale e Il fantasma di Trieste), del grande giornalista che coglie e documenta i fenomeni non effimeri del mondo contemporaneo (L’altra Europa e La nuova cultura tedesca), dello studioso acuto e documentato del comunismo (Il comunismo europeo e il presente volume). All’interno l’elenco completo delle sue opere.

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