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Il Lavoro Manuale come Medicina dell’Anima – Perché Tornare a Riparare le Cose da Sé può Rendere Felici

Il Lavoro Manuale come Medicina dell’Anima – Perché Tornare a Riparare le Cose da Sé può Rendere Felici

Titolo originale: Shop Class as Soulcraft

Autore/i: Crawford Matthew

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione, traduzione di Anna Zapparoli, disegni di Thomas Van Auken.

pp. 232, numerosi disegni b/n, Milano

Quanti di noi sarebbero capaci di rimediare a un piccolo guasto in casa propria, si tratti di un semplice elettrodomestico o di un lavello? Quanti sarebbero in grado di riparare la propria automobile o, molto più banalmente, la bicicletta senza dover ricorrere a un meccanico o a qualcuno che, a pagamento, lo faccia per noi?
Non sono passate neppure due generazioni e, incredibile a dirsi, quello che per i nostri nonni o per i nostri genitori era del tutto ovvio, è diventato per noi quasi impensabile: prendersi cura degli oggetti quotidiani, dedicarvi del tempo, sporcarsi magari le mani di grasso, ma ripararli da sé.
Le attività pratiche, ormai ai margini del sistema scolastico, negli ultimi decenni hanno decisamente smesso di accendere la nostra fantasia. Ci siamo convinti che i cosiddetti “lavori di concetto” siano più gratificanti sul piano sociale e intellettuale. Non è quasi mai vero, e Matthew Crawford, un filosofo che ha preso la bizzarra decisione di abbandonare il suo ben remunerato lavoro in un centro di studi politici di Washington per fare il meccanico di motociclette, capovolge proprio questa idea: l’evoluzione del lavoro d’ufficio, in realtà, ha trasformato i “colletti bianchi” in un esercito di frustrati esecutori di direttive altrui. E, soprattutto, li ha privati della possibilità di toccare con mano i benefici concreti della propria attività.
All’opposto, i mestieri manuali, come ci mostra Crawford con il racconto della sua stravagante storia personale, offrono spazi di libertà e appagamento del tutto dimenticati da molti di noi. Anche sul piano intellettuale: riparare una motocicletta, per esempio, richiede una profonda conoscenza degli oggetti che si hanno tra le mani e nello stesso tempo un finissimo intuito, una spiccata capacità di “riconoscere modelli”, di ricondurre la specificità di ogni caso a situazioni tipiche. Dedicarsi a un lavoro manuale significa rispondere a criteri di valutazione oggettivi, condivisi da tutti coloro che praticano lo stesso mestiere. Significa vivere in uno stato di responsabilità personale nei confronti degli oggetti che ci circondano. E soprattutto significa stare dentro una “comunità di utilizzo”, in cui i rapporti personali esistono ancora.
Se tutto questo non bastasse, Crawford ci mostra perché riparare le cose con le proprie mani ci spinge a un consumo più consapevole, ci rende padroni di quello che possediamo, e non schiavi di una tecnologia nascosta e oscura, e ci conduce a una relazione migliore con il nostro ambiente. Insomma, ci fa stare meglio. Il lavoro manuale è un’ottima medicina per l’anima: l’umanità prima di noi lo ha sempre saputo, è ora di riscoprirlo.

Matthew B. Crawford
è filosofo e meccanico. Dopo aver conseguito la laurea e il Ph.D. in filosofia politica all’Università di Chicago ha proseguito gli studi presso il Committee on Social Thought. Attualmente collabora con l’Institute for Advanced Studies in Culture presso l’Università della Virginia ed è titolare di un’officina per la riparazione di motociclette, la Shockoe Moto, a Richmond, in Virginia, nella quale lavora come meccanico.

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