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Il Giardino in Movimento – Da La Vallée al Giardino Planetario

Il Giardino in Movimento – Da La Vallée al Giardino Planetario

Titolo originale: Le jardin en mouvement De La Vallée au champ via le parc André-Citroën et le jardin planetaire

Autore/i: Clément Gilles

Editore: Quodlibet

traduzione di Emanuela Borio, repertorio delle piante citate a cura di Enrico scarici, fotografie e disegni dell’autore.

pp. 328, 128 tavole a colori f.t., Macerata

Il giardino in movimento racchiude in sé diversi gradi di leggibilità: è una guida per il giardiniere, è un trattato di filosofia della natura, è un resoconto letterario delle esperienze che Gilles Clément (paesaggista, ingegnere agronomo, botanico ed entomologo) ha fatto interagendo con la natura. E parte non secondaria dell’importanza di questo libro sta nell’imponente apparato di immagini che lo stesso autore ha raccolto a corredo del suo racconto.
Non un manuale o un prontuario, dunque, non si tratta di precetti o prescrizioni, ma un vero e proprio viatico, la scorta di provviste per il viaggio attraverso quello che Clément ama definire – nel quadro di una analisi che spesso mostra anche i limiti dei concetti tradizionali dell’ecologia – il giardino planetario.
Indispensabile, per il giardiniere (come Clément stesso ama farsi definire), è innanzi tutto un’educazione dello sguardo, allo scopo di acquisire la facoltà di rinvenire ciò che nel mondo vegetale è al contempo invisibile e fondamentale. E in tal senso questo libro fa da complemento al Manifesto del terzo paesaggio, pubblicato da Quodlibet nel 2005, integrandone e arricchendone le idee in forma più estesa e narrativa.
Dall’altro lato vengono descritti e analizzati nel dettaglio una miriade di casi concreti per rendere trasparente cosa significhi dare corpo a un’idea paradossale come quella di «giardino in movimento», spazio in cui la natura non è assoggettata e soffocata dalle briglie di un progetto, di uno schema preconfezionato, e dove spesso è più prezioso sapere cosa non fare piuttosto che intervenire e aggredire. Si apprende l’arte di agevolare, favorire, incoraggiare, e mentre «il gioco delle trasformazioni sconvolge costantemente il disegno del giardino», tanto il giardiniere, ovvero il «guardiano dell’imprevedibile», che ogni eventuale visitatore, possono nutrirsi delle immancabili dosi di sorpresa che la natura riserva loro quando si esprime finalmente nella sua pienezza.

Visualizza indice

Introduzione

I.    Ordine

  • Illusione dell’ordine, illusione del disordine

II.   Entropia e nostalgia

III.  Riconquista

  • Il fatto biologico
  • Flora complementare del giardino in movimento

IV.   Friche

V.    Climax

VI.   Giardino in movimento

VII.  Un’esperienza

  • Il luogo, il metodo

VIII. Sfasamento

IX.   Vagabonde

  • Lista delle piante per il giardino in movimento

X.    Il giardino del Parc André-Citroën a Parigi

  • Le sorprese e le aspettative. I giardini seriali in rapporto al movimento. Lista delle sementi del giardino in movimento.
  • I giardini del Parc André-Citroën

XI.   Nuovo «giardino in movimento»

XII.  Giardini assimilabili al «giardino in movimento»

XIII. Il Campo

XIV.  Lycée Jules Rieffel a Saint-Herblain

  • Conclusione del giardino in movimento

XV.   Dal giardino in movimento al giardino planetario

  • Aspettando il seguito
  • Appendici
  • Repertorio delle piante citate a cura di Enrico Scarici

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