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Il Giardinaggio Orientale

Il Giardinaggio Orientale

Titolo originale: Dissertation on Oriental Gardening

Autore/i: Chambers William

Editore: Luni Editrice

prefazione dell’autore, traduzione di Valentina Piccioni, in copertina Yokoyama Seiki «Paravento» 1849, inchiostro a colori e lamina d’oro su carta.

pp. 104, nn. illustrazioni b/n, Milano

William Chambers (1723-1796) ha segnato la vita artistica del XVIII secolo inglese soprattutto come architetto. Sua opera principale fu la celebre Somerset House di Londra, costruita tra il 1776 e il 1786. Dopo viaggi condotti in gioventù nel Bengala e in Cina, tornò in patria, dopo aver fatto fortuna, nel 1749, libero di seguire la propria vocazione di architetto, che lo portò a studiare in Francia e in Italia. Entrò al servizio della famiglia reale, per diventare, nel 1782, principale architetto delle costruzioni reali intimo del re Giorgio III. Chambers è meno noto come paesaggista, forse a causa della sensibile differenza di stile che è possibile scorgere tra le sue concezioni architettoniche neoclassiche e le sue idee sul giardino. In quest’ultimo campo, egli trae la sua ispirazione e le sue concezioni dai propri ricordi di viaggio, cosa che fa di lui uno dei più originali architetti di giardini inglesi e lo colloca tra i protagonisti dello sviluppo dell’arte del paesaggio che fiorì in quell’epoca Oltremanica, tra moda ed estetica.
Questa dissertazione – pittoresca e polemica allo stesso tempo -, è perciò un testo capitale per la comprensione dell’evoluzione delle teorie estetiche, in senso lato, in quegli anni ruggenti della seconda metà del XVIII secolo. Essa rende possibile comprendere quanto il contributo di un lontano «altrove», o la moda di un esotismo cui il lettore moderno è ancor maggiormente sensibile, siano essenziali, in un periodo dominato dal sensualismo edonista, tanto in Inghilterra quanto nel resto d’Europa.
Infine, questo testo – completamente immerso nel dibattito che agitava allora il mondo dell’estetica sulla questione del paesaggio – permette di cogliere, allo stato nascente, le origini di quelle concezioni sui rapporti tra natura e cultura, sull’estetizzazione delle rappresentazioni dell’ambiente che oggi, in un’epoca segnata dalla riflessione sull’ecologia, sono ancora, sotto molti punti di vista, le nostre. Dopo duecentocinquant’anni sembra lo studio e la proposta «nuova» di un occidentale nei confronti della cultura orientale e della forma del giardino orientale, così profondamente diverse dalle nostre da essere ancora oggi una scoperta.

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Prefazione

Dissertazione

Lettera del Fratello Attiret, della Compagnia di Gesù, pittore al servizio dell’Imperatore di Cina, al sig, D’Assaut

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