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Il Culto di Internet – L’Interconnessione Globale e la Fine del Legame Sociale

Il Culto di Internet – L’Interconnessione Globale e la Fine del Legame Sociale

Autore/i: Breton Philippe

Editore: Testo & Immagini

prima edizione, introduzione dell’autore, traduzione dal francese di Roberto Marro.

pp. 144, Chieri (Torino)

Internet è oggi l’oggetto di un vero e proprio culto, di un misticismo che auspica l’avvento di una «società mondiale dell’informazione» in cui il nuovo legame sociale sarà fondato sulla collettivizzazione delle coscienze e la separazione dei corpi. In questo «nuovo mondo», in cui l’informazione e il valore fondamentale, si sta sviluppando un inedito modello di religiosità, in cui convivono il pensiero di Teilhard de Chardin e il buddhismo zen, l’eredità di Norbert Wiener e della prima cibernetica e le influenze delle controculture degli anni Sessanta. Una visione che mette in campo alcune fra le credenze più radicate della cultura americana, come il puritanesimo, il manicheismo, la ricerca dell’armonia sociale e il giovanilismo. Tutto ciò, però, rischia di avere rilevanti conseguenze sul nostro modo di vivere in società. In sostanza, sta nascendo una nuova forma di collettivismo fortemente normativo, legato alle costrizioni universalizzanti dei processi dell’informazione. Questo collettivismo non rischia però di realizzarsi a prezzo di una perdita di tutto ciò che attiene al corpo, all’interiorità, alla memoria, alla comunicazione diretta, insomma, all’essenza della nostra umanità? In questo volume, Philippe Breton risponde a domande stringenti e attuali: da dove viene questo nuovo culto, quali sono le sue radici storiche, quali le ragioni del suo successo? Nei suoi eccessi, non è portatore di un rischio gravissimo per un legame sociale sempre più fragile? Quali rapporti ha con una globalizzazione e un liberalismo sempre più aggressivi e spersonalizzanti?

Philippe Breton e ricercatore al CNRS (Laboratoire de Sociologie de la Culture Européenne di Strasburgo) e insegna all’università Paris-I-Sorbonne. È autore, fra l’altro, di La storia dell’informatica (1992), L’utopia della comunicazione (1995) e La parole manipulée (1999).

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