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Il Comune di Firenze alla Fine del Dugento

Il Comune di Firenze alla Fine del Dugento

Autore/i: Ottokar Nicola

Editore: Giulio Einaudi Editore

ristampa della seconda edizione riveduta e corretta, introduzione di Ernesto Sestan, Biblioteca di cultura storica.

pp. XVIII-230, Torino

Apparsa in prima edizione nel 1926, e ristampata in questa collana nel 1962, l’opera di Ottokar resta un’acquisizione storiografica di primaria importanza.
Ottokar aveva posto al centro della propria ricerca il problema tipicamente europeo-occidentale della «città», e soprattutto la figura peculiare del Comune italiano, come organismo ampio e complessivo, come centro d’organizzazione di un mondo più vasto della città stessa, trascendente i suoi limiti e le sue particolari condizioni di vita. A differenza, però, del Salvemini, che circa trent’anni prima in Magnati e popolani aveva applicato le idee del materialismo storico alle vicende del Comune fiorentino, l’Ottokar è portato a sottolineare, piuttosto che le lotte fra le classi sociali, quelle tra i gruppi politici in contrasto per il potere. Come osserva Sestan nella sua ampia introduzione, «l’interpretazione storiografica dell’Ottokar è, a differenza della cosiddetta scuola economico-giuridica, piuttosto giuridico-politica; il punto di partenza è una particolare situazione giuridica, cioè di rapporti convenuti, che è sottoposta alla continua pressione ed erosione di forze politiche che per un verso tentano d’adeguarsi ad essa, ma che per un altro verso, adeguando visi, la deformano». A distanza di tanti anni, è possibile valutare ancora meglio l’originalità di molte interpretazioni dello studioso. Per la storia comunale in genere, e per quella fiorentina in specie, questo suo volume costituisce un punto di partenza obbligatorio.

Italiano di elezione, Nicola Ottokar nacque a Pietroburgo nel 1884, di nobile famiglia calvinista. Fu discepolo del medievalista J. Greaves e dal 1916 al ’21 insegnd all’università di Perm’, di cui fu anche rettore. Pubblicò nel 1919 il suo primo importante lavoro, Òpyty po istòrii frantsúzskich gorodòv v srèdnie vekà, più noto nella posteriore traduzione italiana dal titolo Le città francesi nel Medio Evo. Saggi storici (1927). Emigrato in Italia in seguito alla rivoluzione, si dedicò allo studio della storia del Comune di Firenze e delle città medievali italiane, pubblicando nel 1926 la sua opera di maggior impegno, Il Comune di Firenze alla fine del Dugento. Dal 1930 l’università di Firenze lo ebbe per quasi un trentennio prima incaricato, poi titolare di storia medievale; in quella città morì il 18 settembre 1957.
Tra le sue opere, oltre a quelle citate, ricordiamo: I comuni cittadini del Medio Evo (1936), studio apparso originariamente nell’«Enciclopedia Treccani», vol. XI, pp. 1725; Breve storia della Russia. Linee generali (1936, nuova ediz. 1950); e la miscellanea Studi comunali e fiorentini (1948).

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Introduzione di Ernesto Sestan

Il Comune di Firenze alla fine del Dugento

  • I. – L’istituzione del Priorato
  • II. – Il ceto dirigente
  • III. – Magnati e Popolani
  • IV. – La politica fiorentina degli anni 1285-92
  • V. –  Il movimento popolare degli anni 1293-94

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