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Hašepsowe e Tuthmosis III

Hašepsowe e Tuthmosis III

Una regina ambiziosa e un grande faraone

Autore/i: Cimmino Franco

Editore: Rusconi

prima edizione.

pp. 256, nn. tavv. b/n f.t., ill. b/n, Milano

Verso il 1505 a.C. morì a Tebe il faraone Tuthmosis II e nominalmente gli successe il figlio Tuthmosis III; nominalmente, perché l’erede era poco più che un bambino, non ancora in grado di affrontare le pesanti responsabilità del trono. La reggenza fu affidata alla regina-vedova, la Grande Sposa Reale Hašepsowe, figlia, nipote e moglie di re, donna intelligentissima e ambiziosa, che riuscì a prolungare la reggenza oltre ogni prevedibile termine. Hašepsowe si fece ben presto incoronare, pur continuando a far apparire il ragazzo accanto a lei nelle cerimonie e a farne iscrivere il nome accanto al suo come faraone. Poi, improvvisamente, Tuthmosis III fu inviato a servire nel tempio dinastico di Karnak dedicato a Amùn, e Hašepsowe assunse tutti i poteri, si attribuì i titoli del protocollo faraonico, vestì gli abiti da cerimonia dei faraoni maschi e si fece raffigurare persino con la barba rituale che era tra i simboli della regalità assoluta. Straordinaria figura di donna e di regina, dotata , di spiccate capacità politiche e di un senso radicato della gestione del potere, con una visione impeccabile della regalità e un fondo umano, quasi fragile, che attenua molte ombre che gravano sul giudizio degli Storici, Hašepsowe regnò incontrastata per più di vent’anni. Solo alla sua morte Tuthmosis III ebbe il potere, all’età di 37 anni, ed appare inspiegabile una così prolungata sottomissione e acquiescenza all’angheria della zia e matrigna Hašepsowe.

Tuthmosis III non era un uomo comune e anzi dimostrò un carattere fortissimo, spirito intraprendente, capacità all’intrigo, indipendenza di giudizio, tenacia, coraggio e astuzia. Egli può essere considerato il più grande dei faraoni dell’antico Egitto, un condottiero di enormi capacità con intuizioni anticipatrici in campo tattico e Strategico, un amministratore abilissimo che introdusse innovazioni di rilievo nell’organizzazione burocratica, un politico di grandi vedute, un riformatore attento e un diplomatico raffinato.
Fra questi personaggi di statura eccezionale, Franco Cimmino si muove con rigore scientifico e sagacia investigativa, interrogando e confrontando le fonti originali, i testi epigrafici, i pochi e frammentari documenti esistenti, i reperti archeologici. Egli ricompone in una sintesi coerente le fasi di una vicenda dinastica ricca di intrighi e di colpi di scena e ci dischiude il fascino di un’epoca tanto lontana e splendida che troppo spesso viene confusa con la favola.

Franco Cimmino è nato a Cosenza nel 1924.
Si è laureato all’Università di Napoli e ha seguito corsi di specializzazione in egittologia a Parigi e a Cambridge. È membro della Société Francaise d’Egyptologie di Parigi, della Egypt Exploration Society di Londra, della Fondation Egyptologique Reine Elisabeth di Bruxelles e della Stiftung L. Keimer für Vergleichende Forschung in Archäologie und Ethnologie di Basilea. Attualmente lavora presso il Dipartimento scuola-educazione della Radiotelevisione, dove cura trasmissioni culturali per adulti.
Ha pubblicato: Vita quotidiana degli egizi (Roma 1974) e Pabor l’egiziano (Milano 1978), nonché vari contributi su questioni di egittologia in diverse opere enciclopediche.

 

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