Libreria Editrice OssidianeLibreria Editrice Ossidiane

Francesco d’Assisi

Francesco d’Assisi

Autore/i: Cardini Franco

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

pp. 288, Milano

Francesco d’Assisi piace a tutti, e piace molto. Troppo, perché questo unanime giudizio non nasconda un grave malinteso. In realtà, lo si è presentato in troppi e antitetici modi, tutti «ritagliati» e «giustificati» da letture parziali o tendenziose (oppure, al contrario, semplicistiche e acritiche) delle fonti. Così, abbiamo avuto un Francesco tradizionalista e uno progressista, un fedele figlio del papato e un semieretico, uno stracattolico e un preprotestante; il Risorgimento ha fatto di lui un precursore dell’unità d’Italia; alcuni l’hanno salutato come il fondatore della sensibilità rinascimentale; nel Novecento, ci sono stati un Francesco socialista e uno fascista; scrittori e poeti – da Hesse a D’Annunzio – e poi anche registi cinematografici – da Rossellini a Zeffirelli alla Cavani – hanno proposto ciascuno il «loro» Francesco; ora, ecologisti e ambientalisti vedono in lui il loro santo, l’amico degli animali e della natura. Franco Cardini rilegge le fonti e ricolloca Francesco d’Assisi nel suo contesto storico. Ne emerge una figura della quale sappiamo poco, e sulla quale le testimonianze si incrociano e si contraddicono tanto che, dall’una all’altra, egli sembra cambiare fortemente di profilo. Inutile tentare la ricostruzione eclettica d’un quadro così contraddittorio. Come l’Arnaldo da Brescia di Arsenio Frugoni o il Citizen Kane di Orson Welles, anche il Francesco che ci rimane attraverso la memoria storica sembra avere più volti. Eppure, non c’è dubbio che su di lui qualcosa di «obiettivo» si possa e si debba cercar di comprendere e di dire. Forse non ha mai parlato con gli uccelli o col lupo: ma non è detto che non l’abbia fatto. Certo era un santo che faceva pochi miracoli. Era anche un uomo che sapeva spesso esser duro, al contrario dell’immagine oleografica che di lui ci è stata tramandata. A tutt’oggi, resta un enigma. Eppure l’alta poesia dei suoi scritti e il fascino profondo della sua rilettura del Cristo e del suo sforzo di adeguare la propria vita al modello proposto dal Cristo continuano a commuoverci e a turbarci. Forse non è un santo per tutte le stagioni. Forse è davvero uno sconfitto e un tradito: lo è stato da quasi subito, fin da quando era in vita. Forse la fama e l’afFetto che ancor oggi sembrano circondarne la memoria sono soltanto la perpetuazione di antichi e non innocenti malintesi. Ma resta una figura eccezionale, uno di quegli uomini capaci di imporsi come asse attorno al quale danzano i secoli.

Franco Cardini insegna storia medievale nelle Università di Bari e Firenze e collabora a vari quotidiani e periodici. Tra i suoi libri più recenti vanno ricordati Il Barbarossa (Mondadori 1985) e Quell’antica festa crudele (nuova edizione Il Saggiatore 1987) oltre ad alcune raccolte di saggi.

Vai alla scheda libro e aggiungi al carrello Modalità di acquisto

Commenti

Comments are closed.