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Estetica del Brutto

Estetica del Brutto

Autore/i: Rosenkranz Karl

Editore: Società Editrice Il Mulino

presentazione e cura di Remo Bodei, prefazione dell’autore.

pp. 352, Bologna

L’Estetica del Brutto di Karl Rosenkranz (1853) è la prima e più importante opera su un tema che caratterizza le definizioni dell’arte moderna. Come nota Remo Bodei nella Presentazione, mediante un salutare effetto di straneamento si guarda al bello con ottica rovesciata, così da trasportarlo dal cielo dell’armonia e dell’ideale alle deformi regioni dell’attualità. Rosenkranz si propone di “scavare un più profondo accesso all’inferno dell’esistente”, di trattare il brutto quale aspetto Specifico di una patologia generale della società. Nel suo ambito trovano largo spazio le nuove forme espressive dell’arte contemporanea, dal feuilleton alla caricatura, dal romanzo nero ai dagherrotipi; una particolare attenzione ricevono i prodotti della “letteratura industriale” e dei bassifondi (Sue, Dickens, Hugo), come riflesso delle tensioni sociali e della condizione degradata delle grandi città. Nel connettersi alle precedenti teorie di Lessing, Hegel o Weisse, Rosenkranz considera il brutto quale parte del bello, suo “sosia negativo”, bellezza ribelle che deve esser sottomessa dopo dura lotta. Ma l’arcangelo del bello svolge la sua missione suprema non solo nel calpestare i mostri estetici, ma anche nel lasciar loro un ruolo subordinato, di sfida, di negatività. Proprio questo “fiele” dialettico impedisce all’arte ogni classicismo pacificato ed ogni adeguarsi ad un passivo naturalismo.

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