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Enciclopedia della Musica – 5 Volumi

Enciclopedia della Musica – 5 Volumi

Volume 1: Il Novecento – Volume 2: Il sapere musicale – Volume 3: Musica e culture – Volume 4: Storia della musica europea – Volume 5: L’unità della musica

Autore/i: Autori vari

Editore: Giulio Einaudi Editore

diretta da Jean-Jacques Nattiez, con la collaborazione di Margaret Bent, Rossana Dalmonte e Mario Baroni.

vol. 1 pp. LXVIII-1334, vol. 2 pp. XLIX-1156, vol. 3 pp. XXXIV-1032, vol. 4 pp. L-1150, vol. 5 pp. XLIV-1246, numerose tavole a colori, Torino

Centottantacinque autori sotto la guida di Jean-Jacques Nattiez, cinque volumi in cui dispiegare una concezione di enciclopedia musicale innovativa, adatta alle tecnologie del millennio agli esordi e conscia della tendenza alla globalizzazione.
Un’opera imprescindibile per musicisti, musicologi e melomani, ma soprattutto per il grande pubblico, destinata – nelle intenzioni del curatore – «a riunire un insieme di conoscenze musicali senza precedenti nella storia della ricerca occidentale».

I. Il Novecento

Riallacciandosi alla tradizione della Casa editrice, Jean-Jacques Nattiez ha voluto mantenere la struttura dell’Enciclopedia Einaudi diretta da Ruggiero Romano, «dove – egli spiega – le materie, legate a parole-chiave, rendevano l’oggetto dei saggi il piú originale e personale possibile». Perciò i collaboratori sono stati scelti non solo in base alle loro competenze, ma specialmente perché offrissero un punto di vista innovatore su un periodo, un tema, un problema specifico. D’altronde, se immaginiamo la musica come un prisma sfaccettato, vedremo che le sue diverse facce corrispondono alle ormai innumerevoli discipline di cui dobbiamo necessariamente tenere conto per comprendere il fatto musicale. Nel corso dell’ultimo secolo il numero di queste discipline si è progressivamente ampliato e ora annovera scienze – l’economia, l’antropologia, la neurologia, per esempio – e approcci – marxista, femminista, decostruttivo – fra loro spesso lontanissimi. Se un tempo la storiografia musicale consisteva di grandi biografie, o era costituita dalla descrizione minuta di opere, generi e stili, oggi questa prospettiva esclusivamente storica è irrealizzabile. Di conseguenza, i collaboratori provengono da ambiti assai diversi ed è stato loro richiesto di adottare un punto di vista fermo – distinto e talvolta opposto – immediatamente riconoscibile come quello della disciplina o della scuola che rappresentano, nella convinzione che una pluralità di orientamenti sia il modo migliore per rispettare l’intelligenza del lettore e per suscitare la sua curiosità. Nel succedersi dei cinque volumi, costante sarà il richiamo alle infinite sfaccettature dell’universo musicale.

II. Il sapere musicale

«Nel Volume secondo di questa Enciclopedia l’espressione “sapere musicale” è assunta in duplice accezione. Il sapere musicale è innanzitutto ciò che sappiamo della musica e dei musicisti. Ciò è oggetto delle prime tre parti dell’opera. Ma anche l’impiego che della conoscenza della musica si fa per trasmetterla, renderla viva, interpretarla. Questo è oggetto delle due ultime parti. Fra le due, le diverse discipline e i diversi orientamenti della musicologia.
Per ciascun punto o problema che ci accingiamo ad affrontare il nostro obiettivo non è stato – compito impossibile – quello di presentare l’insieme delle teorie o dei punti di vista che possono darne contezza, ma al contrario, cosí come avevamo fatto nel Volume primo, di fare appello per la trattazione di ciascun tema a una sola disciplina, spesso innovativa, o a un solo punto di vista. Tranne quando si trattava di offrire una rassegna delle grandi branche della musicologia (storia, teoria, analisi, etnomusicologia, ecc.), non si è proceduto a un’esposizione sintetica e storica di quanto avviene all’interno di ciascuna branca. Si è preferito illustrare la diversità dei metodi e delle discipline mobilitate oggi nella costruzione del sapere musicale, facendole intervenire su un certo numero di questioni specifiche, che non sorprenderanno dopo l’esame che abbiamo appena proposto. […]

Dalla rassegna presentata in questo volume, necessariamente molto frammentaria nonostante il gran numero di pagine, risulterà senz’altro che la conoscenza del fatto musicale è ormai pluralistica. Non vi è limite alle forme di costruzione dei fatti musicali e ai parametri che vengono privilegiati. Non vi è limite al numero delle discipline e, all’interno di ciascuna di esse, ai paradigmi propri di ciascuna disciplina ai quali il musicologo può far ricorso. Non vi è piú limite alle tipologie di musica che possono costituire oggetto di indagine musicologica. Tale è la nuova situazione di cui la musicologia è testimone in questo inizio di XXI secolo. L’unitarietà di una disciplina a lungo caratterizzata dall’onnipresenza del criterio storicistico ha lasciato posto a una disciplina esplosa e variegata, che trova il suo nettare ovunque si volga a coglierlo. […]

III. Musica e culture

Questo volume è dedicato alla musica in una prospettiva interculturale, che rientra nel campo dell’etnomusicologia: lo studio delle musiche folkloriche, popolari, tradizionali o non-europee. Articolato in diverse sezioni, il volume affronta questioni quali musica scritta e musica orale, musica tradizionale, strumenti e danze delle piú diverse tradizioni storico-culturali.

Il terzo volume è dedicato alle musiche del mondo che, complice la globalizzazione, andiamo sempre piú scoprendo. Segue dunque un percorso articolato in cinque grandi temi, partendo dalla storia delle musiche nei quattro angoli del pianeta che solitamente vengono considerate prive di storia. Si passa quindi ai legami fra musica e religione per poi illustrare le molte forme di relazione che intercorrono tra musica e società. Si arriva cosí a mostrare come le diverse culture usino la musica per affermare la loro identità. Ma ciascuno di questi quattro temi (storia, religione, società, identità) non avrebbe senso se non fosse inserito in una folta rete di significati linguistici, coreografici, teatrali e rituali che individuano il quinto tema.

IV. Storia della musica europea

Una originale investigazione storica delle opere musicali della tradizione occidentale: forme simboliche complesse considerate non solo come note in partitura, ma anche come prodotti di strategie compositive e punto di partenza per analisi percettive e interpretative: non la storia, ma le storie della musica.

Questo volume affronta quello che è stato per lungo tempo il dominio esclusivo della musicologia: la storia della musica occidentale. Una serie di spaccati attorno a questioni e problemi specifici copre la storia della musica occidentale dal canto gregoriano alla nascita dell’impressionismo: la nascita dell’opera a Venezia, l’evoluzione dell’orchestra da Monteverdi a Ravel, il dibattito sulla musica nel secolo dei Lumi in Francia, orientalismo ed esotismo da Lully a Debussy, tipologia dei generi e delle forme musicali nel Settecento e nel Romanticismo, la musica e il balletto, i virtuosi, la Grand Opéra e l’operetta…
Un taglio trasversale dunque che non offre un punto di vista fintamente oggettivo. Qui le sinfonie, i concerti, i preludi, le musiche da camera firmate dai grandi protagonisti della storia musicale emergono nell’intreccio di una storia che offre uno sguardo prospettico piú ampio e allargato. Fatti e nomi non esistono isolatamente ma acquistano senso all’interno di un percorso che i curatori indicano in tutta la sua varietà e complessità e che per questo risulta stimolante e ricco di spunti, utili per una riflessione sull’intero fenomeno musicale e le sue espressioni.

V. L’unità della musica

Come già nel terzo volume (Musica e culture) anche il quinto si interroga su cosa significhi per la musica essere un linguaggio universale. I saggi cercano una risposta affrontando le grandi culture musicali del mondo secondo alcuni temi fondamentali: il rapporto scrittura/oralità; le voci e gli strumenti; i modi di pensare autoctoni sulla musica; la dimensione storica delle musiche tradizionali; i legami tra la musica e la religione; i rapporti tra musica e società; la dimensione estetica; il problema dell’identità nelle musiche tradizionali; i rapporti di influenza reciproca fra le musiche tradizionali e quelle occidentali. Viene inoltre offerto uno studio comparato delle teorie musicali, delle tecniche vocali, dei ritmi e metri, degli strumenti e degli insiemi musicali.
Un volume che studia come, da sempre, diversissime esperienze musicali abbiano comunicato tra loro: l’Oriente con la musica occidentale, il jazz con la musica contemporanea; ma anche Rameau, Debussy, i binzantini, gli aborigeni, Céline Dion e le musiche su internet.

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Sommario:

I. IL NOVECENTO

Un’Enciclopedia della musica per il XXI secolo di Jean-Jacques Nattiez. Come raccontare il XX secolo? di Jean-Jacques Nattiez.

Parte prima. Ricerche e tendenze

Mario Baroni, Nascita e decadenza delle avanguardie musicali. Philippe Albèra, Tradizione e rottura della tradizione . Philippe Albèra, Il mito e l’inconscio. Veniero Rizzardi, Musica, politica, ideologia. Bojan Bujic, Le tradizioni nazionali. Jean-Jacques Van Vlasselaer, La musica nei campi di concentramento nazisti. Philippe Albèra, Modernità: il materiale sonoro. Philippe Albèra, Modernità: la forma musicale. Herman Danuser, Darmstadt: una scuola? Dujka Smoje, L’udibile e l’inudibile. Philippe Albèra, Il teatro musicale. Rossana Dalmonte, Voci. Werner Klüppelholz, Il musicista-attore. Johanne Rivest, Alea, happening, improvvisazione, opera aperta. Jean Boivin, Musica e natura. R. Murray Schafer, Musica/non musica, lo spostamento delle frontiere. Marc Battier, La scienza e la tecnologia come fonti d’ispirazione. François Delalande, Il paradigma elettroacustico. Marc Battier, Laboratori. Susanna Pasticci, Musica e religione. Raffaele Pozzi, L’ideologia neoclassica. Jonathan Cross, Compositori e istituzioni in Inghilterra. Andrew Imbrie, La musica americana dentro e fuori delle Università. Serge Provost, Complessità/Semplicità/Complessità. Michel Imberty, Continuità e discontinuità.

Parte seconda. Piaceri e seduzioni

Franco Fabbri, La canzone. Gianfranco Vinay, Il musical. Patrick Villanueva, Il Jazz. Alain Poirier, Le funzioni della musica nel cinema. Réal La Rochelle, Il regista e la musica da film: una testimonianza dei fratelli Taviani. Ennio Moricone, Un compositore dietro la macchina da presa. Luca Marconi, Muzak, Jingle e videoclips. Allan F. Moore, Come si ascolta la popular music. Pierfrancesco Pacoda, Gino Stefani, Rave, techno, transe. Maryse Souchard, Rap e protesta sociale. John Shepherd, Maschile/femminile nella musica dei giovani.

Parte terza. L’economia e i mezzi di diffusione

Jean Molino, Tecnologia, globalizzazione, tribalizzazione. Jacques Hains, Dal rullo di cera al CD. Réal La Rochelle, Il disco e le multinazionali. Sylvia L’Écuyer, La musica classica alla radio. Michel Veilleux, L’opera dal teatro allo schermo televisivo. Franco Fabbri, Concerti e festival rock. Jean-Jacques Van Vlasselaer, I festival di musica strumentale e operistica. Piero Rattalino, Le primedonne: cantanti, strumentisti, direttori d’orchestra. Mimma Guastoni, Aspetti economici dell’editoria musicale. François Colbert, Sovvenzioni statali e mecenatismo privato. François Colbert, Aspetti economici della vita musicale. Simon Frith, L’industrializzazione della musica e i problemi dei valori. Mario Baroni, Gruppi sociali e gusti musicali. Pierre-Michel Menger, Il pubblico della musica contemporanea. Tamio Kano, Un panorama musicale di Tokio. Paul Griffiths, La vita musicale a New York e a Londra.

Parte quarta. Intersezioni

Jean Molino, Il puro e l’impuro. Gerhard Kubik, Presenza della musica africana nel jazz. Gérard H. Béhague, L’influenza della musica africana sulle tradizioni musicali dell’America latina. Ramón Pelinski, Migrazioni di un genere: il caso del tango. Justinian Tamusuza, La musica contemporanea in Africa. Ignazio Macchiarella, Dalla musica etnica ai generi d’intrattenimento. Dominique Olivier, Le “musiques actuelles”. Deborah Pacini Hernandez, World music e world beat. John Rea, Il postmoderno. Glenn Gould, Riflessioni sul processo creativo. Jean-Jacques Nattiez, La musica dell’avvenire.

II. IL SAPERE MUSICALE

Pluralità e diversità del sapere musicale di Jean-Jacques Nattiez.

Parte prima. Il materiale musicale

Gianni Zanarini, Il suono. Harold Powers, La melodia. Kofi Agawu, Il ritmo. Nicolas Meeùs, Scale, polifonia, armonia. Jean-Claude Risset, Il timbro. Nicholas Cook, Forma e sintassi. Jonathan D. Kramer, Il tempo musicale. Jonathan Dunsby, La tessitura. Rossana Dalmonte, Musica e parole. Jean-Jacques Nattiez, Musica e significato.

Parte seconda. La musica, il corpo e lo spirito

Isabelle Peretz, La musica e il cervello. Marianne Hassler, Biologia e creatività. Eric Clarke, Processi cognitivi nell’esecuzione musicale. Irène Deliège, La percezione della musica. Michel Imberty, La musica e l’inconscio. Brenno Boccadoro, Musica, medicina e temperamenti. Giovanni Morelli, Musica e malattia. Roberto Caterina e Leslie Bunt, Musicoterapia. Gilles Cantagrel, Musica e gola.

Parte terza. Il musicista.

Peter Marler, La musica degli animali. Michel Imberty, La musica e il bambino. Sylvie Vangenot, L’enigma dell’orecchio assoluto. John A. Sloboda, Doti musicali e innatismo. Johannella Tafuri, Doti musicali e problemi educativi. Pierre François, Professionisti e dilettanti.

Parte quarta. La conoscenza del fatto musicale.

Margaret Bent, Il mestiere del musicologo. Philippe Vendrix, Concezioni diverse della storia musicale. Michela Garda, Storia del bello musicale. Mario Baroni, L’ermeneutica musicale. Rossana Dalmonte, Teoria e analisi. Jean-Jacques Nattiez, Etnomusicologia. Ramón Pelinski, Etnomusicologia nell’epoca postmoderna. Richard Middleton, Lo studio della popular music. Pamela M. Potter, Musicologia e nazismo. Daniela Langer, Musicologia e comunismo. Carolyn Abbate, Musicologia e gender studies.

Parte quinta. Pedagogia della musica.

Claude Dauphin, Didattica della musica nel Novecento. Rosalba Deriu, Tendenze recenti nella didattica dell’educazione musicale. Johannella Tafuri, La formazione musicale superiore in Europa e in Nord America. Franca Ferrari, Educazione musicale e mass media. Serena Facci, Multiculturalismo nell’educazione musicale.

Parte sesta. Dalla conoscenza all’interpretazione.

Peter Ward Jones, Collezioni e biblioteche. Dietrich Berke, Opera omnia e monumenta. Margaret Bent, Edizioni critiche di musica medievale e rinascimentale. Claudio Gallico, Edizioni critiche di musica barocca. Philip Gossett, Edizioni critiche di musica dell’Ottocento. Jonathan Dunsby, Analisi ed esecuzione musicale. Paul Griffiths, Finalità ed effetti della critica. Alejandro Planchart, L’interpretazione della musica antica. Christophe Deshoulières, La regia moderna delle opere del passato. Jean-Jacques Nattiez, Interpretazione e autenticità. Daniel E. Commins, L’acustica dei teatri e delle sale da concerto. Pierre Boulez, Testo, compositore, direttore d’orchestra.

III. MUSICA E CULTURE

Invito al viaggio di Jean-Jacques Nattiez.

Parte prima. Le musiche tradizionali nel mondo

Laurent Aubert, Le culture musicali del mondo: tradizioni e trasformazioni. Henri Lecomte, Una discografia selettiva e critica.

Parte seconda. Musiche tradizionali e storia

Timothy Rice, La storia della musica nella tradizione orale: una conoscenza possibile? Kay Kaufman Shelemay, La musica e la memoria. Donatella Restani, I miti della musica nella Grecia antica. Martin West, Musiche di cultura alta nell’antichità. Israel Adler, Musica ebraica: un viaggio attraverso il tempo. Robert C. Provine, La storia come nozione fondamentale nella musica dell’Estremo Oriente. Joseph S. C. Lam, Le musiche di corte dell’Asia orientale: una prospettiva storica e culturale.

Parte terza. Musica e religione.

Jean During, Il sacro e il profano: una distinzione legittima? Il caso delle musiche del Vicino Oriente. David Chadd, Sacro e profano nella musica medievale. Amnon Shiloah, Ebraismo e Islam: posizioni monoteistiche nei riguardi della musica. Ignazio Macchiarella, Le manifestazioni musicali della devozione cristiana in Italia. Mireille Helffer, Musica e buddhismo: un rituale tibetano. Roberte N. Hamayon, La musica nello sciamanesimo: l’esempio della Siberia. Judith Becker, Musica e trance. Tullia Magrini, Processi trasformativi nella cultura musicale contadina alla svolta del millennio. Christopher A. Scales, Somiglianze e varietà nei pow-wow degli Indiani del Nord America. Monique Desroches, Musica e rituale: significati, identità e società.

Parte quarta. Musica e società

Marcello Sorce Keller, Economia, società e modi del far musica nelle culture tradizionali. Bruno Nettl, Musica urbana. Jean Molino, Musica e lavoro. Monique Brandily, Specializzazione dell’attività musicale e vincoli sociali: l’esempio dell’Africa. Sophie Laurent, Musica e casta: la pratica musicale dei sarti-musicisti del Nepal. Christine Guillebaud, L’innesto tra musiche classiche e popolari: l’esempio della categorizzazione nel Kerala (India meridionale). Nicole Beaudry, Musica e gioco: l’esempio degli autoctoni del Nord America. Gerhard Kubik, La musica-danza tradizionale africana nel ciclo dell’anno e nel ciclo della vita.

Parte quinta. Musica e identità

Monique Desroches e Ghyslaine Guertin, Musica, autenticità e valore. Nidaa Abou Mrad, Scale melodiche e identità culturale nell’Oriente arabo. Irén Kertesz Wilkinson, Il nomadismo e la musica: il caso degli zingari. Yara El-Ghadban, La musica di una nazione senza territorio: il caso della Palestina. Serena Facci, La rappresentazione del rapporto uomo-donna in alcune musiche africane. Carolina Robertson, La sessualità e la sua rappresentazione in prospettiva interculturale.

Parte sesta. Musica e significati: linguaggio, danza, teatro

Jean-Jacques Nattiez, Musiche tradizionali e significati. Chris Goertzen, Testo e musica nel canto tradizionale anglo-americano. Bell Yung, La musica nel teatro cinese. Adrienne L. Kaeppler, Metafora e messaggio nelle arti dello spettacolo (Asia, il Pacifico e Broadway). Kofi Agawu, Musica, lingua e danza nella prospettiva degli Ewe del Nord. Jean-Jacques Nattiez e Sylvia Nannyonga Tamusuza, Ritmo, danza e sesso: una danza ugandese d’iniziazione al matrimonio. Francesco Giannattasio, Il concetto di musica in una prospettiva culturale.

IV. STORIA DELLA MUSICA EUROPEA

Storia o storie della musica? di Jean-Jacques Nattiez

Riflessioni

Mario Baroni, Stile e mutamenti di stile nella tradizione musicale europea. Jean Molino, Il tempo, la musica e la storia.

Storie

Alejandro Planchart, Le tradizioni del canto liturgico nell’Europa occidentale. Alexander Lingas, Musica e liturgia nelle tradizioni ortodosse. Susan Rankin, Liturgia drammatica e dramma liturgico. Gilles Rico, La formazione musicale nell’ambito del Quadrivium. Ardis Butterfield, Le tradizioni della canzone cortese medievale. Francesco Luisi, L’espressione musicale della devozione popolare. Alejandro Planchart, Organum. Margaret Bent, Élite culturali e polifonia fra Tre e Quattrocento. M. Jennifer Bloxam, La messa polifonica da Machaut a Palestrina. Kate Van Orden, Dalla corte alla città: la chanson nei secoli XV e XVI. Lorenz Welker, La nascita della musica strumentale (dal XII alla fine del XVI secolo). Massimo Privitera, Madrigali malinconici. Patrick Macey, Retorica e affetti nel Rinascimento. Owen Rees, Risposte musicali alla Riforma e alla Controriforma. Jessie Ann Owens, La musica inglese dalla Riforma alla Restaurazione. Paolo Fabbri, La nascita dell’opera in musica. Ellen Rosand, Gli esordi del teatro pubblico a Venezia: dal teatro di corte ai teatri d’opera a pagamento. Reinhard Strohm, Aria e recitativo. Dalle origini all’Ottocento. Franco Piperno, Modelli stilistici e strategie compositive della musica strumentale del Seicento. Gregory Butler, La retorica tedesca e la Affektenlehre. Loris Azzaroni, La tradizione scolastica del contrappunto severo. Alberto Basso, Accademie, conservatori, sale pubbliche da concerto (XVII-XVIII secolo). Cesare Fertonani, Orchestre e stili orchestrali. Alejandro Planchart, Il suono orchestrale da Monteverdi a Ravel. John Butt, Bach e Händel: differenze entro una comune cultura dell’invenzione musicale. Franz Körndle, La musica sacra del Sei e Settecento nelle tradizioni cattolica e luterana. Raphaelle Legrand, La musica del re e dei philosophes, da Lully a Rameau. Jean-Michel Bardez, I dibattiti sulla musica nel secolo dei Lumi. Alberto Basso, Massoneria, esoterismo e altri luoghi segreti della musica dei secoli XVII-XIX. Emanuele Senici, Tipologia dei generi nel teatro musicale. Francesco Cotticelli, Teatro e musica a Napoli nel Settecento. François De Médicis, Le convenzioni operistiche nel XVIII secolo e le opere liriche di Mozart. Enrico Fubini, Forma-sonata e melodramma. William Drabkin, La musica da camera da Haydn alla fine dell’Ottocento. Jean-Pierre Bartoli, Retorica e narratività musicali dall’epoca classica al primo Romanticismo. Carlo Piccardi, Danza e musica di danza dal Rinascimento a Chajkovskij. M. Elizabeth C. Bartlet, La Rivoluzione francese e la musica. Scott Burnham, Il fattore Beethoven. Jean-Pierre Bartoli, Retorica e narratività musicali nel XIX secolo. James Deaville, La figura del virtuoso da Tartini e Bach a Paganini e Liszt. Maurizio Giani, Fede e teatralità nella musica sacra dell’Ottocento. Walther Dürr, Poesia e musica nel Lied con pianoforte del Romanticismo tedesco. Rossana Dalmonte, Il pianoforte nell’Ottocento. Marco Beghelli, Morfologia dell’opera italiana da Rossini a Puccini. Carolyn Abbate e Roger Parker, La presenza del grand opéra in Verdi e in Wagner. Gerardo Guccini, Verdi regista: una drammaturgia fra scrittura e azione. Pierluigi Petrobelli, La regia dell’opera: lettura storica o interpretazione attuale?. Mark Everist, Struttura sociale e contesti artistici nell’opera francese (1806-64). Moritz Csaky, Operetta. Guy Marchand, Il mito di Faust e la musica nel secolo XIX. Jan Steszewski, Slavismo musicale. realtà, ipotesi o illusione?. Anna Maria Morazzoni e Aleksandra Anatol Evna Orlova, Il ’Gruppo dei Cinque’ e la sua storia. Peter Franklin, Le sinfonie fin-de-siècle. Jean Jacques Nattiez, L’universo wagneriano, i wagnerismi, il debussismo. Romano Prodi, La musica e l’Europa.

V. L’UNITÀ DELLA MUSICA

Frammentazione o unità della musica? di Jean-Jacques Nattiez e Jean Molino

Parte prima. L’incrocio delle culture musicali. Colonialismo, postcolonialismo, globalizzazione

Sezione prima. Dall’Europa verso il resto del mondo
Kofi Agawu, Effetti del colonialismo sulla musica africana. Malena Kuss, Il pensiero occidentale da un punto di vista transculturale (la decolonizzazione dell’America latina). Elisabeth Gallat-Morin e Jean-Pierre Pinson, Il trapianto della musica europea nella Nuova Francia e i suoi sviluppi. François Picard, Il trapianto della musica europea in Asia orientale e i suoi sviluppi. Gérard H. Béhague, Conquista coloniale e trapianto della musica europea in America latina.

Sezione seconda. L’espansione mondiale delle musiche tradizionali e popolari e la loro presenza nella musica occidentaleJocelyne Guilbault, Globalizzazione e localismo. Silvie Bolle-Zemp, Folklore e Folklorizzazione. La costruzione dell’altro e del sé. Robin Ryan, La diffusione del didgeridoo dall’Australia al mondo occidentale Line Grenier, Circolazione, valorizzazione e localizzazione della musica global pop: il caso di Céline Dion. Sylvia L’Écuyer, Musica classica, musica leggera e world music su Internet. Trevor Wiggins, Le “musiche del mondo” nel sistema d’insegnamento occidentale. Jean-Pierre Bartoli, Orientalismo ed esotismo sino all’epoca di Debussy. Susanna Pasticci, L’influenza della musica non occidentale sulla musica occidentale del XX secolo.

Parte seconda. Confronti

Jean Molino e Jean-Jacques Nattiez, Tipologie e universali

Sezione prima. L’orale e lo scritto
Jean Molino, Che cos’è l’oralità musicale. Ignazio Macchiarella, Oralità e scrittura nel falsobordone. Peter G. Jeffery, Trasmissione orale e scritta: il caso del canto bizantino. Étienne Darbellay, Libertà nella musica occidentale scritta. Yoshihiko Tokumaru, Il ruolo della notazione musicale nel mondo non occidentale: il caso dell’Estremo Oriente. Nicola Scaldaferri, Perché scrivere le musiche non scritte? Tracce per un’antropologia della scrittura musicale.

Sezione seconda. Teorie e concettualizzazione: prospettive comparative
John Baily, La teoria musicale nelle tradizioni orali. Sumarsam, La teoria musicale in Asia. Il caso del gamelan giavanese. Luisa Zanoncelli, Topoi della teoria musicale dall’Antichità al Quattrocento. Nicolas Meeùs, Teorie musicali in epoca romantica. Antonio Serravezza, La teoria musicale nell’età del positivismo. Reinhard Strohm, Il concetto di musica in Occidente. Un approccio culturale e sociologico alla sua storia. Lydia Goehr, Il concetto di musica dopo il 1800.

Sezione terza. Aspetti interculturali della creazione musicale
Bernard Lortat-Jacob, Forme e condizioni dell’improvvisazione nelle musiche della tradizione orale Jacques Siron, L’improvvisazione nel jazz e nelle musiche contemporanee. L’imperfetto del momento attuale. Regula Burckhardt Qureshi, L’interazione fra esecutori e spettatori nella musica di tradizione orale. Anne-Marie Green, L’influenza dello spazio sulla ricezione musicale

Sezione quarta. Tipologie
Gilles Léothaud, Classificazione universale delle tecniche vocali. Marco Beghelli, Voci e cantanti. Geneviève Dournon, Strumenti musicali del mondo: proliferazione e sistemi. Laurence Libin, Storia, simbolismi e funzioni degli strumenti occidentali. Giovanni Giuriati, Tipologia dei complessi strumentali. Nathalie Fernando, Scale e modi. Verso una tipologia dei sistemi scalari. Annie Labussière, Gesto e struttura modale nel canto tradizionale per voce non accompagnata. Francesco Giannattasio, Dal parlato al cantato. Philip Tagg, Significati musicali, classici e popular. Il caso ’angoscia’. Simha Arom e altri, Tipologia delle tecniche polifoniche. Simha Arom, L’organizzazione del tempo musicale. Saggio di una tipologia

Conclusione. Problemi contemporanei della conoscenza musicale
Bruno Nettl, Autenticità nella musica occidentale e non occidentale. Marcello Sorce Keller, La rappresentazione e l’affermazione dell’identità nelle musiche tradizionali e le musiche occidentali. Leo Treitler, As Times Goes By: i tempi della musica. Jean Molino, Dal piacere all’estetica. Le molteplici forme dell’esperienza musicale. Jean-Jacques Nattiez, Unità della musica… unità della musicologia? A mo’ di conclusione.

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Argomenti: Musica, Storia,

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