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Dzog-Chen – Lo Stato di Autoperfezione

Dzog-Chen – Lo Stato di Autoperfezione

Autore/i: Norbu Namkhai

Editore: Casa Editrice Astrolabio

prima edizione, introduzione e cura di Adriano Clemente, collana: Civiltà dell’Oriente.

pp. 104, ill. in b/n n.t., Roma

… Nella tradizione buddhista tibetana lo Dzog-chen figura come uno degli insegnamenti diretti più antichi; trasmesso e praticato in Tibet da lama appartenenti a tutte le scuole, ha mantenuto intatta nei secoli la sua purezza e autenticità…

Ecco un’eccellente esposizione di un insegnamento quasi sconosciuto in Occidente. lo Dzog-chen, un’antichissima dottrina sviluppatasi in Tibet nelle due principali tradizioni del Buddhismo tibetano e del Bon. Lo Dzog-chen non è patrimonio esclusivo di una scuola, né è un sistema religioso, è semplicemente una conoscenza che gli antichi maestri tibetani hanno trasmesso senza limiti di setta e di tradizione monastica. Lo Dzog-chen può essere meglio definito come conoscenza dello stato dell’esistenza, una chiave che può aprire la coscienza della persona, a qualsiasi classe sociale o religione appartenga. Al centro del sistema Dzog-chen sta la nozione della vera natura di ogni essere individuale: lo stato primordiale, libero dal karma e da ogni condizionamento del dualismo. L’illuminazione non è una condizione superiore che l’uomo può raggiungere attraverso faticose meditazioni o atti virtuosi; consiste piuttosto nella comprensione della dimensione originaria autoperfezionata che si rivela grazie al puro riconoscimento del proprio stato. Gli insegnamenti di Norbu ci offrono un’occasione eccezionale per entrare in contatto con una conoscenza di incomparabile valore sia per gli studiosi del mondo tibetano che per chiunque si interessi allo sviluppo spirituale. Nell’odierno risveglio di interesse per i metodi diretti di realizzazione, lo studio dello Dzog-chen ci apre una delle più celebri e misteriose vie dell’illuminazione.

Namkhai Norbu (1938-2018), nato a Derghe, nel Tibet orientale, è stato uno dei principali maestri di dzogchen contemporanei. Fu riconosciuto all’età di tre anni come la reincarnazione di un celebre maestro della tradizione dzogchen. Ricevette l’istruzione tradizionale di un Tulku, o lama reincarnato, che, oltre a studi accademici, comprendeva gli insegnamenti di vari grandi maestri con cui praticò per molti anni, prima che gli eventi politici rendessero necessaria la sua partenza per l’India. Qui conobbe Giuseppe Tucci che lo invitò a Roma per collaborare alle sua ricerche presso l’ISMEO (Istituto per il Medio e l’Estremo Oriente, l’attuale ISIAO). Si trasferì quindi in Italia dove contribuì attivamente alla nascita degli studi tibetani in occidente. Ha insegnato per oltre vent’anni Lingua e letteratura tibetana all’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Negli ultimi anni si è dedicato esclusivamente alla diffusione dell’insegnamento dzogchen. Ha fondato la Comunità Dzogchen, rappresentata da diversi gar, o centri, in varie parti d’Europa, in America Latina, in Russia, in Australia e negli Stati Uniti. In Italia la Comunità Dzogchen è presente a Merigar, Arcidosso, in Toscana. Ha scritto diversi libri ma anche lavori e saggi sulla storia, l’astrologia e la medicina tibetana.

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Introduzione

Parte I

  • L’individuo: corpo, voce e mente
  • Le vie della rinuncia e della trasformazione
  • La via dell’autoliberazione
  • Il valore della trasmissione

Parte II: Il cuculo dello stato della presenza

  • I Sei versi del vajra
  • La base e il modo di vedere
  • La via e il modo di praticare
  • Il frutto e il modo di comportarsi

Bibliografia di Namkhai Norbu
Indice dei termini tibetani e sanscriti

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