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Apocalisse - Con le Xilografie di Albrecht Dürer

di
Editore: Rizzoli
Informazioni: prima edizione, introduzione di Giorgio Manganelli, traduzione dai testi originali e note di Luigi Moraldi. - pp. 73, nn. illustrazioni b/n, Milano
Stampato: 1974-11-01
Codice: 500000004899

Colui che scrisse l'Apocalisse, il Giovanni dell'isola di Patmos, aveva una intelligenza squisitamente visiva, egli pensava per immagini, ma non metafore o traslati, ma direttamente per figure; la rappresentazione della fine è una serie di figure che vanno recepite direttamente nella loro celeste o infernale densità, immagini non già della retorica, ma tangibili nello
spazio segreto e abbagliato della mente. Nei termini della cultura occidentale, possiamo dire che l'Apocalisse è un testo «teatrale»... un teatro con figure minutamente disegnate, vissute intensamente come forma, e insieme arricchite e rese intoccabili da una fantasia da orafo, secondo le leggi non umane di una oreficeria dinamica.
Questo materiale sembra raccolto e preparato perché un genio del segno, un orafo dinamico, un pensatore per figure, non un allegorista ma un concreto contemplatore delle immagini del cielo e della terra, a esse dedicasse il suo genio: ciò accadde con il Dürer. Le illustrazioni del Dürer corrispondono a questa invenzione cosi febbrilmente oculare che appare nella Apocalisse: ma è anche assolutamente fedele alla qualità letterale di questa contemplazione, la sua minima obbedienza a un genere di reale, di concreto, che presuppone lo spalancarsi delle porte del cielo.
(Giorgio Manganelli)

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Introduzione di Giorgio Manganelli
 
Nota all'Apocalisse di Luigi Moraldi
 
APOCALISSE

  • Lettere alle sette chiese
  • Preliminari del gran giorno
  • Il gran giorno

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