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Il Cristo Dilacerato

Crisi e concili nella chiesa

di
Editore: Il Saggiatore
Prezzo: € 14,00

Informazioni: prima edizione, prefazione dell'autore, traduzione di Camillo de Piaz. - pp. 224, Milano
Stampato: 1964-08-01
Codice: 500000003308

Preciso ma appassionato, controllato ma audace, Jean Guitton vede e vive il cattolicesimo come «forma del tutto», come «l'asse dell'evoluzione» e come il senso finale della storia dell'uomo. Il Concilio si rivela allora come un «evento plenario» che ci può illuminare sul destino dell'umanità e dell'universo e Guitton si inchina di fronte ad esso «con timore e con tremore, con speranza nell'avvenire imminente o lontano, cercando nel passato la profondità del presente e l'immagine oscura del futuro». L'unità della Chiesa e l'unità di Cristo. È un'unità che non è statica e conclusa perché si evolve nel tempo e nella verità. Il Cristo è dilacerato ma continuamente risorge dalla dilacerazione per incarnare sempre di nuovo la verità come vita. Dilacerata dalle eresie e proprio attraverso le eresie e il loro superamento la Chiesa si costituisce come ortodossia vivente. Distruttive in quanto pretendono di imporsi come posizioni isolate, le eresie sono tuttavia profezie di un'unità non raggiunta e assolvono una funzione positiva se la Chiesa le sa trasformare, superare e, nella negazione, sa farle proprie, elevandole ad una superiore unità. In quest'opera storica che è contemporanea più di qualsiasi opera storica, Guitton rivive per noi il dramma del rapporto tra ortodossia ed eresia incominciando dal giudaismo e arrivando - attraverso la gnosi, l'arianesimo, l'islamismo, il catarismo e il protestantesimo - alla crisi religiosa della nostra epoca. La crisi è una crisi dilacerante che eredita tutte le crisi e che ripresenta il problema del fondamento e del significato dell'ortodossia stessa. Il Concilio è un momento storico eccezionale. È la maturazione di una «pienezza dei tempi» e nella dilacerazione della civiltà e della religiosità contemporanea, implica ed invoca la possibilità di una nuova sintesi e di un'unità che non condanni ma comprenda, iniziando un'epoca che non deve essere l'epoca delle negazioni insuperabili ma l'epoca del perdono.

Nato a Saint-Etienne (Loire) il 18 agosto 1901, allievo di Brunschwicg e di Bergson, Jean Guitton è una delle figure più rappresentative del pensiero cattolico contemporaneo. Dopo la tesi su Tempo ed eternità in Plotino e Sant'Agostino (1933) ha pubblicato una serie di opere tutte rivolte allo studio dei rapporti tra cattolicesimo e pensiero moderno, opere nelle quali egli ci offre la misura di una personalità autenticamente impegnata nella più alta problematica teologica e nel dovere di parlare all'uomo contemporaneo di ogni cultura e di ogni posizione sociale. Nel 1938 pubblica Il pensiero moderno e il Cattolicesimo; nel 1941 Giustificazione del tempo; nel 1949, dopo l'esperienza della prigionia in Germania e dei primi anni del ritorno, L'esistenza temporale.
Professore dal 1948 al 1954 all'Università di Digione, nel 1954 è chiamato alla Sorbona e nel 1961 all'Accademia di Francia. Dopo il 1959 Guitton scrive varie opere che da La Chiesa e il Vangelo (1959) a La Chiesa e il Concilio (1963) preparano e spiegano il Concilio Ecumenico Vaticano II. Papa Giovanni XXIII ha chiamato Guitton come osservatore laico al Concilio ed egli risulta il primo laico chiamato a far parte (fin dalla prima sessione) del Vaticano II. Confermato come uditore da Paolo VI, ha parlato ultimamente al Concilio il 3 dicembre 1963.

Il volume è disponibile in copia unica

Libro che può recare eventuali tracce d'uso.

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