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Gerarchia Celeste - Gerarchia Ecclesiastica - Nomi Divini - Teologia Mistica - Lettere

di
Editore: Rusconi
Informazioni: prima edizione, introduzione, prefazioni, parafrasi, note e indici di Enzo Bellini, traduzione di Piero Scazzoso, opera curata dal Centro di Ricerche di Metafisica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. - pp. 500, Milano
Stampato: 1981-09-01
Codice: 500000002620

Il corpus dionisiano - composto da quattro trattati: Gerarchia celeste, Gerarchia ecclesiastica, Nomi divini, Teologia mistica, e da dieci Lettere - costituisce certamente uno dei monumenti più insigni del pensiero filosofico e teologico occidentale. Il suo autore, che dichiara di chiamarsi Dionigi, fu identificato per lungo tempo con il Dionigi, giudice dell'Areopago, convertito da san Paolo. Ma, al di là delle affermazioni e delle circostanze che poterono far cadere in questo equivoco, il contenuto filosofico mostra che questo Dionigi è uno scrittore ben posteriore. La filologia moderna ha dimostrato che si tratta di un autore vissuto alla fine del secolo V o agli inizi del secolo VI, il quale, tuttavia, non può essere ben identificato. Egli è un credente che ripensa il verbo cristiano in funzione delle categorie del tardo neoplatonismo.
L'identificazione dell'autore di questi scritti con Dionigi Areopagita assicurò ai medesimi una straordinaria fortuna nel corso del Medioevo; Si vide in lui un maestro di teologia mistica e di interpretazione anagogica delle Scritture e a lui si ricorse per descrivere le interiori esperienze della vita spirituale. Le sue riflessioni sulla tenebra divina furono lette in stretto collegamento con la «notte oscura» di san Giovanni della Croce. Alle Gerarchie si ricorse per conoscere l'ordinamento del mondo angelico ed il senso della liturgia. La stessa concezione gerarchica che si trova nel Paradiso di Dante ben difficilmente si comprenderebbe senza la concezione dionisiana di Dio come luce che si riflette nelle diverse gerarchie angeliche e nei cieli. Ma anche a prescindere dalla grande fortuna storica di questi libri, che hanno fatto veramente epoca e che, quindi, restano indispensabili per intendere la storia spirituale dell'Occidente, essi si impongono al lettore per il loro spessore teoretico davvero eccezionale. E fra le molte cose che colpiscono l'uomo moderno, alcune, in particolar modo, potrebbero essere di stimolo alla riflessione. La verità non si raggiunge per la via della polemica contro gli altri, ossia contro le non-verità o contro le pretese non verità, ma amandola e difendendola per se stessa. Più si sale verso le cose alte, e più i lunghi discorsi umani devono abbreviarsi, e il culmine dell'ascesa, l'incontro con la Causa prima, si celebra nel silenzio metafisico.
È la prima volta che queste opere vengono presentate, in un solo volume, unitariamente tradotte, introdotte in generale e in particolare, parafrasate capitolo per capitolo, annotate e corredate di tutti gli apparati occorrenti alla loro comprensione, e destinate non solo ad un pubblico di specialisti ma a tutte le persone di cultura. Piero Scazzoso, che le ha tradotte, vi ha lavorato per quindici anni, ed Enzo Bellini, cui sono dovuti tutti gli apparati, vi ha lavorato per un quinquennio. La presente edizione, nella forma in cui è stata concepita e realizzata, costituisce dunque una novità e un cospicuo contributo alla diffusione del corpus dionisiano nella cultura contemporanea.

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