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Gli Arabi in Spagna

di
Editore: Garzanti Editore
Prezzo: € 27,00

Informazioni: prima edizione, premessa dell'autore, traduzione dal tedesco di Adriano Caiani. - pp. 280, 24 tavv. a colori, 22 ill. b/n, Milano
Stampato: 1982-10-15
Codice: 500000002079

Nel mondo islamico, dall'VIII secolo alla fine del medioevo, il nome arabo di al-Andalus designò la penisola iberica e precisamente il territorio occupato dalla conquista musulmana; nel momento della massima espansione al-Andalus coincise con il Portogallo e la Spagna odierni. Quella della Spagna fu la più rapida e la più facile di tutte le conquiste intraprese dagli arabi nel primo secolo dell'Islam. Il regno visigoto era in disfacimento e gli arabi seppero cogliere il momento più opportuno. Tra il semplice raid condotto dall'ufficiale berbero Tarif e la battaglia che nel luglio dell'anno 711 vide il re Roderigo sconfitto dall'esercito musulmano corre un solo anno.
Caddero Toledo e Cordova, Siviglia e Mérida: nel 713 gli arabi erano già a Saragozza.
La leggenda ha gettato un velo molto fitto su queste prime fasi della conquista di al-Andalus. Né sappiamo esattamente come si verificò il passaggio da una Spagna visigotica priva di omogeneità e in piena decadenza allo splendore di al-Andalus, destinato a durare otto secoli.
Nella Spagna dei mori si incontrarono la giovane religione del deserto, il cristianesimo, l'ebraismo e il germanesimo gotico. La tolleranza delle leggi instaurate dagli arabi, la sicurezza dei confini raggiunta a prezzo di continue battaglie, la grande prosperità ottenuta da principi saggi e prudenti permisero uno sviluppo di arti, scienze e commerci quale l'Europa non aveva più visto da secoli.
Schreiber ripercorre le tappe della conquista musulmana e traccia una grande sintesi storica delle vicende di al-Andalus. In queste pagine rivivono battaglie e scontri entrati nella leggenda, come Roncisvalle; i mitici califfi che fecero di Cordova «l'ornamento del mondo», secondo le parole della monaca cristiana Hroswitha; i poeti, i ministri, i guerrieri; le splendide donne, arabe e cristiane, che spesso governarono dietro le quinte; il lento progredire della riconquista cristiana, di pari passo col decadere della concordia in al-Andalus; personaggi come Almanzor o il Cid Campeador; e infine l'ultimo bagliore di al-Andalus, ormai ridotta entro i confini del minuscolo regno di Granada, dove gli artisti abbellirono di capolavori il tramonto di una civiltà, e dove Boabdil, ultimo re dei mori, si arrese a Ferdinando di Castiglia sotto le mura bellissime dell'Alhambra.

Hermann Schreiber è nato a Wiener Neustadt nel 1920. Attualmente vive a Monaco. Tra le sue opere, tradotte in tutto il mondo, ricordiamo: Civiltà scomparse (Garzanti, 1958); Gli unni (Garzanti, 1976); La Cina (Garzanti, 1980).

Il volume è disponibile in copia unica

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Argomenti: Cultura Islamica, Arabi, Storia,

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